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Scoprire cosa visitare a Nizza in un weekend o in più giorni: dalla Promenade des Anglais alla città vecchia, passando per musei, chiese e panorami mozzafiato.

Profuma di lavanda, di salsedine e di spezie mediterranee. Nizza è la regina irriverente della Costa Azzurra. Il suo spirito si divide tra l’eco della Belle Époque e l’energia cosmopolita dei nostri giorni, tra la calma delle piazze antiche e la frenesia degli aperitivi in riva al mare. Scivolando tra le strette vie della città vecchia, ci si immerge in un’esplosione di colori caldi e profumi intensi

Affacciata sulla curva perfetta della Baia degli Angeli, Nizza, oggi città francese, un tempo porto ligure, poi presidio sabaudo, capitale della sua contea, crocevia conteso di imperi e nazioni, è un mosaico di storia. Questo passato lo si percepisce in alcuni balconi barocchi, nelle chiese dallo stile torinese e nei caffè dove ancora, sottovoce, si bisbiglia il nizzardo, quel dialetto che è una miscela di occitano e ligure, sopravvissuto al tempo.

Cenni storici su Nice

Fondata dai coloni greci di Marsiglia nel IV secolo a.C., Nizza era allora Nikaia– “la vittoriosa” – in onore della dea Nike. Da porto strategico sulla costa ligure a roccaforte romana, da alleata di Genova a libero comune medievale, la sua storia è un susseguirsi di alleanze, battaglie e passaggi di corona. 

Per secoli fu ligure e poi sabauda, fino a quando nel 1860 un plebiscito – su cui aleggiarono pesanti sospetti di brogli – la consegnò alla Francia. Giuseppe Garibaldi, nato proprio qui quando Nizza era ancora italiana, protestò con veemenza: il suo grido “Viva Nizza italiana!” fu l’inizio dell’irredentismo nizzardo. Il tempo ha cancellato le sue mura e il castello che dominava la collina, abbattuto dai francesi nel Settecento, ma le vie della Vecchia Nizza, intorno a Place Garibaldi – con le sue geometrie tutte piemontesi – sono testimonianze di quel passato. Nel 1871 il sogno dell’Unità italiana sembrò riaffacciarsi: durante i cosiddetti “Vespri nizzardi, la popolazione insorse al grido di “Viva Garibaldi!” e “Viva Nizza italiana!”, ma la rivolta fu soffocata da migliaia di soldati francesi. Da allora, molti nizzardi legati all’Italia lasciarono la città, migrando verso Ventimiglia, Bordighera e Sanremo.

Durante la Belle Époque, la città divenne rifugio dorato per l’aristocrazia russa, per i nobili austro-ungarici e per i poeti. Il lungomare si trasformò nella celebre Promenade des Anglais, ma le guerre del Novecento riportarono la realtà con durezza.

Avenue Jean Médecin | © Serena Annese
Le spiagge di Nizza | © Serena Annese
Le architetture di Nizza | © Serena Annese

Nel dopoguerra, Nizza rifiorì, guidata prima da Jean Médecin e poi dal figlio Jacques, che trasformarono la città in una metropoli moderna, crocevia turistico e commerciale.

Cosa vedere a Nice

La Vieux Nice

L’esplorazione di Nizza parte dal suo centro storico. Un tempo quartiere malfamato, oggi la Vieux Nice è un intreccio elegante di gallerie d’arte, bistrot animati e piccoli negozi dove si vendono saponi alla verbena e olio extravergine d’oliva. Sotto questa nuova veste brillante, però, vive ancora  l’anima più autentica: l’odore di pesce al mattino e le voci dei venditori ambulanti. Ogni giorno, tranne il lunedì, il Cours Saleya si accende di colori e profumi: è il regno dei fiori freschi e dei prodotti locali. Il lunedì, invece, le stesse bancarelle si riempiono di tesori dimenticati: libri ingialliti, posate d’argento e fotografie in bianco e nero

Alla fine della città vecchia, là dove il fiume Paillon scorre silenzioso sotto i piedi dei passanti, si apre la grande Promenade du Paillon: un grande parco urbano, un corridoio verde tra giochi d’acqua, installazioni d’arte e giardini tematici.

