
Muxía in Galizia: cosa vedere tra il Santuario della Virxe da Barca, Costa da Morte e Cammino di Santiago
Guida completa a Muxía: cosa vedere, storia, santuario della Virxe da Barca, Costa da Morte, gastronomia e consigli.
Sulla costa frastagliata della Galizia occidentale, si trova Muxía, uno dei luoghi più carichi di suggestione simbolica dell’intero Atlantico iberico. Questo piccolo centro marinaro viene comunemente identificato come il punto terminale ideale del Cammino di Santiago: una sorta di prosecuzione naturale verso quello che, nella percezione antica, rappresentava la “fine del mondo”. Inserita nel territorio aspro e affascinante della Costa da Morte, la cittadina custodisce un patrimonio immateriale ricco di miti, leggende e tradizioni religiose.
Alla dimensione spirituale si affianca un’offerta esperienziale più ampia, capace di coinvolgere tutti i sensi. La cucina, profondamente legata al mare, le spiagge selvagge modellate dai venti oceanici e un tessuto culturale radicato nella quotidianità locale rappresentano i principali motivi di richiamo. Non è un caso che Muxía sia divenuta negli anni una meta privilegiata per chi sceglie di prolungare il proprio viaggio oltre Santiago o di intraprendere percorsi alternativi, come il Cammino dei fari.
In questo contesto, anche il linguaggio cinematografico ha trovato spazio, contribuendo a rafforzare l’immaginario legato al luogo. Nei pressi del Santuario della Virxe da Barca sono state girate le scene conclusive del film Il cammino per Santiago, diretto da Emilio Estevez e interpretato da Martin Sheen.
Muxía conserva inoltre una tradizione produttiva ormai rara nel panorama europeo: gli ultimi essiccatoi artigianali di grongo, autentica espressione di una cultura marinara che resiste all’omologazione contemporanea. A questo si affianca un patrimonio diffuso di architettura popolare che punteggia l’entroterra e le aree rurali. La pietra, materiale dominante, diventa qui linguaggio architettonico e testimonianza di un rapporto diretto e funzionale con l’ambiente, plasmato da condizioni geografiche, economiche e sociali.
Indice
Cenni storici su Muxía: dalle origini medievali alla tradizione marinara
Muxía è un autentico borgo marinaro. L’impianto urbano si sviluppa su una duna sabbiosa formatasi tra due rilievi: a nord il Monte Corpiño, che con i suoi 67 metri rappresenta il punto più elevato della penisola, una compatta massa granitica dominante sul paesaggio; a sud il Monte Enfesto.
Le prime abitazioni sorsero in prossimità della riva del fiume, in una zona protetta dal Monte Corpiño, dove un tempo si estendeva l’antica spiaggia, oggi scomparsa in seguito alla costruzione della diga e del porto. L’assetto originario del paese trova ancora traccia nella toponomastica: Plaza do Cabo da Vila segnava infatti il limite meridionale del nucleo abitato. Più interna, l’area di Camposa – oggi completamente urbanizzata – rappresentava l’unico spazio pianeggiante destinato alle limitate attività agricole disponibili alla popolazione.
Le origini di Muxía restano difficili da definire con precisione, complice la scarsità di fonti documentarie e reperti storici. Tuttavia, la sua formazione appare indissolubilmente legata a tre elementi chiave: il Monastero di San Xiao de Moraime, che esercitò una significativa influenza durante il Medioevo; il Santuario della Virxe da Barca, fulcro della dimensione religiosa locale; e infine il potere nobiliare rappresentato dal Conte di Altamira, il cui capitano di fiducia, Fernán Álvarez de Carantoña, possedeva una residenza signorile nella località di Pena do Pazo.
Già all’inizio del XIX secolo la pesca rappresentava il motore economico del borgo, con una particolare rilevanza per le catture di sardine e gronghi. Nel corso della stessa epoca, Muxía consolidò progressivamente il proprio ruolo come centro commerciale e di servizi per il territorio circostante, mentre prendeva forma anche una significativa tradizione artigianale legata all’arte del merletto. All’alba del Novecento, il paese contava poco più di mille abitanti: la spiaggia fungeva da approdo per piccole imbarcazioni a remi o a vela, mentre Plaza de la Constitución costituiva il cuore pulsante della vita comunitaria e sede del mercato.



