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Guida completa su Idstein, uno dei borghi più belli vicino a Francoforte e nel cuore dell’Assia.

Idstein è raggiungibile in circa quarantacinque minuti da Francoforte. Siamo nel cuore dell’Assia, nel suggestivo paesaggio del Parco Naturale Reno-Taunus, una regione fatta di boschi, colline e piccoli centri storici che conservano intatto il fascino della Germania medievale.

Adagiata tra i rilievi dei Monti Taunus, a nord di Wiesbaden, Idstein appartiene al distretto di Rheingau-Taunus. Con le sue case a graticcio color pastello, le strade acciottolate e le piazze fiorite, il borgo appare come una cartolina della tradizione architettonica tedesca.

Il simbolo più riconoscibile della città è l’Hexenturm, la cosiddetta “Torre delle Streghe”. Risalente al XIV secolo, questa torre massiccia domina ancora oggi il profilo del centro storico ed è una delle testimonianze più evocative del passato medievale di Idstein. Ma non è l’unico monumento degno di nota: l’intero borgo è un concentrato di architettura storica, con splendide case a graticcio che in alcuni casi risalgono al XV secolo.

Il centro antico è racchiuso tra due corsi d’acqua: il Wolfsbach, che scorre a est e il Wörsbach, a ovest. Lungo il Wolfsbach sono ancora visibili le tracce di un antico insediamento omonimo, oggi scomparso. Intorno alla città si innalzano le colline del Taunus occidentale; verso sud si trova, il Galgenberg, mentre oltre queste alture si estende la brughiera di Dasbach.

Storia di Idstein: dalle origini medievali al Ducato di Nassau

Le origini documentate di Idstein risalgono al 1102, quando il luogo compare in un documento con il nome di Etichenstein. Tuttavia la città ottenne ufficialmente lo status urbano solo nel 1287, quando il conte Adolf von Nassau-Idstein ricevette questo privilegio dal re Rodolfo I d’Asburgo.

Per diversi secoli Idstein fu una delle principali residenze dei duchi della Casa di Nassau. Tra i suoi membri più illustri vi fu Adolfo di Nassau, che regnò come re di Germania dal 1292 al 1298 e trovò la morte in battaglia contro il rivale Alberto I d’Asburgo.

Il XVII secolo rappresentò, invece, uno dei periodi più oscuri della storia locale. Durante il governo del duca Johannes von Nassau-Idstein, la città fu teatro di feroci persecuzioni contro presunte streghe, una pagina drammatica che lasciò un segno profondo nella memoria collettiva.

Nel 1721 il territorio passò ai Nassau-Ottweiler e pochi anni dopo, nel 1728, ai Nassau-Usingen. Nel 1806, con l’unione di questa casata con i Nassau-Weilburg, nacque il Ducato di Nassau, che entrò a far parte della Confederazione del Reno. Dopo la guerra austro-prussiana, nel 1866, il ducato fu annesso alla Prussia e incorporato nella provincia di Assia-Nassau.

Dal punto di vista economico, tra la fine del XVIII secolo e la metà del XX secolo Idstein conobbe una fase di prosperità grazie all’industria della lavorazione del cuoio. Durante la Seconda Guerra Mondiale, parte della manodopera impiegata in queste fabbriche era costituita da lavoratori forzati. Nel 1956 una violenta alluvione devastò la principale fabbrica cittadina, che fu definitivamente chiusa tre anni dopo per difficoltà economiche. L’area industriale fu successivamente trasformata: oggi al suo posto sorgono edifici residenziali e commerciali attorno alla piazza Löherplatz, divenuta il nuovo centro del mercato cittadino. Una fabbrica legata alla lavorazione del cuoio è ancora attiva nella frazione di Ehrenbach.

Inoltre, un capitolo particolarmente doloroso riguarda l’istituto educativo Kalmenhof, coinvolto durante il regime nazista nei programmi di eliminazione delle persone con disabilità nell’ambito dell’Aktion T4. Inizialmente utilizzato come luogo di transito verso il centro di sterminio di Hadamar, il Kalmenhof divenne successivamente sede diretta delle esecuzioni tramite iniezione letale. Una vicenda che ancora oggi rappresenta una delle pagine più tragiche della storia locale.

Idstein | © Serena Annese
Schiefes Haus | © Serena Annese
Idstein | © Serena Annese

Cosa vedere a Idstein

Nonostante le dimensioni contenute, Idstein è un autentico concentrato di storia e architettura. Antica residenza dei conti di Nassau, il borgo conserva uno dei centri storici meglio preservati della regione. Le sue case a graticcio dai colori vivaci, alcune risalenti al XV secolo, si affacciano su strade acciottolate e piccole piazze che sembrano uscite da un libro illustrato.

