Top
  >  In giro per l'Italia   >  Visitare Villa Lante a Bagnaia: il giardino più bello d’Italia
Guida completa a Villa Lante: storia, architettura del Vignola, giardini all’italiana, fontane e cosa vedere nei dintorni della Tuscia.

Per chi è cresciuto in campagna, il giardino non è un semplice spazio verde, ma un rifugio intimo: un microcosmo in cui il tempo scorreva lento, tra pomeriggi di gioco e una sensazione diffusa di quiete e protezione dal mondo esterno. È proprio questa dimensione, che riaffiora amplificata passeggiando nei viali di uno dei più straordinari esempi di arte dei giardini in Italia: Villa Lante.

Situata a Bagnaia, frazione di Viterbo, Villa Lante rappresenta, insieme al celebre Parco dei Mostri di Bomarzo, uno dei più significativi giardini manieristici “a sorpresa” del XVI secolo. Nonostante l’assenza di documenti coevi certi, il progetto è tradizionalmente attribuito a Jacopo Barozzi da Vignola, figura centrale dell’architettura rinascimentale.

Oggi Villa Lante appartiene allo Stato Italiano ed è gestita dal Ministero della Cultura. Il suo valore artistico e paesaggistico è stato ufficialmente riconosciuto anche in tempi recenti: nel 2011 è stata insignita del titolo di “Parco più bello d’Italia” e nel 2014, anno in cui le è stata dedicata una moneta commemorativa in argento da 5 euro nell’ambito della serie “Ville e giardini d’Italia”.

Cenni storici su Villa Lante: origini, committenze e trasformazioni nel tempo

Nel borgo medievale di Bagnaia, Villa Lante fu concepita come residenza estiva destinata ai vescovi di Viterbo. Le origini del complesso risalgono tuttavia ad una fase precedente: nel 1498, per volontà del cardinale Raffaele Sansoni Riario, fu realizzato un vasto parco destinato alla caccia, primo nucleo di quello che sarebbe divenuto uno dei più raffinati esempi di architettura del paesaggio.

La costruzione della villa vera e propria risale, invece, al XVI secolo, quando due figure ecclesiastiche, Gianfrancesco Gambara e Alessandro Montaldo, promossero un ambizioso progetto affidandone la realizzazione a Jacopo Barozzi da Vignola. L’architetto operò in collaborazione con Pirro Ligorio, dando forma, tra l’altro, alle celebri casine gemelle disposte ai lati dell’asse principale su cui si sviluppa l’intero impianto.

Il sito, caratterizzato da un ripido sperone roccioso dominante l’abitato, era stato già interessato intorno al 1511 dalla costruzione di un “Barco”, ovvero un casino di caccia voluto ancora dal Riario, successivamente trasformato secondo i canoni della villa rinascimentale con giardino. Fu il cardinale Niccolò Ridolfi, attivo tra il 1532 e il 1549, ad avviare i primi interventi di conversione del parco in residenza, dando avvio a un processo che avrebbe portato alla nascita di un complesso articolato su terrazzamenti, capace di valorizzare le forti pendenze naturali del terreno.

La fase decisiva si colloca nella seconda metà del Cinquecento: la costruzione, iniziata nel 1511, giunse a compimento intorno al 1566 su impulso del cardinale Gambara, il quale, nel 1568, affidò formalmente al Vignola la progettazione del giardino all’italiana. L’incontro tra il cardinale e l’architetto avvenne mentre quest’ultimo era impegnato nel cantiere del Palazzo Farnese, altra opera emblematica del Rinascimento laziale.

La Fontana del Pegaso di Villa Lante a Bagnaia | © Serena Annese
Part. della volta del Casino Gambara di Villa Lante a Bagnaia | © Serena Annese
L’arte topiaria di Villa Lante a Bagnaia | © Serena Annese

Nonostante la scarsità di documentazione coeva, l’ideazione complessiva della villa è tradizionalmente attribuita al Vignola, mentre, dopo la sua morte nel 1573, l’esecuzione materiale dei lavori fu probabilmente portata avanti da Giacomo del Duca. A questo articolato cantiere contribuirono inoltre numerosi artisti: la Palazzina Gambara fu realizzata da Tommaso Ghinucci; le decorazioni pittoriche sono attribuite a Raffaellino da Reggio, mentre le Sale della Caccia e della Pesca furono affrescate da Antonio Tempesta.

Nel corso del Seicento, dopo la morte del cardinale Gambara, la villa passò nel 1590 al cardinale Alessandro Peretti di Montalto, che la mantenne per oltre trent’anni. L’assetto attuale si deve tuttavia alla famiglia Lante: fu infatti Ippolito Lante Montefeltro della Rovere, divenuto proprietario nel 1656, a conferire alla villa il nome con cui è oggi conosciuta, quando l’edificio aveva già circa un secolo di vita.

