
Sperlonga: tra storia, mitologia e mare
Cosa vedere e fare a Sperlonga, itinerario di un giorno in uno dei “Borghi più Belli d’Italia” lungo la costa laziale.
Sperlonga, con i suoi vicoli stretti e tortuosi, gli scorci inattesi e i panorami che si perdono nell’orizzonte, rientra a pieno titolo nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia“.
Il nome del borgo deriva dalle “speluncae”, le grotte naturali che si aprono lungo la costa. Tra queste, la più celebre è la Grotta di Tiberio, un luogo che già in epoca romana accoglieva la magnificenza delle ville patrizie. Plinio il Vecchio e Strabone ricordano Sperlonga come il luogo dove delle “grandissime caverne” ospitavano “ricche e lussuose dimore”. Questi antri naturali, che avevano sedotto la nobiltà romana, furono infatti trasformati in ville sontuose, come quella dell’imperatore Tiberio.
Sorto sull’asperità dello sperone di San Magno, il borgo si sviluppa attraverso vicoli stretti e scalinate ripide, che non solo accentuano il suo fascino pittoresco, ma testimoniano un tempo in cui tali accorgimenti architettonici servivano a scoraggiare le incursioni nemiche. Le sue strade, le scalinate e le case sono interamente rivestite di calce bianca, che creano un suggestivo contrasto con l’azzurro intenso del mare. Le abitazioni si stringono l’una all’altra – disposte in cerchi concentrici – fungendo da antica barriera protettiva contro gli assalti dal mare.
Indice
Le origini e la storia di Sperlonga
La storia di Sperlonga si estende fino alla preistoria – come dimostrano i ritrovamenti nella vicina Piana di Fondi – e si lega alla mitica città di Amyclae, fondata dai Laconi.
Inoltre, le sue radici sembrano risalire anche al mito e alle antiche leggende greche. Prima che le incursioni saracene spingessero i pescatori a rifugiarsi nell’entroterra e a imbiancare le case per accecare i corsari con il riflesso della luce solare, il borgo era strettamente legato all’immortale mito di Ulisse.
Si narra che le sue grotte di calcare fossero il rifugio delle ninfe marine, creature eteree e affascinanti. Tra tutte, la più incantevole era Sperlonga, che diede il nome all’antro dove dimorava. Secondo Esiodo, Giove stesso – trasfigurato in una meteora di fuoco – discese dal cielo per unirsi a lei, generando un terremoto che diede vita alle vertiginose falesie che oggi incorniciano il borgo.



Dopo il grande splendore raggiunto grazie alla nobiltà romana, nel corso del X secolo, la vita sul litorale si fece sempre più pericolosa. Le incursioni dei pirati saraceni costrinsero gli abitanti ad abbandonare le dimore costiere per rifugiarsi sulla sommità del promontorio di San Magno, dove nacque il borgo medievale di Sperlonga. La continuità del nome è documentata in antichi manoscritti, che parlano del “castrum Speloncae”, un castello fortificato protetto da mura possenti – di cui oggi rimangono due porte storiche, Porta Marina e la Portella – e dominato da una piccola chiesa dedicata a San Pietro, simbolo della comunità di pescatori che vi si insediò. Inoltre, vi erano delle torri d’avvistamento, costruite per segnalare l’arrivo dei pirati saraceni. Di queste torri ne restano tre:Torre Truglia e Torre Capovento – che si ergono su due promontori – e Torre del Nibbio, integrata nel castello baronale.
Nel corso del Medioevo, Sperlonga rimase un modesto villaggio di pescatori, ma la sua tranquillità era continuamente turbata dal terrore delle razzie saracene. Nel 1379 il borgo accolse persino l’antipapa Clemente VII, in fuga da Anagni dopo la disfatta delle sue truppe. Nel 1534 il famigerato pirata Khair al-Din Barbarossa devastò completamente il paese, che nel 1622 fu nuovamente attaccato dai Turchi.
Ricostruita nel Settecento, Sperlonga ha conosciuto una lenta trasformazione, passando da borgo povero e dedito alla pesca a rinomata meta turistica. Oggi è insignito della Bandiera Blu da oltre 25 anni ed è premiata da Legambiente per la qualità delle sue acque e la pulizia del borgo.
