
Atlante della visione e cosmogonia della pittura contemporanea tra luce, memoria e pensiero.
C’è un momento, nell’esperienza dell’immagine, in cui ciò che vediamo smette di essere qualcosa di concreto e diventa un’idea e un pensiero. È proprio in questo spazio sottile che si sviluppa da sempre la pittura di Marco Tirelli, tra i principali protagonisti del rinnovamento della pittura avviato in Italia e all’estero alla fine degli anni Settanta.
La mostra Marco Tirelli. Anni luce, inaugurata il 17 marzo 2026 a Palazzo Esposizioni e curata da Mario Codognato, presenta un’inedita mostra-installazione di grande impatto visivo, in grado di testimoniare lo stato più avanzato della sua ricerca. Si tratta di un modo discreto e silenzioso di vivere la pittura, come un viaggio lento, simile al fluire dei ricordi, ma allo stesso tempo intenso, come una scoperta che avviene di notte. In questo percorso, la luce diventa un mezzo per esprimersi, mentre l’ombra diventa un linguaggio nascosto, tutto da decifrare.
Con le mostre dedicate a Mario Schifano e Marco Tirelli, il Palazzo Esposizioni costruisce un dialogo tra due momenti cruciali dell’arte italiana: da un lato l’esplosione iconica degli anni Sessanta, dall’altro la riflessione più analitica e metafisica sviluppata dagli anni Ottanta in poi.
Il risultato è un percorso che attraversa linguaggi e generazioni, mettendo in relazione due visioni profondamente diverse, ma sorprendentemente complementari. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, che conferma ancora una volta la vocazione dello spazio come luogo di confronto tra generazioni e linguaggi dell’arte contemporanea.
Indice
Biografia e formazione: dalla Nuova Scuola Romana alle Biennali Internazionali
Marco Tirelli nasce nel 1956 a Roma, dove vive e lavora. Comincia a esporre già nella seconda metà degli anni Settanta e, alla fine del decennio, stabilisce il proprio studio negli spazi dell’ex Pastificio Cerere a San Lorenzo, insieme agli artisti della cosiddetta Nuova Scuola Romana.
Si forma all’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Toti Scialoja, in un clima in cui la pittura è intesa come campo di riflessione teorica oltre che visiva, attraverso lo studio dell’astrazione americana della scuola di New York. Parallelamente, frequenta Alighiero Boetti, entrando in contatto con un immaginario eccentrico e concettuale che segnerà profondamente il suo percorso.
Fin dagli esordi, la sua ricerca si distingue per un confronto costante con la tradizione – dalla prospettiva rinascimentale alla cultura della vanitas – e con le pratiche dell’astrazione, delminimalismo e dell’arte concettuale, rielaborate in una direzione fortemente metafisica.
Negli anni Ottanta partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia con una sala personale nella sezione Aperto ’82, avviando una presenza costante in rassegne internazionali come la Biennale Trigon di Graz.



Le mostre collettive si susseguono: al PAC di Milano e alla Quadriennale di Roma nel 1986; alla mostra itinerante Dal ritorno all’ordine al richiamo alla pittura 1920-1987 tra Oslo, Helsinki, Darmstadt e Bielefeld; alla GAM di Bologna nel 1988 e alla rassegna internazionale Diptych tra Istanbul, Ankara e Tel Aviv nel 1989.
Negli anni Novanta espone all’American Academy in Rome, dove una grande installazione di disegni dialoga con i Wall Drawings di Sol LeWitt e partecipa alla XLIV Biennale di Venezia con una sala personale. Prende inoltre parte a rassegne come la Biennale of Sydney, la Bienal de São Paulo, Prospect ’93 alla Kunsthalle di Francoforte e la XII Quadriennale di Roma, esponendo anche al Centre d’Art Contemporain di Ginevra e al Palais Liechtenstein di Vienna.
All’inizio del nuovo secolo la sua ricerca si estende alla dimensione ambientale: nel 2001 realizza un’installazione site-specific alla Fondazione Volume! di Roma. Nel 2002 la Kunsthalle di Darmstadt gli dedica una grande mostra antologica, poi presentata alla GAM di Bologna.
Espone al MART Rovereto, al PAC Milano e realizza nel 2009grandi sculture per la Collezione Gori alla Fattoria di Celle.