L’elegante Basilica di Notre-Dame de l’Assomption

Percorrendo l’avenue Jean Médecin si giunge all’elegante e severa Basilica di Notre-Dame de l’Assomption. Le sue due torri gemelle, alte 31 metri, si stagliano contro il cielo terso della Costa Azzurra. Fu costruita tra il 1864 e il 1879, subito dopo l’annessione di Nizza alla Francia, quasi a voler affermare – con pietra e vetro – che la città da quel momento avrebbe avuto anche un’anima francese. 

Ispirata alle grandi cattedrali del nord, come Parigi e Angers, Notre-Dame risplende di luce,grazie alle meravigliose vetrate istoriate che, nelle giornate di sole, illuminano l’interno. 

Consacrata nel 1925 e proclamata basilica da Papa Paolo VI nel 1978, oggi è anche un raffinato palcoscenico per la musica sacra, in particolare per i concerti d’organo.

Indirizzo: 2 Rue d'Italie, 06000 Nice, Francia
Orari:
aperta da martedì a domenica dalle 9:30 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00. Il lunedì dalle 16:00 alle 19:00.

Place Masséna: il cuore vivo di Nizza

Non serve una mappa per trovare Place Masséna. È qui che Nizza pulsa davvero: una piazza viva, che non dorme mai, dove un’intera città si ritrova.

Inaugurata nel 1840, al confine tra la Nizza antica e quella moderna, Place Masséna unisce la Vieux Nice – con i suoi vicoli stretti e pieni di storia – alla Promenade des Anglais, affacciata sul blu liquido del Mediterraneo, e a rue Masséna, la zona pedonale che si snoda tra boutique e caffè. La pavimentazione bianca e nera, le geometrie oniriche del suolo, richiamano una gigantesca scacchiera. I portici eleganti, l’architettura neoclassica, le luci sospese: tutto sembra progettato per stupire i sensi.

Vieux Nice | © Serena Annese
Place Masséna | © Serena Annese
Basilica di Notre-Dame de l’Assomption | © Serena Annese

Al calar della sera, le sette figure luminose create dall’artista Jaume Plensa si accendono: sette sagome, appollaiate su colonne alte dodici metri, che rappresentano i continenti in dialogo. Si colorano lentamente, come scribi antichi immersi in meditazione.

Poco distante, tra getti d’acqua e palme, c’è la Fontana del Sole. Inaugurata nel 1956, accoglie un maestoso Apollo di sette metri, circondato da cinque figure mitologiche, incarnazioni planetarie – da Venere a Saturno. È il fulcro simbolico della piazza. Da qui parte spesso il Carnevale di Nizza, sfilando con carri, colori e coriandoli. Ma anche il mercatino di Natale, il Jazz Festival e in molte altre celebrazioni condividono questo palcoscenico all’aperto.

Tutto attorno, i palazzi dalle tonalità rosso, crema e oro creano un’armonia cromatica ispirata alla storica facciata delle Galeries Lafayette.

La Cattedrale di Sainte-Réparate in Place Rossetti

Nel cuore della vieille Nice, si apre una piazza intima e luminosa: Place Rossetti. Qui si erge la Cathédrale di Sainte-Réparate. La sua storia affonda le radici nel XVII secolo, quando iniziarono i lavori che la avrebbero portata, nel 1699, a diventare il cuore spirituale della città.

La facciata, elegante e barocca, appare quasi scenografica nel contesto raccolto della piazza. All’interno è un insieme armonioso di dieci cappelle, tre organi monumentali e volte che si innalzano verso un soffitto riccamente affrescato. La pianta a croce latina, rivolta ad est, rievoca – nei volumi e nelle proporzioni – la maestà della Basilica di San Pietro, portando un frammento di Roma nel cuore della Provenza.

Sainte-Réparate non è soltanto il più grande santuario del centro storico, ma anche sede della diocesi di Nizza e luogo amatissimo dai nizzardi. Qui si celebra la santa patrona della città, una giovane martire giunta che – secondo la leggenda – raggiunse la città su una barca guidata dagli angeli. Nel 1906 è stata riconosciuta come Monumento Storico, e nel 1949 ha ricevuto il titolo di Basilica Minore, accostandosi così a luoghi iconici come la Sagrada Família.