Non è raro sentirla definire la “Nizza dell’Assia”, soprannome che richiama il clima relativamente mite e l’eleganza del suo centro storico.

Il centro storico di Idstein: passeggiata tra case a graticcio e vicoli medievali

Il centro storico di Idstein è un piccolo labirinto di vicoli acciottolati. Il nucleo antico si sviluppa idealmente tra la celebre Hexenturm e il Höerhof, elegante edificio costruito tra il 1620 e il 1626 su un’altura di fronte al castello. Oggi questo storico palazzo ospita un raffinato hotel con un ristorante.

Poco più in basso si trova lo Stockheimer Hof, costruito alla fine del XVI secolo come residenza dei signori di Stockheim. Dopo l’estinzione della dinastia, tra il 1768 e il 1776 la proprietà passò alla famiglia von Calm, da cui deriva il nome del centro socio-pedagogico SPZ Kalmenhof, ospitato qui fino al 2005.

Nelle vicinanze si apre anche Löherplatz, area che in passato ospitava le principali fabbriche dedicate alla lavorazione del cuoio, un’attività che per secoli rappresentò il cuore dell’economia locale. Tra le strade più suggestive c’è Kreuzgasse, una via dal fascino romantico dove si possono ammirare portali decorati e dettagli architettonici raffinati, che ben documentano la prosperità di un tempo.

König-Adolf-Platz: la piazza più bella e fotografata di Idstein

Il fulcro del centro storico di Idstein è senza dubbio König-Adolf-Platz, la piazza principale dove si concentra il meglio dell’architettura cittadina. Qui il colpo d’occhio è straordinario: intorno allo spazio della piazza si affacciano eleganti edifici a graticcio costruiti tra il XV e il XVII secolo.

La piazza è oggi uno dei luoghi più vivaci del centro storico: qui si trovano alcuni dei locali più frequentati sia dai residenti sia dai visitatori. Nella bella stagione è il posto ideale per sedersi all’aperto, sorseggiare un caffè o gustare un gelato godendosi l’atmosfera luminosa di questo angolo dell’Assia. 

Tra gli edifici più curiosi si trova anche la celebre Schiefes Haus, la “casa storta”, mentre poco distante c’è il cosiddetto Municipio Rosso, un edificio rinascimentale in mattoni che completa uno degli scorci urbani più iconici della cittadina tedesca.

Il Municipio Rosso di Idstein: storia e curiosità dell’antico Rathaus

L’attuale municipio di Idstein custodisce una storia segnata da distruzioni e ricostruzioni. L’edificio originario, completato nel 1698, fu realizzato con il sostegno finanziario del governatore locale e concepito come una sorta di ponte sopra una delle principali arterie cittadine, oggi trasformata in zona pedonale dal 1986.

Nonostante l’importanza dell’edificio, la funzione amministrativa occupava in origine soltanto due uffici. Il resto della struttura era destinato a servizi pubblici essenziali: qui trovavano posto il locale per la pompa antincendio, la bilancia per la farina, una guardiola, una cella di prigione, l’appartamento del segretario comunale e persino un granaio.

La storia recente dell’edificio è però segnata da gravi danni. Nel 1928 una frana compromise seriamente la struttura e pochi anni dopo un incendio nel 1947 provocò ulteriori devastazioni. Il colpo più duro arrivò tuttavia l’8 novembre 1948, quando un nuovo incendio distrusse gran parte del municipio.

La pubblicazione Das Idsteiner Rathaus 1698-1998, edita dal consiglio comunale nel 1998, ricorda in particolare la perdita degli arredi storici. Come si legge nella sezione dedicata ai danni da incendio, andarono distrutti soprattutto i raffinati mobili della sala consiliare e dell’ufficio del sindaco, tra cui un grande tavolo da riunione in quercia e tre dipinti a olio del pittore di Idstein Ernst Toepfer.

Idstein | © Serena Annese
Residenzschloss Idstein | © Serena Annese
Idstein | © Serena Annese

Nel vano scale del municipio si conserva una ringhiera realizzata sul modello di quella della tipografia Grandpierre in Obergasse, dettaglio architettonico ricostruito anche grazie alle informazioni fornite da Georg Grandpierre senior.