L’evoluzione infrastrutturale segnò una svolta decisiva negli anni Venti, con la realizzazione della strada Muxía-Berdoias, che permise il collegamento con il capoluogo provinciale grazie ai primi mezzi motorizzati. Nello stesso periodo giunse anche l’illuminazione elettrica. Le difficoltà economiche e sociali legate alla guerra civile e al dopoguerra lasciarono spazio, a partire dagli anni Cinquanta, a una lenta ripresa favorita dall’elevato valore del pesce. Il vero salto economico si verificò tuttavia negli anni Settanta, con la scoperta del giacimento ittico del Canto: un evento che trasformò radicalmente il volto della città, determinando il rinnovamento della flotta peschereccia e la diffusione di nuove costruzioni in materiali moderni. Oggi, pur con un ridimensionamento del settore dovuto alla diminuzione delle catture, Muxía mantiene un ruolo centrale come polo commerciale e di servizi per l’intero territorio comunale.
Cosa vedere a Muxía: punti di interesse
Centro storico di Muxía: cosa vedere tra chiese e architettura tradizionale
Il centro storico di Muxía si sviluppa attraverso un intreccio di strade acciottolate, case colorate e piccole piazze. Qui si trova la Chiesa di Santa María di Muxía, edificio che racchiude elementi di pregio sia dal punto di vista architettonico sia religioso. Intorno, le abitazioni in pietra con balconi fioriti contribuiscono a creare un’atmosfera pittoresca.
Il porto e la svolta economica
Per lungo tempo, la Muxía dei pescatori è stata una comunità segnata dalla precarietà. La scarsità di terre coltivabili e l’assenza di risorse boschive costringevano la popolazione a condizioni di vita difficili, interamente dipendenti dall’attività marina. La svolta si individua negli anni Sessanta, quando la scoperta del banco di pesca noto come Canto aprì nuove prospettive economiche. In queste acque si catturavano specie di alto valore commerciale – orate, naselli e spigole – che contribuirono a innescare un processo di sviluppo urbano e infrastrutturale destinato a ridefinire il volto della cittadina.
Oggi, accanto alla flotta peschereccia, il porto accoglie anche numerose imbarcazioni da diporto, aspetto che documenta sia una progressiva diversificazione delle attività, ma anche un’apertura al turismo nautico.
Le reti e le trappole costituiscono strumenti fondamentali: con i miños si catturano pesci come l’acedía, l’ollomol, il pesce rana e la juliana; le nasse sono invece impiegate per crostacei come il granchio ragno, il bue di mare, l’astice (lumbrigante), la nécora e il polpo. La flotta a strascico concentra la propria attività su specie quali platessa, sgombro e sugarello.
Accanto alla pesca tradizionale operano gruppi specializzati nella raccolta di risorse marine come cirripedi, cannolicchi e longueirón. Inoltre, c’è anche un’importante dimensione cooperativa: le confraternite della Costa da Morte collaborano, ad esempio, in progetti dedicati alla raccolta dei ricci di mare.
La spiaggia di Nemiña: equilibrio tra quiete e movimento
Tra i luoghi più rappresentativi del litorale si distingue la spiaggia di Nemiña, un’ampia distesa di sabbia dorata affacciata sull’Atlantico. Il paesaggio regala passeggiate lungo la riva, momenti di relax e una percezione quasi intatta della natura.
Allo stesso tempo, le condizioni del mare rendono Nemiña una meta apprezzata dagli appassionati di surf e di sport acquatici, che trovano qui un contesto ideale per attività dinamiche senza rinunciare a un ambiente di grande valore paesaggistico.
Igrexa Parroquial de Santa María: tra documenti medievali e stratificazioni stilistiche
All’estremità settentrionale dell’abitato, ai piedi del monte Corpiño, sorge la Santa María di Muxía, uno degli edifici più antichi e documentati della zona. Le prime notizie risalgono al 1176, quando, come riportato nel Codice di Sobrado dos Monxes, il re Ferdinando II di León concesse i diritti sul territorio di Muxía – allora Portum de Mogia – all’abate del monastero.