Dopo secoli di proprietà privata, la villa fu acquistata dallo Stato Italiano nel 1871; dal 1973 è affidata alla gestione del Ministero della Cultura

Cosa vedere a Villa Lante: la Villa delle Delizie

Architettura di Villa Lante: il progetto del Vignola e i Casini gemelli

L’accesso al complesso cinquecentesco di Villa Lante è segnato da un poderoso arco bugnato che introduce, con un effetto scenografico studiato, a una delle più raffinate costruzioni del paesaggio rinascimentale. Una volta oltrepassato l’arco, emerge subito l’elemento di maggiore originalità: al posto di un unico edificio dominante, come nella tradizione delle ville coeve, si trovano due palazzine distinte, i cosiddetti “Casini”.

Questi edifici, pressoché identici nella forma ma realizzati a distanza di circa trent’anni e per committenze differenti, sono entrambi attribuiti a Jacopo Barozzi da Vignola. Il Casino Gambara, sulla destra, prende il nome dal cardinale Gianfrancesco Gambara e il Casino Montalto è invece legato a Alessandro Peretti di Montalto, nipote di Papa Sisto V.

Entrambe le strutture presentano una pianta quadrata – tipica del linguaggio manierista – e sono sormontate da una piccola torre-lanterna. Le facciate principali sono articolate da tre ampie aperture inserite in archi bugnati, mentre il piano nobile, cuore rappresentativo dell’edificio, è riconoscibile nella fascia superiore, segnata da tre finestre di dimensioni più contenute.

Nel Casino Gambara, già completato nel 1588, le aperture introducono a logge interamente decorate da cicli pittorici di forte impatto visivo. Qui prevale una pittura di carattere paesaggistico, animata da una ricca gamma cromatica e da un’attenzione particolare al dettaglio architettonico. Tra gli artisti coinvolti figurano Ridolfo del Ghirlandaio, Antonio Tempesta, Paul Brill, Raffaellino da Reggio e Marzio Ganassini. L’apparato decorativo è ulteriormente valorizzato da arredi, arazzi, camini, dipinti e raffinati stucchi che amplificano l’effetto scenografico degli ambienti.

Qui si segnalano la loggia con le Fatiche di Ercole, legata alla scuola degli Zuccari e alla mano di Raffaellino da Reggio e i paesaggi ispirati allo stile di Paul Brill. Di particolare interesse è anche la veduta della villa stessa, che restituisce una precoce definizione architettonica del complesso, ispirata ai modelli dei Giardini Vaticani del Belvedere. Nelle sale retrostanti si sviluppano le celebri scene di caccia e pesca di Antonio Tempesta.

Diverso, invece, il registro del Casino Montalto, dove una pittura più classicista – eseguita tra il 1613 e il 1615 – costruisce spazi dominati da illusioni prospettiche e da un articolato repertorio iconografico tra mito, storia e religione, spesso con esiti prossimi al trompe-l’œil. Tra gli artisti attivi in queste decorazioni c’è Giuseppe Cesari, maestro di Caravaggio e Guido Reni, figura centrale della pittura tra XVI e XVII secolo, affiancato da Agostino Tassi.

I giardini di Villa Lante: acqua, simmetria e scenografia rinascimentale

Se gli interni raccontano il gusto eclettico dei committenti, è tuttavia il sistema dei giardini a rappresentare il vero fulcro del complesso. I giochi d’acqua – cascate, fontane e grotte – costituiscono una macchina scenografica perfettamente calibrata, resa possibile dall’intervento dell’ingegnere idraulico Tommaso Ghinucci, cui si deve la supervisione dell’intero sistema. Consultato anche Pirro Ligorio, il progetto trova nella regia di Ghinucci una sintesi ancora oggi perfettamente funzionante.

L’ingresso al giardino segna un passaggio netto: dalla piazza del borgo si accede a uno spazio ordinato e verdeggiante, dominato dal cosiddetto “Quadrato”, un parterre geometrico tra i più precoci esempi europei, precedente ai modelli francesi dello Château de Saint-Germain-en-Laye e del Castello di Fontainebleau.

I due Casini occupano un solo lato del giardino, mentre gli altri tre sono delimitati da alte siepi di bosso, al cui interno si sviluppano disegni topiari complessi che circondano fontane e sculture. Al centro si colloca una struttura articolata in quattro bacini, separati da percorsi e arricchiti da parapetti decorati.

