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Una guida pratica per scoprire i luoghi simbolo di Aix-en-Provence: dalle eleganti strade del Cours Mirabeau alle piazze storiche, dalle terme romane ai luoghi di Cézanne.

C’è qualcosa nell’aria di Aix-en-Provence che sfugge alle parole: una luce calda e brillante, che scivola tra i rami dei platani, fa vibrare la pietra chiara delle facciate e si riflette nelle sue “mille fontane”. Non è soltanto una leggenda: Aix ne custodisce più di cento. 

Siamo nel sud della Francia, per la precisione nel dipartimento Bouches-du-Rhône, nella regione Provence-Alpes-Côte d’Azur e a soli trenta minuti d’auto da Marsiglia.

Per scoprire Aix-en-Provence con la calma e l’attenzione che merita, sono necessari almeno due giorni. Chi dispone di tempo più limitato può comunque esplorare i principali luoghi simbolo della città, concentrandosi sulle tappe essenziali.

Cenni storici su Aix-en-Provence

Aix-en-Provence è una vera e propria stratificazione di epoche. Oggi conta circa 150.000 abitanti, ma la sua fondazione risale a quasi duemila anni fa. Nacque come accampamento romano, nel 123 a.C., con il nome Aquae Sextiaele acque di Sextius – un chiaro riferimento alle sorgenti calde che ancora oggi scorrono sotto i suoi pavimenti e alimentano i bagni termali.

Ma dietro il volto elegante della città si nasconde una storia complessa, fatta di battaglie e invasioni. Dalla vittoria dei Romani sui Teutoni nel 102 a.C., ai saccheggi dei Franchi, fino ai Saraceni nel VIII secolo: Aix ha visto susseguirsi eserciti e regni. Nel XII secolo, sotto gli Aragonesi e poi gli Angioini, fiorì come centro artistico e culturale, fino a entrare nel Regno di Francia nel 1487.

Qui, nel 1501, Luigi XII stabilì il Parlamento della Provenza, incoronandola capitale della regione, un titolo che conservò fino alla Rivoluzione francese del 1789, quando lo scettro passò a Marsiglia. Ma Aix restò una città raffinata del sud, immersa in un paesaggio dolce, a metà strada tra il Mediterraneo e le colline del Luberon

A proteggerla, a oriente, si alza la Montagne Sainte-Victoire, massiccio luminoso che Paul Cézanne ha reso eterno nei suoi quadri. È lui il figlio prediletto della città, il pittore che inseguì per tutta la vita la luce.

Arte e cultura sono il tessuto connettivo della città. L’università – fondata nel 1409 e tra le più antiche di Francia – raccoglie giovani da ogni angolo del mondo, mantenendo viva una tradizione rinascimentale. Qui è cresciuto anche Émile Zola, prima di diventare uno dei maggiori esponenti della letteratura francese.

Lungo Cours Mirabeau | © Serena Annese
Lungo Cours Mirabeau | © Serena Annese
Lungo Cours Mirabeau | © Serena Annese

Cosa vedere a Aix-en-Provence

Cours Mirabeau: l’elegante salotto della città

Il viaggio alla scoperta di Aix-en-Provence non può che iniziare dal Cours Mirabeau, il viale simbolo della città. Questo lungo boulevard, inaugurato nel 1651 per il passaggio delle carrozze, oggi è il cuore elegante della vita cittadina. Ombreggiato da maestosi platani, il corso è fiancheggiato da caffè storici, boutique e raffinati palazzi nobiliari – gli hôtels particuliers – costruiti in pietra estratta dalle cave di Bibémus, le stesse che ispirarono Cézanne.

All’estremità occidentale del viale si trova La Rotonde, una monumentale fontana eretta nel 1860, decorata da tre statue allegoriche che guardano verso Marsiglia (Agricoltura), Aix-en-Provence (Giustizia) e Avignone (Belle Arti).