Dal punto di vista architettonico, la chiesa appartiene a un romanico di transizione: una sola navata coperta da tetto ligneo, suddivisa in tre campate da archi a sesto acuto impostati su colonne addossate. L’abside rettangolare è preceduta da un arco trionfale ogivale, sostenuto da semicolonne con capitelli decorati da motivi vari.
Il portale principale riprende il linguaggio goticheggiante con un arco ogivale e un archivolto decorato, sostenuto da colonne che poggiano su basi marmoree. Il timpano, privo di decorazione, è sorretto da mensole scolpite, una delle quali raffigura un frate. Contrafforti visibili sia sulla facciata sia sul lato sud contribuiscono alla stabilità dell’edificio, mentre una porta rettangolare si apre proprio sul lato meridionale.
Sul lato nord si sviluppa la Cappella del Rosario, accessibile dall’interno attraverso un arco ogivale. Questo spazio, edificato alla fine del XIV secolo, presenta elementi gotici: pianta rettangolare e copertura con volta a crociera, i cui archi diagonali si impostano su mensole decorate da capitelli scolpiti.
Indirizzo: Rúa Virxe da Barca, 56, 15124 Muxía, A Coruña, Spagna



Santuario della Vergine della Barca: storia, leggenda e pellegrinaggio
Nel punto più estremo della costa galiziana, Muxía custodisce uno dei luoghi più emblematici della spiritualità europea: il Santuario della Vergine della Barca.
La storia culturale della città è indissolubilmente legata al santuario di A Barca e alle pietre che lo circondano, da sempre oggetto di culto magico-religioso. Questo luogo rappresenta una delle tappe finali più suggestive del Cammino di Santiago lungo la costa atlantica, meta di migliaia di pellegrini che, dopo aver raggiunto Compostela, proseguono verso Muxía e Finisterre.
Secondo la tradizione, proprio qui la Vergine Maria apparve all’apostolo Giacomo giungendo su una barca di pietra, per incoraggiarlo nella sua missione evangelizzatrice. L’approdo al santuario assume così un valore simbolico potente: non solo conclusione fisica del cammino, ma momento di ricompensa e riflessione interiore.
Il pellegrinaggio di A Barca, riconosciuto come evento di Interesse Turistico Nazionale, si svolge ogni anno a settembre e continua a richiamare una folla imponente di fedeli e visitatori. Il santuario, le cui origini risalgono almeno all’XI secolo, ha subito numerose ricostruzioni nel corso della sua storia. L’attuale struttura, di impianto barocco con influenze classiche, si deve in gran parte al XVIII secolo.
Nella notte di Natale del 2013, un fulmine provocò un incendio devastante che distrusse completamente il retablo principale e la copertura dell’edificio. Rimasero in piedi solo le mura esterne e pochi elementi interni. La risposta della comunità fu immediata e il santuario fu restaurato e riaperto nel 2015.
Il promontorio su cui sorge il santuario è un luogo di straordinaria bellezza. Oltre il recinto religioso, si apre un atrio verso un insieme di rocce considerate “magiche”, alle quali la tradizione attribuisce proprietà curative e divinatorie. Si tratta, secondo la leggenda, dei resti dell’imbarcazione della Vergine.
Tra queste c’è la Pedra de Abalar, una grande pietra oscillante lunga oltre otto metri e dal peso di circa otto tonnellate. In passato si credeva che il suo movimento potesse rivelare la verità: veniva utilizzata per giudicare colpevolezza o innocenza e persino per verificare la fedeltà coniugale.
Accanto ad essa si trovano la Pedra dos Cadrís, associata alla guarigione di disturbi renali e lombari – secondo il rito, occorre passarvi sotto nove volte – e la Pedra do Temón, che rappresenterebbe il timone della barca. Completa il complesso la Pedra dos Namorados, legata ai giuramenti d’amore eterno.
Dal santuario, un sentiero conduce al Monte Corpiño, un rilievo di modesta altezza ma straordinario per la vista panoramica: l’estuario, Capo Vilán, le spiagge di Leis e Lago, fino ai profili montuosi dell’entroterra.
