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Dal 9 giugno al 2 agosto 2026 il Mattatoio di Roma ospita “Oltre le ceneri”, la mostra personale di Renzogallo curata da Aldo Iori: un percorso tra installazioni, pittura e arte ambientale che indaga spazio, materia e percezione.

Dal 9 giugno al 2 agosto 2026, la Galleria delle Vasche del Mattatoio di Roma – La Pelanda ospita Renzogallo. Oltre le ceneri, mostra personale dedicata all’artista Renzogallo – Lorenzo Gallo – e curata da Aldo Iori. L’esposizione è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, dall’Azienda Speciale Palaexpo e dalla Fondazione Mattatoio – Città delle Arti ed è realizzata in collaborazione con Latitudo.

Concepita appositamente per gli spazi del Mattatoio, Oltre le ceneri è un progetto espositivo strettamente legato all’architettura e all’identità del luogo che la accoglie. La mostra è infatti pensata come un percorso unitario in cui le opere dialogano con lo spazio, instaurando una relazione diretta tra installazione, ambiente e esperienza del visitatore.

Renzogallo: biografia, ricerca dello spazio e percorso artistico di Lorenzo Gallo

Nato a Roma nel 1943 con il nome di Lorenzo Gallo, l’artista che dal 1985 adotta lo pseudonimo di Renzogallo ha costruito un percorso creativo tra i più originali della ricerca artistica italiana contemporanea, elaborando un linguaggio che integra pittura, installazione e arte ambientale.

La sua formazione prende avvio nella capitale, al Liceo Artistico di via Ripetta, dove ha l’opportunità di studiare sotto la guida di figure fondamentali dell’arte italiana del Novecento come Giuseppe Capogrossi, Giulio Turcato, Afro e Gastone Novelli. Un ambiente di straordinaria vitalità culturale che contribuisce a definire le basi della sua futura ricerca.

Nel 1964 vince un concorso che gli assegna una borsa di studio a Madrid, città nella quale realizza la sua prima mostra personale. Da qui inizia un percorso internazionale che lo conduce successivamente a Barcellona e l’anno seguente a Parigi, ampliando il confronto con le principali esperienze artistiche europee.

Il debutto italiano avviene nel 1967 con una mostra personale presso la storica galleria romana Il Ferro di Cavallo, accompagnata da una presentazione di Gastone Novelli. In quegli anni la sua ricerca si estende oltre la pittura, coinvolgendo lo studio dell’architettura e la partecipazione a esperienze di teatro d’avanguardia, elementi che contribuiranno a caratterizzare il suo linguaggio multidisciplinare.

Renzogallo, Oltre #2, 2023, giornali bruciati, pigmenti e tecnica mista su tela | © Riproduzione riservata 
Renzogallo, Oltre, 2026, scatolare di ferro zincato e verniciato a polveri, 3 elementi | © Riproduzione riservata 
Renzogallo, Oltre le ceneri scorre lento un sogno, 2022, pigmenti e tecnica mista su tela | © Riproduzione riservata 

Durante gli anni Settanta concentra il proprio lavoro sulla riflessione intorno alla pittura, alla sua concezione teorica e alla definizione dello spazio come dimensione pluridimensionale dell’opera d’arte. La sua produzione si distingue per l’utilizzo di una essenziale struttura a maglia quadrata sulla quale si innestano varianti segniche, leggere modulazioni cromatiche e inserimenti materici che superano il limite della superficie per coinvolgere direttamente lo spazio espositivo.

Questa evoluzione trova una prima importante espressione nel 1976 con una grande installazione realizzata presso la Galleria Civica di Modena, seguita l’anno successivo da un ulteriore intervento a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, segnando un momento significativo della sua ricerca ambientale.

Nel 1985 Lorenzo Gallo assume ufficialmente il nome d’arte di Renzogallo. Tra gli anni Ottanta e Novanta la sua produzione si arricchisce di materiali eterogenei – reti metalliche, argille, legni, vetri e carte di diversa natura – che conferiscono alle opere una crescente tridimensionalità fino a trasformarle in installazioni dalle spiccate caratteristiche ambientali. In questo periodo numerose sue opere entrano a far parte delle collezioni di musei italiani e stranieri.

Con l’inizio degli anni Duemila, conclusa l’esperienza di insegnamento nei licei artistici, avvia una significativa attività accademica, insegnando presso l’Università La Sapienza di Roma, l’Accademia di Belle Arti di Perugia e collaborando con l’Università della Tuscia. Parallelamente prosegue un’intensa attività espositiva e progettuale, realizzando numerose opere pubbliche sia in Italia sia all’estero.

Le sue mostre personali sono ospitate da importanti gallerie private, tra cui Il Collezionista di Roma, Cesare Manzo di Pescara, Fabjbasaglia di Bologna, La Polena di Genova, Arco di Rab di Roma, Epikentro di Patrasso e Atene e la Polhammer Gallery di Steyr, in Austria.

