
Puerto Tazones: il villaggio che sedusse un imperatore
Tazones, uno dei borghi più belli delle Asturie: cosa vedere, storia dello sbarco di Carlo V, impronte di dinosauri e consigli utili per visitarlo.
Puerto Tazones si mostra così, stretto tra le scogliere che chiudono l’estuario di Villaviciosa, una piccola insenatura scenografica affacciata sul Mar Cantabrico. È un grazioso borgo di pescatori, dove nel settembre del 1517, approdò per la prima volta in terra spagnola un giovane Carlo di Gand, destinato a diventare Carlo I di Spagna e imperatore con il nome di Carlo V.
Le cronache raccontano il suo stupore davanti a un paesaggio aspro e luminoso, alla semplicità della gente e a quell’odore inconfondibile di mare mescolato al fumo dei falò sulla spiaggia. Cinque secoli dopo, ogni agosto, il paese torna a vivere quell’evento con una rievocazione storica vivace e partecipata, riconosciuta di Interesse Turistico, che riporta le sue strade al XVI secolo.
Oggi Tazones – dichiarato Sito Storico-Artistico – conserva intatta la sua anima marinara nel cuore della cosiddetta Regione del Sidro del Principato delle Asturie. Situato a circa 28 chilometri da Gijón e poco più di 50 da Oviedo, il borgo è ideale per a una visita di mezza giornata, anche se è facile trattenersi più a lungo, soprattutto cedendo al richiamo della sua cucina e del sidro asturiano.
Indice
Puerto Tazones: porto baleniero e commerciale tra Medioevo e Età Moderna
Tazones si struttura in due anime distinte, San Roque e San Miguel, separate dalla strada locale che risale verso Villaviciosa, capoluogo del comune. Questo asse viario, oggi semplice collegamento, disegna in realtà una linea di confine interna a un borgo che si sviluppa entro un perimetro ben definito: dalla costa che si estende tra Punta de la Mesnada e Punta de Tazones fino alle creste dei monti La Atalaya e Villar, là dove la strada incontra l’arteria tra Gijón e Villaviciosa. In questo spazio compatto e stratificato si inserisce anche il forte collinare del Picu Catalín.
Il villaggio appare raccolto tra due imponenti affioramenti rocciosi, quasi protetto da una barriera naturale. Il porto, oggi parte dell’Autorità Portuale di Terza Classe di Lastres, è uno dei diciotto scali pescherecci delle Asturie. Qui attraccano piccole imbarcazioni dedite alla pesca costiera e il mercato del pesce continua a scandire la vita quotidiana con l’asta del pescato e il rientro delle barche.
Tra il XVI e il XVII secolo, Tazones prosperava come porto baleniero, inserito in una rete di scali lungo la costa cantabrica dedicati alla caccia ai cetacei. Le origini di questa attività risalgono almeno al XIV secolo, anche se le testimonianze documentarie sono frammentarie. Secondo fonti storiche citate nel Novecento, intorno alla metà del Cinquecento il borgo era già descritto come un porto “fiorente”, cuore commerciale dell’intera area di Villaviciosa.
Da qui partivano e arrivavano navi dirette non solo verso altri porti della penisola, ma anche verso la Francia, l’Olanda e l’Inghilterra. Gli archivi municipali raccontano di traffici intensi e variegati: lino, canapa, cera, olio, pece e tessuti circolavano insieme a prodotti del mare, tra cui il pesce e la carne di balena, risorsa preziosa per l’economia locale. Tazones, in quel periodo, era un nodo attivo nelle rotte commerciali del nord Europa.



Le operazioni portuali coinvolgevano l’intera comunità: uomini, donne e persino bambini partecipavano al lavoro, utilizzando carrucole per tirare le barche a secco o rimetterle in acqua. Negli anni Trenta del Novecento, ulteriori interventi modernizzarono l’area con la costruzione della sede della Corporazione dei Pescatori, di un forno e di una vasca per la tintura delle reti. In quello stesso periodo, una delle vecchie pulegge fu sostituita da un verricello elettrico, ancora oggi visibile e funzionante.
