
Skopje: dove un passato millenario incontra l’energia di una città in rinascita
Guida a Skopje, capitale della Macedonia del Nord: storia, monumenti, Vecchio Bazar, cucina tipica e consigli pratici per organizzare il viaggio.
Skopje, capitale della Macedonia del Nord, negli ultimi anni ha saputo reinventarsi con audacia, scrollandosi di dosso l’anonimato per diventare una destinazione vivace, imprevedibile e piena di angoli sorprendenti. Attraversata dal fiume Vardar e adagiata lungo una delle antiche vie che collegavano l’Europa centrale al Mare Egeo, Skopje è detta da molti la “Las Vegas dei Balcani”, per via delle sue architetture a volte eccessive, tra statue gigantesche, fontane zampillanti e velieri immobili sul fiume. Ma dietro la patina barocca voluta dal discusso progetto “Skopje 2014”, l’anima antica resiste.
Affiora tra le pietre romane, nei resti ottomani, nei vicoli del Vecchio Bazar e negli affreschi delle sue chiese. Ed è proprio seguendo questo contrasto, tra spettacolo e memoria, che Skopje si lascia scoprire passo dopo passo, invitando chiunque ad andare oltre la superficie per coglierne l’essenza più autentica.
Indice
Cenni storici su Skopje: da Scupi romana alla città contemporanea
Skopje un tempo si chiamava Scupi ed era un avamposto romano, una fortezza a guardia dei confini. Da allora ha visto passare imperi e lingue, ha conosciuto la grandezza di Bisanzio e le ambizioni dei sovrani slavi; è stata capitale imperiale per un momento e provincia contesa per secoli.
L’impronta ottomana è forse la più evidente: ponti, moschee, caravanserragli e il bazar. Per oltre cinque secoli Skopje fu una città di confine e d’incontro. Qui arrivarono anche gli ebrei in fuga dalla Spagna e la città si allargò, raddoppiò, resistette persino ai terremoti.
Il Novecento le ha chiesto un prezzo altissimo. Dopo guerre, annessioni e cambi di bandiera, la città fu quasi cancellata in pochi secondi da un terremoto nel 1963. Skopje divenne un laboratorio urbano, un esperimento di solidarietà internazionale e architettura visionaria, con viali ampi e edifici moderni.
Nel 1991, con l’indipendenza dello Stato, la città ha iniziato un nuovo capitolo, non privo di tensioni e conflitti. Eppure continua a reinventarsi e forse è per questo che è stata scelta come Capitale Europea della Cultura 2028.
Cosa vedere a Skopje
Viaggio nel Vecchio Bazar
Chi vuole davvero conoscere Skopje deve cominciare dal suo cuore più antico: il Vecchio Bazar. Il Vecchio Bazar di Skopje – la Stara Čaršija – è un dedalo di viuzze acciottolate e pietre levigate dai passi, incastonato sulla sponda sinistra del Vardar, proprio sotto l’antica fortezza di Kale. Un tempo cuore pulsante della vita economica e sociale durante la lunga dominazione ottomana, la Čaršija ha vissuto stagioni alterne, decadenze e rinascite. Per decenni, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, fu lasciata a sé stessa, le sue strade si svuotarono e i macedoni abbandonarono le vecchie botteghe.



La città si spaccava in due mondi paralleli: da una parte la modernità macedone, dall’altra questo labirinto di stradine dove la lingua e l’accento albanese prendevano il sopravvento. Negli ultimi anni, la situazione è mutata. Prima timidamente, grazie a qualche gruppo di artisti e intellettuali in cerca di spazi alternativi, poi con sempre maggior vigore. I caffè sono tornati a riempirsi di voci, il macedone ha ripreso a risuonare insieme all’albanese e al turco, i giovani hanno iniziato a considerare la Čaršija non più come un luogo da evitare, ma come il volto autentico della loro città.
Il Vecchio Bazar di Skopje è il più grande dei Balcani dopo quello di Istanbul e ancora oggi riesce ad incantare chi si lascia guidare dai sensi: l’odore del pane caldo, il tocco ruvido delle stoffe, il luccichio dei gioielli fatti a mano e il tintinnio dei cucchiaini nel vetro del tè.
Orari: le bancarelle ci sono tutti i giorni dalle 9:00 alle 15:00, il resto della zona è sempre accessibile.