Cosa vedere a Sperlonga in un giorno
I vicoli del centro storico e le radici omeriche
La giornata a Sperlonga può iniziare dall’esplorazione del borgo e dei suoi vicoli. Dopo aver parcheggiato sul lungomare, si prosegue lungo le strade in salita. Questa passeggiata dà vita ad un fenomeno quasi magico; esattamente come Chihiro – la protagonista del film d’animazione di Hayao Miyazaki “La Città Incantata” – si ritrova dopo aver attraversato un tunnel nella città degli spiriti, così percorrendo le stradine tortuose e l’intricato sistema labirintico di vicoli e casette dipinte di bianco, sembra quasi di giungere in un borgo fuori dal tempo. Compaiono murales dedicati all’Eneide, negozietti di artigianato e abbigliamento, fino a giungere in una piccola piazza bianca su cui affacciano locali e bar.
Perdersi nei vicoli di Sperlonga è un’esperienza sbalorditiva, perché è una continua scoperta di bianche abitazioni decorate da vasi ricolmi di fiori colorati, da piccole pitture e conchiglie che arricchiscono l’immaginario del borgo e la quotidianità legata al mare, che scandisce i ritmi dei suoi abitanti da secoli.



La Chiesa di Santa Maria di Sperlonga
Tra i gioielli architettonici del borgo spicca la piccola cappella di San Rocco del XV secolo. Continuando a salire si giunge nella piazza centrale di Sperlonga, Piazza Europa, e a pochi passi alla moderna chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, che si distingue per la forma piramidale, slanciata verso l’alto. All’interno, l’ampiezza degli spazi e la luce che penetra dalle ampie vetrate creano un’atmosfera accogliente e solenne. La chiesa custodisce sull’altare maggiore una preziosa tela raffigurante la Madonna Assunta, mentre nella cappella del presepe si trova una suggestiva statua lignea di San Leone Magno, dedicata al santo in occasione della sua proclamazione a patrono del borgo. San Leone – protettore dei pescatori – è invocato per placare le tempeste e garantire un ritorno sicuro dal mare.
Indirizzo: Piazza Europa, 04029 Sperlonga (LT)
Orari: è aperta da lunedì a sabato dalle 7:30 alle 19:30; la domenica dalle 7:30 alle 20:30.
Il porto di Sperlonga
Scendiamo lungo le stradine del paese per ammirare da vicino il pittoresco porto di Sperlonga, dove alcuni tratti delle banchine sono riservati ai pescatori di professione, custodi di antiche tradizioni, così come alle imbarcazioni della Guardia Costiera e alle barche in transito. I moli e i pontili galleggianti sono perfettamente attrezzati con torrette per l’erogazione di energia elettrica, acqua potabile e acqua di lavaggio.
Qui l’azzurro cristallino del mare si intreccia con le linee sinuose delle barche ormeggiate, mentre sullo sfondo il protagonista è ancora una volta il bianco abbagliante delle abitazioni del borgo arroccato sul promontorio.
L’antica Torre Truglia
A pochi passi dal porto, sulla punta estrema del promontorio di Sperlonga e abbracciata dal mare, si staglia imponente la Torre Truglia. Costruita nel 1532 sulle vestigia di un’antica torre romana, questa sentinella di pietra fu ridotta in macerie, solo due anni dopo la sua edificazione, da gruppi del corsaro Kaireddin Barbarossa. Nel 1611 fu ricostruita, ma nel 1623 conobbe nuovamente la furia dei turchi.
Nonostante le vicissitudini, la torre rifiorì nel XVIII secolo, divenendo una vedetta sicura per l’intera costa. Tra il 1870 e il 1969 le sue stanze ospitarono la Guardia di Finanza, mentre oggi accoglie visitatori e curiosi come sede del “Centro Educazione dell’Ambiente Marino” del Parco Naturale Regionale “Riviera di Ulisse”.



È spesso aperta al pubblico, e dalla sua terrazza si gode di una vista mozzafiato che abbraccia l’intero litorale. Questo panorama straordinario, così perfetto da sembrare una cartolina, è divenuto lo scenario ideale per celebrare unioni civili e momenti indimenticabili.
Il sistema difensivo costiero di Sperlonga – costruito nel XVI secolo per avvistare e respingere gli attacchi dal mare – era composto anche dalla Torre del Nibbio e dalla Torre di Capovento. Quest’ultima, arroccata su uno sperone di roccia a picco sul mare a circa tre chilometri dal borgo, fu edificata nel 1532 e, dopo secoli di alterne vicende, servì come centro doganale dal 1820. Sebbene quasi distrutta, è stata recentemente ricostruita, riacquistando il suo antico splendore.
