
Chiara Passa al Mattatoio di Roma: The Abstract Films: Sculpting Narratives in Space e la quadrilogia di cinema immersivo, intelligenza artificiale e installazioni interattive
Dal 25 giugno al 2 agosto 2026 il Mattatoio di Roma ospita The Abstract Films: quattro opere immersive di Chiara Passa che trasformano il cinema in ambiente interattivo tra AI, scultura e spazio architettonico.
Dal 25 giugno al 2 agosto 2026, gli spazi monumentali del Teatro 2 – La Pelanda del Mattatoio di Roma accolgono per la prima volta nella Capitale The Abstract Films: Sculpting Narratives in Space, la nuova mostra personale di Chiara Passa, un progetto che si colloca tra le esperienze più significative della ricerca contemporanea sulle relazioni tra immagine, spazio e interazione.
L’esposizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, dall’Azienda Speciale Palaexpo e dalla Fondazione Mattatoio – Città delle Arti, è realizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Latitudo e presenta al pubblico una quadrilogia di opere immersive e interattive composta da Yellow Film, Black & White Film, Red Film e Blue Film.
Curata da Paola Lagonigro e Laura Leuzzi, la mostra introduce per la prima volta a Roma un corpus di lavori che ridefinisce il linguaggio cinematografico e costruisce così un sistema narrativo in cui il film abbandona la sua dimensione bidimensionale e lineare per farsi ambiente, materia e architettura esperienziale.
Indice
Chiara Passa, architetture del digitale e nuove geografie della percezione
Nata a Roma il 30 aprile 1973, Chiara Passa è tra le figure pionieristiche dell’arte digitale italiana e una delle protagoniste più autorevoli della ricerca internazionale sulle architetture immersive e sulla trasformazione percettiva dello spazio. Attiva nel campo della media art dal 1997, la sua pratica si sviluppa lungo il confine mobile tra dimensione fisica e virtuale, interrogando il rapporto tra corpo, ambiente e tecnologie emergenti attraverso realtà aumentata, realtà virtuale, animazione, video installazione interattiva e dispositivi audiovisivi.
La sua ricerca si concentra sulla costruzione di ecosistemi percettivi in cui immagini algoritmiche, strutture digitali e interazioni continue ridefiniscono radicalmente l’esperienza dello spazio. Attraverso forme geometriche essenziali e una concezione dinamica e tridimensionale dell’ambiente, l’artista esplora il sempre più sottile confine tra reale e immaginario, generando luoghi autonomi, mutanti, spesso performativi, nei quali lo spettatore è chiamato a confrontarsi con nuove spazialità e con un altrove interamente digitale.
Dopo gli studi al Liceo Artistico di Salerno, prosegue la propria formazione all’Accademia di Belle Arti di Napoli, completandola successivamente all’Accademia di Belle Arti di Roma. A questo percorso affianca un Master in Nuovi Mezzi Audiovisivi, consolidando una ricerca che fin dagli esordi si è distinta per l’uso sperimentale delle tecnologie come linguaggio artistico. Nel corso degli anni ha vissuto e lavorato a Lisbona e Milano; oggi vive e lavora a Roma.
Tra i progetti più significativi della sua produzione si distingue Art Calling – Digital Art Stories, opera concepita per lo spazio pubblico che invita il pubblico all’ascolto di narrazioni dedicate all’arte digitale, così come Ideasonair.net, progetto di internet art pensato come opera concettuale aperta e in continua evoluzione. Tra le esperienze immersive più emblematiche emerge Still Life, ambiente interattivo orientato agli oggetti che trasforma il genere della natura morta in un paesaggio tridimensionale da attraversare.
Il suo lavoro è stato esposto in musei, festival, conferenze e istituzioni internazionali, delineando una presenza costante nei principali contesti dedicati all’arte contemporanea e ai nuovi media. Tra le partecipazioni più recenti figurano il RomaEuropa Festival all’Ex Mattatoio di Roma nel2025, META-PAN a Palazzo Arte Napoli nel 2024, la mostra personale Object (RE) Oriented Reality alla galleria Panke di Berlino nel 2023 e Still Life alla Zabludowicz Collection di Londra tra il 2021 e il 2022.



Negli anni precedenti, la sua ricerca è stata presentata in contesti di rilievo come MADATAC XI – Bienal Virtual de Arte de los Nuevos Medios Digitales a Madrid, Virtual Natives Sculpture da Roehrs and Boetsch a Zurigo, Oslo Night Show all’HEK Museum di Basilea, The Ways of Something al Whitney Museum of American Art e la personale From Live Architecture: Dimensioning presso Furtherfield a Londra.
A queste si aggiungono esperienze come Off Biennale Cairo, Morphos al Vortex Dome di Los Angeles, Media Art Histories IV – RENEW a Riga, il FILE – Electronic Language International Festival di São Paulo, Electrofringe Festival of New Media Art a Newcastle in Australia, oltre a istituzioni come il MAK Museum di Vienna, il MAXXI di Roma, il Centre de Cultura Contemporània de Barcelona, il Museo Reina Sofía di Madrid, il BizArt Center di Shanghai, fino alle prime esperienze alla XIV Quadriennale di Napoli del 2003 e alla 48ª Biennale di Venezia con il gruppo Oreste nel 1999.
