
Dentro la Nuvola di Fuksas: il capolavoro contemporaneo dell’EUR
Dalla visione di Massimiliano e Doriana Fuksas alla realizzazione del Roma Convention Center: storia, caratteristiche architettoniche e significato della Nuvola nel quartiere romano dell’EUR.
Inaugurata il 29 ottobre 2016, la Nuvola è il Centro Congressi di Roma progettato da Massimiliano Fuksas insieme alla moglie e collaboratrice Doriana Fuksas. Realizzata nel quartiere EUR, l’opera rappresenta uno dei più significativi interventi architettonici realizzati in Italia negli ultimi decenni.
L’edificio si distingue per l’impiego di soluzioni strutturali innovative, materiali tecnologicamente avanzati e un approccio progettuale attento alla sostenibilità ambientale. Il grande involucro di vetro racchiude infatti una struttura sospesa che richiama l’immagine di una nuvola, elemento dal quale deriva il nome dell’intero complesso e che costituisce il fulcro dell’idea architettonica di Fuksas.
Indice
Chi è Massimiliano Fuksas: biografia dell’architetto della Nuvola
Tra i protagonisti più autorevoli dell’architettura contemporanea internazionale, Massimiliano Fuksas ha costruito nel corso di oltre mezzo secolo una ricerca progettuale basata sulla sperimentazione formale, sull’innovazione tecnologica e sulla riflessione urbana.
Nato a Roma nel 1944, Fuksas è figlio di Raimondas Fuksas – medico lituano di religione ebraica emigrato in Italia tra le due guerre mondiali – e di Tersilia, insegnante italiana di filosofia cattolica, di origini francesi e austriache. Dopo la prematura scomparsa del padre trascorse parte dell’infanzia a Graz, in Austria, presso la nonna materna, prima di fare ritorno a Roma per proseguire gli studi.
Alla fine degli anni Cinquanta frequentò il liceo entrando in contatto con alcuni tra i più importanti intellettuali italiani del periodo. Tra questi vi era Alberto Asor Rosa, suo insegnante di italiano, ma anche personalità come Pier Paolo Pasolini, Giorgio Caproni e Bruno Zevi, destinato a esercitare un’influenza decisiva sulla sua formazione.
Negli stessi anni conobbe anche Giorgio de Chirico, lavorando per un periodo nel suo studio di Piazza di Spagna. L’esperienza a stretto contatto con il maestro della pittura metafisica alimentò il suo interesse per l’arte e contribuì alla decisione di iscriversi alla Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma.
Nel corso degli anni universitari, Fuksas partecipò attivamente alle proteste del Sessantotto, prendendo parte anche ai celebri scontri della Battaglia di Valle Giulia, uno degli episodi simbolo del movimento studentesco italiano.
Nel 1969 conseguì la laurea in Architettura sotto la guida di Ludovico Quaroni. Già nel 1967, due anni prima della laurea, Massimiliano Fuksas aveva aperto a Roma il proprio studio professionale insieme alla prima moglie, Anna Maria Sacconi. Nacque così GRANMA, laboratorio destinato a diventare il punto di partenza della sua affermazione internazionale.
L’influenza di Bruno Zevi fu determinante anche nella definizione del suo linguaggio progettuale. Dall’architetto e critico romano Fuksas assimilò il gusto per la sperimentazione, per le forme irregolari, per l’incompiuto e per una concezione dell’architettura libera dagli schemi più tradizionali.



Lavorò dapprima a Londra con il gruppo Archigram, uno dei collettivi più innovativi dell’architettura radicale britannica, poi collaborò per un breve periodo con l’architetto danese Henning Larsen. L’esperienza più significativa fu tuttavia quella maturata a Copenaghen nello studio di Jørn Utzon. Ancora studente, partecipò infatti alle attività progettuali legate alla Sydney Opera House.
L’attività dello Studio GRANMA conobbe una svolta decisiva all’inizio degli anni Ottanta, quando i progetti di Massimiliano Fuksas iniziarono ad attirare l’attenzione della critica internazionale. Dopo un lungo periodo di ricerca progettuale, fu il 1982 a segnare il primo vero riconoscimento oltre i confini italiani.
