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  >  In giro per l'Europa   >  Bosnia-Herzegovina   >  Un’oasi mistica in Bosnia ed Erzegovina: Blagaj e il fascino silenzioso del Tekija
Visitare Blagaj, il borgo storico e il monastero incastonato tra la roccia e la sorgente del fiume Buna. Un luogo da non perdere vicino a Mostar.

A una manciata di curve da Mostar, la valle si stringe, lì dove l’acqua – gelida e limpida – sgorga dalla roccia. E lì, ai suoi piedi, delicatamente adagiato c’è il Tekija: un monastero derviscio, risalente al 1520. Nessuna grandiosità da guida turistica, nessuna cupola che reclama attenzione. Solo assi di legno che scricchiolano sotto passi leggeri, tappeti consumati e il rumore dell’acqua che scorre all’esterno. Non è un tempio monumentale né una cattedrale da cartolina. Ma al suo interno, l’atmosfera è rarefatta e invita alla riflessione. Una sensazione che non si può spiegare nemmeno dopo tre rakije e una notte intera a pensarci.

I dervisci non sono frati da brochure turistica. Sono viaggiatori interiori e cercatori. “Darwish” significa proprio “cercatore di porte” e in un mondo pieno di muri, questo dice già molto. Qui si sono chiusi fuori dal rumore del mondo secoli fa, e ancora oggi – tre volte a settimana – tornano a meditare e a cercare una via per avvicinarsi al divino, in un cammino di ascesi e salvezza.

Cenni storici su Blagaj

Le origini di Podblagaj sembrerebbero risalire al 1447, quando l’insediamento si trovava ai piedi della maestosa fortezza di Blagaj, dove la strada che scende dal castello si incrociava con quella che conduce a Nevesinje. La posizione non favoriva particolarmente il commercio: in un contesto agricolo come questo, le condizioni erano poco propizie allo sviluppo urbano, tanto meno a una futura espansione. 

Fu solo nel periodo ottomano che Blagaj cominciò a prendere la forma che conosciamo oggi. La sua urbanizzazione, iniziata nella seconda metà del XV secolo, ha raggiunto il suo apice nel XVI secolo, quando l’impianto urbano si consolidò.

Con la crescita delle mahale, la rete viaria si sviluppò in parallelo e perpendicolare al fiume, creando i collegamenti principali con il centro cittadino. La scelta dei luoghi dove costruire i quartieri residenziali era legata alle caratteristiche topografiche, in particolare alla vicinanza all’acqua. Così, la città si estese principalmente lungo la riva destra del fiume Buna, più adatta all’edificazione, mentre la riva sinistra, più ripida, risultava meno adatta per l’edilizia.

Nel cuore di Blagaj si trovava la čaršija, il vivace centro commerciale e artigianale dell’insediamento, accanto al complesso della moschea del Sultano Sulejmanova – eretta nel 1520/21 – il suo harem, il mekteb e l’han. A seguire, nel 1570, vennero edificati il ponte Karađoz-beg e il ponte Leho. Gli spazi residenziali si suddividevano in due tipologie principali: le mahale, i quartieri urbani, caratterizzati da edifici che si affacciavano verso l’interno dei cortili, e le aree rurali, con abitazioni orientate verso l’esterno. In queste mahale sorsero residenze di alto prestigio, come il complesso della casa Velagić, uno dei più pregevoli esempi di abitazione aristocratica in tutta l’Erzegovina. 

L’integrazione tra l’artigianato, le tecniche costruttive avanzate e l’espansione urbana ha lasciato una traccia indelebile nel paesaggio di Blagaj, conferendogli un’identità unica, tipica della regione. L’armonia tra proporzioni, forme e dettagli architettonici si fonde perfettamente con la natura circostante, creando un’architettura che resiste al passare del tempo.

Cosa vedere a Blagaj

Blagaj è celebre per il suo straordinario monastero, ma la sua bellezza non si limita a esso. La cittadina è infatti situata all’ingresso di un incantevole parco naturale, che attira non solo i pellegrini in cerca di spiritualità, ma anche gli amanti della natura, desiderosi di immergersi in paesaggi mozzafiato.