Indirizzo: 3 Pl. Rossetti, 06300 Nice, Francia
Orari:
aperta da martedì a domenica dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 18:00. Chiusa il lunedì. 

Promenade des Anglais: la strada che accarezza il mare

Poco più in là, la Promenade des Anglais, disegna una curva lunga sette chilometri lungo la Baia degli Angeli: una passerella elegante di palme, hotel Belle Époque e le famose sedie blu.

Un tempo percorsa dall’aristocrazia britannica, in cerca di inverni miti e cieli azzurri. Fu proprio un reverendo inglese, Lewis Way, a finanziare quel primo sentiero battuto che, all’inizio dell’Ottocento, divenne il “Cammino degli Inglesi. Da allora, la Promenade ha cambiato volto più volte. Nel tempo si sono alternati giardini, ville, palazzi e casinò, molti dei quali hanno lasciato il posto a edifici moderni, ma il suo spirito è rimasto intatto.

Place Rossetti | © Serena Annese
Cathédrale di Sainte-Réparate | © Serena Annese
Nella Vieux Nice | © Serena Annese

Oggi la Prom’ – come la chiamano affettuosamente i nizzardi – è un rituale quotidiano. Qui si corre, si pattina, si contempla il mare. Una pista ciclabile l’attraversa da est a ovest, offrendo un sguardo inedito sulla città. E poi ci sono gli eventi: le battaglie dei fiori, il traguardo della Parigi-Nizza, le coppie mano nella mano.

Villa Masséna: da residenza privata a museo civico

Lungo la Promenade des Anglais si incontra una dimora sontuosa: Villa Masséna. Voluta alla fine del XIX secolo da Victor Masséna, discendente di uno dei più valorosi generali napoleonici, fu pensata come un’ode all’arte di vivere e al potere della memoria. L’architetto danese Hans Georg Terslingla progettò come un abbraccio tra Italia e Francia: logge ariose e gallerie aperte sui giardini, quasi a voler dialogare con il paesaggio. Il mare, poco oltre, diventa un elemento decorativo in movimento.

Le sue sale sono un trionfo di dettagli: affreschi che celebrano l’Impero, boiserie provenienti dal castello di Govone, specchi dorati che moltiplicano la luce del giorno. Si avverte ancora la presenza di due figure emblematiche: Napoleone I e Napoleone III, evocati con grazia e misura. Non si tratta di un’esaltazione militare, ma di una memoria intima dell’Impero, filtrata dal gusto sofisticato della Riviera.

Nel giardino – disegnato dal celebre paesaggista Édouard André – crescono agrumi, palme e camelie, sorvegliati dallo sguardo discreto delle statue. Un tempo, verso sud, una terrazza-belvedere si apriva sull’infinito azzurro del Mediterraneo.

Dal 1921, Villa Masséna ha cessato di essere una residenza privata per diventare un museo civico, custode delle stagioni felici della villeggiatura. Tra quadri, fotografie e oggetti d’epoca, il percorso conduce nei fasti della Costa Azzurra: salotti borghesi, inverni eleganti, signore in guanti di pizzo, i primi ombrelloni colorati. Un’ode discreta all’arte del tempo lento.

Indirizzo: 65 Rue de France, 06000 Nice, Francia
Orari:
aperta da mercoledì a lunedì dalle 10:00 alle 18:00. Chiusa il martedì.
Biglietto: 12€ / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito.

Parc de la Colline du Château: il panorama di Nice

Una lunga scalinata – la scalinata di Lesage-si arrampica verso la Colline du Château, antica roccaforte oggi trasformata in belvedere. In alternativa, da rue des Ponchettes si può prendere un ascensore che conduce in cima senza sforzo. Dall’alto, il panorama è pura poesia: i tetti color ruggine della Vieux Nice si fondono con l’azzurro del mare e la curva elegante della Promenade des Anglais. Nascosta tra la vegetazione, una scenografica cascata artificiale, realizzata nel XVIII secolo, arricchisce il paesaggio. 