L’evento che segnò definitivamente la memoria del luogo avvenne nell’estate del 1517, quando una flotta di quaranta navi che trasportava il giovane Carlo I dalle Fiandre fu sorpresa da una tempesta nel Golfo di Biscaglia. Costretti a modificare la rotta prevista verso Santander, i naviganti trovarono rifugio proprio qui, nel piccolo porto di Tazones. Una deviazione che appare ancora oggi sorprendente, considerando che le Asturie all’epoca erano ritenute una terra marginale e poco ospitale. Non è chiaro se il futuro imperatore abbia soggiornato nel borgo o nella vicina Villaviciosa; questa incertezza ha alimentato nel tempo una sorta di contesa simbolica tra diversi edifici della zona, ciascuno desideroso di rivendicare quell’episodio.
L’arrivo del sovrano è rievocato ogni anno durante le festività di San Rocco, ricordando come questo piccolo villaggio di pescatori, un tempo sostenuto anche dalla caccia alle balene, sia stato capace di inserirsi, per un attimo decisivo, nel grande racconto della storia europea.
Cosa vedere a Puerto Tazones: attrazioni e luoghi da non perdere
Tazones si esplora con ritmi lenti. Le abitazioni, costruite su un terreno terrazzato, seguono il profilo della collina con una disposizione irregolare ma armoniosa: edifici bassi, di uno o due piani, con facciate in pietra o imbiancate a calce, attraversati da corridoi in legno dipinti con colori vivaci. Le stesse tonalità accese si ritrovano nei dettagli – ringhiere, finestre e porte – creando un insieme cromatico che dialoga con la luce dell’Atlantico.
A pochi passi dalla costa compaiono gli hórreos, le tradizionali strutture sopraelevate tipiche delle Asturie, qui sorprendentemente vicine al mare. È proprio questa combinazione – architettura popolare, posizione scenografica e continuità con il paesaggio – a definire il carattere unico del borgo, riconosciuto come Sito Storico-Artistico e inserito tra i Borghi più belli di Spagna.
Nonostante la crescente attenzione turistica, Tazones ha saputo sottrarsi alle trasformazioni più invasive. Il suo carattere marittimo ha fatto da argine all’espansione incontrollata, preservando un’identità profondamente radicata nella cultura asturiana.
Il quartiere storico di San Miguel e la chiesa parrocchiale omonima
Lasciata l’auto nel parcheggio gratuito all’ingresso di Tazones, il primo incontro con il borgo avviene a pochi passi di distanza. È la Chiesa Parrocchiale di San Miguel ad accogliere il visitatore, con la sua facciata bianca dominata da un rosone. Costruita nel 1950, questa chiesa sostituisce l’antico edificio sacro che sorgeva nel quartiere di San Roque, distrutto da un incendio nel 1936 durante la Guerra Civile Spagnola. All’interno si conservano alcune delle poche testimonianze sopravvissute: un crocifisso e soprattutto il Niño Manolín, una figura del Bambin Gesù profondamente venerata dagli abitanti, protagonista ogni anno della Fiesta de les Flores, quando viene portato in processione.
Se la visita coincide con il 16 agosto, giorno dedicato a San Rocco, la statua del santo lascia la terraferma per essere accompagnata via mare, scortata da una processione di barche da pesca. È una celebrazione che restituisce il forte legame tra la comunità e il mare.
Indirizzo: 33315 San Miguel, Asturias, Spagna
Attorno alla chiesa si sviluppa il quartiere di San Miguel, uno dei due nuclei storici che compongono Tazones insieme a San Roque, entrambi riconosciuti come Sito Storico-Artistico dal 1991.
Qui si passeggia tra case di pescatori dalle facciate bianche, in contrasto con porte, finestre e balconi in legno dipinti con colori accesi. La strada principale – Calle Tazones – divide il paese in due, raccogliendo la frenesia della vita quotidiana. Ristoranti e piccoli negozi offrono prodotti tipici e permettono di entrare in contatto diretto con la cultura gastronomica locale, tra sidro e specialità di mare. Attraversandola, si raggiunge l’altro volto del borgo, il quartiere di San Roque, che si sviluppa tra il porto e San Miguel con strade acciottolate e case raccolte.