Lungo il Cours Mirabeau si incontrano altre fontane emblematiche: la Fontaine des Neuf-Canons -costruita nel 1691 per rifornire il convento di Sant’Orsola – la Fontaine d’Eau Chaude, detta “la Muschiosa”, da cui sgorga acqua termale a 34 gradi e la Fontaine du Roi René, che raffigura il sovrano con un grappolo d’uva, omaggio alla leggenda dell’introduzione della vite in Provenza.

Tra gli edifici più importanti spicca l’Hôtel Maurel de Pontevès – al numero civico 38 – capolavoro barocco con il balcone sorretto da imponenti atlanti, testimonianza dell’ascesa della borghesia locale.

Il fascino della Città Vecchia

Lasciato il Cours Mirabeau, ci si immerge nel cuore antico di Aix-en-Provence, tra Cours Sextius, Rue Thiers e le viuzze medievali, che custodiscono piazze raccolte, botteghe artigiane e ristoranti intimi. Ogni passo conduce a scorci barocchi, portali scolpiti e cortili nascosti.

Uno degli angoli più suggestivi è Place de l’Hôtel de Ville, dominata dalla Torre dell’Orologio. Il suo meccanismo astronomico del 1661 scandisce le stagioni con statue allegoriche. Qui, tre volte alla settimana – martedì, giovedì e sabato – si tiene il celebre mercato dei fiori, un tripudio di colori e profumi che invade l’aria.

Poco distante si trovano l’Ancienne Halle aux Grains, l’antico mercato del grano, e Place de Verdun, dove tre volte alla settimana si svolge un mercatino dell’antiquariato e delle pulci.

Tra le vie del centro si celano autentiche gemme, come il Passage Agard: un corridoio storico che collega Cours Mirabeau al Palazzo di Giustizia, un tempo sede di un convento carmelitano.

Place Forbin | © Serena Annese
Aix-en-Provence | © Serena Annese
Confiserie Bremond 1830 | © Serena Annese

Cathédrale Saint-Sauveur: cuore spirituale di Aix-en-Provence

Nel cuore della città, lungo Rue Gaston-de-Saporta, si erge la maestosa Cattedrale di Saint-Sauveur, simbolo di Aix e scrigno di oltre mille anni di storia, dichiarata Monumento Storico. Sorta sul tracciato dell’antica Via Aurelia, là dove sorgeva il foro romano e, secondo la leggenda, un tempio dedicato ad Apollo, questa chiesa – cattedrale dell’arcidiocesi – riunisce in un unico complesso i segni di epoche diverse: dal battistero paleocristiano del V-VI secolo, tra i più antichi di Francia, all’imponente facciata gotica cinquecentesca

Le sue dimensioni sono monumentali: 70 metri di lunghezza, 46 di larghezza e una volta alta 20 metri. La facciata rivela tre fasi costruttive: la severa navata romanica del XII secolo, la parete in blocchi bugnati e il portale gotico del XVI secolo, arricchito nel tempo da statue e sculture. Molte furono realizzate da maestri come Pierre Souquet e Jean Mone di Metz, completate nel 1513 grazie a prestigiose donazioni. 

All’interno si ammira il battistero ottagonale, coronato nel 1579 da una cupola in stucco. Questa poggia su colonne romane riutilizzate e custodisce un fonte merovingio, testimonianza di una tradizione che prevedeva il battesimo per immersione. Le decorazioni pittoriche ottocentesche, commissionate dall’amministrazione delle Belle Arti e affidate a sette artisti di Aix, raffigurano i sacramenti e conferiscono all’insieme un fascino unico. 

Accanto alla navata si sviluppa il suggestivo chiostro duecentesco, edificato dai canonici intorno al 1190 sul sito del castellum romano. Le sue quattro gallerie ad arcate semicircolari presentano colonne binate e capitelli che narrano scene bibliche e simboli evangelici – l’uomo, il leone, l’aquila e il toro – scolpiti con una raffinatezza che contrasta con la struttura semplice e leggera, priva di volte e contrafforti. Non mancano le porte in noce finemente intagliate, commissionate nel 1505 ai fratelli Bolhit e a Jean Guiramand, ornate con figure di profeti e sibille, incorniciate da ghirlande e un tempo arricchite da colori vivaci. 