Del fortilizio che un tempo dominava la città – raso al suolo nel 1706 per ordine di Luigi XIV – oggi restano solo frammenti: mura spezzate, resti di scale e blocchi di pietra. Nel XIX secolo,la collina fu riconvertita in un parco romantico, con piante esotiche, rovine, e sentieri panoramici.

La particolare Cathédrale Saint-Nicolas de Nice

Poco fuori la Vieux Nice si erge un edificio che sembra arrivare direttamente dalla Russia imperiale: la Cathédrale Saint-Nicolas. Le sue cupole verdi e dorate evocano l’orizzonte innevato di Mosca.  

Fu voluta dalla comunità russa della Belle Époque, giunta sulla Riviera in cerca di salute e luce. Dietro le sue mura si intrecciano dolore – in memoria del figlio dello zar Alessandro II – e spiritualità ortodossa.

Vieux Nice | © Serena Annese
Promenade du Paillon | © Serena Annese
Le sedie blu lungo la Promenade des Anglais | © Serena Annese

L’architetto Michail Preobraženskij la concepì come un ponte tra tradizione e innovazione: fondazioni in cemento armato, pietra scolpita a mano e una struttura imponente capace di sostenere le cinque cupole. È la più grande cattedrale ortodossa costruita fuori dalla Russia.

Inaugurata nel 1912, tra cerimonie solenni, incensi profumati e abiti di velluto, fu riconosciuta Monumento Storico nel 1987 e in seguito dichiarata Patrimonio del XX secolo.

Indirizzo: Av. Nicolas II, 06000 Nice, Francia
Orari:
aperta da lunedì a venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00, il sabato dalle 9:00 alle 18:00 e la domenica dalle 12:00 alle 18:00.

Musée National Marc Chagall: un luogo per l’anima

A Nice, in cima alla collina di Cimiez, sorge il Museo Marc Chagall. Non è un museo come gli altri: è un luogo voluto dallo stesso artista, pensato per custodire il suo lavoro più intimo e radicale – la Bibbia. Non come testo religioso, ma come fonte di immagini, emozioni, visioni. Un dialogo millenario tra l’uomo e l’invisibile. 

Chagall lo immaginò come un giardino dell’anima: non un semplice spazio espositivo, ma un rifugio di luce. Collaborò personalmente con l’architetto André Hermant, dando vita a un edificio dalle linee pulite, moderno, concepito come una grande tela bianca su cui le opere potessero respirare. 

Il cuore del museo è la serie del Messaggio Biblico: 17 tele monumentali dipinte tra il 1962 e il 1967. Raccontano la Genesi, l’Esodo e il Cantico dei Cantici con un linguaggio che travalica le religioni. È un’arte fatta di simboli, di silenzi, di voli. Una spiritualità senza confini, capace di parlare a tutti.

In queste sale, il colore ha voce. Il blu profondo della vetrata nella sala da concerto racconta la creazione con dolcezza celeste; i rossi, i verdi, i gialli vibrano. Le figure fluttuano: angeli, profeti, amanti, capre volanti e città in fiamme. Tutto è in movimento. I dipinti non sono quadri, ma visioni.

Una sala esagonale più raccolta custodisce cinque opere ispirate al Cantico dei Cantici. All’esterno, il giardino firmato da Henri Fisch prolunga il silenzio delle sale: il verde si fonda con il cielo e con il bianco dell’edificio. Ogni dettaglio invita alla contemplazione. 

Musée National Marc Chagall | © Serena Annese
Musée National Marc Chagall | © Serena Annese
Musée National Marc Chagall | © Serena Annese

Chagall visse una vita errante: nato in Bielorussia, fuggì ai pogrom, attraversò la Rivoluzione russa, trovò rifugio in Francia e poi negli Stati Uniti. La sua vita fu segnata da esili, guerre, rinascite. Ma in tutto questo, cercò sempre un centro di luce. Il museo ne è la sintesi più luminosa.

Oltre alle grandi tele, custodisce quasi mille opere: disegni, ceramiche, arazzi, gouache, vetrate, mosaici. Ogni materiale è un frammento del suo linguaggio visionario, che ancora oggi commuove.

Indirizzo: Av. Dr Ménard, 06000 Nice, Francia
Orari:
aperto  da mercoledì a lunedì dal 1° novembre al 30 aprile dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 17:00. Dal 2 maggio al 31 ottobre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:00. Chiuso il martedì.
Biglietto: 8€ / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale.