È in questo dedalo di viuzze che si trova la Moschea di Mustafà Pascià, una gemma ottomana che domina la città dal 1492. La sua cupola elegante e il minareto sottile si stagliano contro il cielo balcanico, mentre all’interno si può ammirare un tripudio di decorazioni blu e bianche. Il terremoto del ’63 la danneggiò gravemente, ma un attento restauro le ha restituito la sua sobria maestosità. Un tempo qui c’erano anche una madrasa, un caravanserraglio e una mensa per i poveri. Oggi, resta la “turbe”, una piccola tomba ottagonale, dove riposa una delle figlie di Mustafà Pascià.
Indirizzo: Fort Kale, Mustafa Pasha's Mosque, MK MK, Fort Kale 1000, Skopje 1000, Macedonia del Nord.
La Fortezza di Kale: Skopje dall’alto e la memoria dei Balcani
Chiamata dai macedoni semplicemente “Kale”, parola turca che significa “castello”, la Fortezza di Kale ha delle origini antichissime, tanto che gli archeologi hanno trovato tracce di vita risalenti al Neolitico e alla prima età del bronzo. Si racconta che le prime mura risalgano ai tempi di Giustiniano I, imperatore di Bisanzio, vissuto nel VI secolo.
Nei pressi della fortezza sono stati rinvenuti moltissimi reperti: monete di bronzo, armi, ceramiche, tracce di città perdute come l’antica Scupi, distrutta da un terremoto nel 518. Alcuni di questi sono custoditi nel Museo della Città di Skopje.
Poi, nel corso dei secoli, i destini di Skopje e della sua fortezza si sono intrecciati con le mani di molti dominatori: Normanni, Ottomani e conquistatori serbi. La fortezza fu devastata dal sisma del 1963, che distrusse molte delle sue torri. Più recentemente, nel 2011, la fortezza è stata anche teatro di tensioni tra macedoni e albanesi, divisi su chi dovesse “possedere” la memoria del luogo.
Oggi della maestosa cittadella rimangono 121 metri di mura, tre torri e i resti di antiche costruzioni. Camminando lungo i bastioni, lo sguardo spazia sulla città e sul fiume Vardar, che scorre placido tra il Vecchio Bazar e i quartieri moderni.



Alcune mura sono crepate, il sentiero che sale dal parco sottostante è a tratti sconnesso. Ma è proprio questa patina di abbandono a rendere Kale autentica. Salendo sulle torri – quello che resta di un sistema difensivo una volta imponente – si può immaginare la quotidianità delle sentinelle alla ricerca di possibili invasori. Le feritoie, da cui un tempo gli arcieri tendevano i loro archi, oggi incorniciano panorami da cartolina.
In estate, la fortezza si anima: concerti, festival e spettacoli sotto le stelle richiamano giovani e turisti. Ma il momento più magico resta il tramonto. Quando il sole scende dietro le colline, tingendo di rosso le pietre di Kale.
Indirizzo: Samoilova, Skopje 1000, Macedonia del Nord
Orari: aperto tutti i giorni dalle 7:30 alle 16:00.
Biglietto: ingresso gratuito.
Chiesa di Sveti Spas: l’iconostasi lignea e la tomba di Goce Delčev
A pochi passi dal dedalo di viuzze acciottolate del Vecchio Bazar e dall’antica fortezza di Kale, c’è la Chiesa dell’Ascensione di Gesù – o Sveti Spas, come la chiamano i locali. Nessuna cupola scintillante, nessuna facciata monumentale: si nasconde dietro un muretto di pietra. In apparenza è un edificio modesto e quasi anonimo. Eppure, varcata la soglia, si può ammirare una delle più straordinarie iconostasi lignee di tutta la Macedonia del Nord.
La chiesa è stata ricostruita tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo dopo che un terribile incendio nel 1689 aveva raso al suolo la precedente costruzione. Fu nel 1824 che l’iconostasi fu completata, frutto di cinque anni di lavoro meticoloso da parte di maestri artigiani provenienti dai villaggi di Gari e Galichnik, terra di intagliatori rinomati. Ogni centimetro del legno racconta la Bibbia: figure sacre, motivi floreali e scene scolpite con una minuzia che lascia senza parole.
Durante i secoli bui della dominazione ottomana, la chiesa passò prima sotto la giurisdizione greca, poi bulgara, quindi di nuovo greca. Al suo interno riposa Goce Delčev, eroe e martire della lotta per l’indipendenza macedone, venerato come padre della patria. La sua tomba, semplice ma carica di significato, rende il luogo anche un santuario laico della memoria nazionale. Ogni anno, in occasione della festa dell’Ascensione, la chiesa torna a popolarsi di canti, preghiere e candele accese.