Nel secoli, la cattedrale ha conosciuto numerosi ampliamenti: dalla prima campata voluta dall’arcivescovo Rostan de Fos nel XI secolo alle grandi opere del Quattrocento, quando Olivier de Pannard e i suoi successori affidarono a scalpellini e scultori di Arles e Metz il compito di erigere la maestosa facciata, completata solo all’inizio del XVI secolo. 

Indirizzo: 34 Pl. des Martyrs de la Resistance, 13100 Aix-en-Provence, Francia
Orari:
aperto tutti i giorni dalle 08:00 alle 18:30.

Piazze iconiche e mercati da non perdere a Aix-en Provence

Le piazze sono l’anima di Aix-en-Provence, ognuna con una personalità distinta che racconta un frammento della città. In Place Richelme ogni mattina si tiene il mercato alimentare tra banchi di frutta, verdura, formaggi e spezie. 

Poco distante, c’è Place Ramus che con i suoi ristoranti raccolti, illuminati da luci calde, è perfetta per una cena romantica. Di tutt’altro ritmo è Place des Cardeurs, cuore pulsante della movida universitaria, dove bistrot e locali all’aperto si riempiono di voci fino a notte fonda. Infine, Place d’Albertas è un gioiello settecentesco con fontana centrale e circondata da palazzi barocchi, ispirata alle piazze reali parigine.

E per assaporare davvero la dolcezza della Provenza, basta varcare la soglia di una storica confiserie come La Cure Gourmande e lasciarsi tentare dai calissons, morbidi dolcetti di mandorla coperti da una sottile glassa bianca.

Lungo il Cours Mirabeau | © Serena Annese
Rue de l’Opéra | © Serena Annese
Carole A. Feuerman, Strength sul Cours Mirabeau | © Serena Annese

Arte, terme e modernità: il volto poliedrico di Aix-en-Provence

Oltre alla sua anima storica, Aix-en-Provence custodisce tracce delle sue origini romane: le Établissements Thermaux de Sextius, costruite sui resti delle antiche terme romane di Aquae Sextiae, oggi ospitano un moderno centro benessere.

L’arte è protagonista anche nei quartieri contemporanei: a sud-ovest del centro si sono sviluppati edifici di grande impatto architettonico come il Grand Théâtre de Provence – progetto Vittorio Gregotti – il Pavillon Noir di Rudy Ricciotti, il Conservatorio Darius Milhaud firmato da Kengo Kuma e il Mur d’Eau, spettacolare cascata urbana lunga 700 metri, affiancata da un muro vegetale ricoperto da 20.000 piante.

Il quartier Mazarin e la Fontaine des Quatre Dauphins

Progettato nel XVII secolo dal cardinale Michael Mazarin, arcivescovo di Aix e fratello del cardinale Mazarin, il quartier Mazarin rappresenta l’eleganza razionale dell’urbanistica classica. Qui le strade assumano un tracciato regolare e ampio, bordate da palazzi aristocratici come l’Hôtel de Forbin e l’Hôtel de Marignane.

Il cuore del quartiere è la Fontaine des Quatre Dauphins, una raffinata fontana barocca che domina una piccola piazza, circondata da facciate signorili.

E quando arriva l’ora di pranzo, una pausa golosa vi attende da Le P’tit Breton (67 Rue d’Italie), una creperie semplice e accogliente dove l’arredo in legno e le lavagnette scritte a mano creano un’atmosfera familiare. Qui le galette e le crêpes sono protagoniste: sottili, croccanti ai bordi e morbide al centro, farcite con ingredienti selezionati e abbinamenti equilibrati. Il servizio è cordiale e vivace, perfetto per chi vuole concedersi una sosta autentica nel cuore di Aix-en-Provence.