Nei pressi del santuario si trovano altri siti carichi di significato. La Fonte da Pel, lungo l’antico cammino dei pellegrini, era utilizzata per abluzioni rituali prima dell’ingresso al santuario, con una funzione protettiva contro le malattie.
Poco distante, la Sala do Perello – un insieme di enormi massi che formano una sorta di camera naturale – domina il paesaggio costiero.
Muxía porta anche un’altra cicatrice, perché nel 2002 ci fu il naufragio della petroliera Prestige che provocò una delle più gravi catastrofi ambientali europee, colpendo duramente questa costa. Oggi, una scultura chiamata “A Ferida” ricorda quell’evento.
Indirizzo: Rúa Virxe da Barca, S/N, 15125 Muxía, A Coruña, Spagna
Orari: aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:30.
Faro di Muxía: simbolo della Costa da Morte
A pochi passi dal Santuario della Vergine della Barca, si trova il faro di Muxía, uno dei riferimenti visivi e simbolici più riconoscibili dell’intera Costa da Morte. Situato a Punta da Barca, questo edificio ottocentesco è un elemento profondamente integrato nel paesaggio culturale e spirituale della regione.
Costruito nel XIX secolo, il faro occupa una posizione privilegiata, affacciata direttamente sull’Atlantico. Di giorno, le sue pareti bianche creano un netto contrasto con il blu profondo del mare; di notte, la luce che emette continua a svolgere la sua funzione originaria, orientando i naviganti in uno dei tratti di costa più complessi e temuti d’Europa.
Nonostante la presenza di altri siti di maggiore notorietà nella regione, il faro di Muxía ha assunto nel tempo un ruolo identitario per la comunità locale. La sua importanza è cresciuta anche grazie alla progressiva valorizzazione dei percorsi escursionistici e di pellegrinaggio che attraversano questa parte della Galizia. Tra questi, il Camiño dos Faros – un itinerario costiero che collega alcuni dei principali fari della provincia di La Coruña – include proprio Muxía come tappa significativa, in particolare nella sua sesta sezione.
Secondo una tradizione locale, nelle acque antistanti si troverebbero i resti di un antico relitto e nelle notti più ventose si udirebbero le sue misteriose “voci”.
Costa da Morte: paesaggi, natura e località da visitare vicino Muxía
A nord-ovest di Muxía, la Costa da Morte affascina per la sua natura aspra e insieme magnetica: scogliere monumentali, spiagge ancora intatte e piccoli centri abitati che conservano un’autenticità rara. Inoltre, l’intera area è ricca di resti archeologici che ne sottolineano la rilevanza storica.
Camiño dos Faros: trekking lungo la costa della Galizia
Lungo la Costa da Morte si snoda proprio uno degli itinerari escursionistici più suggestivi della penisola iberica: il Camiño dos Faros, noto come Cammino dei Fari. Si tratta di un tracciato di circa 200 chilometri, articolato in nove tappe di lunghezza variabile – tra i 17 e i 32 chilometri – che collega Malpica a Finisterre seguendo fedelmente la linea dell’oceano.
Il cammino attraversa tutti i principali fari e numerosi punti di interesse della costa, includendo tappe di particolare rilievo come Muxía.
Il valore del Camiño dos Faros risiede nella straordinaria varietà paesaggistica che offre al viaggiatore: spiagge aperte e sistemi dunali, corsi d’acqua e foci fluviali, scogliere a picco sull’Atlantico e tratti boschivi, estuari popolati da avifauna, distese di granito modellate dal vento, antichi castros e piccoli villaggi marinari. A ciò si aggiungono punti panoramici di grande impatto visivo.



Caldeiras de O Castro: natura e paesaggio
Il territorio di Muxía offre scenari naturali di grande suggestione, come le Caldeiras de O Castro. Qui il corso del fiume, modellando il substrato roccioso, genera una serie di salti e cavità che danno origine a piccole cascate e piscine naturali.
L’area è valorizzata da un percorso escursionistico di circa 15 chilometri, che consente di esplorare l’ambiente circostante. Nei pressi si trovano anche la Santo Outel do Castro e una zona attrezzata per picnic.