Indirizzo: 2C2P+77Q, Samoilova, Skopje 1000, Macedonia del Nord
Orari: aperta da lunedì a venerdì dalle 9:00 alle 17:00. Chiusa sabato e domenica.
Biglietto: 123 mdk (circa 2€).
Museo dell’Olocausto di Skopje: memoriale della comunità ebraica macedone
Aperto nel 2011, il Museo dell’Olocausto di Skopje è il quarto Centro Memoriale dell’Olocausto ebraico nel mondo ed è dedicato alla memoria dei 7.148 ebrei macedoni deportati e uccisi nei campi di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. Solo circa 150 persone riuscirono a sopravvivere, nascondendosi dalle persecuzioni naziste durante l’occupazione bulgara iniziata nel 1941.
Il percorso museale si sviluppa su due livelli. All’ingresso si accede all’Area di Commemorazione e alla Stanza Memoriale, dove una scultura raffigura i sopravvissuti con le fotografie dei propri cari; alcune cornici contengono specchi, coinvolgendo simbolicamente il visitatore nella memoria collettiva. Colpisce il monumento composto da 7.148 corde, ciascuna terminante con una biglia, a rappresentare ogni vittima.



Le sale successive ripercorrono la storia degli ebrei macedoni dai tempi biblici fino al Novecento, con documentari, fotografie, oggetti della vita quotidiana e della pratica religiosa, testimonianze video e reperti appartenuti all’esercito nazista. Tra gli elementi più toccanti, un vagone merci originale utilizzato per le deportazioni.
Indirizzo: Iljo Vojvoda Br. 2, Skopje 1000, Macedonia del Nord
Orari: aperto da martedì a venerdì dalle 9:00 alle 19:00, sabato e domenica dalle 9:00 alle 15:00. Chiuso il lunedì.
Biglietto: 100 mdk (circa 1,63€)
Čifte Amam: dai bagni turchi all’arte contemporanea
Nel cuore dell’antico bazar di Skopje si trova il Čifte Amam. Molto tempo fa, qui risuonavano voci tra i vapori e il calore umido dei bagni turchi. Il nome stesso – “Çifte”, in turco significa “doppio” – evoca le due sezioni, una per uomini e una per donne, in un edificio maestoso risalente alla metà del XV secolo, costruito per volere del generale bosniaco Isa-Beg Ishaković. Allora era il secondo hammam più grande di Skopje, oggi è un luogo dove a parlare sono i colori e le forme dell’arte contemporanea.
Le cupole traforate di luce creano ancora oggi un magico connubio tra sacralità e creatività. Gli antichi spogliatoi, le sale dove l’acqua purificava le anime, ospitano oggi opere emblema di un’identità in continua evoluzione. Qui ha trovato casa una parte della Galleria Nazionale della Macedonia, nata nel dopoguerra per raccogliere, custodire e far risplendere il patrimonio artistico di un Paese che era rimasto nell’ombra dei grandi imperi e delle loro fratture. I padri fondatori dell’arte moderna macedone – Lazar Ličenoski, Nikola Martinoski e Dimče Kočo – furono i primi a sognare un luogo dove l’identità macedone potesse finalmente emergere.
Il primo passo fu il Daut Pašin Amam, un altro magnifico bagno ottomano trasformato in spazio espositivo, ma presto nacque l’esigenza di nuove sale. Così il Čifte Amam divenne, a partire dagli anni Duemila, il cuore pulsante dell’arte più audace e contemporanea: qui trovano spazio installazioni, dipinti, fotografie di artisti locali e internazionali. Alcune delle esposizioni più celebri hanno portato a Skopje i nomi di Henry Moore, dell’arte francese, olandese e americana.
La Galleria Nazionale oggi abbraccia anche nuovi spazi come il Mala Stanica -un vivace centro multimediale nel cuore della città – e la Casa Memoriale di Lazar Ličenoski, donata dalla famiglia del celebre artista.
Indirizzo: Daut Pasin Hamam, Boulevard Goce Delchev, Skopje 1000, Macedonia del Nord
Orari: aperto da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00. Chiuso il lunedì.
Biglietto: 100 mdk (circa 1,63€)
Piazza Karpoš e il Ponte di Pietra: unione tra due anime urbane
A pochi passi dal Čifte Amam, dove un tempo c’era un’area verde, oggi si estende una grande piazza lastricata, Piazza Karpoš. Al centro, la fontana di Olimpiade e ai lati, cavalli e leoni in bronzo. La fontana celebra la maternità, con sculture di madri e bambini: un dolce e toccante tributo alla vita e un richiamo discreto alla madre di Alessandro Magno. Poco più in là, la statua di Filippo II domina l’insieme con il pugno levato, sostenuta da un’alta colonna.