Aix-en-Provence | © Serena Annese
Hôtel Maurel de Pontevès | © Serena Annese
Fontaine des Quatre Dauphins | © Serena Annese

Musée Granet: lo scrigno dell’arte di Aix-en-Provence

Il Musée Granet di Aix-en-Provence sorge nel luogo in cui un tempo risiedeva l’Ordine di Malta, in un edificio nobile del XVII secolo. Qui le collezioni permanenti raccontano oltre sei secoli di creazione, passando dalle delicate Madonne italiane del Trecento ai ritratti fiamminghi, fino alle visioni geometriche di Léger. Ci si perde tra Rembrandt e Rubens, e ci si ritrova davanti a Ingres, Tintoretto, Cézanne. Ma la vera gemma è la sala dedicata a Paul Cézanne.

Le origini del Musée Granet risalgono alle residenze private dei parlamentari provenzali, quei nobili in toga che nel Seicento e Settecento collezionavano arte. I loro gabinetti delle curiosità – reliquie, marmi, quadri, carte – si fusero nel progetto di un museo aperto a tutti. Il museo prese forma prima nel municipio, poi nel convento delle Andrettes e infine nel 1838, fu ufficialmente inaugurato nel sobrio ed elegante Priorato di Malta, nel quartiere Mazarin

C’è la collezione Planque, vibrante e raffinata, che ci porta nel cuore del XX secolo con opere di Giacometti, Picasso, Klee, Mondrian, de Staël e naturalmente Cézanne. Nel 2013 il museo ha inglobato l’ex cappella dei Penitenti Bianchi, trasformata in uno spazio contemporaneo chiamato Granet XXe. Oggi il Musée Granet racchiude oltre 13.000 opere, che spesso vengono esposte a rotazione.

Indirizzo: Pl. Saint-Jean de Malte, 13100 Aix-en-Provence, Francia
Orari: aperto tutti i giorni dalle 09:00 alle 19:00, il giovedì dalle 12:00 alle 22:00.
Biglietto: 18€ (include la mostra in corso su Paul Cézanne) / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale.

Architettura contemporanea ad Aix-en-Provence: cosa vedere nel quartiere moderno della città

Negli ultimi anni, l’area sud-occidentale del centro storico di Aix-en-Provence è diventata un vero e proprio polo di architettura contemporanea e cultura. In questo quartiere si trovano capolavori firmati da grandi architetti internazionali: il Grand Théâtre de Provence, opera dell’italiano Vittorio Gregotti, e il Pavillon Noir, elegante struttura di Rudy Ricciotti, che ospita il Centro Coreografico Nazionale.

A completare il percorso culturale c’è il Conservatorio Darius Milhaud, progettato dal giapponese Kengo Kuma, e il sorprendente Mur d’eau, la più lunga cascata verticale d’Europa (700 metri), realizzata nel 2014 lungo il ponte di Avenue Max Juvénal. Sul lato opposto, un monumentale muro vegetale con oltre 20.000 piante – realizzato nel 2008 – introduce un tocco naturale, creando un suggestivo dialogo tra verde e architettura moderna.

Musée Granet | © Serena Annese
Musée Granet | © Serena Annese
Musée Granet | © Serena Annese

La Route Cézanne e i luoghi simbolo del pittore

Aix-en-Provence è indissolubilmente legata al nome di Paul Cézanne, il pittore che trasformò i paesaggi provenzali in geometrie universali. Poco lontano dal centro, il Jas de Bouffan, antica dimora di famiglia, racconta i primi anni di vita dell’artista, mentre le Carrières de Bibémus – cave di pietra che fornirono i materiali per molti palazzi cittadini – furono il suo rifugio creativo e il set naturale di numerosi capolavori. Qui Cézanne interpretò la durezza della terra rendendola geometrica, anticipando il cubismo

Gli appassionati possono seguire il Chemin du Bibémus, percorso che conduce alle celebri cave rosse immortalate in 11 dipinti a olio e 16 acquerelli. L’approccio alla fruizione del sito è minimale: le cave sono trattate come un vero e proprio scavo archeologico, un mosaico di blocchi e vegetazione.