Fulcro visivo e simbolico è la Fontana dei Mori, a lungo attribuita allo scultore Giambologna, ma oggi ricondotta a Giovanni Guerra. Le quattro figure, aggiunte tra il 1615 e il 1623, disposte attorno a due leoni, sostengono lo stemma araldico dei Montalto sormontato da un getto d’acqua a forma di stella. Il sistema idraulico fu realizzato tra il 1571 e il 1581 da Tommaso da Siena, già attivo a Villa d’Este. Questo spazio centrale sostituisce idealmente il palazzo principale, rivelando la natura profondamente progettuale del complesso.

Dal parterre si sviluppa un percorso ascensionale tra querce, lecci e platani. La prima terrazza accoglie la Fontana dei Lumini, una fontana circolare a gradoni da cui sgorgano numerosi zampilli simili a lucerne, affiancata da due grotte con figure di Nettuno e Venere.

Proseguendo, si incontra la cosiddetta “catena d’acqua” – tipico del repertorio vignolesco, presente anche a Villa Farnese e Villa d’Este – elemento scenografico che collega la Fontana dei Giganti (allegoria dei fiumi Tevere e Arno) e la Fontana dei Delfini – un tempo detta Fontana dei Coralli -attraverso una sequenza di volute da cui l’acqua scorre ininterrottamente, anche dalle branchie di un gambero, emblema della famiglia Gambara. Questo asse utilizza la caduta dell’acqua come elemento architettonico e simbolico, conducendo lo sguardo verso una fontana a grotta immersa nel verde.

Fontana dei Mori di Villa Lante a Bagnaia | © Serena Annese
Tra le fontane di Villa Lante a Bagnaia | © Serena Annese
Il Casino Gambara di Villa Lante a Bagnaia | © Serena Annese

Sulla terrazza successiva si trova la cosiddetta Mensa del Cardinale, un grande tavolo in peperino attraversato dall’acqua, dove il cardinale Gambara era solito intrattenere gli ospiti all’aperto. Il livello superiore, inoltre, ospita il cosiddetto “teatro delle acque”, dove fontane e grotte si integrano con due piccoli padiglioni dotati di logge ioniche. Uno di essi introduce a un giardino segreto, uno spazio raccolto delimitato da siepi e colonne, dal carattere intimo e contemplativo. Un piano prospettico del 1609 documenta inoltre la presenza di un’area boscosa con percorsi, vedute verso obelischi e un labirinto.

Tra le fontane monumentali si impone la Fontana del Pegaso, realizzata in epoca del cardinale Alessandro Peretti di Montalto tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Di forma ovale, essa si ispira alla celebreFontana dell’Ovato di Villa d’Este. Al centro si erge Pegaso, il cavallo alato della mitologia greca, circondato da quattro amorini con ali di farfalla che soffiano acqua dalle loro trombe, mentre sullo sfondo nove Muse – affiancate da altre due poste agli angoli – completano una composizione di sedici figure marmoree. Il riferimento ai miti dell’Elicona e del Parnaso, con la sorgente Ippocrene generata dallo zoccolo di Pegaso, riflette un repertorio iconografico diffuso nei giardini cinquecenteschi.

Il parco pubblico della villa coincide con l’antica tenuta di caccia, un’area vasta e recintata che conserva numerosi alberi monumentali, in particolare lecci. Al suo interno si incontrano strutture e fontane, come la Fontana dei Monticelli, il cui nome richiama l’emblema araldico del Montalto. Poco distante si trova il Casino di Caccia, l’edificio più antico del complesso, fatto costruire nel 1521 da Ottaviano Visconti e caratterizzato da un linguaggio ancora legato al Quattrocento.

Accanto a esso si incontra la singolare Ghiacciaia di Villa Lante, struttura cilindrica interrata, profonda circa dieci metri, costruita nel 1601 per conservare neve e ghiaccio destinati a rinfrescare bevande durante l’estate. Una funzione che, secondo le cronache riportate da Gaetano Moroni, era particolarmente apprezzata dal cardinale Montalto, noto per la sua passione per bevande ghiacciate, tanto eccessiva – si racconta – da aver contribuito alla sua morte nel 1623. Nei pressi si trovano anche la Fontana Ottagonale e la Fontana della Madonnella, quest’ultima posta all’esterno del recinto principale.

Cosa vedere nei dintorni di Villa Lante: un itinerario nella Tuscia tra arte, natura e memoria

Villa Lante si trova a Bagnaia, frazione di Viterbo. Il piccolo borgo è dominato dalla severa eleganza della Torre dell’Orologio quattrocentesca e conserva un impianto urbano medievale.

Proseguendo, la stessa Viterbo è tappa imprescindibile: il suo centro storico, tra i meglio conservati dell’Italia centrale, custodisce complessi monumentali di rilievo come il Palazzo dei Papi e il Duomo.