Proseguendo verso il fiume, si arriva a quello che è, senza dubbio, l’emblema più potente della città: il Ponte di Pietra. C’è chi dice che risalga al VI secolo, ricostruito dopo un terremoto devastante; altri sostengono che sia un’opera ottomana del XV secolo, voluta dal sultano Mehmed II. Oggi il ponte, lungo oltre 200 metri, unisce idealmente e fisicamente due anime di Skopje: quella antica del Bazar e quella moderna di Piazza Macedonia.
Accanto all’antico Ponte di Pietra, due figure emergono con fierezza: sono Goce Delchev e Dame Gruev, rivoluzionari simbolo della rivolta di Ilinden del 1903. Poco distante c’è la statua di Metodija Andonov-Čento, primo presidente della neonata Repubblica Popolare di Macedonia, immortalato in un’opera di 5 metri che pesa 25 tonnellate.
Tra i vicoli della Čaršija si incontrano le figure scolpite di Petar Karpoš, ribelle fiero, e Gjorgjija Pulevski, precursore del pensiero macedone moderno, insieme ai santi Cirillo e Metodio, Clemente e Naum di Ocrida, padri della cultura slava.
Poco lontano dal Ponte di Pietra, altri due ponti, il Ponte delle Civiltà e il Ponte dell’Arte. Costruiti di recente, anch’essi sono decorati con statue di personaggi storici, santi, poeti e artisti. Lungo le rive del Vardar, sulla sponda opposta c’è, infine, la statua di Giustiniano.
Lungo il fiume Vardar: musei, teatri e architetture neoclassiche
Proseguendo lungo la riva sinistra del fiume, lo sguardo viene catturato da una sequenza di edifici neoclassici, tutti recentissimi e pensati per impressionare. Sono parte integrante del progetto Skopje 2014, che ha ridisegnato questa zona della città.
Il Teatro Nazionale di Skopje è il tempio delle arti, imponente, illuminato di notte e circondato da statue che celebrano attori, musicisti e creatori. Sorge dove un tempo c’era il teatro distrutto dal terremoto del 1963. Poco distante, c’è il Museo della Lotta per lo Stato Macedone.
Museo della Lotta Macedone: la strada verso l’indipendenza nazionale
Inaugurato l’8 settembre 2011, in occasione del ventesimo anniversario dell’Indipendenza Nazionale, il Museo della Lotta Macedone per l’Indipendenza racconta la complessa storia del popolo macedone tra XIX e XX secolo, dalla resistenza al dominio ottomano fino alla separazione dalla Jugoslavia nel 1991.
Distribuito in 13 sale espositive, il museo espone oltre 100 statue di cera, armi, dipinti, documenti originali, arredi storici e materiali etnologici. La mostra permanente illustra eventi, processi politici e sacrifici che hanno condotto alla nascita di uno Stato indipendente, unito e democratico. Nell’atrio è esposta una copia della Dichiarazione di Indipendenza del 1991, collocata nel museo il giorno dell’inaugurazione dall’allora presidente Gjorge Ivanov.
Indirizzo: 11-ти Март 11 March, Skopje 1000, Macedonia del Nord
Orari: aperto da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00. Chiuso lunedì.
Biglietto: 300,00 MKD (€4,80).



Accanto si impone il complesso che ospita il Museo Archeologico di Skopje, la Corte Costituzionale e l’Archivio di Stato: un edificio monumentale, con colonne ioniche e proporzioni che ricordano i grandi palazzi del potere occidentale, affacciato direttamente sull’acqua.
Seguono altri palazzi istituzionali – dall’Agenzia per le comunicazioni elettroniche alla sede della Procura e della Polizia finanziaria, fino al Ministero degli Affari Esteri – ognuno con una propria variazione sul tema neoclassico. Alcuni più sobri, altri decisamente scenografici.
Museo Archeologico della Macedonia: storia e reperti antichi
Affacciato sulla riva del fiume Vardar, il Museo Archeologico della Macedonia del Nord si presenta come un imponente edificio bianco dalle forme neoclassiche, sormontato da cupole che ricordano un tempio antico. Fondato nel 1942, è la più antica e importante istituzione museale del Paese. Dopo essere stato ospitato in un caravanserraglio e nella Fortezza di Skopje, dal 2014 trova sede in uno dei nuovi edifici monumentali del centro cittadino.
