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  >  Lifestyle   >  Eventi   >  “Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea”: il MAXXI esplora e interpreta l’attualità dello sguardo francescano
Dal Cantico delle Creature all’arte contemporanea: al MAXXI la figura di San Francesco ispira una riflessione sul creato, sulla natura e sul senso della visione artistica.

Dal 22 maggio al 20 settembre il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo presenta Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea, mostra curata da Beatrice Buscaroli e promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura insieme alla Fondazione MAXXI, nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

L’esposizione, ospitata negli spazi dell’Extra MAXXI, si colloca tra gli appuntamenti culturali più significativi dedicati alla rilettura contemporanea della figura francescana. Una lettura critica del pensiero di San Francesco, interpretato come origine dello sguardo, fondamento della relazione con il mondo e impulso primario del fare artistico.

Il pensiero francescano oltre l’iconografia

La forza del progetto risiede proprio nel suo scarto rispetto alla rappresentazione convenzionale del Santo. San Francesco non appare qui come immagine da venerare, ma come presenza che continua ad agire nel linguaggio dell’arte contemporanea. Il suo sguardo sul reale – fondato sulla fraternità universale, sulla povertà e sull’ascolto del vivente – diventa il punto da cui ripensare l’intera vicenda dell’arte italiana dal secondo dopoguerra a oggi.

Il riferimento al Cantico delle Creature attraversa l’intero percorso come matrice poetica e filosofica. San Francesco non canta la natura come oggetto distante, bensì riconosce ogni creatura come partecipe di una stessa condizione originaria.
Come ha osservato Davide Rondoni, nel corso della conferenza, la parola “creatura” conserva ancora oggi una forza rivoluzionaria, perché restituisce all’esistenza un carattere di appartenenza, di mistero e di reciproca responsabilità.

Il percorso della mostra si costruisce per affinità, tensioni, echi visivi e spirituali. Le opere dialogano attraverso rimandi sottili. Le opere provenienti dalla Collezione MAXXI si confrontano con lavori storici e contemporanei, generando un allestimento di immagini dove il pensiero francescano emerge come energia sotterranea e persistente. In mostra figurano artisti come Alberto Burri, Giorgio Morandi, Piero Manzoni, Maria Lai, Ettore Spalletti, Mario Giacomelli, Paolo Canevari, accanto a protagonisti delle generazioni più recenti come Jacopo Benassi, Chiara Calore, Nicola Samorì, Andrea Mastrovito e Alessandro Pessoli.

Dalla materia ferita di Burri alle interpretazioni degli artisti contemporanei

La mostra ha inizio con una parete simbolica dedicata agli anni Cinquanta, concepita dalla Buscaroli come un incontro simbolico tra materia e spirito. È un inizio densissimo, quasi liturgico, che introduce immediatamente il visitatore in una riflessione sulla vulnerabilità della materia.

L’opera di Germano Sartelli, costruita attraverso elementi raccolti dalla terra, stabilisce un rapporto diretto e primario con la natura. Poco oltre, il lavoro di Burri – esposto dopo un restauro durato due anni – riporta al centro la sofferenza della materia: la iuta, le lacerazioni, gli strappi diventano superficie attraversata dall’esistenza. L’artista è stato spesso accostato alla figura di San Francesco, soprattutto in relazione ai riferimenti presenti nelle sue opere.

Proseguendo c’è Giorgio Morandi, in una delle ultime opere dipinte pochi mesi prima di morire. Qui il confine tra astrazione e realtà sembra dissolversi lentamente.

Paolo Canevari, Monuments of the Memory, Golden Works, 2019, legno, foglia d’oro | © Riproduzione riservata 
Alberto Burri, Nero con punti, 1958, iuta, vernice sintetica polimerica, vinavil, tela a tramatura sottile di fondo. Patrimonio artistico del Gruppo Unipol | © Riproduzione riservata 
Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea al MAXXI di Roma | © Riproduzione riservata 

Tra le opere più sorprendenti del percorso emerge la grande scultura di Bertozzi & Casoni: un elefante inginocchiato in atteggiamento di devozione. Realizzata in bronzo e porcellana con una virtuosistica precisione mimetica, l’opera nasce da un sogno e viene dedicata a San Francesco come immagine di una creatura che si inchina a un’altra creatura. Non vi è gerarchia, ma riconoscimento reciproco.

Le spighe di Stefano Arienti introducono invece un paesaggio fragile e naturale, mentre Paolo Canevari costruisce un confine critico tra un “prima” e un “dopo”, accompagnando il visitatore verso la sezione più esplicitamente francescana della mostra.

L’ultima sala raccoglie, infatti, le interpretazioni contemporanee affidate a undici artisti invitati a confrontarsi direttamente con la figura di Francesco. È qui che la mostra assume il carattere di una vera “mostra-invocazione”, secondo la definizione della stessa Buscaroli.

Jacopo Benassi presenta l’immagine di piedi che evocano il Cristo morto di Mantegna. Flavia Rossi conduce invece verso le chiese rupestri etiopi, raccontando una spiritualità vissuta con naturalezza e quotidianità.

Le figure sospese di Lorenzo Bonechi guardano alle icone bizantine, prive quasi di peso terrestre, mentre Alessandro Pessoli costruisce una grande allegoria contemporanea: un campo di homeless attraversato da incendi, che rappresenta i tempi prima di San Francesco, cieli che citano insieme Giotto e Van Gogh e – nella sezione di destra – animali che ritrovano una propria autonoma dignità di creature, dopo il passaggio simbolico di San Francesco.

Di straordinaria intensità anche il lavoro di Nicola Samorì, che evoca la pittura di Ribera e dipinge su onice e quello di Marco Cingolani, che rielabora il proprio dipinto San Francesco predicava ai colori trasformandolo in San Francesco predica ai pennelli.

Andrea Mastrovito sovrappone invece l’opera di Dürer – “San Francesco riceve le stimate” del 1503-1504 – a una figura ribelle contemporanea, mentre Luca Bertolo trasforma un disegno trovato su un quaderno domestico, appartenuto alla nonna della moglie, in un grande dipinto che mette in corto circuito memoria privata e tradizione pittorica.

Chiude il percorso la composizione di Fulvio Di Piazza, dove il volto di Francesco si trasforma in paesaggio interiore, attraversato da caverne, cunicoli e visioni che sembrano moltiplicare all’infinito il racconto francescano.

Maria Emanuela Bruni ha sottolineato come il museo abbia aperto i propri depositi per esporre anche opere generalmente non visibili al pubblico, accostando lavori storicizzati a nuove produzioni commissionate appositamente per l’occasione.
Il dialogo tra generazioni artistiche differenti è un tentativo – ben riuscito – di verificare quanto il pensiero di Francesco continui ancora oggi a interrogare la sensibilità contemporanea.

Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea, secondo le parole conclusive della conferenza della curatrice Beatrice Buscaroli, si presenta come un omaggio alla figura di San Francesco, la cui umiltà diventa un richiamo continuo alla riflessione, alimentando il desiderio di avvicinarsi al suo esempio e la percezione di una sua presenza ancora viva e operante nel presente.

Avete già visto la mostra Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea al MAXXI di Roma o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!

Informazioni utili per la visita

Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea
A cura di Beatrice Buscaroli
Dal 22 maggio al 20 settembre 2026
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Via Guido Reni 4 A, Roma
Orari: da martedì a domenica dalle 11:00 alle 19:00 (la biglietteria chiude un’ora prima). Chiuso il lunedì.
Biglietti: solo mostra 14€ / mostra + biglietto intero del Museo 20€ / mostra + biglietto ridotto del Museo 17€
Sito Web

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