Nel silenzio del quartiere di Cimiez: qualche ora con Matisse

Non lontano dal Musée National Marc Chagall, sempre nel quartiere collinare di Cimiez, tra i resti di un anfiteatro romano e l’ombra dei cipressi, Henri Matisse scelse di fermarsi. Immersa nel cuore verde della città, la Villa des Arènes – costruita nel Seicento in perfetto stile genovese – ospita oggi il Musée Matisse: un percorso intimo e vibrante nell’anima dell’artista che rivoluzionò la pittura del Novecento con il suo alfabeto di colore e forme gioiose.

Quando Matisse arrivò a Nizza nel 1917, non era un uomo in cerca d’ispirazione: era malato, stanco e il suo corpo iniziava a tradirlo. Ma appena vide la Costa Azzurra, comprese che quella luce – tagliente e brillante – poteva guarirlo. Vi rimase fino alla fine dei suoi giorni, scolpendo in ogni tela il riflesso del Mediterraneo. 

Il percorso segue la sua evoluzione artistica: dagli esordi incerti fino alle celebri gouaches découpées, i collage di carta ritagliati realizzati nella vecchiaia, quando la pittura gli era ormai preclusa, ma la creatività continuava a fluire. Opere vibranti, disegni essenziali, sculture in bronzo che raccontano il dialogo continuo tra vuoto e pieno, forma e silenzio. E poi gli oggetti personali: pennelli, fotografie, piccoli appunti – frammenti di un’esistenza raccolti dai suoi eredi e donati alla città. 

La collezione permanente – oltre 600 opere – è una delle più ricche al mondo. Un viaggio attraverso tutte le tecniche amate da Matisse: pittura, incisione, scultura, collage. Ogni fase testimonia la sua ricerca instancabile, il desiderio di semplificare il visibile fino a coglierne l’essenza. Come in un mantra visivo, dove tutto si riduce a colore, luce e movimento.

Musée Matisse | © Serena Annese
Musée Matisse | © Serena Annese
Musée Matisse | © Serena Annese

Le gouaches ritagliate, in particolare, sono un’epifania: figure danzanti, corpi, fiori, stelle che sembrano fluttuare nello spazio. Nacquero dalla carta e dalle forbici, quando la malattia lo aveva costretto a letto. 

Indirizzo: 164 Av. des Arènes de Cimiez, 06000 Nice, Francia
Orari:
aperto da mercoledì a lunedì dalle 10:00 alle 18:00. Chiuso il martedì.
Biglietto: 12€ / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale

Tra le rovine di Cemenelum e il Musée d’Archéologie de Nice/Cimiez

Accanto all’attuale Musée Matisse, un tempo pulsava la vita di Cemenelum, città romana e capitale imperiale delle Alpi Marittime. Fondata nel 14 a.C. per volontà di Augusto, Cemenelum nacque per controllare le valli alpine e i commerci che scendevano verso il mare. Era una città forte e colta, con templi, fori, terme e un anfiteatro dove il popolo esultava e i gladiatori combattevano. Fu solo nel V secolo che la città cambiò volto. Con la caduta dell’Impero, Cemenelum perse il suo ruolo strategico e lentamente si spense. Ma prima di scomparire, lasciò un’eredità preziosa: una cattedrale, un battistero ottagonale e una rete urbana che ancora leggibile nel paesaggio. 

Nei secoli successivi, solo i contadini continuarono ad abitare quelle rovine, adattandole alla vita rurale: vigne coltivate nei frigidaria, stalle costruite sopra antichi mosaici. Oggi, grazie agli scavi iniziati nel XIX secolo e intensificati tra gli anni ’50 e ’70, la città romana è tornata a mostrarsi. 