Il museo custodisce oltre 7.000 reperti rinvenuti in tutto il territorio nazionale, con una collezione che spazia dalla preistoria al periodo ottomano: statuette preistoriche legate ai culti della fertilità, monete d’oro e d’argento, gioielli di straordinaria fattura, icone medievali e manufatti archeologici di grande valore. Particolarmente affascinante è la sezione dedicata al periodo ellenistico, con preziosi ornamenti in oro, ceramiche, bronzi e ricostruzioni dell’armamento di un guerriero macedone. Inoltre, il museo è stato inserito tra i 15 migliori musei d’Europa nel 2015 e rappresenta una tappa imprescindibile per comprendere la storia della regione.
Indirizzo: Кеј Димитар Влахов 1000, Skopje 1000, Macedonia del Nord
Orari: aperto da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00. Chiuso lunedì.
Biglietto: 300,00 MKD (€4,80).
Piazza Macedonia e la statua di Alessandro Magno
Dall’altra parte del ponte si apre Piazza Macedonia. Al centro si erge, gigantesca e imponente, la statua di Alessandro Magno a cavallo. Ufficialmente è il “Guerriero a Cavallo”, un escamotage politico per evitare di riaccendere le annose dispute con la Grecia. La statua, alta più di 20 metri, domina la scena insieme a una fontana monumentale. Tutt’intorno, edifici neoclassici, colonnati e sculture di eroi nazionali: tutto sembra eccessivo, quasi teatrale. Skopje non è una città perfetta. Le ferite dei terremoti, l’architettura severa del periodo jugoslavo e i tentativi di restyling moderno si scontrano e si abbracciano in un equilibrio precario. Eppure, è proprio questo mix imperfetto a renderla vera. Curioso pensare che questa icona così centrale sia nata lontano da qui, modellata in Italia.
Viale Macedonia e la Casa-Museo di Madre Teresa di Calcutta
Proseguendo lungo il grande viale pedonale, Skopje si concede una dimensione più umana. Caffè all’aperto, panchine e persone che si fermano a guardare le statue moderne sparse qua e là: ragazze con le borse della spesa, un giovane al telefono, un mendicante e un toro monumentale. Tra una vetrina e una pausa caffè, si incontra la Casa-Museo di Madre Teresa di Calcutta, ricordata anche da alcune sculture discrete ma cariche di significato.



Nulla resta della casa natale, spazzata via dal terribile terremoto del 1963. Al suo posto, oggi, un edificio moderno mescola suggestioni asiatiche e linee occidentali. Inaugurato nel 2009, il memoriale custodisce lettere, fotografie e oggetti personali della santa albanese nata qui nel 1910. Tra i cimeli ci sono il letto, il certificato di battesimo e una piccola cappella.
Indirizzo: Macedonia St 1000, Skopje 1000, Macedonia del Nord
Orari: aperta da lunedì a venerdì dalle 9:00 alle 20:00, sabato e domenica dalle 9:00 alle 14:00.
Biglietto: ingresso gratuito.
Più avanti, l’Hotel Bristol è una delle poche testimonianze anteriori al terremoto del 1963.
Macedonia Gate: l’arco trionfale della nuova Skopje
All’inizio della zona pedonale compare un arco trionfale alto, decorato e dichiaratamente ispirato a modelli celebri, che segna l’ingresso simbolico verso piazza Macedonia. I bassorilievi raccontano episodi della storia nazionale, in una narrazione continua che culmina proprio nella statua di Alessandro, visibile in fondo al viale. È un passaggio carico di significati, più ideologico che urbanistico, firmato dalla stessa artista che ha plasmato l’eroe a cavallo.
Cattedrale di San Clemente di Ohrid: simbolo della Chiesa Ortodossa Macedone
Poco fuori dal centro della città, si trova la Cattedrale di San Clemente di Ohrid – la Soborna Crkva – il simbolo della Chiesa Ortodossa Macedone. È una costruzione recente, eppure già profondamente radicata nell’anima della città. Il profilo tondeggiante della cattedrale – un gioco di archi e cupole intrecciate – rompe la linearità dei viali moderni. A realizzarla fu l’architetto Slavko Brezoski e i lavori, iniziati nel 1972, si conclusero solo nel 1990, quando fu consacrata nel giorno che celebrava i 1150 anni dalla nascita di San Clemente di Ohrid, il patrono e uno dei padri spirituali più amati della Macedonia.