Il fiume Buna visto dal Blagaj Tekija | © Serena Annese
Grotta con la sorgente del fiume Buna | © Serena Annese

Il complesso della moschea del Sultano Suleyman e i mulini storici

Blagaj è celebre per il suo straordinario monastero, ma la sua bellezza non si limita a esso. La cittadina è infatti situata all’ingresso di un incantevole parco naturale, che attira non solo i pellegrini in cerca di spiritualità, ma anche gli amanti della natura, desiderosi di immergersi in paesaggi mozzafiato.

Il complesso della moschea del Sultano Suleyman e i mulini storici

La moschea del Sultano Suleyman, risalente al XVI secolo, si erge fiera vicino alla riva del fiume. È una delle moschee a cupola più antiche della regione e rappresenta un esempio di pura eleganza ottomana.

La zona è anche famosa per i suoi mulini, che utilizzavano le acque del fiume Buna per macinare il grano e lavorare la lana. Oggi, alcuni di questi mulini sono stati trasformati in negozi di souvenir, ma la loro struttura in pietra, mossa un tempo dall’acqua, rimane un affascinante testimonianza del passato industriale del villaggio.

Blagaj Tekija: simbolo religioso del sud-ovest della Bosnia ed Erzegovina

Per arrivare al monastero, si percorre una piccola strada animata, vivace e costellata di bancarelle dove si possono acquistare souvenir e prodotti tipici a prezzi vantaggiosi. Non appena si giunge all’ingresso del monastero, tutto cambia: il caos del commercio si dissolve, lasciando spazio alla tranquillità. 

Ciò che rende davvero speciale il Blagaj Tekija è la sua posizione: incastonato in una parete rocciosa che sovrasta il fiume Buna, una delle sorgenti carsiche più imponenti d’Europa. Un equilibrio perfetto tra l’opera dell’uomo e quella della natura. Il monastero è accarezzato dalle acque cristalline della sorgente del fiume, e nonostante l’affollamento turistico durante l’alta stagione, il suono dell’acqua che scorre e l’abbraccio della natura circostante infondono un senso di quiete che rende ogni visita un’esperienza mistica.

La storia di Blagaj Tekija è avvolta nel mistero. Costruito sopra i resti di un antico santuario dei Bogomili, non vi sono tracce certe delle sue origini, se non la consapevolezza che, durante il Medioevo, fosse un punto nevralgico di cultura e spiritualità. Sappiamo, inoltre, che il monastero apparteneva all’ordine Bektashi, che promuoveva uno stile di vita monastico residenziale, più introspettivo e incentrato sulla rinuncia al mondo materiale. Durante l’occupazione ottomana, Tekija divenne un luogo di grande rilevanza, rimanendo in attività fino al 1925, per poi subire un lungo periodo di oblio durante il quale l’attività dei dervisci fu vietata in Bosnia-Erzegovina. Solo negli anni ’70 la comunità islamica riprese la custodia del sito, che fu ristrutturato nel 2013.

Secondo la tradizione, in questo luogo riposerebbe anche Sari Saltuk, un santo venerato dai musulmani sufi Bektashi. La leggenda vuole che egli abbia scritto nel suo testamento che la sua bara fosse trasportata in vari paesi non islamici, affinché nessuno sapesse mai dove riposassero le sue ossa. Nel cuore del monastero, i dervisci ancora oggi seguono una filosofia di vita che affonda le radici in sette principi essenziali: la casa, la scala, l’acqua, la roccia, la fonte, le tombe e la grotta. Questi elementi si intrecciano per creare un ordine cosmico che trascende le convenzioni religiose islamiche.

La sua struttura si sviluppa su più livelli, fondendosi armoniosamente con l’ambiente circostante. L’interno è essenziale: muri spogli, se non per i tappeti ottomani che decorano con i loro motivi elaborati le superfici, ma il vero splendore risiede nei dettagli: soffitti intarsiati e la stanza che custodisce le tombe di due dervisci tagiki, risalenti al XV secolo. Nonostante la sua semplicità, questo luogo emana una bellezza sacra, che richiama il silenzio della meditazione

Al suo interno ogni spazio è organizzato seguendo la sacra geometria, creando un ambiente di pace e serenità: la turbe (una struttura a forma di casa che racchiude la tomba di un derviscio), la sala della preghiera e la sala della contemplazione, la cucina con il camino, le camere degli ospiti, che si affacciano sulla sorgente del fiume, e infine, il bagno turco.

