
L’Ammonite di Paolo Portoghesi a Campagnano di Roma
Architettura come processo spiraliforme tra memoria del luogo, paesaggio attivo e futuro condiviso. Come visitare L’Ammonite grazie a Open House Roma.
Visitare L’Ammonite, già Casa Corrias, significa entrare in una forma architettonica che non si limita a occupare un luogo, ma lo riattiva. Immersa nella campagna a nord di Roma, lungo la via Francigena e ai margini del Parco di Veio, questa architettura progettata a partire dal 1972 da Paolo Portoghesi con Giovanna Massobrio si presenta come un organismo stratificato, dove memoria storica, simbolismo, tecnica e vita contemporanea convergono in una spirale continua.
La visita, resa possibile grazie a Open House Roma, è un’esperienza di lettura critica del paesaggio e del pensiero di uno dei protagonisti più complessi dell’architettura italiana del Novecento.
Indice
Paolo Portoghesi: formazione, critica della modernità e passione barocca
Nato a Roma il 2 novembre 1931, figlio di un ingegnere e cresciuto nel Rione Pigna, Paolo Portoghesi si iscrive nel 1950 alla Facoltà di Architettura. Ancora studente pubblica la sua prima monografia su Guarino Guarini e saggi su Francesco Borromini, manifestando una passione precoce per il barocco romano, destinata a restare una matrice costante del suo pensiero progettuale.
A vent’anni, una volta diventato architetto, Portoghesi avvia una critica radicale alla modernità, confrontandosi anche duramente con teorici come Bruno Zevi e Manfredo Tafuri, rivendicando il valore della tradizione come stimolo all’innovazione nella continuità.
Il metodo storico di Portoghesi, come scrive Giulio Carlo Argan, non consiste nel rintracciare Palladio in Alvar Aalto o Borromini in Frank Lloyd Wright, ma nell’operazione inversa e più ardua: scoprire Aalto in Palladio e Wright in Borromini. La storia diventa così un ordine di necessità e lo storico non può che essere anche politico. La poetica si configura come necessità etica dell’impegno operativo dell’arte.
Nel 1979 Portoghesi viene eletto direttore del settore Architettura della Biennale di Venezia; dal 1983 al 1993 ne sarà presidente, concludendo il mandato con la mostra Lo Spazio Sacro, dedicata alle tre religioni monoteiste.



In questo contesto affida ad Aldo Rossi la realizzazione del Teatro del Mondo nel bacino di San Marco e nel 1980 costruisce la celebre Via Novissima alle Corderie dell’Arsenale, coinvolgendo architetti come Frank Gehry, Hans Hollein, Robert Venturi e Denise Scott Brown.
La Casa dell’Amore: progetto, vita e rinascita
Il progetto di Casa Corrias nasce come collaborazione professionale e sentimentale tra Portoghesi e Giovanna Massobrio, che la definirà la “Casa dell’Amore”. È la Massobrio a introdurre l’architetto all’incarico commissionato dall’ambasciatore Francesco Corrias e dalla moglie, la pittrice americana Frances de Villers Brokaw, sorella dell’attrice Jane Fonda. La progettazione dell’opera è lunga, frammentata e segnata da interruzioni, ripensamenti e varianti, che Portoghesi stesso riconoscerà come potenziamenti della forza progettuale. L’opera viene completata solo di recente, sotto la sua supervisione, fino alla sua scomparsa nel 2023.
L’Ammonite di Paolo Portoghesi non si presenta come un semplice oggetto architettonico, ma come una condizione spaziale in divenire: una casa che pensa, una forma che custodisce la memoria e un organismo capace di restare attivo nel tempo.
L’Ammonite nel paesaggio: un’architettura che assorbe il luogo
Immersa nella campagna a nord di Roma, L’Ammonite assorbe nel suo impianto curvilineo le tracce profonde del territorio: gli insediamenti etruschi poco distanti, le ville rustiche romane e le torri medievali della vicina Campagnano. In simbiosi con il paesaggio agricolo e nel rispetto del bosco circostante, l’architettura ripercorre le ricerche tecniche e intellettuali di Portoghesi, incorporando simboli e citazioni dei grandi manuali della storia dell’architettura.
Pur essendo di recentissima costruzione e non classificabile come bene culturale, l’edificio pone una questione centrale: come un architetto contemporaneo possa e debba inserirsi in un ambiente naturale e storico meritevole del massimo rispetto. È una domanda che attraversa l’intera opera di Portoghesi e che qui trova una delle sue formulazioni più radicali.
L’Ammonite: continuità simbolica e tecnica
Il paesaggio di Campagnano si struttura attraverso il santuario della Madonna del Sorbo, le torri medievali, le tracce della via Amerina, le canalizzazioni idrauliche e le vestigia romane: un tessuto paesaggistico dove segno e iconografia definiscono una lunga durata storica.