Non lontano, la celebre Route Cézanne rappresenta un unicum in Francia: l’unica strada classificata come Monumento Storico, che collega Aix-en-Provence al villaggio di Le Tholonet. Alcuni la ricordano ancora come D17 o come “piccola strada del Tholonet”, ma dal 1959 il suo nome ufficiale rende omaggio al grande pittore. Questo itinerario è noto in tutto il mondo per i panorami che ispirarono Cézanne e oggi fa parte della rete europea Routes des Impressionnismes”, progetto volto a connettere i luoghi che hanno stimolato gli impressionisti e i pittori en plein air tra XIX e XX secolo.

Percorrendo la Route Cézanne, anche in bicicletta elettrica, si può ammirare la maestosità di Sainte-Victoire, un massiccio calcareo che raggiunge i 1.011 metri, vivendo il percorso al proprio ritmo e lasciandosi avvolgere dalla luce e dai colori che hanno reso celebri i dipinti di Cézanne.

L’Atelier di Paul Cezanne: visita nell’intimità del pittore

Sulla collina silenziosa di Les Lauves, lontano dal fragore di Aix-en-Provence, Paul Cézanne trovò il suo angolo di pace, quando scelse di tornare alla sua terra natale dopo anni trascorsi a Parigi. Qui costruì il suo atelier, un grande spazio colmo di luce, dove il tempo rallentava per permettergli di osservare il mondo da infinite angolazioni. Aveva bisogno di spazio e calma, per sondare la geometria delle forme e reinventare il paesaggio con la forza della sua visione. 

Non si tratta di un museo, ma di un piccolo rifugio: la visita si limita a una stanza all’interno dell’abitazione e al giardino circostante. La stanza è stata ricostruita con gli oggetti appartenuti al pittore tra cavalletti, pennelli, un camice macchiato di colore, un cappello e le sue amate nature morte.

Place des Prêcheurs | © Serena Annese
Casa della sorella di Paul Cézanne | © Serena Annese
Casa natale di Paul Cézanne | © Serena Annese

Qui, Cézanne diede inizio alle magnifiche figure femminili delle “Grandi Bagnanti”. Una grande vetrata si spalanca sul giardino, incorniciando la Sainte-Victoire, quella stessa vetta che il pittore dipinse decine di volte con devozione. Come Monet con la sua cattedrale di Rouen, Cézanne inseguiva i mutamenti di luce e atmosfera, catturando in oli e acquerelli la trasformazione incessante della natura. A pochi passi, un sentiero che conduce ad una piccola terrazza dove, con il cavalletto, il pittore sfidava il vento e la luce per fissare l’essenza del paesaggio. 

Il 15 ottobre 1906, un temporale lo colse proprio qui, interrompendo per sempre il suo dialogo con la montagna: pochi giorni dopo si spense, lasciando dietro di sé un’eredità artistica immensa.

Indirizzo: 13 Av. Paul Cézanne, 13100 Aix-en-Provence, Francia
Orari: aperto tutti i giorni dalle 09:00 alle 19:00.
Biglietto: 7,50€ con visita guidata solo in inglese e francese / per prenotare (consigliato) e verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito.

Fondation Vasarely: l’utopia geometrica di Victor Vasarely

Nella periferia di Aix-en-Provence, si trova una fondazione dedicata a Victor Vasarely, l’artista che sognava di far evadere la pittura dai musei; nato a Pécs, in Ungheria, nel 1906, con il nome di Gyözö Vásárhelyi. Il padre, impiegato in una stazione termale, sperperò la fortuna di famiglia. Eppure è in quell’universo visivo – colonne, geometrie, riflessi sull’acqua – che forse germogliò il seme dell’arte ottica. 