Indirizzo: 7W43+V7H, Blagaj bb, 88000, Bosnia ed Erzegovina
Orari:
aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 20:30.
Biglietto: 10 KM (5€).
Modalità di visita: prima di entrare, i visitatori devono togliersi le scarpe, mentre alle donne viene offerto un velo per coprire il capo e una gonna lunga per coprire le gambe, un segno di rispetto verso il luogo sacro.

Tornando indietro e attraversando il Most Blagaj si può raggiungere un brevissimo sentiero che si inerpica fino alla scogliera e da dove si può scattare la fotografia perfetta del monastero

Blagaj Tekija | © Serena Annese
Blagaj Tekija | © Serena Annese
Blagaj Tekija | © Serena Annese

Giro in barca a Blagaj

Camminando attraverso il villaggio, si incontrano anche ponti storici, come quello di Karađoz-beg, costruito prima del 1570 e ancora oggi in uso, e il ponte di Leho, che una volta collegava Donja Mahala al resto del villaggio. Entrambi questi ponti sono esempi di architettura ottomana del XVI secolo, sebbene il ponte di Leho abbia perso gran parte della sua bellezza originaria. 

Lungo le rive di Blagaj è possibile anche noleggiare un kayakKano kayak è uno dei club che offre il servizio – per raggiungere la misteriosa sorgente del fiume Buna, nascosta dentro una grotta. La vista della sorgente è semplicemente mozzafiato.

Herceg Stjepan: l’antica fortezza di Blagaj

Herceg Stjepan è sempre stata identificata nelle fonti storiche come un’entità ben distinta e autonoma, testimone di una dinastia che regnò sulla regione fino al 1482. Fu solo sotto l’influenza ottomana che l’attività edilizia iniziò a prosperare ai margini di questa imponente struttura, con la costruzione di abitazioni ed edifici pubblici, che vennero organizzati lungo i corsi d’acqua circostanti.

La fortezza di Stepan Vukcic-Kosaca, ora in rovina, veglia silenziosa dall’alto. Il complesso, un tempo ampio e articolato – con pianta irregolare e sette torri – ha perso alcuni dei suoi edifici a causa dei crolli di massi dalla scogliera, ma ciò che resta ha un valore inestimabile

Se si è amanti delle altezze, il sentiero per raggiungerlo sale fino alla cima del picco roccioso, dominando il monastero. La camminata è un po’ impegnativa, ma la vista che attende in cima, a 600 metri dal centro informazioni, ripaga ogni passo. 

Come raggiungere Blagaj

Raggiungere Blagaj da Mostar è molto facile. Basta deviare appena dalla strada che porta a Medjugorje e, in meno di mezz’ora, ci si ritrova immersi in un paesaggio di incredibile bellezza. Se non si ha a disposizione un’auto, si può optare per un’escursione guidata oppure prendere la linea 10 dell’autobus, che parte da Mostar. Un’ultima opzione: data la breve distanza, si può optare per un taxi, che vi porterà comodamente fino al monastero.

Se si arriva in auto, le indicazioni sono chiare, il parcheggio costa poco e, con un pizzico di fortuna, si può persino trovare uno spazio libero e gratuito.

Blagaj Tekija | © Serena Annese
Succo di melograna a Blagaj | © Serena Annese
Blagaj | © Serena Annese

Informazioni utili per visitare Blagaj

Intorno alla sorgente della Buna, alcuni ristoranti si adagiano sulle rive come piccole zattere in equilibrio tra il sacro e il semplice piacere del gusto. Non è solo questione di panorama – anche se la vista del fiume che sgorga dalla roccia, con il monastero riflesso, basterebbe da sola. È il sapore della trota, che qui conserva ancora il gusto dell’acqua in cui ha nuotato: fresca, morbida, viva.

Ci si siede sulle terrazze, mentre il suono dell’acqua si mescola al tintinnare discreto delle stoviglie e alle voci dei commensali. E a fianco, un bicchiere di succo di melograno appena spremuto – rosso, intenso, con quella dolcezza che arriva alla fine come una carezza inaspettata.

Conoscevate già Blagaj e il suo monastero? L’avete già visitata o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!

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