L’area archeologica si visita attraverso il Musée d’Archéologie de Nice/Cimiez. Il museo, moderno e discreto, si affaccia direttamente sui resti della città antica. Le terme, tra le meglio conservate di tutta la Gallia, raccontano l’ingegnosità dei Romani: frigidarium, calidarium, laconicum. I romani venivano qui per lavarsi, ma anche per socializzare, discutere di affari, scrivere poesie e condividere la quotidianità. Nel sito si trovano tre complessi termali. A nord, quelle più ampie, con tracce di mosaici e intonaci colorati; a est, le fondamenta rivelano l’avanzata tecnologia dell’epoca: pavimenti rialzati e il calore che scorreva sotto, alimentato da focolari e tubi di terracotta. Più a ovest, un terzo complesso termale fu trasformato in sito paleocristiano, con una cattedrale e un battistero che annunciano la fine dell’Impero e l’inizio di una nuova era. 

La visita si snoda dalle sale del museo fino ai resti all’aperto: strade lastricate, una domus, botteghe e infine un piccolo anfiteatro. Costruito in due fasi tra il 70 e l’80 d.C., poteva accogliere più di 4.000 spettatori. Si racconta che qui, nel 261 d.C., avvenne il martirio di San Ponzio: gli orsi lo risparmiarono, ma la sua testa rotolò giù per la collina fino al fiume Paillon, dove oggi sorge la basilica a lui dedicata.

L’anfiteatro romano | © Serena Annese
Musée d’Archéologie de Nice/Cimiez | © Serena Annese
L’antica Cemenelum | © Serena Annese

Tra le teche del museo sono esposti gioielli, piatti, statuette, profumi, monete e fibule. Spiccano una maschera bronzea di Sileno – il vecchio dio greco, metà uomo e metà vino – e la figura danzante di un fauno. Le collezioni coprono un arco di tempo vastissimo, dal Neolitico all’Alto Medioevo. Alcuni oggetti provengono dal relitto della Fourmigue C, affondato al largo di Golfe-Juan: anfore, merci, memorie di viaggi e commerci interrotti dal mare.

Indirizzo: 160 Av. des Arènes de Cimiez, 06000 Nice, Francia
Orari:
aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00 (dalle 10:00 alle 19:00 in luglio e agosto).
Biglietto: 5€ / incluso nel biglietto del Musée Matisse / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale.

Cosa mangiare a Nice

A Nizza, la cucina riflette l’incontro tra i sapori francesi e quelli mediterranei. Sui tavolini delle buvette affacciate sulla città vecchia, o nei mercati, la tradizione culinaria nizzarda si fa viva, concreta, irresistibile.

Tra i sapori da non perdere c’è senz’altro la salade niçoise, un’insalata fresca e colorata dove il tonno, le uova sode, le olive nere e le verdure crude si incontrano in un equilibrio perfetto. Altrettanto iconica è la socca, una sfoglia sottile e croccante a base di farina di ceci, cotta nel forno a legna e da mangiare rigorosamente con le mani, ancora calda.

La tradizione continua con la ratatouille, un mix di verdure stufate, e la pissaladière, una sorta di focaccia densa e fragrante ricoperta di cipolle stufate, acciughe e olive, perfetta da gustare passeggiando per il Cours Saleya. E poi c’è il pan bagnat, panino simbolo della città, dove tutto il gusto del Mediterraneo è racchiuso tra due fette di pane rotondo, generosamente inzuppato di olio d’oliva e farcito con tonno, acciughe, uova, pomodori, cetrioli e cipolla rossa.

Non mancano i piatti più casalinghi, come i petits farcis: zucchine, melanzane, pomodori e peperoni svuotati e farciti con un ripieno saporito di carne, pane e erbe aromatiche, poi gratinati in forno. Dalla vicina Monaco arrivano invece i barbajuans, piccoli ravioli fritti ripieni di bietole, ricotta ed erbe selvatiche: croccanti fuori, morbidi dentro.

Tra le ricette più particolari c’è la torta de blettes, una torta alla bietola che esiste sia in versione salata che dolce. In quest’ultima variante, l’amaro della verdura si sposa con uvetta, pinoli e scorza d’arancia, creando un equilibrio inaspettato ma armonioso.

Per i giorni più freddi, niente batte una porzione di daube niçoise, uno stufato di manzo cotto a lungo nel vino rosso con verdure e spezie, dal sapore ricco e avvolgente. Si serve con pasta fresca o patate ed è perfetto per una cena lenta e confortante.