I miradoiros: lo sguardo sul paesaggio
La complessità del territorio di Muxía trova una sintesi efficace nei suoi numerosi punti panoramici, i miradoiros, veri e propri balconi naturali affacciati sul paesaggio.
Il Miradoiro do Monte Corpiño offre una delle vedute più ampie e suggestive: da qui lo sguardo spazia sull’oceano, sulle scogliere e sulle spiagge che definiscono l’identità paesaggistica della regione. Non meno significativo è il Monte Facho Lourido, considerato tra i migliori punti di osservazione dell’area, da cui si può cogliere in un solo colpo d’occhio l’intero profilo costiero e il tessuto urbano del villaggio.
Cosa vedere nei dintorni di Muxia
Accanto al noto Santuario della Virxe da Barca, Muxía custodisce un ricco patrimonio religioso disseminato nel territorio. Tra i principali edifici si segnalano i templi romanici di Santa María de Morquintián, Santa María, Santa Leocadia de Frixe, San Xiao de Moraime, San Martiño de Ozón e San Cristovo de Nemiña. A questi si aggiungono numerose cappelle e chiese minori, per un totale di oltre una dozzina di luoghi di culto che testimoniano la profonda spiritualità radicata in questa comunità costiera.
Igrexa Parroquial de Santa María de Morquintián: il linguaggio simbolico del romanico
La Igrexa de Santa María de Morquintián si presenta come un tempio romanico a navata unica, concluso da un’abside rettangolare. Ciò che colpisce maggiormente è la presenza, lungo l’esterno della navata principale, di una significativa serie di canzorri – mensole scolpite – che raffigurano animali e figure umane colte in atteggiamenti volutamente grotteschi o burleschi, secondo un repertorio iconografico diffuso nell’arte medievale.
L’accesso principale è definito da una porta semplice con arco ribassato, affiancata da due colonne addossate che terminano in capitelli distinti. Al di sopra si apre una finestra circolare, residuo di un antico rosone, mentre il profilo del tetto è coronato da un’antefissa. Sul lato settentrionale, annesso alla sacrestia, si trova il campanile.
Indirizzo: Lugar Morquintian, 1, 15124 Morquintián, A Coruña, Spagna
Igrexa Parroquial de Santa Leocadia de Frixe: equilibrio e decorazione
La Igrexa de Santa Leocadia de Frixe, costruita nel XII secolo, condivide con altri edifici della zona un impianto a navata unica e abside quadrata. Quest’ultima è coperta da una volta in pietra e si apre tramite un arco semicircolare il cui archivolto è decorato lungo tutta la sua estensione con motivi ornamentali, sostenuto da colonne addossate con capitelli a decorazione vegetale.
Il portale d’ingresso presenta una struttura più articolata, con timpano e più archivolti poggianti su quattro colonne, anch’esse concluse da capitelli scolpiti. All’esterno dell’abside si conservano diversi canzorri, alcuni con motivi vegetali, altri con raffigurazioni animali, mentre nel frontone si distingue una finestra decorata con due colonne curve, elemento di particolare interesse stilistico.
Indirizzo: Frixe, 16D, 15124 A Grixa, A Coruña, Spagna
Santuario di San Xiao de Moraime: architettura e simbolismo
La chiesa di San Xiao de Moraime, risalente al XII secolo, è un edificio romanico a pianta basilicale, articolato in tre navate concluse da altrettante absidi.
All’esterno, la facciata principale è tripartita da contrafforti che corrispondono all’impianto delle navate. La sezione centrale, più ampia, accoglie il portico d’ingresso, caratterizzato da una struttura svasata con tre coppie di colonne disposte ad angolo retto. Le figure scolpite, interpretate da alcuni come rappresentazioni degli Apostoli, sostengono archivolti decorati con motivi radiali che richiamano esplicitamente il Portico della Gloria della Cattedrale di Santiago di Compostela.
Nel timpano compaiono scene bibliche disposte ai lati della figura del Salvatore. I corpi laterali ospitano finestre semicircolari sormontate da rosoni, mentre agli angoli si elevano due campanili: quello settentrionale conserva l’aspetto originario, mentre quello meridionale è stato oggetto di modifiche.
