
On the road in Scozia di 10 giorni
Cosa vedere in Scozia in 10 giorni, una guida (quasi) completa per visitare in auto gli highlights scozzesi.
Ogni viaggio è un’esperienza che lascia tracce indelebili, e quando ci si perde tra le strade secondarie, lontane dai percorsi battuti dal turismo di massa, una parte di noi rimane intrappolata nell’essenza di quei luoghi. Il mio cuore è in parte lì, tra i tortuosi passaggi delle single road, le morbide colline verdi, le casette di pietra che si stagliano all’orizzonte, dove la storia si fonde con leggende antiche e affascinanti.
La Scozia è una terra che sorprende per la sua straordinaria varietà naturale. Pur nella sua relativa compattezza, questo territorio è una distesa di contrasti. La sua costa si estende per più del doppio di quella di Francia e della Spagna, punteggiata da scogliere imponenti e baie segrete, mentre le montagne si slanciano maestose verso il cielo.
Il paese si divide in tre regioni distinte, ciascuna con una propria anima e peculiarità. Le Southern Uplands, le Lowlands e le Highlands: ognuna con paesaggi che vanno dalle dolci colli alle vette maestose, dai fiumi sinuosi ai boschi impenetrabili. La zona nord-occidentale, con le sue Highlands, costituisce l’apice del fascino scozzese. Qui, le montagne – tra le più antiche del pianeta, testimoni di lontanissime ere geologiche – sono solcate da fiumi che sfociano in numerosi e misteriosi loch (‘laghi’).
Dieci giorni per visitare alcuni dei luoghi più affascinanti della Scozia sono l’ideale. Vi invito a percorrere insieme un itinerario che vi condurrà attraverso paesaggi incantati, prodotti culinari sorprendenti e un’accoglienza che vi scalderà il cuore, come solo il popolo scozzese sa fare. Partiamo alla scoperta di questa magica terra.
Indice
PRIMO E SECONDO GIORNO
Due giorni ad Edimburgo: la suggestiva capitale scozzese
Ogni viaggio in Scozia inizia con il fascino irresistibile della sua capitale, Edimburgo. Una città che cattura l’anima ad ogni passo, con le sue strade acciottolate, gli edifici in pietra e il suono delle cornamuse che si espande in molti suoi angoli. In realtà non bastano due giorni per esplorare la città, ma cercheremo di riempirli il più possibile e ammirarne la bellezza autentica.
Il treno rallenta all’ingresso della stazione di Edinburgh Waverley, e non appena usciamo in strada si intravede la silhouette gotica del Monumento a Walter Scott, un omaggio imponente all’autore che più di tutti ha intrecciato storia e leggenda nelle pagine della letteratura scozzese. Appena fuori dalla stazione, Princes Street si estende davanti ai nostri occhi: una strada dove, tra negozi, parchi e scorci unici, risuona ancora l’eco della scena cult del film Trainspotting, mentre alziamo lo sguardo verso la vera anima di Edimburgo: il suo castello.
Arroccato sulla cima della collina vulcanica Castle Rock, il Castello di Edimburgo domina la città con un’aura di invincibilità. Le sue origini sono antichissime – si parla perfino dell’età del bronzo – tra racconti di fortezze romane e la leggendaria dimora del gigante Eydin, da cui deriverebbe l’antico nome di questa roccaforte, Din Eydin.
Passeggiando tra le sue mura, si respira il peso della storia: il Museo Nazionale della Guerra, la Cappella di Santa Margherita (il più antico edificio della città, datato 1130) e gli Honours of Scotland, i gioielli della corona scozzese, documentano secoli di battaglie, intrighi e trionfi. Qui si possono visitare anche le prigioni di guerra – sotto il Salone d’Onore e il Palazzo della Regina Anna – dove nel 1720 furono rinchiusi 21 pirati catturati al largo di Argyll.
Indirizzo: Castlehill, Edinburgh EH1 2NG, Regno Unito
Orari: è aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 17:00.
Biglietto: 23,41€ / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale.