Killingerhaus e Stadtmuseum: il museo civico nel cuore di Idstein

Tra le costruzioni più affascinanti in König-Adolf-Platz, c’è la Killingerhaus, una delle case a graticcio più decorate della città. Costruita nel 1615, fu a lungo residenza di importanti famiglie nobili locali. La facciata è un autentico capolavoro: intricati intrecci lignei, finestre a bovindo che sporgono rispetto alla struttura e le caratteristiche Neidköpfe o Grollköpfe, singolari teste scolpite nel legno che raffigurano volti deformati o linguacce. Questi elementi decorativi, tipici della tradizione tedesca, avevano una funzione apotropaica: tenere lontani l’invidia e il malocchio.

Oggi la Killingerhaus ospita sia il museo civico sia l’ufficio informazioni turistiche della città. All’interno, una stretta scala a chiocciola conduce dal piano terra – dove si trova l’ufficio turistico – agli spazi espositivi del museo. Qui prende forma un viaggio attraverso oltre 900 anni di storia di Idstein, raccontati attraverso allestimenti curati e oggetti che testimoniano la vita della città nei secoli.

Il primo piano è dedicato soprattutto all’evoluzione urbana e istituzionale della comunità. Le sale illustrano lo sviluppo della città, la storia delle chiese, i diritti e i doveri civici e le forme di autogoverno locale. Ampio spazio è riservato anche alla storia dell’istruzione e al passato politico della regione, con approfondimenti sulla casata dei Nassau – in particolare sul ramo walramiano – e sul castello rinascimentale di Idstein, un tempo residenza dei conti di Nassau-Idstein.

Salendo al secondo piano, il racconto si sposta sulla vita quotidiana tra XVIII e XIX secolo. Qui il visitatore scopre come vivevano borghesi e contadini, tra attività domestiche, commercio e antichi mestieri. Una sezione particolarmente significativa è dedicata all’industria della concia del cuoio, per secoli uno dei pilastri economici della città: strumenti di conciatori e testimonianze artigianali raccontano un mestiere che ha segnato profondamente l’identità locale.

Il museo ospita inoltre la mostra A livello degli occhi su due pareti, che presenta opere del pittore Ernst Toepfer, mentre un edificio annesso in Obergasse accoglie l’intensa esposizione 7 pietre – 7 vite. Quest’ultima ricostruisce le storie di alcune famiglie ebree di Idstein, la cui vita fu spezzata dalle persecuzioni, dall’espulsione e infine dall’Olocausto.

Indirizzo: König-Adolf-Platz 7, 65510 Idstein, Germania
Orari:
aperta martedì e mercoledì dalle 8:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 17:00, giovedì e venerdì dalle 8:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 18:00, sabato dalle 11:00 alle 16:00 e domenica dalle 14:00 alle 17:00. Chiusa il lunedì.
Biglietto: ingresso gratuito.

Schiefes Haus: la famosa casa storta di Idstein

Tra gli edifici più fotografati della città c’è senza dubbio la Schiefes Haus, letteralmente la “casa storta”, situata proprio accanto al municipio nella piazza König-Adolf-Platz.

Questa costruzione, oggi tutelata come bene storico, colpisce immediatamente per la sua facciata blu brillante con infissi gialli e soprattutto per l’evidente inclinazione della struttura. L’edificio si sviluppa su quattro piani ed è caratterizzato da due timpani differenti collegati da una stretta mansarda centrale. Le travi portanti scolpite, i pilastri decorati e gli ornamenti a chiocciola rendono l’insieme ancora più scenografico.

La casa fu costruita nel 1527 per il maggiore della milizia cittadina Johann Jacob Nicoley come residenza privata. In seguito passò al genero, il farmacista Andreas Abel e successivamente a un altro membro della famiglia, il segretario dell’ufficio cittadino Johann Hartmann Strack.

Altes Amtsgericht | © Serena Annese
Idstein | © Serena Annese
König-Adolf-Platz e il Municipio Rosso | © Serena Annese

Nel 1768 Strack decise di vendere parte della proprietà, motivo per cui l’edificio ebbe per lungo tempo due numeri civici, Rodergasse 1 e 3. Nel corso dei secoli subì diversi interventi e cambi di proprietà, fino all’acquisto da parte della città di Idstein nel 1980.

Un importante restauro fu eseguito nel 1925 da Minna Nau, che ristabilì la struttura a graticcio originariamente nascosta sotto l’intonaco, trasformando radicalmente l’aspetto dell’edificio.

Sulla facciata compare anche un marchio di coltellinaio accompagnato dall’anno 1527: non è chiaro chi lo abbia inciso né quando e non sembra essere direttamente collegato alla costruzione.