Nel 1982 il progetto della palestra comunale di Paliano fu pubblicato dalla prestigiosa rivista francese L’Architecture d’Aujourd’hui, contribuendo a far conoscere il lavoro dello studio in Francia. Sempre nel 1982 il critico Patrice Goulet selezionò Fuksas tra i dodici protagonisti della Biennale di Parigi. Accanto al suo nome figuravano progettisti destinati a diventare punti di riferimento internazionali, tra cui William Alsop, Jean Nouvel, Rem Koolhaas e Toyo Ito.
Nel 1988 terminò la collaborazione professionale con Anna Maria Sacconi e l’anno successivo, Fuksas aprì una nuova sede a Parigi. Nel 1993 seguì quella di Vienna, mentre nel 2002 inaugurò anche la sede di Francoforte.
Già a partire dai primi anni Novanta aveva iniziato a confrontarsi con importanti programmi di rigenerazione urbana, tra cui la riqualificazione del centro storico di Allonnes nel 1991, quella del Quartier du Luth di Gennevilliers nel 1992 e il piano urbanistico FrankfurtHochVier per Francoforte sul Meno, sviluppato nel 2008.
Una tappa fondamentale nella crescita dello studio coincise con l’inizio della collaborazione con Doriana O. Mandrelli. La collaborazione, nata in ambito progettuale, si sarebbe presto trasformata anche in un’unione personale.
Nel corso degli anni Doriana ha assunto un ruolo sempre più centrale nell’organizzazione e nello sviluppo dei progetti internazionali, fino a diventare dal 1997 direttrice di Fuksas Design, la divisione dedicata al design industriale, agli allestimenti e agli interni.
Parallelamente all’attività progettuale, Fuksas divenne anche autore della storica rubrica di architettura del settimanale L’Espresso, fondata da Bruno Zevi, proseguendo così un dialogo ideale con il maestro che aveva profondamente influenzato la sua formazione.
Uno degli aspetti più originali del pensiero di Massimiliano Fuksas riguarda il rapporto tra architettura e teoria del caos.
Nel corso della sua ricerca progettuale l’architetto ha spesso fatto ricorso a geometrie complesse, ispirate ai frattali e alle forme delle nuvole, considerate strumenti capaci di rappresentare la complessità della realtà contemporanea.
Nel saggio Caos sublime richiama gli studi del meteorologo Edward Norton Lorenz, celebre per aver formulato la teoria secondo cui il battito d’ali di una farfalla può produrre effetti imprevedibili su larga scala. Per Fuksas questa intuizione modifica profondamente il modo di progettare: l’imprevedibilità diventa parte integrante dell’architettura, trasformandosi in elemento di poesia e di sublime capace di mettere continuamente in discussione le certezze consolidate.
Nel 2008 arriva uno dei successi più importanti della sua carriera internazionale: lo Studio Fuksas si aggiudica il concorso per il nuovo Terminal 3 dell’Aeroporto Internazionale di Shenzhen, in Cina, superando alcuni tra i nomi più autorevoli dell’architettura mondiale, tra cui Norman Foster, Kisho Kurokawa e Reiser + Umemoto Architects.
Nel corso della sua carriera Massimiliano Fuksas ha ricevuto numerosi premi e onorificenze internazionali. Tra i riconoscimenti più prestigiosi figurano il Vitruvio Internacional a la Trayectoria nel 1998, il Grand Prix d’Architecture nel 1999 e l’Honorary Fellowship dell’American Institute of Architects nel 2002.
Nel 2009 Massimiliano e Doriana Fuksas hanno ricevuto la Medaglia d’Oro all’Architettura Italianaper lo Zenith Music Hall di Strasburgo, mentre nel 2010 l’architetto è stato insignito della Legion d’Onore francese.
Doriana Fuksas: la progettista che ha dato forma all’identità dello Studio Fuksas
Se il nome di Massimiliano Fuksas è universalmente associato ad alcune delle opere più rappresentative dell’architettura contemporanea, una parte essenziale di questo percorso progettuale è legata alla figura di Doriana Mandrelli Fuksas, architetta, storica dell’architettura, designer e direttrice creativa dello Studio Fuksas.