Particolarmente significativa è la doppia mostra personale del 2000 con l’amico Hidetoshi Nagasawa presso la Fondazione Volume! di Roma, così come la personale del 2009 alla Galleria Maria Grazia Del Prete di Roma, occasione nella quale presenta una nuova serie di opere tridimensionali.

Tra le principali partecipazioni collettive figurano la XI Quadriennale di Roma del 1986, il XXII Premio Termoli, la IV Biennale di Grafica di Trento, la XXXI Biennale di Milano, Borderline presso il Museo Convento dei Serviti di Maria a Monteciccardo (Pesaro e Urbino), Borderland a San Piero a Sieve (Firenze), la mostra al Musée du Château d’Annecy in Francia, Lineainfinita a Villa Domenica (Treviso), il Premio Marsala, le esposizioni al Museo GAZI di Atene, MACRO – Lavori in corso 8 di Roma, gli eventi collaterali della Biennale di Venezia del 1999 e Arte Architetture Città a Roma.

Negli ultimi anni ha ricevuto numerose commissioni per la realizzazione di sculture destinate a spazi pubblici. Le sue opere ambientali sono oggi collocate a Villa Santamaria (Chieti), nel Parco del Lago di Pirkkala in Finlandia, presso il Museo MAAAPO di Arena Po (Pavia), il Museo MIdA di Pertosa (Salerno), lungo la Via Francigena a San Lorenzo Nuovo (Viterbo), nel Parco POLGAI di Pescara, a Poggio Aquilone di San Venanzo (Perugia), nel Parco Collezione Ktima Gerovassiliou di Salonicco, presso l’Università della Tuscia di Viterbo e nel Parco Sculture in Campo di Bassano in Teverina.

Accanto all’attività artistica, Renzogallo partecipa regolarmente come relatore a convegni e seminari dedicati alla propria ricerca e ai temi dell’Arte Ambientale, contribuendo al dibattito teorico su una pratica che, nella sua visione, supera i confini tradizionali dell’opera per instaurare un dialogo diretto con lo spazio e con chi lo attraversa. Vive e lavora a Roma.

“Oltre le ceneri”: il progetto espositivo tra ferro rosso, carta e installazioni

Oltre le ceneri, il nuovo progetto espositivo di Renzogallo, raccoglie un corpus di opere realizzate nell’ultimo decennio e presenta una monumentale scultura appena conclusa, offrendo una sintesi significativa della più recente ricerca dell’artista. Pitture materiche, disegni, installazioni lignee e una grande struttura in acciaio dialogano tra loro in un percorso unitario che consente al pubblico di entrare nel cuore della sua poetica, fondata su una continua tensione tra bidimensionalità e tridimensionalità.

Da molti anni Renzogallo conduce una ricerca caratterizzata da una rara coerenza sia sul piano concettuale sia su quello operativo. Il suo lavoro sviluppa una riflessione rigorosa sul linguaggio artistico contemporaneo, mantenendo un metodo estremamente disciplinato ma aprendosi costantemente a nuove prospettive interpretative.

La mostra è stata concepita appositamente per la Galleria delle Vasche della Pelanda, all’interno del complesso ottocentesco del Mattatoio di Roma. Proprio la specificità dell’architettura ha guidato la progettazione dell’intervento: anziché disporre semplicemente una successione di opere, l’artista ha immaginato l’intero percorso come un unico organismo, articolato nei diversi ambienti ma costruito secondo una logica unitaria.

Ogni sala dialoga con le altre attraverso relazioni spaziali e visive che coinvolgono direttamente l’osservatore. Le opere non occupano lo spazio come elementi autonomi, ma instaurano connessioni reciproche e con l’architettura che le ospita, trasformando la visita in un’esperienza percettiva e concettuale.

Renzogallo, Zenshin, 2014, tecnica mista su legno | © Riproduzione riservata 
Renzogallo, 2020, 2020, tecnica mista su carta, 20 elementi | © Riproduzione riservata 
Renzogallo, L’ombra delle idee, 2018 – 2026, giornali, legno, smalti | © Riproduzione riservata 

Fulcro dell’intero progetto è la grande scultura site specific Oltre, realizzata in acciaio dipinto e composta da tre elementi. Collocata al centro della Galleria delle Vasche, l’opera costruisce un asse visivo che accompagna lo sguardo dall’ingresso fino alla parete conclusiva dello spazio espositivo, diventando il punto di riferimento attorno al quale si organizza l’intera narrazione.