L’organizzazione interna è scandita da pilastri a sezione quadrata – fatta eccezione per l’ultimo elemento tra la navata centrale e quella settentrionale, di forma circolare – ai quali si addossano quattro semicolonne. Queste sostengono archi a tutto sesto e strutture trasversali che reggono la copertura lignea.
La navata centrale, più ampia rispetto a quelle laterali, è suddivisa in cinque campate mediante archi semicircolari, mentre le navate minori presentano archi a sesto acuto, introducendo una variazione stilistica significativa. La parete nord si sviluppa in cinque sezioni ritmate da colonne impostate su una terrazza continua; tra queste si inseriscono finestre cieche di notevole eleganza, con elementi sporgenti verso l’esterno su un terreno in pendenza.
Il lato meridionale ripropone uno schema analogo, pur con differenze dovute alla presenza dell’antico monastero, un tempo collegato alla chiesa attraverso un portale, rimasto chiuso fino a epoca recente. Proprio su questa parete si apre l’ingresso riportato alla luce nel 1975: un articolato sistema decorativo composto da quattro colonne con motivi geometrici e gigli, coronate da capitelli scolpiti e da tre archi a tutto sesto riccamente ornati.
L’apparato decorativo interno si distingue per capitelli con motivi vegetali e per un ciclo pittorico scoperto nel 1970 sotto uno strato di calce. Le pitture, organizzate in otto scene, raffigurano i sette peccati capitali e la morte, rappresentati come bersagli di frecce. La loro datazione resta oggetto di dibattito: alcuni studiosi le collocano in epoca medievale, altri propendono per una realizzazione non anteriore al XVII secolo. Le condizioni conservative risultano oggi compromesse, soprattutto a causa dell’umidità.
Indirizzo: Lugar Moraime, 2, 15125 Moraime, A Coruña, Spagna
Orari: aperto da giovedì a sabato dalle 13:00 alle 13:30 e dalle 15:00 alle 15:30, la domenica dalle 11:00 alle 16:30. Chiuso da lunedì a mercoledì.



Igrexa parroquial de San Martiño de Ozón: trasformazioni e permanenze
Non lontano, si trova la Igrexa parroquial de San Martiño de Ozón. Dell’impianto romanico originario si conservano due absidi semicircolari – quella centrale e quella meridionale. L’accesso all’abside principale avviene attraverso un arco trionfale a tutto sesto, sostenuto da colonne con capitelli distinti, mentre la copertura è affidata a una volta a botte.
L’abside settentrionale fu sostituita nel 1708 da una struttura rettangolare, alterando l’equilibrio originario dell’edificio. Un’iscrizione interna attribuisce a Padre Velasco l’intervento che modificò la configurazione della cupola. Nonostante l’antichità dell’impianto planimetrico, i rifacimenti dei secoli XVII e XVIII hanno inciso profondamente sull’aspetto attuale della chiesa.
All’esterno si distinguono chiaramente due ambiti: da un lato la facciata – insieme alle pareti laterali e al campanile barocco – e dall’altro l’area absidale, che conserva gli elementi più raffinati. Nell’abside centrale si apre una finestra romanica con colonne angolari, accompagnata da una ricca serie di mensole scolpite che decorano le cornici delle absidi semicircolari.
Indirizzo: A, Lugar Vilar Sobremonte, 6, 15125 San Martiño, A Coruña, Spagna
Igrexa parroquial de San Cristovo de Nemiña: essenzialità del romanico rurale
Più raccolta nelle dimensioni ma non meno significativa, è la Igrexa de San Cristovo de Nemiña, considerata la più piccola tra le chiese romaniche della regione. L’edificio, di appena 13 per 6 metri, si compone di un’unica navata rettangolare con copertura lignea e di un’abside quadrata.
L’accesso all’abside è segnato da un arco sostenuto da due colonne addossate, con capitelli decorati da motivi vegetali analoghi a quelli riscontrabili nella chiesa di Frixe. La volta che copre lo spazio absidale è a sesto acuto, introducendo una lieve tensione verticale in un impianto altrimenti essenziale.