E per chi ama il pesce, la soupe de poisson è un must: una zuppa servita con crostini, formaggio grattugiato e la classica rouille – una salsa all’aglio e zafferano che la rende ancora più irresistibile.

Polpo in pastella con caponata di Citrus | © Serena Annese
Pan bagnat | © Serena Annese
Monastero di Cimiez | © Serena Annese

Infine, per chiudere in dolcezza, non possono mancare le ganses niçoises: dolcetti fritti simili alle chiacchiere italiane, ma con l’inconfondibile profumo di limone. Si mangiano durante il carnevale, tra bancarelle colorate e coriandoli, ma ogni momento è buono per assaggiarle.

Per chi vuole scoprire questi sapori in una chiave più moderna e raffinata, il ristorante Citrus (7 Rue Sainte-Reparate) è una tappa consigliata. L’atmosfera è intima, curata nei dettagli e ogni piatto è un piccolo capolavoro, preparato con ingredienti freschissimi, accostamenti originali e grande maestria. Un’esperienza che unisce tradizione e innovazione, nel cuore della Costa Azzurra.

Quando andare a Nice

Nice cambia volto con grazia, seguendo il ritmo delle stagioni. In primavera, la città si risveglia tra il profumo dei mandarini e una luce che si fa più morbida. Le terrazze tornano a vivere, i fiori esplodono nei giardini pubblici e la Promenade des Anglais torna ad animarsi: è il momento ideale per scoprire Nizza con lentezza.

L’autunno, invece, ha qualcosa di intimo e dorato. Le folle d’estate iniziano a diminuire, ma la città non ha perso la sua vitalità. Le colline alle spalle si tingono di ocra e ruggine, e il mare – meno affollato – sembra ancora più azzurro.

L’estate porta l’euforia. Le spiagge si riempiono, i festival si moltiplicano. È la stagione dei concerti all’aperto, delle notti che sembrano non finire mai. È anche il momento degli eccessi: più gente, più eventi, più rumore. Ma anche più energia, se è quello che si cerca.

Infine, in inverno, Nizza non si spegne mai del tutto. Le luci di Natale brillano tra le facciate pastello del centro e le piazze si riempiono di bancarelle profumate alla cannella.

Come raggiungere Nice e come muoversi in città

Raggiungere Nizza è semplice e ci sono molte alternative.

In aereo: si atterra all’aeroporto Nice Côte d’Azur, piccolo ma efficiente, situato a pochi chilometri dal centro. Bastano 15 minuti per ritrovarsi tra palme, facciate color ocra e profumo del mare. Dalle principali città italiane partono voli diretti che durano poco più di un’ora.

In treno: da Milano, Torino o Roma, si arriva alla Gare de Nice-Ville, elegante e centrale, a pochi passi dalla città vecchia e dalla spiaggia. Alcuni collegamenti sono diretti, altri transitano da Genova, punto di snodo tra Italia e Francia.

In autobus: diverse compagnie internazionali collegano le città italiane a Nizza, anche con fermate presso l’aeroporto. I tempi di percorrenza variano tra le 10 e le 15 ore, ma spesso a tariffe vantaggiose.

In auto: si percorre l’autostrada A10 lungo la Riviera ligure: da Roma sono circa 700 km, da Milano la metà. Il passaggio del confine è quasi impercettibile – solo un cartello segnala l’ingresso in Francia.

Una volta arrivati, Nizza si visita comodamente a piedi. In alternativa, il tram Ligne d’Azur collega aeroporto, stazione e centro con puntualità, utilizzando un biglietto unico valido anche sugli autobus urbani, alcune linee notturne e tratte interprovinciali.

Biciclette e monopattini elettrici si noleggiano in pochi secondi via app o direttamente in strada.: ideali per una passeggiata lungo il mare al tramonto.

Le agenzie di noleggio auto sono ben distribuite in città, mentre i taxi – presenti soprattuttodavanti alla stazione di Nice Ville, su avenue Félix Faure e in Place Masséna – non sono tra i più economici. 

Dal porto, infine, partono traghetti per la Corsica. I collegamenti SNCM sono frequenti, veloci e spesso convenienti. I biglietti si acquistano direttamente al terminal, sul quai du Commerce.

Conoscevate già Nice? L’avete già visitata o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!

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