Unionskirche: la chiesa barocca con il sorprendente soffitto dipinto

Lasciata alle spalle la vivace König-Adolf-Platz, la strada sale dolcemente lungo Obergasse, l’antica Via Superiore che conduce fino all’Obertor, la Porta Superiore della città. In passato questa arteria rappresentava una delle principali vie di collegamento di Idstein: proseguendo verso sud attraversava lo spartiacque nei pressi di Oberseelbach e scendeva poi nel bacino di Idstein, aprendo la strada verso la pianura del Meno.

Osservata dall’alto, Obergasse cambia completamente prospettiva: il susseguirsi delle case a graticcio, il profilo del campanile, la sagoma della Hexenturm – la celebre Torre delle Streghe – e la facciata del castello creano un panorama che rievoca il Medioevo. Proprio qui, a pochi passi dalla piazza, si trova uno degli edifici religiosi più sorprendenti della città: la Unionskirche

Il nome “Unionskirche” ricorda invece un evento storico: nel 1817 proprio a Idstein venne sancita l’unione tra la chiesa riformata e quella luterana, che diedero origine alla Chiesa evangelica. L’edificio funge inoltre da luogo di sepoltura dei conti e dei principi di Nassau, sottolineando il legame profondo tra la chiesa e la storia dinastica della regione.

Dall’esterno, la facciata relativamente sobria potrebbe far pensare a una semplice chiesa protestante; ma basta oltrepassare la soglia per scoprire uno degli apparati decorativi più straordinari dell’intera regione. L’edificio ha origini medievali. Nato come costruzione romanica, fu trasformato in chiesa gotica tra il 1330 e il 1340 per iniziativa del conte Gerlach di Nassau-Idstein

Nel 1340 fu elevato al rango di collegiata dedicata a San Martino, dotata di sei canonici e di numerosi altari. Nei secoli successivi subì ulteriori interventi: nel 1509 il conte Philipp fece predisporre lo spazio dell’attuale sacrestia per accogliere l’altare di San Sebastiano.

La trasformazione decisiva avvenne però nel XVII secolo. A partire dal 1669 il conte Johannes convertì l’antica collegiata in una chiesa protestante destinata sia alla predicazione sia alla corte. L’interno della navata fu riorganizzato secondo un linguaggio architettonico che univa elementi romanici e rinascimentali, riprendendo l’impostazione della basilica paleocristiana. Inoltre, fu arricchita con un ampio impiego del pregiato marmo di Lahn, utilizzato per arcate, colonne, fonte battesimale, altare, pulpito e monumenti funerari.

 I progetti di ristrutturazione sono oggi attribuiti a Johann Georg Heckler, capomastro della cattedrale di Strasburgo, mentre le elaborate opere in marmo furono realizzate principalmente dagli scultori Arnold Harnisch di Magonza e Martin Sattler di Idstein.

Il vero colpo di scena si rivela però alzando lo sguardo verso il soffitto. L’intera navata è rivestita da un imponente ciclo di pitture a olio su tela, un’idea fortemente voluta dal proprietario dell’edificio. Tra il 1673 e il 1678 l’artista Michel Angelo Immenraedt realizzò trentatré grandi dipinti ispirati allo stile di Peter Paul Rubens, affiancati da altri cinque realizzati da Johann von Sandrart. I colori intensi e le dimensioni monumentali delle scene catturano immediatamente l’attenzione: si tratta di opere di straordinaria qualità, considerate all’epoca all’avanguardia nell’espressione artistica.

Unterer Marktplatz | © Serena Annese
Himmelsgasse | © Serena Annese
Killingerhaus | © Serena Annese

La particolarità più sorprendente di questo ciclo pittorico è la sua struttura narrativa. Le scene non seguono la cronologia dei Vangeli: sono invece accostate e messe in contrasto tra loro per costruire un discorso teologico complesso, quasi un sermone visivo. Per coglierne pienamente il significato sarebbe necessario conoscere a fondo i racconti del Nuovo Testamento – una familiarità che oggi pochi visitatori possiedono.

Indirizzo: Platz der Nassauischen Union, 65510 Idstein, Germania
Orari:
aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 16:30.

Scendendo dalla Unionskirche si incontra il Gerberhaus, un antico magazzino utilizzato per la lavorazione e lo stoccaggio del cuoio. La sua posizione, vicino al torrente Wörsbach e lontano dalle zone più centrali, era dovuta sia alla necessità di acqua per il processo produttivo sia agli odori intensi generati dall’attività. Oggi l’edificio, completamente restaurato, è diventato uno spazio dedicato a mostre ed eventi culturali.

Hexenturm: la Torre delle Streghe simbolo di Idstein

Tornando indietro e salendo verso la zona del castello si attraversa il Kanzleitor, una porta storica dominata da una torre che in passato ospitava una prigione e una camera di tortura.