Nata a Roma, Doriana Mandrelli ha compiuto la propria formazione all’Università “La Sapienza”, dove nel 1979 si è laureata in Storia dell’Architettura Moderna e Contemporanea. Successivamente ha ampliato il proprio percorso di studi conseguendo una seconda laurea in Architettura presso l’École Spéciale d’Architecture (ESA) di Parigi.
Parallelamente all’attività professionale ha svolto anche un’intensa attività accademica, insegnando presso l’Istituto di Storia dell’Arte della Facoltà di Lettere e Arti e presso il Dipartimento di Design Industriale ITACA dell’Università “La Sapienza” di Roma.
Il sodalizio professionale con Massimiliano Fuksas ebbe inizio nel 1985. Nel corso degli anni Doriana assunse un ruolo sempre più centrale nello sviluppo dei progetti, fino a diventare nel 1997, direttrice di Fuksas Design, la divisione dedicata al design, agli interni, agli allestimenti e alla progettazione degli elementi che completano l’identità architettonica delle opere dello studio.
La complementarità tra i due progettisti costituisce uno degli elementi distintivi del loro lavoro: alla ricerca architettonica sviluppata da Massimiliano si affianca infatti il contributo di Doriana nella definizione degli spazi, del design e dell’immagine complessiva dei progetti, dando vita a un linguaggio progettuale riconoscibile a livello internazionale.
Nel 2000 Doriana Fuksas partecipò attivamente all’organizzazione della VII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, intitolata Less Aesthetics, More Ethics, curando quattro importanti Progetti Speciali. Tra questi figuravano le sezioni dedicate a Jean Prouvé, Jean Maneval, il Padiglione della Pace e dell’Architettura degli Spazi e l’area riservata all’Arte Contemporanea.
Tra il 2014 e il 2015 è stata autrice della rubrica dedicata al design sulle pagine del quotidiano La Repubblica, offrendo riflessioni sui temi dell’architettura, del progetto e della cultura del design.



Tra i progetti ai quali ha contribuito in maniera determinante c’è il Nuovo Polo Fieristico di Milano Rho-Pero, premiato nel 2006 con il primo riconoscimento agli Awards for Excellence Europe dell’Urban Land Institute.
Inoltre, nel 2013 Doriana Fuksas è stata insignita del titolo di Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres de la République Française, uno dei massimi riconoscimenti attribuiti dalla Francia a personalità che si sono distinte nel campo delle arti e della cultura. Dal 1° gennaio 2020 il suo percorso è stato ulteriormente riconosciuto con la nomina a Chevalier de l’Ordre de la Légion d’Honneur.
La storia della Nuvola di Roma: dal concorso internazionale all’inaugurazione
Tra le opere più rappresentative dell’architettura italiana del XXI secolo, il Nuovo Centro Congressi di Roma, universalmente conosciuto come La Nuvola, rappresenta uno dei progetti più ambiziosi realizzati nella capitale negli ultimi decenni. Realizzato nel quartiere EUR, all’interno dell’isolato delimitato da via Cristoforo Colombo, viale Europa, viale Shakespeare e viale Asia, il complesso si estende su una superficie complessiva di circa 55.000 metri quadrati ed è stato progettato dallo Studio Fuksas per dotare Roma di un moderno centro congressi capace di ospitare eventi internazionali, convegni, esposizioni, mostre, spettacoli e manifestazioni di diversa natura.
L’opera prende il nome dalla grande struttura bianca sospesa all’interno del volume principale: una forma eterea che richiama una nuvola e che racchiude gli spazi congressuali, divenendo il simbolo dell’intero edificio.
L’origine della Nuvola risale al giugno 1998, quando il Comune di Roma, guidato dal sindaco Francesco Rutelli e l’allora Ente EUR bandirono un concorso internazionale di architettura per la progettazione del nuovo Centro Congressi Italia.
La commissione giudicatrice, presieduta dall’architetto britannico Norman Foster, proclamò vincitore il 16 febbraio 2000 il progetto presentato da Massimiliano Fuksas, riconoscendone il forte valore innovativo e la capacità di offrire una nuova identità architettonica all’EUR.
L’anno successivo fu pubblicato il bando per la progettazione esecutiva, la costruzione e la gestione del futuro centro congressi. Nel 2002 la gara fu aggiudicata alla Centro Congressi Italia S.p.A. (CCI), che nel 2003 sottoscrisse una concessione trentennale.