Il quartiere di San Roque e la scenografica Casa de las Conchas: opera di José Ramón Gallego
È proprio tra questi vicoli che si incontra uno degli angoli più singolari di Tazones: la Casa de las Conchas. La sua facciata, interamente rivestita di conchiglie di ogni forma e dimensione, è il risultato di un lavoro paziente e quasi ossessivo iniziato nel 1985 da José Ramón Gallego. Ciò che era nato come una semplice decorazione di vasi si è trasformato, nel corso di vent’anni, in una superficie completamente ricoperta di gusci marini, un mosaico naturale e irregolare che definisce uno dei luoghi più fotografati del borgo.
Proseguendo alle spalle dell’abitato, alcune stradine meno frequentate conducono a scorci altrettanto suggestivi, dove si possono ancora osservare antichi hórreos in legno, utilizzati per conservare gli alimenti al riparo dall’umidità.
Plaza del Riveru e il cuore della vita portuale
La Casa de las Conchas si affaccia su Plaza del Riveru, dove si concentrava la vita del porto: le balene catturate venivano trascinate a riva e lavorate, mentre il pesce veniva pesato e distribuito. Già nel XVIII secolo furono realizzate importanti opere per migliorare l’approdo, tra cui un muro di contenimento, una diga frangiflutti e strutture per facilitare il tiraggio delle imbarcazioni. In seguito fu costruito anche l’edificio della “rula del pesu”, il punto di vendita dove il pescato veniva pesato e assegnato, spesso tramite sorteggio, alle donne che attendevano il rientro dei marinai per distribuirlo nei villaggi circostanti.
Jet Route: il sentiero panoramico lungo la costa
Nel quartiere di San Roque, appena oltre la Casa de las Conchas, alcuni cartelli discreti indicano l’inizio di un itinerario che allontanandosi dal centro abitato segue la costa. È la cosiddetta “Jet Route”, un percorso semplice ma sorprendentemente scenografico che si sviluppa per circa cinque chilometri in un’unica direzione lungo scogliere, aperture sul mare e tratti di vegetazione.
Lungo il tragitto, si incontra una struttura legata a un’antica tecnica di estrazione mineraria mediante getti d’acqua. Per il ritorno, si può scegliere di ripercorrere lo stesso sentiero oppure deviare su un tracciato alternativo, trasformando l’escursione in un anello. In entrambi i casi, l’esperienza richiede circa tre ore e mezza.
Il porto di Puerto Tazones e il mercato del pesce
Il porto di Tazones, all’estremità dell’abitato, rappresenta ancora oggi il vero baricentro della vita locale. Qui si concentra l’attività quotidiana: le barche rientrano dalle acque del Mar Cantabrico, i pescatori sistemano le reti, puliscono il pescato, si muovono con gesti ripetuti e precisi.
Uno dei momenti più importanti è quello del mercato del pesce: il pescato viene battuto all’asta e, nel giro di poco, raggiunge le cucine dei ristoranti e delle sidrerie del borgo, creando una filiera cortissima che si riflette direttamente nei sapori. Poco oltre, la diga frangiflutti offre una prospettiva privilegiata: da qui Tazones si mostra nella sua interezza, con le case che scendono verso il mare e il porto che ne definisce il profilo.
Inoltre dal porto, raccolto e riparato, si può ammirare anche uno dei panorami più suggestivi della zona: la spiaggia di Rodiles che si distende in lontananza, mentre all’orizzonte si intravede l’inizio della Ría de Villaviciosa, dove l’acqua dolce incontra il mare.
La spiaggia di Puerto Tazones e le impronte di dinosauro: lungo la Costa Giurassica
Tornando indietro e lasciandosi alle spalle le viuzze di San Miguel, il percorso scende naturalmente verso la parte bassa di Tazones, dove compare una piccola spiaggia lunga appena duecento metri, un arco di sabbia dorata. È uno spazio raccolto, ideale per camminare a piedi nudi, sentire la consistenza della sabbia sotto i passi e lasciarsi avvolgere dalla brezza del Cantabrico.