Sul muro finale trova posto la piccola pittura Oltre le ceneri scorre lento un sogno del 2022, che instaura un dialogo diretto con la monumentalità della scultura e costituisce il contrappunto delle due grandi tele Oltre #1 e Oltre #2, collocate invece in prossimità dell’ingresso. A queste si affiancano Zenshin e Yoni, installate lateralmente sulla parete che separa lo spazio centrale dalle grandi vasche dedicate un tempo alla lavorazione delle pelli.

Il percorso espositivo prosegue in tre ambienti adiacenti, dove trovano posto la grande pittura Rosso, l’installazione L’ombra delle idee, strettamente connessa alla scultura principale e una selezione di venti disegni realizzati durante il 2020, nel periodo della pandemia.

La semplicità dell’allestimento non coincide con una riduzione della complessità espressiva. Al contrario, la geometria spaziale che organizza il percorso permette alle opere di dialogare tra loro e con l’ambiente, restituendo con maggiore intensità i principi fondamentali della poetica dell’artista.

«La curiosità è una molla guerriera che mi spinge a un viaggio oltre quei limiti che un qualsiasi viaggio sempre impone», afferma Renzogallo. Questa dichiarazione costituisce una delle chiavi di lettura dell’intero progetto. Anche il visitatore è chiamato a compiere un viaggio, entrando fisicamente nell’opera centrale e confrontandosi con le relazioni che pittura e scultura instaurano con la dimensione umana, con l’orizzonte dello sguardo e con le caratteristiche architettoniche dello spazio.

L’esperienza della mostra trasforma così il pubblico in un osservatore privilegiato, coinvolto nella costruzione di una spazialità che suggerisce continuamente un possibile “oltre”. Da sempre interessato ai problemi dello spazio come esito di una riflessione che coinvolge molteplici livelli della creazione artistica, Renzogallo ha ulteriormente sviluppato questa ricerca attraverso l’insegnamento universitario nei settori dell’architettura e del paesaggio e mediante la realizzazione di opere ambientali di grandi dimensioni. Un interesse già presente nelle sue pitture degli anni precedenti e che oggi rappresenta uno degli elementi fondanti del suo linguaggio.

Le opere assumono il carattere di architetture visionarie, strumenti di trasformazione dello spazio che non si impongono sul luogo, ma instaurano con esso un rapporto di dialogo e reciproca relazione. Ogni struttura è concepita per attivare, attraverso la presenza dell’osservatore, un’interazione dinamica tra corpo, spazio e visione.

La libertà con cui l’artista attraversa i territori della pittura e della scultura trova corrispondenza nella scelta dei materiali, utilizzati come veicoli di una riflessione che supera la dimensione simbolica tradizionale.

Emblematiche sono Oltre #1 e Oltre #2, nelle quali la superficie nasce dalla combustione di fogli di giornale successivamente attraversati da linee cromatiche e segni essenziali. Su questa stratificazione materica prende forma una spazialità sospesa, come se il rumore incessante dell’informazione, silenziato dal fuoco, si trasformasse in memoria e assumesse una dimensione metafisica da oltrepassare, secondo quanto suggerisce il titolo stesso delle opere.

Al centro della ricerca dell’artista emerge, così, la necessità di superare le forme di narrazione preconfezionate e di mettere in discussione i modelli interpretativi dominanti, in particolare quelli prodotti e diffusi dai mass media.

Il nero, residuo dell’energia del fuoco, acquista così una particolare profondità: il buio si converte in una densità di tenebra che si espande verso un altrove percepibile dallo sguardo dello spettatore. In Rosso, invece, il raso assume una potente valenza pittorica grazie all’interazione con la luce e ai continui mutamenti cromatici prodotti dal movimento dell’osservatore. 

La forza evocativa e simbolica del rosso, filo conduttore dell’intero progetto, conferisce all’impianto espositivo una particolare intensità espressiva: un colore che diviene energia, calore vitale e tensione progettuale, assumendo il valore di un segno di potenza e di una presenza insieme vibrante, inquieta e profondamente essenziale.

Anche Yoni e Zenshin, attraverso titoli che rimandano rispettivamente alla tradizione sanscrita e giapponese, evocano concetti di nascita, creazione femminile ed energia del corpo proiettata nello spazio, confermando l’interesse dell’artista per una dimensione culturale che intreccia radici umanistiche e suggestioni orientali.

Avete già visitato la mostra Renzogallo. Oltre le ceneri al Mattatoio di Roma – La Pelanda Galleria delle Vasche o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!

Informazioni utili per la visita

Renzogallo. Oltre le ceneri
A cura di Aldo Iori
Dal 9 giugno al 2 agosto 2026
Mattatoio di Roma - La Pelanda Galleria delle Vasche
Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma (RM)
Orari: dal martedì alla domenica dalle 11:00 alle 20:00. Chiuso il lunedì. L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura.
Biglietto: ingresso gratuito.
Sito web

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