La posa della prima pietra si svolse l’11 dicembre 2007, alla presenza dell’architetto Massimiliano Fuksas, del sindaco Walter Veltroni e delle principali autorità cittadine. L’apertura ufficiale del cantiere avvenne nel febbraio 2008.
Il costo previsto inizialmente ammontava a 275 milioni di euro, con un appalto aggiudicato per circa 272 milioni. Nel corso dei lavori, tuttavia, l’investimento aumentò progressivamente fino a raggiungere un costo complessivo di 467 milioni di euro, alimentando un acceso dibattito pubblico sulla realizzazione dell’opera.
Nel dicembre 2013 il cantiere rischiò addirittura di fermarsi a causa delle difficoltà finanziarie che interessavano il Comune di Roma. La prosecuzione dei lavori fu resa possibile dall’intervento del Governo Letta, che attraverso la legge di stabilità autorizzò un prestito di 100 milioni di euro, da restituire nell’arco di trent’anni.
L’obiettivo era completare l’edificio in tempo per l’Expo di Milano 2015, ma nel marzo 2014 lo stesso Massimiliano Fuksas espresse pubblicamente dubbi sul rispetto di tale scadenza. Parallelamente, EUR S.p.A. fu costretta ad avviare una procedura di concordato preventivo e a cedere parte del proprio patrimonio immobiliare all’INAIL per evitare la liquidazione della società.
Dopo quasi quindici anni di dibattiti, revisioni progettuali e lavori, il 29 ottobre 2016 la Nuvola fu finalmente inaugurata.
Alla cerimonia presero parte il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, la sindaca di Roma Virginia Raggi e l’architetto Massimiliano Fuksas. L’evento fu trasmesso in diretta su Rai 1, sancendo ufficialmente l’apertura di quello che è oggi uno dei più importanti poli congressuali d’Europa.
Ancora prima del completamento dell’opera, nel 2012 il progetto ottenne a Londra il premio Best Building Site, conferito dal Royal Institute of British Architects (RIBA), riconoscimento che premiava la qualità del cantiere e l’elevato livello tecnico dell’intervento.
L’architettura della Nuvola: tre elementi, un’unica visione progettuale
La forza espressiva del Roma Convention Center risiede nella sua concezione architettonica, basata sull’interazione di tre elementi distinti ma strettamente integrati: la Teca, la Nuvola e la Lama.
L’intero edificio è stato concepito per rispondere alle esigenze del grande turismo congressuale internazionale, offrendo ambienti estremamente flessibili e una capacità ricettiva tra le più elevate del Mediterraneo. Secondo le stime progettuali, il centro è in grado di ospitare fino a 300.000 congressisti all’anno.
L’edificio si inserisce perfettamente nel quartiere EUR. Le linee semplici e ortogonali della Teca richiamano infatti il linguaggio razionalista che caratterizza il quartiere fin dagli anni Trenta, mentre le due piazze aperte su via Cristoforo Colombo e viale Shakespeare sono state progettate come nuovi spazi pubblici destinati alla vita quotidiana del quartiere.
Il progetto si sviluppa su più livelli. La parte interrata costituisce il principale polo operativo del centro congressi e ospita le sale auditorium di dimensioni minori, gli spazi polifunzionali, le sale meeting, il concourse, ossia il grande ambiente di collegamento tra i due ingressi principali, oltre ai punti ristoro, ai servizi e al parcheggio. Quest’ultimo è stato progettato per accogliere fino a 600 automobili, garantendo una gestione efficiente dei flussi durante gli eventi di maggiore affluenza.
L’elemento più esterno del progetto è la Teca, un grande volume poligonale realizzato in acciaio, vetro e pietra che racchiude l’intero organismo architettonico. La struttura è costituita da una facciata continua a doppia pelle, un sistema formato da due superfici vetrate separate che migliora l’isolamento termico dell’edificio, limita l’irraggiamento solare e integra i percorsi di sicurezza e di evacuazione, aerati attraverso apposite perforazioni presenti nella parete esterna.
La trasparenza dell’involucro permette alla luce naturale di penetrare negli spazi interni, valorizzando il passaggio tra interno ed esterno e rendendo visibile, fin dall’ingresso, la grande struttura sospesa della Nuvola.