La chiesa si sviluppa su un’imponente pianta rotonda di 36 metri per lato, con un tetto punteggiato di cupole. La grande cupola centrale copre una superficie di oltre 650 metri quadrati. Lo sguardo è catturato dalla gigantesca immagine del Cristo Pantocratore, dipinto su una distesa di 70 metri quadrati: i suoi occhi, larghi un metro e mezzo ciascuno, restituiscono un senso di eternità e solennità. I profeti dell’Antico Testamento sono ritratti seduti anziché in piedi e ampie finestre fanno filtrare fasci di luce colorata, che scivolano lungo i mosaici e le icone con riflessi cangianti. La luce viene attenuata da pannelli in acrilico cristallino.
Al di sotto del livello principale si cela una chiesa minore, dedicata alla Vergine Maria, mentre due piccole cappelle laterali sono intitolate a Costantino e Elena e a Santa Mina. Le icone e gli affreschi sono opere di artisti locali, tra cui Jovan Petrov.



Sotto la cupola pende un polileum monumentale, un gigantesco lampadario che sfiora le cinque tonnellate e sostiene quasi 400 lampadine. Un secondo lampadario più piccolo galleggia sopra l’altare, illuminando le navate. Accanto alla cattedrale si innalza un campanile di 45 metri, che custodisce tre campane bronzee.
Una curiosità poco nota: proprio di fronte all’ingresso principale, la comunità musulmana locale ha donato una fontana in segno di rispetto e dialogo interreligioso. È un piccolo dettaglio, ma racconta di una Skopje fatta di stratificazioni e di convivenze.
Indirizzo: Blvd. Partizanski Odredi 17, Skopje 1000, Macedonia del Nord.
Orari: aperta da lunedì a venerdì dalle 6:00 alle 20:00, sabato dalle 6:00 alle 17:00 e domenica dalle 6:00 a 00:00.
Biglietto: ingresso gratuito.
Museo della Città di Skopje: la memoria urbana dopo il terremoto del 1963
Il Museo della Città di Skopje è ospitato in un’ala della Vecchia Stazione Ferroviaria, gravemente danneggiata dal devastante terremoto del 1963. Sulla facciata dell’edificio campeggia un enorme orologio fermo alle 5:17, l’ora esatta della scossa, lasciato intenzionalmente bloccato come memoriale delle vittime.
All’interno si conserva una collezione di oltre 20.000 manufatti che raccontano la storia della città dalla preistoria ai giorni nostri. Tra i reperti più celebri spicca la statua di Adamo di Govrlevo, risalente a più di 6.000 anni fa, considerata una delle più antiche e straordinarie rappresentazioni della figura umana al mondo.
Indirizzo: Свети Кирил и Методиj, Skopje 1000, Macedonia del Nord
Orari: aperto da martedì a sabato dalle 9:00 alle 17:00, la domenica dalle 9:00 alle 13:00. Chiuso il lunedì.
Biglietto: ingresso gratuito.
Monastero di San Pantelejmon a Nerezi: capolavoro bizantino vicino a Skopje
Comodamente raggiungibile in auto o in taxi, la montagna di Vodno osserva la città di Skopje dall’alto. Qui si trova il Monastero di San Pantelejmon. Questa piccola chiesa bizantina, nel villaggio di Gorno Nerezi, custodisce meravigliosi affreschi risalenti al 1164 e caratterizzati da una sensibilità pittorica che avrebbe anticipato di quasi 150 anni il linguaggio pittorico di Giotto e dei maestri italiani.
Fu il nobile Alessio Comneno, discendente di una potente dinastia bizantina, a volere questo monastero dedicato a San Pantaleone, protettore dei medici e guaritore delle anime. La costruzione, semplice e austera, riflette l’essenza dell’architettura bizantina: pietre grigie raccolte dal monte, mattoni, una croce incisa nello spazio, tre absidi e una cupola.
Lungo le pareti, consumate dal tempo e dai terremoti, ci sono: la Passione di Cristo, i volti dei santi e le lacrime della Vergine. Gli affreschi trasmettono emozione e intensità umana come pochi altri esempi dell’arte medievale europea. Non più figure rigide e ieratiche, ma volti attraversati dal dolore e gesti colmi di compassione.
Al centro di questa rivoluzione silenziosa c’è il Compianto sul Cristo morto, un’opera che ancora oggi lascia senza fiato. La Madonna china il viso sul corpo esanime del figlio con una grande intensità. Le sue mani tremano, il dolore è scolpito in ogni piega del volto e in ogni sguardo smarrito. È il grido di una madre, un precursore stilistico di quell’umanità che l’Italia avrebbe poi chiamato Rinascimento.