La purezza formale e le proporzioni contenute rendono questo edificio un esempio emblematico di romanico rurale. Gli elementi aggiunti in epoca successiva – il campanile e la sacrestia, risalenti al XVII secolo – non compromettono la leggibilità dell’impianto originario, che resta il tratto distintivo di questa architettura piccola, ma di grande interesse storico-artistico.
Indirizzo: Rua Nemiña, 1, 15124 Nemiña, A Coruña, Spagna
Capo Touriñán: il punto più occidentale della Spagna continentale
Contrariamente a una convinzione diffusa, non è Capo Finisterre il punto più occidentale della regione. Questo primato spetta al Capo Touriñán, una lingua di terra che si protende per circa un chilometro nell’Atlantico.
Due volte l’anno, tra l’equinozio di primavera – dal 21 marzo al 25 aprile – e tra metà agosto e l’inizio dell’autunno – dal 13 agosto al 22 settembre – questo luogo assume un valore simbolico unico: è qui che si può osservare l’ultimo tramonto dell’Europa continentale. La sua posizione geografica gli conferisce questo privilegio naturale, come dimostrato dagli studi del fisico Jorge Mira Pérez.
Raggiungibile da Muxía con un percorso di circa 17 chilometri lungo la costa, Capo Touriñán permette di attraversare un ambiente selvaggio e ventoso, dove la vegetazione si è adattata a condizioni estreme, modellando un ecosistema resistente e affascinante.
La cascata di Ézaro: un unicum europeo
A breve distanza da Muxía si trova uno dei fenomeni naturali più sorprendenti della Galizia: la Cascata di Ézaro, nota anche come Cascata del fiume Xallas. Con un salto di oltre 40 metri, rappresenta un caso raro nel panorama europeo: è infatti l’unica cascata del continente a riversarsi direttamente nell’oceano.
Nei pressi è stato realizzato un punto panoramico che consente di ammirare l’intero contesto costiero, valorizzando ulteriormente l’esperienza di visita.



Cosa mangiare a Muxía: piatti tipici e cucina galiziana
La tradizione gastronomica di Muxía si distingue per un equilibrio armonico tra cultura marinara e radici contadine. Per chi visita Muxía, l’esperienza culinaria migliore si vive nei ristoranti del porto o nel centro del paese, dove le marisquerías propongono una cucina fedele alla tradizione.
Lungo questa costa si pescano numerose varietà ittiche e frutti di mare, tra cui spigole, naselli, gronghi, cirripedi, granchi e calamari. Ingredienti che, nella ristorazione locale, vengono proposti secondo modalità di cottura essenziali – alla griglia o in umido.
Accanto ai prodotti del mare, la cucina di Muxía riflette una forte componente rurale, in linea con la tradizione della Galizia. Tra i piatti più rappresentativi figura il maiale con le rape, preparazione stagionale che si consuma tipicamente dall’inizio di novembre fino al periodo di Carnevale. A questa fase dell’anno sono legati anche dolci tradizionali come le filloas – simili alle crêpes – e le orellas de Entroido – frittelle spagnole leggere e croccanti ai bordi, il cui nomederiva dal fatto che assomigliano molto a delle orecchie.
Un ruolo centrale spetta inoltre alle empanadas di mais, vero simbolo della panificazione locale. Le varianti sono molteplici e riflettono la ricchezza delle risorse disponibili: ripieni di grongo, baccalà, carne, vongole, tonno o polpo testimoniano una versatilità che attraversa sia il mare sia l’entroterra.
Quando andare a Muxía: clima, eventi e Romaría da Barca
Il periodo compreso tra la tarda primavera e l’inizio dell’autunno rappresenta il momento ideale per scoprire Muxía: da maggio a ottobre il clima si fa più mite e il calendario si anima di feste popolari, con un apice nel mese di settembre, quando si celebra uno degli appuntamenti più identitari della costa galiziana.
La Romaría da Barca risale all’epoca medievale, probabilmente tra XI e XII secolo, in concomitanza con la fondazione della prima cappella dedicata alla Vergine. Ancora oggi, questo pellegrinaggio richiama fedeli da tutta la Galizia e oltre, che raggiungono il santuario della Virxe da Barca per compiere gesti rituali carichi di significato: far oscillare la Pedra de Abalar e passare sotto la Pedra dos Cadrís, entrambe associate a proprietà benefiche e simboliche.