In questo contesto si colloca Casa Corrias, oggi L’Ammonite, concepita come ricucitura tra motivi ambientali e esigenze della vita contemporanea. Portoghesi riafferma qui il rapporto tra materia, forma e paesaggio già sperimentato in opere come Casa Baldi.
La grammatica dell’edificio abbraccia venti secoli di morfologia della villa rustica e suburbana, richiamando le caratteristiche italiche descritte da Catone e Varrone nel De agri cultura e nel De re rustica.
Il progetto – realizzato interamente in blocchi di tufo locale – si sviluppa su un unico livello, coincidente con il piano di campagna, evitando sopraelevazioni e rispettando la gravità originaria dell’impianto rurale. L’impianto circolare, l’uso del tufo locale e la distribuzione policentrica degli ambienti configurano la casa come un organismo spiraliforme, che si avvolge attorno a un volume cilindrico, più vicino a un micro-villaggio che a una villa tradizionale.
Non esiste una facciata principale: la casa si offre come una sequenza fluida di curve, torri, patii e corti. Sul lato concavo interno crea spazi raccolti e ombreggiati; sul lato convesso esterno si apre al panorama, dialogando visivamente con il Santuario del Sorbo.
Curve e controcurve si sfiorano senza sovrapporsi, generando fessure di luce e dispositivi visivi. La torre tronca, con accenti borrominiani e medievali, conduce a un secondo livello della zona padronale e a una terrazza che inquadra Monte Razzano, Campagnano e la valle sottostante; riaffermando l’impianto del villaggio medievale dell’Italia dei Comuni.
I nuovi proprietari: la rinascita e la conclusione del progetto
Un nuovo capitolo si apre quando Daria Leuzinger, violinista svizzera, scopre la casa quasi per caso lungo una delle tappe del cammino sulla via Francigena. Daria, pellegrina solitaria in cerca di rigenerazione, vede la casa due giorni prima di arrivare a Roma e se ne innamora. Cambia vita e mette radici, riconoscendo immediatamente nel luogo una possibilità di vita diversa.
Dopo l’acquisto della casa, Daria e il marito Maurizio Persia – diplomato in trombone e, dal 1988, membro dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia – incontrano alcuni ex studenti di Paolo Portoghesi, grazie ai quali riescono a conoscerlo, allora ritirato a Calcata. Da quell’incontro nasce un’amicizia intensa, durata fino alla morte dell’architetto, durante la quale, sotto la sua consulenza, vengono finalmente realizzati anche gli interni rimasti incompiuti.
L’Ammonite oggi: spazio culturale abitato
Oggi L’Ammonite vive una nuova stagione come spazio culturale abitato: concerti, masterclass, mostre, residenze artistiche, registrazioni discografiche, corsi di yoga, pittura, teatro e lingue.
Una grande sala panoramica per cinquanta persone, un pianoforte a coda, stanze per gli ospiti, una cucina per corsi enogastronomici vegani e vegetariani, un parco di tre ettari con bosco e una piscina fanno della casa un organismo culturale vivo, fedele allo spirito originario del progetto.



L’Ammonite di Paolo Portoghesi è una casa che mette in relazione passato e presente, dove l’abitare diventa un atto consapevole di attenzione e cura attiva del luogo.
Conoscevate già L’Ammonite? L’avete già visitata o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!
Informazioni utili per visitare L’Ammonite
Indirizzo: Str. delle Pastine, 37, 00063 Campagnano di Roma (RM)
Orari: le visite guidate sono gestite dagli architetti del progetto “Open City Roma”, per verificare le prossime visite previste e prenotare, consulta il sito ufficiale. La visita ha una durata di circa 90 minuti. È necessario arrivare 5 minuti prima dell’inizio della visita. C’è a disposizione un parcheggio interno e non è necessario stampare il biglietto. In caso di condizioni meteo avverse la visita sarà rimandata o si potrà richiedere il rimborso, la comunicazione avverrà tramite email, si consiglia di verificare la email prima di recarsi alla visita.
Biglietti: 15€ / c’è uno sconto del 15% per gli studenti ed è gratuito per i bambini fino a 13 anni compiuti e per le persone con disabilità, inviando il tesserino a info@openhouseroma.org.
Sito web Open House
Sito web L’Ammonite