All’interno della Teca trovano posto il Forum, un ampio foyer di circa 5.580 metri quadrati, il foyer dell’auditorium di 3.500 metri quadrati, un’area commerciale di circa 3.300 metri quadrati, oltre ai percorsi distributivi che collegano i diversi ambienti del complesso. Sospesa all’interno della Teca e collegata ad essa soltanto in due punti, la Nuvola rappresenta il cuore concettuale e architettonico dell’intero edificio.
La struttura è costituita da una complessa intelaiatura in acciaio rivestita da circa 15.000 metri quadrati di membrana semitrasparente in fibra di vetro microforata e silicone ignifugo, materiali altamente tecnologici che conferiscono alla superficie il caratteristico effetto leggero e impalpabile immaginato da Massimiliano e Doriana Fuksas.
Il nome stesso dell’edificio nasce da questo elemento: una forma apparentemente priva di geometria definita, ispirata al cielo e concepita come metafora della creatività, dell’immaginazione e della trasformazione delle idee.
Di sera, grazie all’illuminazione artificiale, la membrana traslucida rende la Nuvola ancora più suggestiva. Il volume sembra infatti galleggiare all’interno del grande contenitore vetrato, amplificando quell’effetto di sospensione che costituisce uno degli aspetti più riconoscibili dell’opera.



All’interno della Nuvola trova posto il grande Auditorium, capace di ospitare 1.850 spettatori. Lo spazio è stato progettato come una struttura completamente autonoma rispetto al resto del centro congressi e comprende tutti i servizi necessari al funzionamento della sala: foyer, guardaroba, bar, servizi igienici, camerini, deposito e sale per la traduzione simultanea.
L’accesso avviene attraverso passerelle sospese e mediante lo scafo, la struttura portante principale dell’edificio, oppure tramite le grandi scale mobili monoblocco, considerate tra le più lunghe d’Europa.
L’interno dell’auditorium è rivestito da circa 7.000 pannelli lignei, tutti differenti tra loro, studiati per garantire un’elevata qualità acustica e assicurare la migliore diffusione del suono durante congressi, spettacoli e concerti.
Grazie a un sofisticato sistema di pareti mobili, gli spazi congressuali possono essere riconfigurati fino a ottenere 30 sale riunioni di differenti dimensioni, ricavate da un’unica area di circa 9.000 metri quadrati.
Il terzo elemento dell’intervento è la Lama, concepita come un edificio completamente autonomo rispetto al centro congressi. Alta 56 metri e articolata su 17 piani fuori terra, la struttura ospita un albergo progettato per accogliere i partecipanti agli eventi internazionali organizzati nella Nuvola.
Nel corso della progettazione il numero delle camere è stato indicato con lievi variazioni nelle diverse fasi del progetto. La configurazione definitiva prevede 449 camere, suddivise tra camere standard e suite collocate negli ultimi due livelli dell’edificio, oltre a ristorante, SPA e tutti i servizi destinati agli ospiti. L’ingresso principale dell’hotel si affaccia su viale Europa.
Un altro importante aspetto è che l’intero complesso è stato progettato secondo criteri di sostenibilità ambientale. La copertura è alimentata da pannelli fotovoltaici, mentre il sistema di climatizzazione a portata variabile consente di ridurre i consumi energetici adattando automaticamente il funzionamento degli impianti alle effettive necessità degli ambienti.
Oltre al suo valore architettonico, la Nuvola si è distinta negli anni anche per la straordinaria versatilità dei suoi spazi. Durante l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Covid-19 ha ospitato il più grande centro vaccinale d’Italia, dimostrando la capacità dell’edificio di adattarsi rapidamente a esigenze di interesse pubblico. Pochi mesi dopo, alla fine di ottobre 2020, il Centro Congressi è stato scelto come sede del vertice del G20, accogliendo i leader delle principali economie mondiali.
Conoscevate già la Nuvola di Fuksas? L’avete già visitata o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!
Informazioni utili per la visita
Indirizzo: Viale Asia 40 /44, 00144 Roma (RM)
Orari: la Nuvola non è sempre visitabile. Viene resa accessibile nel corso di fiere o congressi o in occasione di eventi come l’Open House Roma. Inoltre, è possibile visitarla registrandosi sul sito Eurspa in occasione di visite guidate gratuite.