La Romaría è oggi considerata la celebrazione più importante della Costa da Morte e un vero punto di aggregazione giovanile: migliaia di persone si riversano a Muxía il sabato sera, dando vita a una lunga notte di musica e convivialità che si protrae fino all’alba. Ne deriva un intreccio singolare e suggestivo tra sacro e profano: i partecipanti alle celebrazioni notturne si mescolano, alle prime luci del giorno, ai pellegrini diretti alle funzioni religiose.
La ricorrenza cade la seconda domenica di settembre, salvo coincida con l’8: in tal caso viene posticipata alla domenica successiva, il 15. Da qui il detto popolare secondo cui “la Barca non scende mai dal 9 al 15”.
Durante l’estate, Muxía e le sue parrocchie celebrano numerose feste patronali che scandiscono la vita comunitaria e attraggono visitatori. Tra queste si ricordano il Corpus di Muxía, il Pilar de Suxo (17-19 giugno), San Giovanni di Bardullas (24 giugno), San Pedro de Leis (29-30 giugno), il Soccorso a Coucieiro (2-3 luglio), il Carmelo di Moraime (23-24 luglio), il Carmen de Muxía (30-31 luglio), San Cristovo de Nemiña (31 luglio) e San Isidro de Quintáns (6-7 agosto).
Accanto alle feste religiose si collocano eventi di carattere gastronomico e culturale. La Festa del Conger, dedicata al prodotto simbolo locale, anima il Venerdì Santo con musica, sfilate e degustazioni in diverse preparazioni – dall’empanada alla caldeirada. Il Festival del cavallo di Quintáns, organizzato la prima domenica di settembre, propone esibizioni equestri, attività all’aperto e giochi tradizionali.
Altri momenti significativi includono il Carnevale, con concorsi in maschera e percorsi gastronomici; la Pasqua, accompagnata da fiere artigianali e dalla festa del grongo; fino alle celebrazioni autunnali e natalizie, che comprendono recital, spettacoli e tradizionali sfilate.
Tra gli eventi più rappresentativi si distingue anche il Mercado das Rutas do Mar, una manifestazione estiva che celebra l’identità marinara e rurale della comunità. Per alcuni giorni di agosto, le strade di Muxía accolgono gastronomia, artigianato, musica e antichi mestieri.
La vita quotidiana è scandita anche dai mercati settimanali, che si tengono il martedì e il venerdì mattina nel centro cittadino, mentre la fiera di Senande si svolge il primo lunedì di ogni mese.
La costa di Muxía rappresenta inoltre un osservatorio privilegiato per il fenomeno delle migrazioni aviarie. Durante l’estate e l’autunno, oltre mille uccelli marini provenienti dal Nord Europa e dalla Siberia occidentale transitano lungo questo corridoio naturale, riconosciuto come area di importanza internazionale per la conservazione dell’avifauna. A ciò si aggiunge una rotta secondaria per le specie terrestri e una straordinaria varietà di habitat – mare aperto, scogliere, estuari, dune e zone agricole – che consente la presenza di circa 300 specie in un territorio relativamente contenuto.
Infine, il litorale di Muxía si presta a numerose attività sportive e ricreative. La spiaggia di Nemiña è diventata negli anni un punto di riferimento internazionale per surfisti e appassionati di bodyboard, richiamando praticanti da tutta Europa. Gli scogli lungo la costa sono frequentati da pescatori sportivi, soprattutto durante la bassa marea, mentre l’ampia offerta di sport acquatici include immersioni, kayak, canottaggio, apnea e pesca subacquea.
Come arrivare a Muxía: collegamenti e itinerari
Per arrivare a Muxía, il percorso più diretto segue la linea costiera, privilegiando strade panoramiche come la AC-445 e la AC-2301. Il centro si trova a circa 100 chilometri da A Coruña e a 85 chilometri da Santiago de Compostela.
In alternativa, è possibile raggiungere la località percorrendo la AC-552 o usufruendo dei collegamenti garantiti dagli autobus regionali, che assicurano un accesso regolare al territorio anche senza mezzo a noleggio.
Conoscevate già Muxía? L’avete già visitata o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!