La Villa di Tiberio e il Museo Archeologico Nazionale
Allontanandoci di poco dal borgo – percorrendo la SR213 – si raggiunge il Parco archeologico della Villa di Tiberio e Museo archeologico Nazionale, un gioiello del I secolo d.C., testimonianza della grandiosità romana e della sua continua interazione con la natura e il mito. Questa imponente residenza imperiale nacque dall’ampliamento di una più antica villa tardo-repubblicana, probabilmente appartenuta al nonno di Tiberio, Aufidio Lorcone.
Il grande sviluppo commerciale ed edilizio della costa di Sperlonga fu innescato dalla costruzione dell’antica via Flacca, che collegava Terracina e l’Appia alle città costiere di Sperlonga, Formia e Gaeta. In breve tempo, la regione divenne meta ambita dei ricchi patrizi romani, che vi costruirono sontuose dimore per godere del clima mite e delle vedute mozzafiato.
La villa, tuttavia, conobbe un destino tragico, come racconta Svetonio: durante un banchetto, il crollo di una sezione della grotta uccise tre schiavi, portando Tiberio ad abbandonare definitivamente il luogo. Nei secoli successivi, la dimora fu abitata da monaci, i quali – secondo alcune ipotesi – sotterrarono le statue pagane che adornavano la grotta per cancellarne le tracce del culto antico.
L’architettura della villa è un capolavoro di equilibrio; gli edifici si distribuiscono su terrazze digradanti verso il mare, creando una scenografia naturale di straordinaria bellezza.
L’intero complesso si estendeva per oltre 300 metri lungo la spiaggia di levante, con un sofisticato complesso di terme e una piscina circolare collegata a vasche per l’allevamento ittico. Internamente, gli spazi erano decorati con mosaici scintillanti e marmi preziosi. Al centro di un cortile porticato si trovano locali di servizio, tra cui un forno per il pane, mentre la spettacolare Grotta di Tiberio si sviluppa come un ambiente unico, progettato per il piacere e la contemplazione.



Al suo interno, una grande vasca con un’isola artificiale fungeva da sala da pranzo estiva – la celebre caenatio – dove Tiberio e i suoi ospiti cercavano refrigerio nei mesi più caldi. La grotta ospitava una piscina ornata da sculture mitologiche che celebravano le imprese di Ulisse, tra cui il gruppo marmoreo di Scilla e una nicchia decorata con l’episodio dell’accecamento di Polifemo. Le pareti erano arricchite da affreschi e opere in muratura, che dividevano l’ambiente in più sale.
La scelta di questi temi mitologici rifletteva l’antica credenza che questa fosse la leggendaria isola di Circe. Sopra l’ingresso della grotta svettava la statua di Ganimede, rappresentato mentre veniva rapito dall’aquila di Zeus.
Accanto ai resti archeologici sorge oggi il Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga, inaugurato nel 1963 per custodire i reperti straordinari ritrovati nella grotta e nella villa. Tra questi, le maestose sculture ellenistiche del II secolo a.C., attribuite ai tre scultori rodii autori del celebre Laocoonte dei Musei Vaticani. Un’iscrizione rinvenuta sul posto ha confermato questa connessione, conferendo ulteriore prestigio al sito.
Le sculture – veri e propri capolavori marmorei – narrano un’epopea visiva dei miti omerici: “Ulisse che trascina il corpo di Achille”, “Scilla che attacca la nave di Ulisse”, “l’accecamento di Polifemo” e “il ratto del Palladio”. Ritrovate in migliaia di frammenti nel 1957, molte di queste opere sono state pazientemente restaurate.
Indirizzo: Via Flacca, km 16/600, 04029 Sperlonga (LT)
Orari: il Museo Archeologico Nazionale è aperto dalle 8:30 alle 19:00. L’area archeologica segue orari stagionali, nei mesi invernali dalle 8:30 alle 15:00/15:30, nei mesi estivi dalle 8:30 alle 18:00. Il lunedì e il martedì il museo e l’area archeologica sono chiusi al pubblico. Per verificare le variazioni degli orari consulta il sito ufficiale.
Biglietto: il biglietto che include la visita all’area archeologica e al Museo costa 7€ / mentre quello per visitare solo il Museo 5€.
Le spiagge chiare di Sperlonga
Dopo aver esplorato il borgo e i suoi tesori, non resta che ammirarne le bellezze naturalistiche. Sperlonga è lambita da distese di sabbia dorata, punteggiate da stabilimenti balneari e spiagge libere. Tra queste, una delle più amate è la Spiaggia della Sorgente, un piccolo gioiello naturale che si trova ai margini del centro storico. La sabbia è perennemente fresca, inumidita dall’acqua di una sorgente naturale che sgorga direttamente sulla spiaggia, rendendola perfetta per trovare sollievo anche nelle ore più calde.