Negli anni Venti, mentre l’Europa cercava un equilibrio dopo la frattura della Grande Guerra, Vasarely tentò la via della medicina a Budapest. Tuttavia il richiamo della forma, della linea, dell’ordine visivo era troppo forte, così lasciò l’università e si avvicinò all’arte. Il metodo scientifico diventò per lui una grammatica creativa e la precisione clinica si evolse in un’estetica matematica.

Negli anni Trenta, a Parigi, Vasarely reinventava la grafica pubblicitaria con un tocco inedito, una sensibilità capace di fondere Bauhaus, scienza, illusione e utopia. Quando la guerra devastò la città e il dopoguerra ridisegnò le geografie dell’arte, Vasarely diede voce a una nuova corrente: l’Op Art, un’arte cinetica che inganna l’occhio e apre la mente. Ma non voleva solo rinnovare l’arte: aspirava a liberarla. 

Atelier di Paul Cezanne a Les Lauves | © Serena Annese
Atelier di Paul Cezanne a Les Lauves | © Serena Annese
Atelier di Paul Cezanne a Les Lauves | © Serena Annese

Voleva strapparla dalle pareti delle gallerie, per vederla fiorire tra i palazzi e le piazze, come un tempo facevano gli affreschi rinascimentali. Sognava un’arte per tutti, popolare, accessibile, integrata nella vita quotidiana. E quando, negli anni Sessanta, la Francia costruì le sue nuove periferie, Vasarely vide nei quartieri popolari un’occasione. Fu lì che immaginò le sue opere prendere forma: pannelli colorati, illusioni ottiche e facciate vive. Un’arte da abitare. 

Le opere monumentali – mosaici, vetri cinetici, installazioni in cartone, alluminio, smalto – sembrano respirare insieme all’edificio. Vasarely pensò a tutto: materiali, luci, acustica, persino le panche, affidate al designer Veranneman. Ogni dettaglio riflette la sua idea di arte come organismo vivente e interattivo. 

È così che nacque l’idea della sua Fondazione. Per vent’anni, cercò un luogo dove far crescere la sua utopia. Lo immaginò prima tra le colline, poi tra castelli e spazi universitari. Ma fu Aix-en-Provence a offrirgli il terreno più fertile: una città in espansione, la città di Cézanne e della luce. 

Nel 1973, l’amministrazione cittadina gli affidò un lotto nel quartiere emergente del Jas de Bouffan. Vasarely decise di costruire un centro di vita visiva, un crocevia tra scienza, arte e architettura. Disegnò personalmente l’edificio: sedici moduli esagonali, come celle di un alveare, simbolo di armonia naturale e coesione sociale. Ogni modulo misura 14 metri, in un complesso che si estende per 87 metri di lunghezza e 40 di larghezza. 

Le cupole piramidali portano la luce zenitale nelle sale, mentre la facciata – un gioco binario di bianco e nero, di cerchi e quadrati – è un preludio alla vertigine percettiva che attende il visitatore all’interno. Nel 1976, la Fondazione Vasarely aprì ufficialmente le porte.

Indirizzo: 1 Av. Marcel Pagnol, 13090 Aix-en-Provence, Francia
Orari: aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00.
Biglietto: 15€ / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale.

Per la cena torniamo in centro ad Aix-en-Provence. Sotto i portici eleganti di Rue Courteissade si cela La Fromagerie du Passage (55 Cours Mirabeau), un indirizzo imperdibile per chi ama i sapori autentici. Al piano terra, un vero tempio del formaggio, con etichette rare e una raffinata selezione di vini locali da portare a casa. Salendo, si scopre il ristorante; più in alto ancora, una terrazza intima dove le luci soffuse disegnano un’atmosfera accogliente. 

Fondation Vasarely | © Serena Annese
Fondation Vasarely | © Serena Annese
Fondation Vasarely | © Serena Annese

Qui, tra tavoli in legno e profumi intensi, ogni piatto è un omaggio alla Provenza: ingredienti eccellenti, preparazioni curate e un servizio che coniuga attenzione e misura, trasformando la cena in un’esperienza memorabile.

