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  >  In giro per l'Europa   >  Francia   >  Esplorare Saignon: borgo medievale tra panorami mozzafiato e sapori provenzali
Cosa vedere a Saignon, tra rocche medievali, chiese romaniche, piazze storiche e percorsi naturalistici nel cuore del Vaucluse.

Saignon appartiene al Vaucluse, cuore della Provenza più intima, adagiata tra il Petit Luberon e l’altopiano dei Claparèdes, a poco più di trenta chilometri da Cavaillon. È un villaggio in pietra, edificato su una collina che domina Apt, a cinquecento metri di altitudine, con appena un migliaio di abitanti.

La vita qui scorre tranquilla e serena, tra lavatoi storici, resti di castelli e la sobria bellezza della chiesa romanica. Un borgo senza fronzoli, ma con quella grazia tipicamente francese: discreta, elegante e autentica.

Cenni storici su Saignon

Saignon porta sulle spalle secoli di storia: il nome deriva probabilmente dal latino Signum – “il segnale” o “la vedetta”. Le sue origini risalgono ai Celto-Liguri e ai Romani, che ne riconobbero il valore strategico: la Via Domitia passava poco distante e i resti di antiche ville con altari dedicati a Bacco, Mercurio e Mitra testimoniano un passato florido di scambi.

Nel Medioevo, Saignon divenne castrum fortificato: il Rocher de Bellevue sosteneva non uno ma tre castelli: Méjean, Grigière e quello del Rocher. Un caso unico, ripreso anche nello stemma del paese, con tre torri dorate sulle rispettive rocce. Col tempo il ruolo difensivo perse importanza e le mura iniziarono a sgretolarsi, fino quasi a scomparire nel secolo scorso.

Poi il borgo tornò lentamente a vivere grazie a chi cercava un rifugio lontano dalle città: inglesi, parigini e artisti. Negli anni ’50 vi soggiornò anche Julio Cortázar, scrittore argentino, che qui iniziò a elaborare le prime idee per il suo capolavoro “Marelle.

Église paroissiale Notre-Dame-de-Pitié | © Serena Annese
Église paroissiale Notre-Dame-de-Pitié | © Serena Annese
Rue Saint-Louis | © Serena Annese

Cosa vedere a Saignon

Chiesa di Notre-Dame de Pitié: storia e architettura della chiesa romanica di Saignon

Entrando nel borgo si costeggia la chiesa di Notre-Dame de Pitié, o Nostra Signora della Misericordia, volutamente costruita all’esterno delle mura per essere sempre accessibile ai viandanti. Le sue parti più antiche, in stile romanico, risalgono all’XI e XII secolo, quando divenne uno dei principali luoghi di pellegrinaggio della Provenza.

Per secoli fu tappa fondamentale per chi percorreva la Via Domitia verso Roma e per i pellegrini italiani diretti a Santiago de Compostela.

Nel Cinquecento fu aggiunto un portico con un portale a tre ante oggi tra gli elementi più sorprendenti; un grande arco gotico incornicia le arcate scolpite. A dominare l’edificio è il campanile piramidale che si innalza sopra la tripla navata, mentre il tetto in parte coperto di ardesia dona un tocco insolito rispetto alle tipiche coperture provenzali.

Al suo interno un tempo si trovava un tempo la bolla del Concilio di Apt del 1365 e una pietra con iscrizione celtico-greca. Di grande bellezza è il fonte battesimale, ricavato da un altare carolingio, così come i richiami alla Santa Croce, custodita in un reliquiario che attirava pellegrini da ogni angolo della Provenza. Oggi la chiesa è classificata Monumento Storico di Francia.

Indirizzo: Pl. de l'Église, 84400 Saignon, Francia

Poco più avanti si apre la Place de la Mairie e, davanti alla chiesa, si affaccia un piccolo edificio semplice con le persiane dipinte d’azzurro: è il municipio di Saignon. Questo contrasto tra la grandiosità romanica e la quotidianità di una casetta provenzale riassume bene l’anima del borgo.

Passeggiando lungo Rue Saint-Louis, si incontrano una galleria d’arte, un paio di bed&breakfast, una piccola pasticceria e due ristoranti dove fermarsi a gustare la tradizione locale. Proseguendo per pochi passi, si apre una deliziosa piazzetta: al centro una fontana scolpita e attorno palazzi dalle facciate color pastello avvolti da piante rampicanti.