Poco più avanti si incontra il monumento simbolo della città: la Hexenturm, la cosiddetta Torre delle Streghe; oggiprotetta come bene culturale dalla Convenzione dell’Aia. In realtà il nome è fuorviante: questa imponente torre circolare non fu mai utilizzata come prigione per persone accusate di stregoneria. Il mastio, alto circa 42 metri e con mura spesse fino a tre metri, è l’edificio più antico della città e risale probabilmente alla metà del XIV secolo, anche se alcune fonti fanno risalire le sue origini al XII secolo.

Costruita in pietra di ardesia e quarzite su una base rocciosa, la torre ospita al suo interno quattro ambienti circolari sovrapposti. Al livello più basso si trova il dungeon, la prigione sotterranea con il cosiddetto “buco della paura”, una cavità priva di finestre e ventilazione. Il piano dell’ingresso ospita invece una sala con camino che probabilmente fungeva da rifugio per i difensori del castello; salendo si raggiungono altri ambienti fino alla merlatura superiore e alla stanza del custode.

Nonostante il nome, la torre non fu direttamente legata ai processi per stregoneria che segnarono tragicamente la storia della città. Tra il febbraio 1676 e il marzo 1677, sotto il governo del conte Johannes von Nassau-Idstein, ben 31 donne e 8 uomini furono accusati di stregoneria e arsi sul rogo, mentre altre quattro donne furono frustate, messe alla gogna e bandite per sempre dalla città. Tra le vittime si trovavano persone di ogni ceto sociale: locandieri, artigiani, funzionari di corte, persino la moglie del sindaco e alcuni sacerdoti.

Alla base della torre una lapide ricorda le vittime di questa persecuzione. Il soprannome “Torre delle Streghe” deriva probabilmente da un racconto dello scrittore e pastore protestante Ottokar Schupp, che narrava la vicenda della moglie del pastore di Heftrich imprigionata nella torre. Tuttavia il sotterraneo dell’edificio non presenta aperture verso l’esterno, rendendo improbabile che la storia si riferisse davvero a questo luogo.

Il tema delle streghe è oggi rievocato in chiave storica e folkloristica durante l’Idsteiner Hexenmarkt, il Mercato delle Streghe che si svolge ogni due anni in primavera nell’area del castello: un grande festival medievale con spettacoli, musica e artigiani che riportano in vita gli antichi mestieri.

Indirizzo: Schloßgasse, 65510 Idstein, Germania
Orari:
aperta martedì e mercoledì dalle 8:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 17:00, giovedì e venerdì dalle 8:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 18:00, sabato dalle 11:00 alle 16:00 e domenica dalle 14:00 alle 17:00. Chiusa il lunedì.
Modalità per la visita:
per accedere è necessario ritirare la chiave presso l’ufficio turistico in König-Adolf-Platz.

Altes Amtsgericht: l’antico tribunale e la storia amministrativa della città

Un altro edificio che racconta il passato amministrativo di Idstein è l’Altes Amtsgericht, l’antico tribunale distrettuale. Questo imponente palazzo in pietra, riconoscibile per il frontone a graticcio e la torre delle scale, fu costruito nel 1588 come Nuova Cancelleria, come ricorda l’iscrizione incisa sopra l’ingresso della cantina.

La costruzione fu commissionata dal conte Johann Ludwig I di Nassau-Idstein e servì inizialmente come sede amministrativa della contea. Dopo il 1866, quando il Ducato di Nassau fu annesso alla Prussia, l’edificio assunse una nuova funzione: dal 1867 al 1938 ospitò infatti il tribunale distrettuale di Idstein, ruolo che gli ha lasciato il nome con cui è conosciuto ancora oggi.

Attualmente l’edificio continua a far parte della vita pubblica cittadina: i diversi piani sono utilizzati dall’amministrazione comunale per varie attività, mantenendo così viva la lunga tradizione istituzionale di questo storico palazzo.

Obergasse | © Serena Annese
König-Adolf-Platz | © Serena Annese
Hexenturm | © Serena Annese

Residenzschloss Idstein: il castello rinascimentale dei conti di Nassau

Arroccato su uno sperone roccioso tra i due ruscelli che attraversano Idstein, il Residenzschloss Idstein domina la città con la discreta eleganza delle residenze principesche del primo Seicento. Il complesso, raffinato esempio di architettura rinascimentale, fu costruito tra il 1614 e il 1634 dagli architetti Jost e Henrich Heer (Höer) per i conti Ludwig e Johann di Nassau-Weilburg, membri della potente Casa di Nassau, che nel 1688 sarebbero stati elevati al rango di principi.

