
Metamorfosi intangibile: Uemon Ikeda e la poetica del vuoto nello spazio contemporaneo
Tra installazione e pittura, la mostra di Uemon Ikeda a PROSA_contemporanea ridefinisce la percezione dello spazio tra Oriente e Occidente.
Il 10 aprile 2026, negli spazi di PROSA_contemporanea, è stata inaugurata Uemon Ikeda. Metamorfosi intangibile, mostra personale di Uemon Ikeda curata da Alberto Dambruoso, con il patrocinio dell’Istituto di Cultura Giapponese e della Fondazione Italia Giappone.
Il progetto espositivo si inscrive nel quadro delle più recenti indagini sul rapporto tra arte contemporanea e configurazione dello spazio, articolando una ricerca che interviene in modo incisivo sui dispositivi percettivi e sulle modalità di costruzione del reale. Attraverso un linguaggio che coniuga materialità e dimensione immateriale, Ikeda sviluppa un percorso volto a ridefinire i confini dell’esperienza sensibile. La mostra è prorogata fino al 20 maggio.
Indice
Uemon Ikeda: biografia e percorso tra Giappone e Italia
Nato a Kobe il 5 aprile 1952, Uemon Ikeda ha avviato il proprio percorso artistico nella Tokyo degli anni Settanta sotto la guida di Takeshi Yoshino, assistente di un noto scultore. Sin dall’inizio, la sua formazione si è strutturata come una tensione tra sistemi culturali. Ikeda scelse l’Italia per questa sua ricerca artistica, trasferendosi a Roma a ventun anni e diplomandosi all’Accademia di Belle Arti nel 1977.
A Roma la sua pratica, decisamente concettuale, attraversava pittura, architettura, fotografia e installazione, fino a estendersi verso ciò che egli stesso definisce “teatro impossibile” e scrittura.
In questo contesto, Ikeda ha sviluppato uno sguardo capace di isolare frammenti della realtà urbana per sottoporli a un processo di smaterializzazione: la spazialità occidentale viene svuotata e ridefinita attraverso il concetto orientale di vuoto, inteso non come assenza ma come spazio attivo, scena potenziale e luogo di relazione.
Tra le principali tappe espositive si ricordano interventi in contesti fortemente connotati, dalla Sinagoga – Tempio Maggiore di Roma alla Piramide Cestia, dal MAXXI al Palazzo Reale di Napoli, fino a recenti partecipazioni in Giappone e Italia, tra cui la mostra al Museo Venanzo Crocetti nel 2026, in occasione del 160° anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Giappone.



La danza Butoh e la dimensione performativa
La serata inaugurale ha visto la realizzazione anche della performance di danza Butoh di Flavio Arcangeli, artista che sviluppa una tensione costante tra pratica visiva e azione corporea. Performer, pittore e insegnante di yoga, Arcangeli si è laureato in Architettura presso l’Università La Sapienza di Roma nel 2002, maturando sin dagli esordi un interesse strutturale per la relazione tra spazio e gestualità.
Il suo incontro con la danza è avvenuto nel 1997 grazie al maestro giapponese Masaki Iwana, esperienza che ha segnato un passaggio decisivo verso una ricerca orientata alla dimensione performativa. Da allora, Arcangeli ha collaborato con numerosi esponenti della danza Butoh e, tra il 2001 e il 2011, ha co-diretto e partecipato a Trasform’azioni, rassegna internazionale dedicata a questa pratica.
La danza Butoh, nata in Giappone negli anni Cinquanta nel clima di apertura interdisciplinare che vide anche esperienze come il gruppo Gutai, si definisce come una danza metamorfica: un processo di trasformazione continua del corpo, inteso come materia attraversata da impulsi fisici e mentali. In questa prospettiva, il gesto diviene una manifestazione di un’energia interna resa tangibile.
Inserita nel contesto dell’installazione, la performance ha attivato lo spazio rendendolo dinamico, introducendo una dimensione temporale e corporea che dialoga con la struttura ambientale di Ikeda. Il filo rosso, già dispositivo di costruzione spaziale, viene così attraversato e risignificato dal movimento, trasformandosi in vettore di relazione tra corpo e ambiente.
La mostra “Metamorfosi intangibile”: spazio, materia e percezione
Nella mostra presso PROSA_contemporanea, Uemon Ikeda presenta un’installazione realizzata in collaborazione con Ximena Robles: un filo rosso di lana e seta attraversa lo spazio, disegnando traiettorie che il pubblico è chiamato ad abitare e modificare con la propria presenza.
Il filo, elemento minimo e insieme carico di risonanze simboliche, agisce come dispositivo di delimitazione e apertura: circoscrive e al tempo stesso genera spazi, trasformando ambienti preesistenti o facendo emergere configurazioni prima inesistenti.
Accanto all’installazione, una serie di acquerelli su carta introduce un contrappunto pittorico che si affianca alla dimensione ambientale, dando vita ad un rapporto di equivalenza tra media diversi.
Nel testo critico, Alberto Dambruoso individua nella pratica di Ikeda una mobilità costante tra figurazione e astrazione, con una particolare attenzione al momento in cui la scrittura si integra all’opera fino a diventarne parte costitutiva.
Questa libertà si riflette anche nei mezzi espressivi adottati: pittura, disegno, installazione e scrittura sono attori in un unico processo.
PROSA_contemporanea: la nuova realtà espositiva nel vivace quartiere Pigneto
La mostra si inserisce nella programmazione di PROSA_contemporanea, un nuovo spazio espositivo, attivo dal settembre 2025, nel quartiere Pigneto. Diretto da Alberto Dambruoso, il progetto nasce dal recupero di un ex locale commerciale in Via Marin Sanudo 24, trasformato in un luogo ibrido che unisce studio di architettura, coworking e spazio espositivo.
Ideato da Valeria Palermo, Amelia Roccatelli e Stefano Salvi, PROSA_contemporanea si propone come piattaforma di ricerca sul confine tra arte e design, valorizzando al contempo la memoria storica dell’edificio.
In questo senso, lo spazio stesso diventa parte integrante delle pratiche artistiche che ospita, configurandosi come un dispositivo aperto alla sperimentazione. Un’ambizione che pare essere stata portata a compimento con successo e che, alla luce degli sviluppi già in atto, continuerà a essere perseguita con rinnovata attenzione e spirito creativo.
Avete già visto la mostra Uemon Ikeda. Metamorfosi intangibile alla galleria PROSA_contemporanea di Roma o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!
Informazioni utili per la visita
Uemon Ikeda. Metamorfosi intangibile
A cura di Alberto Dambruoso
Dal 10 aprile al 30 aprile 2026 (prorogata fino al 20 maggio)
PROSA_contemporanea
Via Marin Sanudo 24, Roma (RM)
Orari: aperta dal lunedì al venerdì dalle 16:00 alle 18:30; sabato su appuntamento chiamando il numero: 3384858398.
Biglietto: ingresso libero