Attraverso le scene – la Crocifissione, l’Ascensione e il Pianto di Maria – si percepisce una tensione drammatica che non appartiene più solo al cielo, ma affonda nella carne e nel dolore umano. Una commistione di sacro e profano, luce e ombra, vita e morte, che in Occidente sarebbe apparsa solo decenni più tardi.
Indirizzo: X9GF+QQ5, Gorno Nerezi 1010, Macedonia del Nord
Orari: aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00.
Biglietto: 123 mdk (2€ circa).
Come arrivare: il monastero di San Pantelejmon è a 8 km da Skopje. Si raggiunge in auto o in taxi in circa 30 minuti. Le tariffe dei taxi si aggirano intorno ai 10€.
Skopje: viaggio nei sapori di una città di confine
Skopje è un crocevia di sapori che racconta secoli di conquiste e convivenze – Balcani, Mediterraneo e Oriente – tra i profumi che si diffondono tra i vicoli acciottolati e nelle kafane, le taverne popolari.
Il tavče gravče, il piatto nazionale, è uno stufato di fagioli bianchi, cipolle dorate, pomodori freschi e spezie, cucinato tradizionalmente ogni venerdì come rito settimanale. Lo si trova ovunque e può accompagnare carne o essere un piatto unico, semplice e sostanzioso. C’è poi la turli tava, un piatto di carne e verdure cotte lentamente fino a sciogliersi in bocca. Peperoni rossi, patate, pomodori, paprika dolce, montone o maiale: un’eredità ottomana.
Chi passeggia nel cuore della vecchia Skopje, non può resistere al richiamo dello street food e del burek – fragrante torta salata farcita con carne, formaggio o spinaci. Mentre nelle giornate estive, non c’è nulla di più rinfrescante della shopska, una crema fredda di cetrioli, yogurt, aglio e aneto. Poi c’è l’ajvar, una salsa cremosa di peperoni rossi arrostiti e melanzane, regina delle tavole autunnali; la si spalma sul pane caldo o si serve accanto alla carne grigliata, con un tocco di aglio e un filo d’olio.
Senza dimenticare i famosi kebapči (o ćevapčići) – cilindri di carne speziata, da mangiare con cipolla cruda, ajvar e pane caldo – e la musaka. Si prosegue poi con la pljeskavica, la risposta balcanica all’hamburger: carne tritata, aromatizzata con spezie e aglio, schiacciata e cotta sulla brace fino a diventare succulenta e affumicata.
Per chiudere in dolcezza c’è la baklava, croccante e imbevuta di miele e noci. Secondo la tradizione ortodossa deve avere 33 strati, uno per ogni anno della vita di Cristo. Poi ci sono il sutlijash – budino di riso al latte – e il trilece, una torta imbevuta in tre tipi di latte (intero, condensato e panna) e con uno strato di caramello in superficie, portata nei Balcani da una lunga scia di contaminazioni culinarie latinoamericane e turche.
Tutti questi deliziosi piatti sono da accompagnare ad un bicchiere di rakija, il distillato locale forte e secco, oppure ai vini delle colline macedoni: Tikveš e le altre cantine della valle del Vardar producono Riesling, Chardonnay e rossi di sorprendente qualità.
Ristoranti di cucina locale
Gostilnica Dukat (MK, Boulevard Mitropolit Teodosij Gologanov 79): un ristorante curato, elegante ma senza eccessi, dove i piatti della tradizione macedone vengono proposti con un tocco di raffinatezza. Dal primo boccone ai dolci, tutto è preparato con cura: sapori ricchi, porzioni generose, vini locali di qualità e spesso anche musica dal vivo a rallegrare l’atmosfera. I prezzi sono un po’ più alti rispetto ad altri locali, ma ne vale la pena.



Destan (Salih Asim): nel cuore dell’Old Bazaar di Skopje. Qui la griglia è la protagonista, le porzioni sono abbondanti e i sapori sono quelli autentici della Macedonia. Il piatto forte? I celebri kebapči, che qui vengono serviti con pane caldo, cipolla cruda e un peperone verde arrostito. Il tutto accompagnato da generosi boccali di Skopsko, la birra locale.
Restaurant Bure (Barrel) (Bulevar Partizanski Odredi 62 A/1-8 C5): è il luogo ideale per chi desidera assaporare la vera cucina macedone casalinga in un ambiente intimo, con musica tradizionale in sottofondo. Qui si cena senza fretta, coccolati da un servizio impeccabile e da prezzi più che accessibili.