Il luogo, tuttavia, era già strategico molto prima della costruzione dell’attuale residenza: probabilmente qui sorgeva una fortificazione fin dall’XI secolo. Il nuovo palazzo fu edificato a nord del castello medievale, davanti al fossato asciutto e collegato all’antica rocca da un alto ponte ad arco in pietra – nella forma attuale risalente al 1850.

All’inizio del XVIII secolo gli interni furono completamente rinnovati, riflettendo il gusto barocco della corte. Al progetto contribuirono l’architetto Maximilian von Welsch, lo stuccatore Carlo Maria Pozzi e i pittori Valentin David Albrecht e Luca Antonio Colomba. Molti degli ambienti conservano ancora oggi elementi d’arredo e decorazioni che risalgono all’epoca dell’ultimo principe di Idstein, Georg August Samuel von Nassau-Idstein.

Il palazzo si sviluppa attorno a un impianto a tre ali. Lungo il fossato asciutto, di fronte alla facciata meridionale, si sviluppa una terrazza affiancata da due padiglioni angolari quadrati; al centro si apre il portale del cortile, mentre la muratura esterna è animata da bugnato e lesene che conferiscono alla struttura un carattere solenne.

La facciata principale, rivolta a sud, è dominata da una spettacolare finestra a bovindo rettangolare, decorata con motivi a nastro e sormontata da un tetto triplo. Sopra la cornice principale la struttura prosegue in una torre con cupola ottagonale a due livelli, elemento che cattura immediatamente lo sguardo. Poco più a ovest si trova il portale rinascimentale, caratterizzato da bugnato in conci e lesene scanalate. Sopra l’ingresso spicca un grande stemma araldico del 1630 circa, che ricorda l’unione tra il conte Johann – promotore anche della costruzione della chiesa cittadina – e la sua prima moglie Sibylla Magdalena di Baden-Durlach, sposati nel 1629.

Nella parte occidentale della stessa ala si trova l’antica cappella del castello, rinnovata nel 1718 e impreziosita da affreschi sul soffitto.

Il cortile interno si apre verso ovest e presenta, nell’angolo nord-est, una torre scalare quadrata coperta da un tetto a due falde. All’ultimo piano la struttura è coperta da quattro volte a crociera sostenute da una colonna centrale. I tetti originari dell’edificio, inizialmente a due falde con abbaini, furono in parte sostituiti da tetti a mansarda all’inizio del XVIII secolo durante i lavori diretti da Maximilian von Welsch.

Al piano terra si trova uno degli ambienti più suggestivi del palazzo: la sala dei cavalieri, un grande spazio voltato sostenuto da una fila centrale di quattro robuste colonne rotonde. Le basi ottagonali e i capitelli quadrati, decorati con motivi quasi romanici, creano un effetto architettonico solenne. Tra l’ala sud e quella orientale si inserisce inoltre una scala a chiocciola, che collega i diversi livelli del complesso.

Dopo la fine della sua funzione residenziale, il castello conobbe numerosi riutilizzi. Dal 1728 divenne l’archivio principale della linea Nassau-Usingen, fungendo da centro di raccolta per i documenti della casata fino al 1881, quando gli archivi furono trasferiti a Wiesbaden.

Nel 1905 l’edificio fu trasformato in casa di convalescenza per i membri dell’esercito reale prussiano; nel 1914 divenne ospedale militare di riserva e nel 1918 le truppe francesi di occupazione lo utilizzarono come caserma. Negli anni successivi ospitò una scuola rurale con centro ricreativo e un istituto di formazione per insegnanti.

Dal 1946, infine, il Residenzschloss è sede del ginnasio cittadino Pestalozzischule Idstein. Nonostante l’uso scolastico, il castello può essere visitato partecipando a visite guidate, che permettono di esplorare questa affascinante residenza principesca e di scoprire, stanza dopo stanza, le molte epoche che hanno lasciato qui la loro impronta.

Indirizzo: Am Hexenturm 9, 65510 Idstein, Germania

I giardini barocchi del castello di Idstein

Accanto al Residenzschloss, un tempo si estendeva uno dei più raffinati giardini di piacere barocchi della regione. La sua creazione fu voluta dal conte Johannes von Nassau-Idstein, che trasformò l’area compresa tra il fossato a sud del castello e la porta della residenza – lo spazio oggi delimitato tra la Schlossgasse inferiore e quella superiore – in un elegante giardino ornamentale progettato dall’ingegnere Georg Andreas Böckler.