Place de la Fontaine: la piazza più suggestiva di Saignon, tra fontana e case in pietra

Siamo in Place de la Fontaine, dove in primavera le facciate delle case si coprono di rampicanti verdeggianti, mentre in autunno si tingono di rossi e gialli che scivolano lungo i muri.

Al centro, protagonista indiscussa, sorge la Grande Fontaine, realizzata nel XIX secolo dallo scultore locale Joseph Noël Elzéar Sollier. La vasca esagonale custodisce due figure femminili in bronzo: una raffigura l’Agricoltura, l’altra l’Abbondanza, simbolo del legame tra il villaggio e la sua terra generosa.

Lavatoio in Place de la Fontaine | © Serena Annese
Place de la Fontaine | © Serena Annese
Place de la Fontaine | © Serena Annese

Accanto, un portico copre l’antico lavatoio, dove un tempo le donne lavavano i panni. Nel borgo si conservano ancora due lavatoi intatti, alimentati dalle sorgenti di Valsorgues: oggi non hanno più funzione pratica, ma restano vive testimonianze della vita comunitaria di un tempo.

Intorno si innalzano case in pietra risalenti tra il XII e il XVIII secolo, con finestre color pastello e persiane di legno, avvolte da glicini ed edere rampicanti. Sono loro, insieme alla fontana, a rendere Place de la Fontaine uno dei luoghi più amati e fotografati del villaggio.

Tracce del passato di Saignon: rue de Cassy, Porte de l’Auro e la cappella di Saint-Michel de Transi

Salendo verso la parte alta del borgo, lungo Rue de l’Horloge, ci si ritrova davanti ad una torre, oggi nota come Tour de l’Horloge: nacque come torre di guardia, poi fu trasformata in campanile, dotata di orologio e nel 1584 arricchita da un’elegante struttura in ferro battuto. Qui si scorgono anche i resti delle mura medievali e l’antica Porte de l’Auro, chiamata anche Porte du Vent.

Poco più avanti si incontra la cappella romanica di Saint-Michel de Transi, costruita nel 1032. Da qui si imbocca Rue de Cassy, che lentamente si apre su uno dei panorami più straordinari del villaggio.

Le Rocher de Bellevue: il punto panoramico di Saignon con vista su Mont Ventoux e Luberon

Le Rocher de Bellevue domina la valle. Qui un tempo sorgevano tre castelli – il Rocher, Méjean (o Tortamolles) e Crugières – con mura, cammini di ronda e condutture, oggi ridotti a suggestive rovine.

Dalla tavola di orientamento, lo sguardo spazia dalla valle di Apt fino al Mont Ventoux, al Monte Lure e alle Alpi; nelle giornate più limpide, si distingue persino Avignon, la città dei Papi.

Questa roccaforte, alta circa 35 metri, fu costruita in pietra per proteggere gli abitanti di Saignon durante le invasioni barbariche tra il III e il IX secolo. Nella roccia sono ancora visibili pozzi, stanze e scale: tracce di una fortezza che un tempo difendeva la valle e sosteneva i castelli del villaggio.

Da qui il panorama abbraccia il Petit Luberon, l’altopiano di Claparède, i campi di lavanda di Boux e i giochi di luce che corrono sulle colline.

Attenzione però: il percorso, sebbene accessibile, non ha protezioni nei tratti a picco sulla valle; meglio muoversi con prudenza, soprattutto con bambini.

Chapelle Saint-Michel de Transi | © Serena Annese
Porte du Vent | © Serena Annese
Rue de l’Horloge | © Serena Annese

Abbaye Saint-Eusèbe de Saignon

Nei dintorni del villaggio sorge l’abbazia di Saint-Eusèbe, fondata nel VI secolo sulle rovine di un’antica residenza fortificata e ricostruita cinque secoli dopo, a seguito delle invasioni barbariche. Per lungo tempo appartenne ai benedettini di Saint-Gilles in Languedoc e nel Medioevo esercitò la sua influenza sui priorati di Cavaillon, Carpentras, Aix e persino Nizza. Abbandonata dai monaci e venduta durante la Rivoluzione, oggi ospita una galleria d’arte privata e accoglie matrimoni ed eventi.

Indirizzo: Abbaye Saint Eusèbe, 84400 Saignon, Francia
Orari:
aperta da lunedì a sabato dalle 8:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 18:00. Chiusa la domenica.
Sito ufficiale per informazioni.