A destra della spiaggia, però, ciò che inizialmente appare come una semplice distesa rocciosa si rivela una delle testimonianze più sorprendenti della regione. È qui che affiorano i siti icnitici delle Asturie. Più di 150 milioni di anni fa, durante il Giurassico, quest’area era abitata da dinosauri e oggi la costa conserva le loro impronte incise nella roccia. L’accesso a questi resti è possibile solo con la bassa marea, dettaglio fondamentale da considerare prima della visita (per verificare le maree consultare il sito).
Seguendo la linea costiera, nei pressi del faro – tra i meglio conservati dell’intera costa asturiana – si entra in quella che è conosciuta proprio come la Costa Giurassica. Qui, sulla superficie grigia della Formazione Tereñes, a circa 120 metri dal pannello informativo posto all’ingresso della spiaggia, emergono diverse impronte tridattili lasciate da dinosauri bipedi; alcune di esse formano vere e proprie sequenze di passi. Proseguendo per circa 480 metri nella stessa direzione, nella Formazione fluviale Vega, si incontrano nuove tracce: un’altra impronta tridattila e la grande impronta di un sauropode.
Non lontano da qui, sulla scogliera occidentale di Tazones, appena oltre la diga foranea del porto, la geologia offre un altro elemento di interesse: una faglia verticale di origine giurassica perfettamente visibile, accompagnata poco più avanti da tracce di radici fossili e paleosuoli (suoli che si sono formati in un paesaggio del passato).
Nel novembre del 2018, i ricercatori del Museo Giurassico delle Asturie hanno recuperato da queste scogliere un’impronta appartenente a un dinosauro carnivoro bipede. L’operazione, resa complessa dall’accesso difficile, ha richiesto l’intervento di un elicottero dei Vigili del Fuoco. Il fossile, caratterizzato da tre dita lunghe terminate da artigli, suggerisce un animale alto oltre due metri e mezzo, contribuendo ad arricchire ulteriormente la conoscenza di questo territorio.
Il faro che veglia su Tazones: panorama sul Mar Cantabrico
A dominare il paesaggio dall’alto, è il faro di Villaviciosa. Sorge sulla Punta de las Ariceras – a 127 metri sul livello del mare – immerso in un’area verde di circa duemila metri quadrati delimitata da un muro in pietra. Attivo dal 1864, elettrificato nel 1928 e dotato di sirena dal 1953, è considerato uno dei fari meglio conservati dell’intera costa asturiana.
La struttura, solida e compatta, combina funzionalità e sobrietà architettonica. L’edificio principale, in pietra arenaria, si sviluppa su due livelli: un piano inferiore più ampio e uno superiore più raccolto. Le facciate bianche e il tetto in tegole rosse creano un contrasto netto con il verde circostante. Addossata al lato nord, la torre ottagonale – alta undici metri – è costruita in blocchi di pietra accuratamente lavorati; al suo interno, una scala a chiocciola in ferro di trentasette gradini conduce alla lanterna, installata nel 1945 e protetta da una cupola opaca sormontata da parafulmine e banderuola. Una grande vetrata illumina la base della torre, sopra la quale una targa ricorda l’anno di costruzione: 1864.
Per raggiungere il faro, si può seguire un sentiero che parte nei pressi della Casa de las Conchas e si inerpica, superando un dislivello di circa cento metri in una ventina di minuti: una salita breve ma intensa, che ripaga con viste sempre più ampie sul mare. In alternativa, una strada conduce comodamente in auto fino al villaggio di Villar, da cui il faro è facilmente raggiungibile.



Una volta arrivati, il panorama si apre senza ostacoli sul Cantabrico, che cambia colore con le ore e le stagioni: grigio metallico sotto le nuvole, blu profondo nelle giornate più limpide e dorato al tramonto.
Indirizzo: Aldea Villar, 2, 33316 Villaviciosa, Asturias, Spagna
Ruta de Carlos V: sulle tracce dell’imperatore
Carlo V, probabilmente dopo l’accoglienza a Tazones, si spostò nella vicina Villaviciosa, dove soggiornò per quattro giorni nella Casa de los Hevia, prima di proseguire verso Valladolid. Lì, il 9 febbraio 1518, avrebbe giurato come re, assumendo formalmente il controllo dei regni ereditati dai suoi nonni, i Re Cattolici.