Per ampliare la superficie disponibile, il terreno fu esteso verso est grazie alla costruzione di volte sotterranee che sostenevano la nuova area verde. L’accesso principale al giardino si trovava sul lato settentrionale, da cui si entrava in uno spazio pensato non solo per la passeggiata, ma anche per stupire gli ospiti della corte con scenografie e giochi architettonici.

Tra gli elementi più spettacolari vi era la grotta artificiale, uno dei simboli del giardino barocco. Il suo splendore è documentato nelle opere dei pittori di corte che ne immortalarono l’aspetto. Dal 1647 questo incarico fu ricoperto da Johann Valentin Hoffmann, a cui succedette nel 1651 il pittore Johann Walter di Strasburgo. A lui si devono anche i due volumi del celebre Florilegium di Idstein, un raffinato “libro dei fiori” illustrato. Le tavole di queste opere – così come le vivaci illustrazioni a colori che decoravano l’ambiente – sono oggi conservate tra Londra e Parigi.

König-Adolf-Platz | © Serena Annese
Giardini del Castello | © Serena Annese
Idstein | © Serena Annese

La grotta, originariamente dotata di finestre, era impreziosita da un soffitto decorato con raffigurazioni allegoriche, tra cui quelle dedicate ai sette giorni della settimana. In una fase successiva l’ambiente fu riorganizzato secondo una pianta quadrata e arricchito da una seconda struttura, la cosiddetta “grotta rompicapo”, accessibile attraverso la piccola casa del giardino oppure passando dalla grotta più antica situata al livello inferiore.

All’interno di questo nuovo spazio dominava un elaborato gioco di colori, luci e materiali: specchi, vetri, conchiglie, pietre decorative e dipinti creavano effetti visivi sorprendenti. Nicchie con sculture e fontane contribuivano a trasformare la visita in un’esperienza sensoriale, come richiedeva il gusto spettacolare dei giardini barocchi.

Dopo Johannes, anche suo figlio Georg August continuò a prendersi cura del giardino. Tuttavia, alla morte dell’ultimo giardiniere di corte nel 1738, il complesso iniziò lentamente a decadere. Con il tempo l’area fu secolarizzata e trasformata in orto, per poi essere definitivamente distrutta dopo il 1795. Dell’antico giardino sopravvisse soltanto la recinzione occidentale del 1706, che nel 1737 fu trasferita al castello di Usingen, dove si conserva ancora oggi.

Nel 1950 il luogo conobbe una nuova vita quando fu trasformato in roseto. Una successiva riorganizzazione del 1990 ha cercato di restituire l’impianto del giardino ornamentale ispirandosi ai modelli storici del periodo 1650-1675. Oggi alcune strutture metalliche segnalano la posizione originaria delle grotte e del padiglione del giardino, permettendo ai visitatori di immaginare la complessa scenografia barocca che un tempo animava questo spazio verde ai piedi del castello.

Tornando indietro e proseguendo verso est dalla König-Adolf-Platz, il percorso conduce lentamente verso la Porta del Paradiso, uno degli antichi accessi alla città. Un tempo, proprio davanti a questa porta si trovava il più antico cimitero di Idstein, mentre accanto sorgeva la Cappella della Madonna, fatta costruire nel 1310 dal conte Gerlach. Da questo punto, sulla sinistra, emerge la scultura Die Peif, opera dell’artista Tobias Weber, mentre sulla destra si distingue l’Agnello d’Oro, un albergo che per lungo tempo ha accolto viaggiatori e mercanti.

Unterer Marktplatz: la piazza del mercato inferiore di Idstein

Il cammino sfocia nella Piazza del Mercato Inferiore, uno spazio urbano nato relativamente tardi nella storia cittadina. Questa piazza fu infatti creata dopo il prosciugamento dello stagno del castello e fu sviluppata a partire dal 1690, quando durante il governo del principe Georg August, Idstein vide aumentare l’arrivo di nuovi coloni provenienti da altre regioni.

La piazza riflette ancora oggi questa fase di espansione. Sul lato orientale si allineano case a graticcio intonacate, tipiche dell’architettura locale, mentre la fontana si trova ai piedi di una piccola altura dove un tempo era collocato un gruppo scultoreo della Crocifissione.

Tra gli edifici che si affacciano sulla piazza c’è, in primo piano sulla destra, l’elegante dimora del macellaio Hess, testimonianza dell’agiatezza di alcune famiglie cittadine dell’epoca. Nell’angolo superiore destro ha inizio Kreuzgasse, una delle vie che collegano la piazza al tessuto urbano circostante.