A pochi passi dal castello, la realtà e la storia si trasformano nel mondo surreale della Camera Obscura & World of Illusions. Nato nei primi anni del XVIII secolo per ospitare gli strumenti ottici di Thomas Short, il museo è un labirinto di illusioni ottiche, luci e colori. Attraverso i suoi cinque piani, giochi di luce, specchi deformanti e illusioni ottiche trasportano i visitatori in una dimensione parallela. Ma è all’ultimo piano che avviene la vera magia: qui, grazie a un antico sistema di specchi – la cosiddetta Camera Oscura – la città viene proiettata su una superficie orizzontale, permettendoci di osservarla da una prospettiva unica. La storia del museo ha inizio nei primi anni del XVIII secolo, quando Thomas Short per mostrare i suoi strumenti al pubblico, realizzò un edificio a Calton Hill.



Alla sua morte fu Maria Theresa Short – fingendosi una sua erede – ad acquistare l’edificio e anche l’incredibile Great Telescope, una delle creazioni più sorprendenti di Short. L’edificio fu però demolito in seguito a delle proteste e Maria Theresa decise di costruire un nuovo edificio a Castlehill, dove sorge l’attuale museo.
Indirizzo: 549 Castlehill, Edinburgh EH1 2ND, Regno Unito
Orari: è aperta da lunedì a sabato dalle 9:00 alle 17:00, il venerdì dalle 9:30 alle 21:00.
Biglietto: 27,55€ / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale.
Proseguendo lungo il Royal Mile, ci troviamo di fronte alla maestosa Cattedrale di St. Giles. Le sue origini risalgono al XII secolo, ma la sua attuale struttura è frutto di rimaneggiamenti che ne hanno preservato la grandiosità, arricchendola con dettagli che raccontano secoli di storia. L’elemento architettonico che più colpisce l’attenzione è il doppio portale – restaurato da William Hay nel XIX secolo – sovrastato da una serie di archi ogivali concentrici, riccamente scolpiti e incorniciati da nicchie contenenti statue di monarchi scozzesi. Varcando la soglia, si viene accolti dalla penombra e dal silenzio reverenziale che avvolge la Thistle Chapel – la ‘Cappella del Cardo’ – progettata da Robert Lorimer con il suo trionfo di sculture e archi ogivali, simbolo della storia cavalleresca scozzese.
Indirizzo: High St, Edinburgh EH1 1RE, Regno Unito
Orari: è aperta da lunedì a venerdì dalle 10:00 alle 18:00, sabato dalle 9:00 alle 17:00, e domenica dalle 13:00 alle 17:00.
Biglietto: ingresso gratuito.
Edimburgo è anche il luogo in cui la fantasia ha trovato la sua casa. J.K. Rowling ha tratto ispirazione da queste strade per dar vita al mondo di Harry Potter, e una delle tappe imperdibili legate alla saga è Victoria Street, la strada che molti ritengono abbia ispirato Diagon Alley: un vicolo affascinante, con i suoi edifici colorati, le botteghe stravaganti e i negozi dedicati alla saga. Qui, tra tomi antichi e bacchette magiche, sembra quasi di udire il fruscio dei mantelli dei maghi che si mescolano ai passi dei turisti. Qui si possono trovare negozi a tema Harry Potter e botteghe che richiamano i magici scherzi dei gemelli Weasley.
Ci fermiamo lungo questa pittoresca strada per il pranzo da Bertie’s Proper Fish & Chips (9 Victoria St), un locale storico su due piani famoso proprio per il suo fish and chips e per le porzioni abbondanti.



Dopo il pranzo proseguiamo alla scoperta delle graziose botteghe di Victoria Street. Questa strada è stata costruita tra il 1829 e il 1834, come parte dei lavori di miglioramento nel centro storico di Edimburgo; realizzata per creare un nuovo accesso dal Grassmarket al Lawnmarket. La magia di questo angolo di Edimburgo va oltre la fantasia letteraria. In questa strada, un tempo, si trovava la casa del “mago dell’arco occidentale“, il maggiore Weir, condannato per stregoneria nel 1670. La sua dimora è ora inglobata nella Quaker Meeting House.
Fun fact: non lontano da Victoria Street si trova The Elephant House, la caffetteria dove la Rowling ha scritto i primi capitoli della saga.