Da qui è stato creato un percorso, tra Tazones e Villaviciosa di poco più di undici chilometri, che attraversa un paesaggio che ancora oggi conserva la stessa armonia che dovette affascinare il giovane Carlo: campi coltivati, filari di meli – presenza costante nella regione del sidro – e scorci sull’estuario di Villaviciosa, oggi dichiarato Riserva Naturale Parziale e considerato uno degli ambienti più ricchi dal punto di vista biologico nelle Asturie. Un itinerario che permette al viaggiatore contemporaneo di ripercorrere, almeno simbolicamente, le orme di un imperatore.
Quando andare a Puerto Tazones: feste e rievocazioni storiche
Ogni anno, a metà agosto e in coincidenza con le celebrazioni di San Rocco, Tazones rievoca l’arrivo di Carlo V con una rappresentazione storica partecipata, riconosciuta come Festa di Interesse Turistico del Principato delle Asturie. Per qualche giorno, il borgo torna al XVI secolo, ricostruendo lo sbarco e celebrando un episodio che ha segnato in modo indelebile la sua identità. La festa culmina con una suggestiva processione in mare, in cui le immagini di San Rocco e della Vergine del Carmen vengono trasportate tra le onde.
Accanto a questo evento centrale, l’estate di Tazones è scandita da altre importanti celebrazioni come le feste di San Giovanni e le sagre marittime, che animano le serate con musica e piatti tradizionali.
Tra le manifestazioni più singolari si distingue anche la fiera dedicata al giaietto, una pietra semi-preziosa di origine organica formatasi tra il Giurassico e il Cretaceo. Questo materiale, abbondante nelle scogliere della cosiddetta Costa Giurassica, ha alimentato nel tempo una tradizione artigianale raffinata, basata su tecniche di intaglio complesse e meticolose, soprattutto quando si tratta di realizzare decorazioni traforate o dettagli minuti.
Cosa mangiare a Puerto Tazones: piatti tipici e cucina asturiana
A Tazones è il mare ovviamente ad essere protagonista indiscusso anche della tradizione gastronomica, tra cannolicchi alla griglia, fabes con vongole e pesce cucinato nel sidro – una preparazione che unisce due elementi fondamentali della tradizione asturiana.
Nei ristoranti del borgo, soprattutto nella zona tra il porto e il quartiere di San Roque, arrivano in tavola crostacei e molluschi di ogni tipo: granchi, aragoste, scampi, percebes e patelle. A questi si aggiungono rombi, spigole, orate e rana pescatrice, lavorati con una cura che riflette il rispetto per la materia prima.
Il legame con l’entroterra e in particolare con Villaviciosa, amplia ulteriormente l’offerta: sidro naturale, formaggi e fabes completano un panorama gastronomico che trova nella semplicità la sua cifra più autentica. Non a caso, Villaviciosa è riconosciuta come uno dei comuni simbolo della produzione di sidro nella regione.
Come arrivare a Puerto Tazones e dove parcheggiare: auto e mezzi pubblici
Per raggiungere Tazones, l’auto resta l’opzione più pratica. Dall’autostrada A8 si prende l’uscita per Villaviciosa, proseguendo poi lungo la N-632 e la AS-256 fino a El Pidal, per infine imboccare la VV-5 in direzione Tazones.
Dopo pochi chilometri si arriva al parcheggio situato all’ingresso del paese, gratuito ma obbligatorio per i non residenti. Da lì, il borgo si raggiunge a piedi in pochi minuti. Durante l’alta stagione, l’afflusso può rendere più difficile trovare parcheggio, quindi è consigliabile evitare le ore centrali della giornata.
Esiste anche la possibilità di arrivare con i mezzi pubblici, sebbene il percorso sia meno diretto. Non essendoci una stazione ferroviaria, il collegamento avviene tramite autobus, con partenze da Gijón. Da città come Oviedo o Avilés è necessario effettuare un cambio, generalmente proprio a Gijón o a Villaviciosa. La fermata si trova davanti alla chiesa di San Miguel, a breve distanza dal centro.
Conoscevate già Puerto Tazones? L’avete già visitato o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!