Questa oasi si estende poco prima della famosa Grotta di Tiberio ed è bagnata da acque limpide e cristalline, che le hanno fatto ottenere la prestigiosa Bandiera Blu.
Le coste di Sperlonga, bagnate da queste acque trasparenti, sono perfette per il nuoto o per lo snorkeling, regalando incontri ravvicinati con la ricca fauna marina.



Cosa mangiare a Sperlonga
Per la sua posizione, molti sono i piatti a base di pesce della tradizione di Sperlonga, eredità di un borgo di pescatori che per secoli ha vissuto in armonia con il mare. La zuppa di pesce alla Sperlongana ne è un esempio emblematico: un’armonia di sapori unica con cozze, vongole, scorfani, tracine, seppioline, calamaretti, gamberi e scampi.
Un altro ingrediente che non può mancare sulle tavole di Sperlonga è costituito dalle alici e dalle sarde: marinate nell’aceto, fritte dopo essere passate in un velo di uovo e farina o conservate sotto sale come ai tempi degli antichi Romani. E ancora le polpette di alici e le zuppe di sarde, arricchite con ingredienti come zafferano, pangrattato, pane raffermo, peperoni e pomodori.
Anche nei primi piatti le alici sono protagoniste indiscusse, come nel caso delle linguine insaporite da aglio, olio, peperoncino e pomodorini. Tra i primi piatti ci sono anche i Bombolotti con ragù di seppie e poi i classici spaghetti con le cicale, le vongole o le cozze.
Tra i dolci ci sono le crostate di visciole, le ciambelle al vino moscato e a Pasqua non può mancare la Panicella di Sperlonga, una dolce e profumata pasta di pane arricchita con liquore, semi di anice e vanillina.
Sperlonga tra libri e cinema
Percorrendo i vicoli illuminati dal sole di Sperlonga, vi capiterà di imbattervi in murales e versi poetici. Si tratta dell’interessante e bellissimo progetto “Narrami, o Sperlonga…”, grazie al quale l’antica via Lebina si è trasformata in un percorso artistico che celebra le gesta di Ulisse e le vicende dell’Odissea. I murales sono opera di Marco Longo (Robof Studio) e sono accompagnati da pannelli informativi decorati da Franca Del Vecchio. Versi omerici, incisi sugli scalini, conducono i visitatori attraverso un viaggio tra mito e realtà, con interessanti approfondimenti a cui si può accedere inquadrando i QR code sui pannelli.
Sperlonga ha sempre avuto un ruolo nel campo dell’arte e delle letteratura. In questo scenario poetico, il regista Giuseppe De Santis ha catturato l’anima del borgo, proiettandola nel mondo attraverso le sue opere. Le sue spiagge, le scogliere imponenti e il suo fascino senza tempo sono state scelte anche per altre produzioni cinematografiche e musicali. Tra i film più noti, il fantascientifico “A 30 milioni di km dalla Terra” (1957) del regista Nathan Juran e per videoclip come il celebre “When the Rain Begins to Fall” di Jermaine Jackson e Pia Zadora.



Oggi il borgo continua a essere un rifugio amato da personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, attratti non solo dalla sua bellezza, ma anche dagli eventi che ne animano l’estate. Tra questi spiccano il prestigioso “Premio Grotta di Tiberio” – che celebra l’arte e la letteratura – e il “Rally di Sperlonga”, che si tiene da oltre un decennio.
Il legame tra Sperlonga e il mondo dello spettacolo si deve anche all’attore Raf Vallone, che durante le riprese di “Non c’è pace tra gli ulivi” di Giuseppe De Santis, si innamorò perdutamente del borgo al punto da voler costruire qui la sua dimora estiva; una villa che per oltre trent’anni fu crocevia di nomi illustri della cultura e del cinema internazionale. Tra i suoi ospiti si ricordano Albert Camus, Arthur Miller, Marlene Dietrich, Brigitte Bardot, il regista Luchino Visconti, Andy Warhol e la scrittrice Natalia Ginzburg.
Ogni scorcio, tracce di colore, sussurro del vento tra le candide case raccontano di Sperlonga e del suo antico passato, tra lo splendore dell’Antica Roma e il mito greco delle gesta di Ulisse.
Conoscevate già il borgo di Sperlonga? L’avete già visitata o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!