Concludiamo il primo giorno ad Edimburgo con una cena innovativa, originale e deliziosa da Rollo (14 Broughton St), un intimo locale dall’atmosfera rilassante, dove ogni singolo boccone è un’esperienza entusiasmante.
Leith: il quartiere portuale della capitale scozzese
Il secondo giorno ci spingiamo oltre il cuore pulsante di Edimburgo, alla scoperta di Leith, il quartiere portuale dall’anima vivace e fascino rustico. Leith è una zona che racconta la storia di una città in evoluzione, dove il vecchio e il nuovo si fondono armoniosiamente. Il porto medievale, una volta crocevia di commerci vitali per l’entroterra scozzese, oggi accoglie ristoranti eleganti, come The Kitchin – insignito di una stella Michelin – e pub accoglienti.
Fino alla Seconda Guerra Mondiale, Leith era uno dei principali centri di scambio commerciale, ma in seguito attraversò un periodo di declino, segnato anche dall’alto tasso di criminalità negli anni ’80, che Irvine Welsh ha immortalato nel suo celebre romanzo “Trainspotting”. Tuttavia, dal 2000 un massiccio intervento di riqualificazione ha restituito a Leith il suo splendore, trasformandolo in un quartiere pittoresco e imperdibile, dove ogni angolo racconta una storia di rinascita.
Una delle attrazioni più interessanti di Leith è lo yacht reale Britannia, testimone delle visite regali e custode di una parte della storia scozzese.
Dopo un rapido pranzo in uno dei pub del quartiere portuale, il nostro viaggio prosegue verso una delle viste più spettacolari di Edimburgo: la magnifica Calton Hill. Situata a est della Città Nuova, la collina è facilmente raggiungibile e offre uno dei panorami più suggestivi sulla capitale scozzese.
Sulla cima si erge maestoso il monumento dedicato al vice ammiraglio Nelson, che perse la vita nella celebre battaglia di Trafalgar. I lavori per la sua costruzione iniziarono tra il 1807 e il 1815, ma il progetto originale, che prevedeva un edificio simile al Partenone di Atene, non fu mai completato a causa della mancanza di fondi. Calton Hill fu anche la sede del primo osservatorio di Edimburgo, progettato da Thomas Short, l’inventore della Camera Obscura.
Fun fact: ogni anno, il 30 aprile Calton Hill diventa il palcoscenico di uno degli eventi più suggestivi della capitale: il Festival del Fuoco di Beltane. Questa celebrazione segna l’arrivo della primavera, con falò che illuminano la notte e la folla che danza intorno al calore delle fiamme, accompagnata dal ritmo dei tamburi. Un momento di pura magia che incarna l’essenza primitiva e spirituale della Scozia, trasformando la collina in un luogo di festa e di rinnovamento.



Ci dirigiamo di nuovo verso Grassmarket, per cenare da “The last drop tavern” (74-78 Grassmarket), uno dei migliori pub di Edimburgo, dove viene servito un ottimo haggis e altri piatti della cucina tradizionale. Tra i piatti proposti meritano una menzione d’onore “Haggis, Neeps & Tatties” – l’haggis servito con crema di rapa e purè e accompagnato da una deliziosa salsa al Bourbon – la bistecca di controfiletto con pomodoro confit, funghi grigliati e patatine fritte, e il salmone affumicato scozzese, servito con gallette d’avena. Non dimenticate di concludere la cena con lo “Sticky Toffee Pudding”, il tradizionale e soffice pan di Spagna realizzato con i datteri e ricoperto di salsa al caramello, qui sostituita da una salsa al Bourbon e una sfera di gelato alla vaniglia: PARADISIACO!
TERZO GIORNO
Una chiesa ricca di simboli e misteri e il quartiere Dean Village
Il terzo giorno raggiungiamo con un autobus la Rosslyn Chapel, a pochissimi km da Edimburgo. Si tratta di una chiesa del XV secolo dedicata a San Matteo Apostolo, divenuta nota negli ultimi anni grazie al bestseller “Il Codice Da Vinci” e alla sua storia, che si intreccia con quella della Massoneria e dei Cavalieri Templari, nonostante la sua costruzione sia iniziata più di un secolo dopo la soppressione dell’ordine.