Nel corso della sua carriera ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti, tra cui il Premio eContentAward per il miglior contenuto in formato digitale e il Premio ATA – Arte e Nuove Tecnologie, confermando il ruolo centrale della sua ricerca nell’evoluzione del linguaggio artistico contemporaneo.
Al Mattatoio di Roma l’universo immersivo di Chiara Passa e i quattro film: Yellow, Black & White, Blue e Red Film
Con The Abstract Films: Sculpting Narratives in Space, Chiara Passa porta al Mattatoio di Roma una riflessione radicale sul confine tra reale e virtuale, trasformando il linguaggio cinematografico in un dispositivo spaziale, partecipativo e multisensoriale. Il cuore dell’esposizione è costituito da una complessa quadrilogia di opere immersive e interattive – Yellow Film, Black & White Film, Blue Film e Red Film – pensate come ambienti narrativi fluidi in cui il pubblico è chiamato a intervenire attivamente nella costruzione dell’esperienza.
La ricerca dell’artista si sviluppa da anni attorno alla ridefinizione dello spazio attraverso architetture digitali e sistemi interattivi. In questa nuova serie, l’artista propone un’estetica essenziale, costruita su geometrie solide, superfici minimali e una trama sonora elettronica che attraversa l’intero impianto installativo. A questa struttura visiva si intreccia una narrazione non lineare, aperta e continuamente mutevole, dove ogni interazione modifica il corso dell’opera, spezzando definitivamente la sequenzialità classica del racconto.
Ciascuna delle quattro opere articola una diversa modalità di partecipazione. In Yellow Film, il visitatore attiva un remix narrativo attraverso trenta buste interattive, accompagnate da una colonna sonora elettronica carica di tensione. Black & White Film costruisce invece il proprio sviluppo attraverso la manipolazione di trenta oggetti scultorei che alterano la progressione visiva, seguendo una scansione sonora di matrice techno-minimalista. Nei capitoli Blue Film e Red Film l’interazione si sposta sul piano computazionale: prompt generati dall’intelligenza artificiale, effetti sonori remixati e variazioni cromatiche intervengono continuamente nel flusso narrativo, producendo configurazioni sempre diverse.
L’elemento distintivo dell’intero impianto è la partecipazione diretta del pubblico. Ogni film introduce infatti una specifica modalità di interazione: dalla manipolazione di oggetti fisici fino all’intervento di sistemi di intelligenza artificiale che orientano e ridefiniscono il flusso narrativo. Lo spettatore abbandona così la posizione di osservatore passivo per diventare parte integrante del processo di costruzione dell’opera.
La mostra instaura inoltre un dialogo serrato con lo spazio che la ospita. Le installazioni sono state concepite per entrare in relazione diretta con la fisicità ruvida e stratificata dell’ex complesso industriale romano. Le superfici segnate dal tempo, le strutture metalliche e le volumetrie irregolari della Pelanda non funzionano come semplice contenitore, ma diventano parte attiva del dispositivo espositivo.



Questa relazione si concretizza attraverso quattro LED wall collocati a terra e dotati di un sistema audio direzionale. Disposti come membrane digitali nello spazio, i dispositivi rielaborano le geometrie originarie del Mattatoio: ne seguono le linee, le contraddicono, le amplificano o le reinventano, trasformando l’ambiente in un organismo ibrido, sospeso tra memoria materiale e costruzione algoritmica dell’immagine.
L’interazione con il pubblico avviene anche attraverso domande generate dall’intelligenza artificiale che appaiono sotto forma di pulsanti e oggetti attivabili, invitando il visitatore a costruire una narrazione fluida e non lineare, dove la memoria produttiva del luogo si intreccia con la proiezione di nuovi spazi possibili. Il Mattatoio si trasforma così in una vera e propria membrana computazionale attraversata da immagini algoritmiche, architetture astratte e flussi sonori in costante mutazione.
Ad accompagnare la mostra sarà un catalogo illustrato, la cui presentazione è prevista per settembre, curato da Paola Lagonigro e Laura Leuzzi. Il volume raccoglierà testi critici delle curatrici, riflessioni dell’artista e un contributo teorico di Darko Friz, artista, curatore e figura pionieristica dell’arte digitale croata.
Nell’ambito dell’esposizione sono inoltre previste due visite guidate a cura delle curatrici: il 14 luglio alle ore 18:00 con Paola Lagonigro e il 22 luglio alle ore 18:00 con Laura Leuzzi. Due appuntamenti pensati per approfondire il percorso espositivo e indagare più da vicino le coordinate teoriche e formali della ricerca di Chiara Passa.
Andrete a vedere la mostra Chiara Passa. The Abstract Films: Sculpting Narratives in Space al Mattatoio di Roma, Teatro 2 – La Pelanda? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!
Informazioni utili sulla mostra
Chiara Passa. The Abstract Films: Sculpting Narratives in Space
A cura di Paola Lagonigro e Laura Leuzzi
Dal 25 giugno al 2 agosto 2026
Mattatoio di Roma, Teatro 2 - La Pelanda
Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
Orari: dal martedì alla domenica dalle 11:00 alle 20:00. Chiuso il lunedì. Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Biglietto: ingresso gratuito.
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