Bar e pub
Café Joy (Luj Paster 1000): poco distante dalla Casa-Museo di Madre Teresa di Calcutta. Gestito con cortesia e attenzione, offre un ambiente accogliente e rilassato, perfetto per una colazione lenta o una pausa dolce. Qui si gustano croissant farciti al momento, ottimi cappuccini, torte e proposte salate, il tutto preparato con ingredienti freschi e servito sempre con il sorriso.
El Presidente (Nikola Kljusev 5): se siete alla ricerca di una serata vivace, con musica dal vivo, birra artigianale e cibo sfizioso, El Presidente è l’indirizzo giusto. Situato in pieno centro, facile da raggiungere, è un pub accogliente e animato dove il buonumore è di casa. Le birre arrivano direttamente dal primo birrificio artigianale della Macedonia del Nord, mentre il menù spazia da piatti di ispirazione locale a comfort food da pub. Il tutto a prezzi più che onesti.
MicroPub Skopje (Ул, Maksim Gorki 25/1 лок.3): in una viuzza tranquilla di Skopje si nasconde una piccola perla per gli amanti della birra artigianale: il MicroPub. Un locale intimo, con arredi artistici e un’atmosfera calda. Qui la birra è protagonista assoluta: selezione curata, sapori intensi e prezzi onesti.
Come raggiungere Skopje: voli, trasporti e spostamenti in città
Arrivare a Skopje oggi è molto più semplice di quanto si possa immaginare. La capitale nord-macedone si è avvicinata all’Italia è una destinazione perfetta per chi ha voglia di un weekend fuori rotta, lontano dalle capitali europee più prevedibili.
In aereo: le low cost hanno aperto una finestra diretta sui Balcani e spendendo cifre particolarmente basse. Wizz Air collega la città a diversi aeroporti italiani – dal Nord al Centro. L’aeroporto internazionale è raccolto, funzionale e il trasferimento verso il centro è semplice. Ci si può affidare a un taxi privato prenotato in anticipo, salire sulla navetta o scegliere uno dei taxi ufficiali all’uscita: bianchi, numerati e molto economici.
Una volta atterrati, muoversi in città è piuttosto semplice. Il centro si esplora bene a piedi, mentre gli autobus pubblici restano il mezzo più usato dai locali, anche se richiedono una tessera da acquistare in pochi punti strategici. Più immediato e spesso più pratico è il taxi: economico e facile da trovare. Basta assicurarsi che il tassametro sia acceso o concordare il prezzo prima di partire.
Skopje è anche un ottimo collegamento con il resto dei Balcani. Dalla stazione centrale – un imponente edificio brutalista che non passa inosservato – partono autobus verso le principali città del Paese e verso le capitali vicine. Per alcune destinazioni interne, come Bitola, esiste anche l’opzione del treno, più lenta ma interessante se si ha tempo a disposizione.



Informazioni utili per organizzare un viaggio a Skopje
La moneta locale è il dinaro macedone (MKD). L’euro è spesso accettato, ma quasi sempre con un cambio poco vantaggioso. Quindi conviene avere sempre del contante in tasca, non tutti i ristoranti, i negozi o persino gli hotel accettano carte. Ma niente paura, cambiare contanti in centro è facile, così come prelevare agli sportelli.
Il wifi non manca, ma una SIM locale può rivelarsi preziosa per orientarsi, chiamare un taxi o controllare gli orari dei mezzi. I principali operatori vendono schede prepagate anche ai turisti, direttamente in aeroporto o nei negozi cittadini. In alternativa, le eSIM sono la soluzione migliore. Noi abbiamo utilizzato Airalo: basta selezionare il paese e il pacchetto adatto e quando è tutto pronto, occorre installare l’eSIM (l’installazione richiede pochi minuti e una connessione a Internet).
Quando andare a Skopje: clima e stagioni migliori
Il clima di Skopje è continentale: estati calde e secche, inverni rigidi e mezze stagioni che durano il giusto. Piove più facilmente in tarda primavera e in autunno, mentre i mesi invernali sono spesso freddi ma asciutti. Se l’obiettivo è trovare un compromesso tra bel tempo e tranquillità, settembre – o l’inizio di ottobre – è il momento migliore: l’aria è più fresca e le giornate concedono ancora qualche ora di luce in più.
Prendete in considerazione anche l’estate, se l’idea è quella di esplorare anche il resto del paese, magari verso il lago di Ocrida o tra i sentieri del Parco Nazionale di Galičica.
Conoscevate già Skopje? L’avete già visitata o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!