Molte sono le storie e le leggende che avvolgono la chiesa, secondo alcuni sarebbe stata realizzata su modello del tempio di Salomone e secondo altri sarebbe perfino il luogo in cui è custodito il Sacro Graal, teoria alimentata anche dalla recente scoperta di una camera sotterranea.
La Rosslyn Chapel è un capolavoro architettonico. L’esterno è decorato con una serie di archi rampanti e da mostruosi gargoyle, mentre l’interno è un tripudio di simboli e immagini allegoriche che decorano in modo minuzioso colonne, finestre e nicchie. Elemento di grande bellezza è il soffitto, anch’esso decorato con simboli – rose, margherite e stelle a 5 punte – interpretati da molti come un codice segreto, che nessuno riesce a decifrare.
Tra i numerosi simboli, uno fra tutti suscita maggiore curiosità ed è un’immagine che ricorda una pannocchia di mais, cereale nativo del continente nord americano, che al momento della costruzione della chiesa non era stato ancora scoperto.
Indirizzo: Chapel Loan, Roslin EH25 9PU, Regno Unito
Orari: è aperta da lunedì a sabato dalle 9:00 alle 17:00, la domenica dalle 12:00 alle 17:00.
Biglietto: 13€.
Tra simboli misteriosi e antiche leggende, la fame inizia a farsi sentire e a pochi passi dalla bellissima Rosslyn Chapel, si trova The original Rosslyn Inn (4 Main St, Roslin), una deliziosa locanda in pietra dove poter gustare un buonissimo e croccante fish and chips.



Ritorniamo ad Edimburgo per visitare Dean Village, uno dei quartieri più suggestivi e affascinanti della città, che si sviluppa lungo il fiume Leith. Raggiungibile in pochi minuti tramite un autobus, questo quartiere – in passato fulcro dell’industria dei mulini ad acqua, ha attraversato più di 800 anni di trasformazioni, passando da luogo ricco e prospero a un’area di decadimento. Negli anni ’60, tuttavia, la sua bellezza è stata riscoperta, e grazie a un lavoro di riqualificazione, è diventata una delle zone residenziali più ambite della capitale scozzese.
QUARTO GIORNO
St. Andrews: esplorando le rovine di una delle cattedrali più imponenti della Scozia
Risaliamo verso nord per visitare St. Andrews. Adagiata sulle coste del Mare del Nord, questa cittadina pittoresca ci accoglie con la sua atmosfera unica e la sua storica cattedrale, che, nonostante il lento trascorrere del tempo e le rovine che la caratterizzano, mantiene intatto il fascino misterioso, tipico delle maestose cattedrali scozzesi. La pioggia finissima e la leggera nebbia, avvolge il luogo di un’aura ancora più magica e suggestiva.
Costruita nel 1158 per custodire le sacre reliquie di Sant’Andrea, la cattedrale di St. Andrews era un tempo un colosso architettonico, con una lunghezza stimata di ben 119 metri, che ne faceva una delle più imponenti d’Europa. Ma con il passare dei secoli e l’inesorabile forza degli eventi storici, in particolare durante la Riforma Scozzese del XVI secolo, la cattedrale venne spogliata delle sue ricchezze artistiche, delle statue e degli arredi, fino a essere definitivamente abbandonata.
Oggi ciò che resta di questa grandiosa costruzione è solo un’eco dei suoi giorni di gloria, ma questo non la rende meno affascinante. Si può ancora ammirare l’elegante portale in pietra che accoglie i visitatori, la sezione della navata, la torre centrale, conosciuta come la torre di “San Regolo”, e alcune sezioni di mura che suggeriscono l’antica maestosità. Anche il villaggio di St. Andrews merita di essere apprezzato lentamente, tra le sue pittoresche stradine e le sue case in pietra, distinte tra loro da porte colorate.
Indirizzo: The Pends, St Andrews KY16 9QL, Regno Unito
Orari: è aperta da venerdì a lunedì dalle 10:00 alle 16:00. Chiusa da martedì a giovedì.
Biglietto: ingresso gratuito.