Cosa e dove mangiare a Saignon

Come in tutta la Provenza, anche a Saignon la cucina riflette influenze mediterranee – italiane, spagnole e arabe. È una terra generosa, che offre olio d’oliva, capperi profumati, verdure stagionali e carni provenienti dai pascoli degli altopiani o dalla selvaggia Camargue.

Tra i piatti tipici spiccano la gardianne de taureau, spezzatino di toro marinato e cotto lentamente nel vino con riso della Camargue, e il boeuf en daube, stufato di manzo con erbe aromatiche. La carne ovina trova spazio nel gigot d’agneau, cosciotto d’agnello tipico della zona di Sisteron.

Non mancano opzioni vegetariane come la celebre ratatouille – zucchine, pomodori, peperoni, cipolle e basilico – e il chèvre, formaggio di capra aromatico servito in insalata, fritto o come antipasto.

Nei dintorni, a Lourmarin, vale la pena assaggiare il gibassier, dolce tipico del Luberon a base di olio d’oliva, anice e fiori d’arancio. La panetteria “La Maison du Gibassier(1945 Av. du 8 Mai) è il posto giusto per gustarlo appena sfornato.

Per una cena speciale a Saignon, “Un jardin sur le toit” (62 Rue de Cassy), offre una splendida vista sui tetti di pietra e sulle colline. Il menù degustazione propone tre portate curate ed equilibrate, con ingredienti locali freschi; si può sostituire il dessert con una selezione di formaggi del Luberon. Il vino accompagna perfettamente i piatti e al tramonto l’esperienza è resa unica dalla musica dal vivo. Prezzi: circa 50 € per due portate e 60 € per tre, adeguati alla qualità e alla location.

Spritz Provencal di “Un jardin sur le toit” | © Serena Annese
Verdure locali grigliate, burrata pugliese e olio al basilico di “Un jardin sur le toit” | © Serena Annese
Selezione di formaggi del Luberon di “Un jardin sur le toit” | © Serena Annese

Quando andare a Saignon e quali esperienze fare

L’estate è la stagione più attesa: da giugno a metà luglio i campi di lavanda esplodono in onde viola che profumano l’aria, e le giornate sono lunghe e luminose. A luglio e agosto il teatro all’aperto e la chiesa romanica diventano palcoscenico di concerti e spettacoli teatrali, mentre a settembre il villaggio ospita il festival musicale Son des Pierres.

La vita del villaggio scorre intorno alla piazza e al suo mercato. Il giovedì mattina Saignon si anima con i piccoli banchi dei produttori locali; il sabato basta raggiungere Apt per tuffarsi in uno dei mercati più celebri della Provenza, con oltre trecento espositori e profumi che avvolgono le vie.

Primavera e autunno hanno un fascino più discreto: meno folla e colori che trasformano il borgo. A marzo e aprile i rampicanti verdi vestono le facciate, mentre in ottobre le tonalità rosse e dorate illuminano la piazza principale.

Un’esperienza da non perdere è esplorare il Parco Naturale Regionale del Luberon – riconosciuto dall’UNESCO – che offre numerosi sentieri. Tra i più suggestivi, il Sentiero della Gardette: un anello di circa 7 km (194 metri di dislivello), percorribile in circa due ore e mezza attraverso il sottobosco, fino all’altopiano dei Claparède. Da lassù la vista spazia dal Mont Ventoux fino alla montagna di Lure. Lungo l’antica via che collegava Saignon ad Auribeau si incontrano muretti a secco, capanne abbandonate e cumuli di pietre.

Come raggiungere Saignon

Saignon si trova nel dipartimento del Vaucluse, a pochi chilometri da Apt. Da Avignon sono circa 66 chilometri di strada che si snoda tra campi e colline, seguendo l’autostrada A7 per un breve tratto e poi la D900. Da Aix-en-Provence la distanza è simile: poco più di un’ora lungo la D943, in direzione Pertuis e Lourmarin.

Il villaggio dispone di due parcheggi gratuiti vicino a Rue des Bourgades. Il primo, all’ingresso del borgo, è il più comodo; il secondo, più ampio e adatto anche ai pullman, richiede solo qualche minuto in più a piedi per raggiungere il centro. Da lì non resta che scoprire Saignon passeggiando.

Per chi viaggia senza auto, le linee di autobus 916 e 926 collegano Sault, Apt e Banon, fermandosi anche nei piccoli villaggi lungo il percorso: Caseneuve, Rustrel e Saint-Saturnin-lès-Apt.

Conoscevate già Saignon? L’avete già visitata o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!

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