Tra il 2010 e il 2020 mostre personali sono ospitate dal Palazzo Fortuny e dal MACRO, mentre progetti coinvolgono il MAXXI e il Museo MADRE. Nel 2013 presenta una vasta installazione nel Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, e nello stesso anno espone con Patti Smith e con Bernd e Hilla Becher.
Le esposizioni proseguono negli anni più recenti, fino alla partecipazione alla mostra Metafisica/Metafisiche al Palazzo Reale di Milano nel 2026. Tirelli è, inoltre, membro dell’Accademia Nazionale di San Luca, di cui è stato presidente nel biennio 2023-2024.
Marco Tirelli in mostra a Palazzo Esposizioni Roma: “Anni luce” e il nuovo ciclo pittorico
Per questa occasione Tirelli ha ideato un nucleo di opere che si configura come un’unica grande installazione: un ciclo pittorico e mentale in cui ogni lavoro, pur nella propria autonomia, si inserisce in una trama organica e continua, come un nastro ideale che percorre lo spazio espositivo.
La mostra si compone di quarantuno dipinti, realizzati con un metodo originale che comporta un lungo processo di esecuzione e l’impiego di tecniche diverse. Tutte le opere, della stessa altezza, sono disposte come una sequenza continua che avvolge lo spazio.
Le sale diventano così un “teatro della memoria”, dove l’artista costruisce una rappresentazione cosmogonica del proprio lavoro: un atlante visivo che abbraccia e ricompone il suo intero universo poetico.
Il percorso non procede per capitoli o temi, ma per risonanze. Le immagini emergono dall’ombra come apparizioni sospese tra ricordo e visione: forme geometriche, oggetti isolati, strutture enigmatiche e presenze archetipiche. Ne deriva una struttura fluida, in cui lo spettatore è chiamato a costruire il proprio percorso, a stabilire relazioni e a orientarsi in una cartografia mentale.
Al centro della ricerca vi è il rapporto tra luce e ombra. La luce non è un semplice fattore ottico, ma un principio strutturante che determina lo spazio e conferisce consistenza alle forme. L’ombra ha una funzione creatrice ed è la materia stessa da cui l’immagine nasce. Questa relazione produce una condizione di instabilità percettiva: le immagini restano sospese, mai definitive e sempre in formazione.
Le immagini di Tirelli derivano da una memoria visiva non lineare, fatta di frammenti e sedimentazioni. Da Giotto agli affreschi di Schifanoia, dagli ex voto ai diagrammi cosmologici, fino al Teatro della Memoria di Giulio Camillo Delminio e all’Atlante Mnemosyne di Aby Warburg, ogni immagine è una camera della mente.
La pratica formale di Tirelli si fonda su una costruzione lenta e stratificata: un puntinismo rarefatto che modula la luce, l’utilizzo del tulle per filtrare i colori e gradazioni di carboncino che costruiscono lo spazio. L’immagine resta sul punto di dissolversi. È proprio in questa precarietà che si manifesta la sua verità.



In un’epoca segnata dalla saturazione delle immagini, Tirelli introduce una forma di resistenza. Non è una chiusura, ma una presa di posizione critica: la pittura torna a essere strumento di pensiero, dispositivo conoscitivo capace di interrogare la contemporaneità.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Electa, concepito come libro d’artista, con tavole delle opere e testi di Marco Lodoli e Victor I. Stoichita.
Parallelamente, MARCOROSSI artecontemporanea realizza un volume dedicato ai polittici degli anni Ottanta, con un testo di Alberto Salvadori, approfondendo un ciclo fondamentale nella definizione del linguaggio dell’artista.
In questo silenzio luminoso, la pittura di Marco Tirelli restituisce all’immagine densità, mistero e necessità. Vedere non significa più riconoscere, ma attraversare l’ombra che rende possibile ogni apparizione.
Avete già visto la mostra Marco Tirelli. Anni luce a Palazzo Esposizioni a Roma o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!
Informazioni utili sulla mostra
Marco Tirelli. Anni luce
A cura di Mario Codognato
Dal 17 marzo al 12 luglio 2026
Palazzo Esposizioni Roma
Via Nazionale 194, 00184 Roma
Orari: da martedì a domenica dalle 10:00 alle 20:00. Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura. Chiuso il lunedì.
Biglietto: intero 15€ / ridotto 12€.
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