Cosa mangiare a Aix-en-Provence

La Provenza non si assaggia: si vive, si annusa, si ascolta. Ha il sapore delle cose semplici, di una cucina che profuma di erbe selvatiche e di salsedine. Nei villaggi tra le colline, il formaggio di capra è un rituale quotidiano: fresco e pungente come il chèvre, avvolto nell’aroma delle foglie di castagno nel caso del Banon, oppure soffice e dolce come la Brousse de Rove, che i pasticceri accompagnano al miele e alle scorze candite. Poi c’è il Picodon, un disco piccolo e deciso, e il più raro Tome d’Arles, dal carattere sorprendente.

Tra i secondi, domina l’agnello di Sisteron, cotto lentamente, con rami di rosmarino e timo. Non mancano i sapori selvatici: cinghiale, lepre, stufati di toro della Camargue serviti con il riso rosso che cresce nelle paludi. E quei piatti dal nome misterioso, come i pieds et paquets, un intreccio di piedini e trippa immersi nel vino, cucinati come si faceva secoli fa.

Poi c’è la brandade de morue, vellutata crema di baccalà e patate – da spalmare lentamente su fette calde di pane – e i supions, minuscoli calamari saltati con prezzemolo, semplici e irresistibili.

Le verdure in Provenza sono protagoniste: crude, immerse nell’aïoli – la maionese d’aglio – oppure farcite e stufate in casseruole di ghisa. Ci sono la soupe au pistou, un minestrone di basilico e legumi, e la ratatouille, una poesia di colori: melanzane, pomodori, zucchine che si sciolgono nell’olio d’oliva.

Il vino è parte integrante dell’identità provenzale: i bianchi di Grenache e Clairette, i rossi potenti come il Châteauneuf-du-Pape e il solare Bandol, fino al re indiscusso delle tavole locali, il rosé, fresco e minerale, simbolo dell’arte di vivere del Sud. Tra i DOC spiccano Coteaux d’Aix e Côtes de Provence Sainte-Victoire. Prima del tramonto, un bicchiere di pastis è un rito imprescindibile: anice, ghiaccio e acqua fredda. Ma la tradizione offre anche il dolce rinquinquin alla pesca, l’amandine, il Beaumes de Venise, fino all’antico Élixir du Révérend Père Gaucher, aromatizzato con miele e piante della Montagnette.

E per chiudere in dolcezza, i calissons, simbolo di Aix-en-Provence fin dal 1454, quando furono creati per il matrimonio di re René d’Anjou. Piccoli biscotti alle mandorle e glassa di zucchero, che potete trovare nella storica Pâtisserie Béchard, su Cours Mirabeau, 12. Qui i calissons sono opere d’arte, affiancati da fragranti chaussons aux pommes e croissant alle mandorle. Se cercate un’esperienza gourmet, fate tappa anche alla Confiserie Bremond 1830, su Rue d’Italie, 16ter: una boutique di golosità dove troverete mieli profumati, cioccolatini rari e le originali Coucougnettes, mandorle tostate immerse nel cioccolato e avvolte in un impasto aromatico al brandy e Armagnac. I prezzi sono un tantino alti, sì, ma è davvero uno di quei posti dove si entra per guardare e si finisce col comprare.

Galette Crème de la crème di Le P’tit Breton | © Serena Annese
Calissons della Pâtisserie Béchard | © Serena Annese
Tagliere di formaggi provenzali da La Fromagerie du Passage | © Serena Annese

Quando andare a Aix-en-Provence

Aix-en-Provence ha il dono di essere bella in ogni stagione, ma c’è un tempo in cui la città sembra sbocciare, è ovviamente la primavera. Da metà aprile a inizio giugno l’aria è leggera, il sole accarezza senza bruciare e le piazze si animano senza il caos delle folle. Nel periodo pasquale, invece, il Festival de Pâques porta la musica classica nei luoghi più suggestivi della città, dalle sale da concerto alle chiese barocche. Inoltre, a marzo e aprile c’è Les Rencontres du 9e Art, dedicato al mondo del fumetto, tra tavole, dediche e incontri creativi. 