Dundee: l’anima moderna e del design scozzese
Riprendiamo la strada per una breve sosta a Dundee, adagiata lungo le rive del Firth of Tay. Qui il nostro itinerario inizia nel cuore della città, in City Square, dove ci accoglie la statua di Desperate Dan, il celebre personaggio dei fumetti britannici. È un omaggio alla lunga tradizione editoriale di Dundee, sede della storica casa editrice DC Thomson. Attorno alla piazza, si erge l’imponente Caird Hall, una sala concerti dallo stile neoclassico, e poco distante spiccano la Cattedrale di St. Paul e la McManus Galleries, un edificio vittoriano gotico che lascia senza fiato con i suoi scaloni imponenti e la sua eleganza senza tempo. Al suo interno, otto gallerie raccontano la storia di Dundee attraverso l’arte, la storia naturale e manufatti preziosi, tra cui il più antico astrolabio del mondo. Tra le opere d’arte più affascinanti spiccano i dipinti di Thomas Musgrave Joy, che immortalano il coraggio di Grace Darling, la giovane eroina che salvò i passeggeri del piroscafo Forfarshire, costruito proprio a Dundee nel 1834. Saint Mary’s Church è invece l’edificio più antico della città, risalente al XV secolo. Distrutta da un incendio nel 1841, è stata ricostruita poco dopo, mantenendo il suo fascino medievale.
È il momento di concedersi una pausa e assaporare una delle specialità locali: la Dundee Cake, un dolce ricco con uva sultanina e mandorle, da gustare in uno dei tanti caffè del centro.



Avendo più tempo a disposizione si può visitare anche la RRS Discovery – la storica nave che nel 1901 salpò verso l’Antartide con l’esploratore Robert Falcon Scott – e il Broughty Castle – una fortezza costruita nel XV secolo, spesso assediata nei conflitti tra Scozia e Inghilterra fino al XIX secolo, quando perse la sua funzione difensiva per diventare un museo.
Inoltre, Dundee è stata nominata nel 2014 dall’UNESCO la “Prima Città del Design del Regno Unito” e per chi desidera scoprire il volto più moderno della città, non può perdere la visita al futuristico V&A Dundee, un edificio ispirato alle scogliere scozzesi che ospita mostre di design e arte contemporanea.
Indirizzo: 41 High St, Dundee DD2 3AP, Regno Unito
Orari: è aperto da mercoledì a lunedì dalle 10:00 alle 17:00. Chiuso il martedì.
Biglietto: ingresso gratuito.
Poche ore a Stonehaven tra scorci pittoreschi e gustose scotch pie
Continuiamo il nostro viaggio attraverso le sinuose strade scozzesi, immerse in un paesaggio che sfuma tra verdi intensi e tonalità brillanti, e arriviamo a Stonehaven. Questo incantevole villaggio portuale, con le sue strade acciottolate e le case di pietra custodi di un lontano passato, ci accoglie con il suo porticciolo pittoresco, protetto da una ripida scogliera.
Anche Stonehaven ci riceve avvolta da una nebbia densa e misteriosa, che poco dopo il nostro arrivo si dissolve, rivelandoci le meraviglie del villaggio: la spiaggia di ciottoli dai colori affascinanti e un paesaggio che pare sospeso in un’epoca passata, senza fretta di proseguire nel futuro. Con una storia che affonda le radici nell’età del ferro, quando era un umile villaggio di pescatori, Stonehaven ha visto trasformarsi il suo ruolo nei secoli. Nel XVIII secolo, divenne anche una roccaforte Giacobina, una testimone muta di epoche e battaglie lontane.
Tra le attrazioni imperdibili c’è sicuramente il Tolbooth, l’edificio più antico di Stonehaven, risalente al XVII secolo. Un tempo magazzino, poi prigione e infine tribunale, il Tolbooth racconta le storie di un passato vivido e turbolento, quasi palpabile nel suo silenzio immutato.
Durante la nostra esplorazione, ci fermiamo in un piccolo angolo di Stonehaven che ci conquista subito: Goodfellows of Dundee (3 Evan St, Stonehaven), un locale da asporto dove gustare le classiche scotch pies, piccoli pasticci ripieni di carne o maccheroncini al formaggio, racchiusi in un fragrante scrigno di pasta che richiama la consistenza di una pizza. Pur essendo monoporzioni – deliziose e perfette per una pausa – si trovano anche varianti più grandi, pensate per essere condivise. Un assaggio di tradizione che ci ricorda come anche nei luoghi più piccoli si possano scoprire tesori gastronomici da non perdere.