Nel raggio di pochi chilometri, il paesaggio della Tuscia offre ulteriori eccellenze. Tra queste, il celebre Sacro Bosco di Bomarzo – noto anche come Parco dei Mostri – e il monumentale Palazzo Farnese a Caprarola, capolavoro dell’architettura rinascimentale. Non meno significativo è il Santuario Madonna della Quercia, luogo di devozione immerso nel verde.

Il territorio circostante è ricco di borghi di grande valore storico e architettonico: da Vitorchiano a Soriano nel Cimino, dominato dal Castello Orsini, fino a San Martino al Cimino. Si aggiungono località come Canepina, Montefiascone e Grotte Santo Stefano, ognuna con una propria identità storica e paesaggistica.

Allargando lo sguardo, emergono centri di ulteriore interesse come Ronciglione e Tuscania. Verso sud, il percorso conduce a Sutri – borgo di antichissime origini – e ad altri centri come Capranica, Vetralla, Vallerano, Vignanello e Vasanello.

Di particolare rilievo naturalistico è l’area del Lago di Vico, protetta da una riserva naturale, così come la suggestiva Faggeta del Monte Cimino, riconosciuta patrimonio UNESCO. Più raccolta ma altrettanto significativa è la Riserva Naturale di Monte Casoli.

Infine, per gli appassionati di archeologia, meritano una visita la Necropoli di Santa Cecilia, la cosiddetta Piramide Etrusca di Bomarzo e il sito di Corviano, oggi tutelato come Monumento Naturale.

Villa Lante a Bagnaia | © Serena Annese
Fontana dei Mori di Villa Lante a Bagnaia | © Serena Annese
La Catena d’acqua di Villa Lante a Bagnaia | © Serena Annese

Come arrivare a Villa Lante: tutte le informazioni pratiche

Villa Lante a Bagnaia si trova a soli cinque chilometri da Viterbo ed è perfetta per essere inserita in un itinerario più ampio che include il borgo di Bagnaia, il centro storico di Viterbo e il suggestivo Parco dei Mostri di Bomarzo, distante circa 18 chilometri. Nell’arco di un fine settimana è possibile organizzare un percorso articolato che unisce arte, architettura e paesaggio.

In treno: Bagnaia è servita dalla linea ferroviaria Viterbo-Roma Nord, che collega direttamente il territorio con la capitale. Il viaggio, della durata di circa due ore e trenta minuti, parte da Piazzale Flaminio e attraversa numerosi centri della provincia romana e della Tuscia.

In autobus: il servizio di autobus extraurbani, gestito da Cotral, garantisce diversi collegamenti con Bagnaia. Tra le tratte più funzionali si segnala quella in partenza dalla stazione ferroviaria di Orte, particolarmente utile per chi proviene da Roma. Il borgo è inoltre connesso con numerosi centri della Tuscia, tra cui Bassano in Teverina, Bomarzo, Gallese, Soriano nel Cimino e Vasanello. A livello locale, il servizio urbano di Francigena assicura un collegamento diretto con Viterbo: la linea 6 nei giorni feriali e la 96F nei festivi, con capolinea al Sacrario e fermate intermedie in punti strategici della città.

In auto: per chi viaggia in auto, da Roma è possibile percorrere la Cassia bis e una volta giunti a Monterosi, scegliere tra il tracciato tradizionale della SS2 Cassia o l’itinerario più panoramico lungo la SP Cimina, seguendo poi le indicazioni per Viterbo e Bagnaia. Da Orte, usciti dall’autostrada A1 Roma-Firenze, si prosegue sulla SS675 in direzione Viterbo, con uscita Bagnaia-Montefiascone: il tempo di percorrenza è di circa 25 minuti. All’esterno dell’area monumentale è disponibile un parcheggio per i visitatori.

Conoscevate già Villa Lante a Bagnaia? L’avete già visitata o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!

Informazioni utili per la visita

Indirizzo: Passeggiata del Gianicolo, 10, 00165 Roma (RM).
Orari: da Gennaio a Febbraio dalle 8:30 alle 16: 30. Nel mese di marzo dalle 8:30 alle 17:30. Dal 1 al 15 aprile dalle 8:30 alle 18:30. Dal 16 aprile al 15 settembre dalle 8:30 alle 19:30. Dal 16 settembre al 31 ottobre dalle 8:30 alle 18:30. Da novembre a dicembre dalle 8:30 alle 16:30. La durata media della visita varia tra le due e le tre ore, tempo sufficiente per apprezzare l’insieme architettonico e il sistema scenografico dei giardini.
Biglietti: 5€ l'intero / 2€ il ridotto per i ragazzi dai 18 ai 25 anni. Il biglietto consente la visita delle logge delle palazzine, dei giardini e di una porzione del parco. Per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale.

post a comment