Anche l’autunno è un momento perfetto per scoprire la Provenza e Aix. La prima domenica di settembre, la città celebra la Bénédiction des Calissons. Questo dolce di mandorla, simbolo di Aix, diventa protagonista di una festa tradizionale: processioni in costume, messa in provenzale, danze al suono di tamburelli e pifferi.

In estate le temperature superano spesso i 30 gradi, ma è anche il tempo dei grandi eventi. Tra fine giugno e luglio il Festival International d’Art Lyrique trasforma Aix-en-Provence in un palcoscenico di note, voci e scenografie che richiamano appassionati da tutto il mondo. A giugno, i giardini nascosti si aprono per un weekend speciale: è il tempo delle Passeggiate nell’arte, quando atelier privati e cortili segreti accolgono curiosi e amanti della bellezza.

Durante il Natale, Aix-en-Provence indossa le tipiche lucine che avvolgono il centro storico, i mercatini vendono artigianato e spezie. Per l’occasione, la tradizione provenzale rivive nei santons, le statuine che animano i presepi locali. Da fine novembre fino a gennaio, le strade diventano una fiaba scintillante. Inoltre, la prima settimana di dicembre si tiene il Festival Tous Courts, una rassegna internazionale di cortometraggi.

Come raggiungere Aix-en-Provence

Raggiungere Aix-en-Provence è semplice grazie alla sua posizione strategica nel cuore della Provenza e ai numerosi collegamenti con le principali città francesi ed europee.

In aereo: l’aeroporto più vicino è quello di Marsiglia-Provenza, a soli 25-30 minuti dal centro di Aix, facilmente raggiungibile con un’auto a noleggio o un servizio di transfer. Da lì partono e arrivano voli diretti dalle principali città italiane, tra cui Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia, operati da Air France e altre compagnie. In alternativa, è possibile atterrare a Nizza, distante circa 1 ora e 45 minuti di auto, perfetta per chi desidera combinare il viaggio con un itinerario lungo la Côte d’Azur.

In treno: Aix-en-Provence è servita dalla linea ad alta velocità TGV Méditerranée, che collega la città con il resto della Francia e con diverse destinazioni europee. Parigi è raggiungibile in appena 3 ore, Lione in circa un’ora e 40 minuti, mentre Bruxelles e Ginevra sono collegate con treni diretti. Da Londra, Amsterdam, Colonia e Milano è previsto un cambio, ma i tempi restano non eccessivamente lunghi. La Gare TGV Aix-en-Provence si trova fuori città ed è collegata al centro tramite navette regolari. In alternativa, la stazione SNCF in centro è servita dai treni TER verso Marsiglia e altre località provenzali.

In autobus: la stazione degli autobus si trova a pochi passi dal centro storico e collega Aix con Marsiglia, l’aeroporto e altre città della regione.

In auto: per chi viaggia in macchina, Aix-en-Provence si trova al crocevia di importanti assi autostradali, rendendola il punto di partenza ideale per esplorare la Provenza, la Camargue e la Costa Azzurra:

- A8 (La Provençale) collega la città a Cannes (153 km), Nice (176 km) e alla frontiera italiana (208 km).
- A51 (Val de Durance) porta verso Marsiglia (32 km) e le Alpi attraverso Sisteron (103 km).
- A7/A6 (Autoroute du Soleil) collega Aix ad Avignone (88 km), Lione (297 km) e Parigi (759 km).
- A52/A50 conducono ad Aubagne (35 km) e Tolone (84 km), mentre la A54 prosegue verso Arles (75 km), Nîmes (105 km) e Montpellier (154 km).

Per chi arriva dall’Italia, da Ventimiglia si segue l’A8/E80, attraversando Nice e Cannes, fino ad Aix-en-Provence.

Conoscevate già Aix-en-Provence? L’avete già visitata o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!

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