Il Limes romano vicino a Idstein: il confine dell’Impero Romano patrimonio UNESCO

Il territorio di Idstein conserva tracce di una storia ancora più antica. Proprio a sud della città passava il Limes Germanico-Retico, la vasta linea difensiva costruita dai Romani a partire dall’86 d.C. per segnare il confine tra l’Impero Romano e le popolazioni germaniche.

La città si trovava sul lato germanico di questa frontiera, mentre il sistema difensivo attraversava colline e valli da est a ovest poco a sud dell’abitato. Le torri di guardia romane erano disposte a intervalli regolari lungo la linea fortificata e sempre in vista l’una dell’altra.

Nei pressi della località di Dasbach, lungo la strada per Niedernhausen, è stata ricostruita una di queste torri di avvistamento sulla collina della Dasbacher Höhe. Si ritiene inoltre che il campanile del villaggio sorga sulle fondamenta di un’antica torre romana.

Un altro importante sito romano si trovava vicino alla frazione di Heftrich, dove sorgeva il castrum di Alteburg. Oggi non restano tracce visibili della fortezza, ma l’area continua a vivere grazie al tradizionale Alteburger Markt, che si svolge tre volte all’anno.

Nel 2002 è stata inaugurata la ricostruzione della torre di guardia lungo il tracciato del Limes. Il sistema difensivo è stato poi riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’UNESCO il 15 luglio 2005

La torre è visitabile ogni seconda e quarta domenica del mese dalle 14:30 alle 17:00, quando i membri dell’Associazione Amici del Limes accolgono i visitatori fornendo spiegazioni e approfondimenti storici.

Cosa mangiare a Idstein: piatti tipici della cucina dell’Assia

La cucina locale riflette le abitudini culinarie della regione e propone piatti semplici ma ricchi di carattere. Tra le specialità più tipiche c’è l’Handkäs mit Musik, un formaggio servito con una marinatura a base di cipolle, aceto e spezie. Molto apprezzato anche il Rippchen mit Kraut, un piatto sostanzioso composto da costine di maiale accompagnate da cavolo stufato.

Gli amanti dei dolci non possono perdere il celebre Frankfurter Kranz, una torta a ciambella composta da strati di pan di Spagna farciti con crema al burro e ricoperti di croccanti mandorle caramellate.

Giardini del Castello | © Serena Annese
Idstein | © Serena Annese
Hexenturm | © Serena Annese

Il tutto si accompagna perfettamente con una birra locale oppure con un calice di Riesling, il vino simbolo della vicina regione vinicola del Rheingau.

Quando visitare Idstein: festival, mercati ed eventi durante l’anno

Tra gli appuntamenti più importanti c’è l’Idstein Jazz Festival, che da oltre vent’anni richiama migliaia di visitatori. Si svolge nel primo fine settimana delle vacanze estive e coinvolge fino a 75 gruppi musicali che si esibiscono su una dozzina di palchi all’aperto disseminati per il centro storico.

Nonostante i vigneti nel territorio comunale siano pochi e il vino prodotto non venga commercializzato – ma offerto gratuitamente durante alcune occasioni – ogni anno si tiene anche una festa dedicata al vino, durante la quale si degustano soprattutto le etichette provenienti dalla vicina regione del Rheingau.

Ogni due anni, in primavera, l’area attorno alla Hexenturm e al castello ospita invece l’Idsteiner Hexenmarkt, un suggestivo mercato medievale con spettacoli e artigianato tradizionale.

Tra giugno e agosto, infine, il terzo giovedì di ogni mese nella frazione di Heftrich si svolge l’Alteburger Markt, mercato tradizionale organizzato nell’area dove un tempo sorgeva il castrum romano di Alteburg.

Come arrivare a Idstein: collegamenti da Francoforte e Wiesbaden

Idstein si trova a breve distanza da Wiesbaden e da Francoforte, uno dei principali hub di trasporto della Germania.

In aereo: lo scalo di riferimento è l’Aeroporto di Francoforte, da cui Idstein dista circa quaranta minuti in auto o in treno. Lo scalo è collegato con voli diretti da diverse città italiane come Milano, Roma, Venezia e Bologna.

In treno e autobus: Idstein è ben servita dalla rete ferroviaria tedesca e dai collegamenti autobus. I treni ad alta velocità e le linee regionali consentono di raggiungerla facilmente da Francoforte e da molte altre città della Germania, mentre numerosi servizi di autobus – inclusi quelli a lunga percorrenza – completano le opzioni di viaggio.

Conoscevate già Idstein? L’avete già visitata o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!

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