Il magnifico Dunnottar Castle
Concludiamo il quarto giorno con una visita ad un luogo indimenticabile. Chiudete gli occhi per un momento e lasciate che la vostra mente vi trasporti indietro nel tempo, nei lontani secoli medievali, quando le terre erano teatro di battaglie feroci. Il rumore delle spade che si incrociano, le urla dei soldati che si mescolano al silenzio dei momenti finali. Arriviamo a Dunnottar Castle.
Questo castello, che si erge maestoso su un promontorio roccioso che si tuffa a picco nelle gelide acque del Mar del Nord, sembra essere stato scolpito nel paesaggio stesso, come se la natura e la storia si fossero fusi in un’unica realtà. Forse è la sua posizione, così imponente e selvaggia, che infonde un profondo rispetto, o forse è il sentiero che conduce al castello, un cammino che serpeggia tra verdi prati dove ogni passo sembra immergersi in un’atmosfera di sospensione temporale. Dunnottar suscita sensazioni di meraviglia, come se il tempo rallentasse la sua corsa per celebrare la grandiosità di questo luogo.



Situato a pochi chilometri dal villaggio di Stonehaven, lungo la costa orientale della Scozia, Dunnottar Castle porta con sé il ricordo di un’antica popolazione, quella dei Pitti, che lo abitarono fin dai tempi più remoti, anche se la data esatta rimane avvolta nel mistero. Il nome stesso del castello, derivante dalla parola pittica “Dun“, che significa “fortezza“, è un segno della sua lunga e orgogliosa storia. Nel XV secolo, divenne la residenza di una delle famiglie più potenti della Scozia, i conti Marischal.
Per raggiungere il castello si attraversa un sentiero ripido che regala scorci spettacolari tra mare e cielo. Il castello si sviluppa su più livelli, con una Gatehouse (la storica guardia d’ingresso), la cappella e la Tower House, risalente al XIV secolo, con il suo sotterraneo in pietra.
Tra le mura del castello si tramanda una leggenda, quella della “Green Lady“, lo spirito di una donna la cui anima sembra vagare ancora oggi alla ricerca dei suoi figli, assassinati a causa della loro conversione al cristianesimo, intorno al V secolo a.C.
Curiosità: nel 1990 Franco Zeffirelli scelse questo luogo spettacolare per ambientare la sua trasposizione cinematografica di Amleto, con un indimenticabile Mel Gibson protagonista.
Indirizzo: Stonehaven AB39 2TL, Regno Unito
Orari: aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 14:00.
Biglietto: 15€ / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale.
QUINTO GIORNO
Aberdeen: la sorprendente “città di granito” in Scozia
Il quinto giorno lo dedichiamo quasi esclusivamente a esplorare Aberdeen, la terza città più grande della Scozia. Un tempo villaggio di pescatori, questa cittadina ha visto la sua anima profondamente mutare con la scoperta del petrolio nel Mare del Nord, che ha arricchito e diversificato il tessuto sociale. Tuttavia, come spesso accade nei luoghi segnati dalla prosperità, anche Aberdeen ha dovuto fare i conti con una crisi devastante, innescata dalla caduta del prezzo del petrolio.
Conosciuta come «la città di granito», Aberdeen è un autentico scrigno di architettura scolpita in pietra, dove il grigio delle sue costruzioni crea un contrasto affascinante con il cielo tempestoso del nord. La città ha anche una sua spiaggia – un angolo di serenità dove il mare si fonde con il paesaggio urbano – e ben due “Old Town“, due nuclei storici che raccontano il passato della città in modo distinto ma complementare. Castlegate rappresenta il centro pulsante di Aberdeen, una delle aree più antiche della città; qui si trova la Mercat Cross, una croce che nel XVII secolo segnava il punto nevralgico dei mercati cittadini. Decorata con i ritratti dei re Stuart, è un simbolo del ruolo commerciale e politico che Aberdeen ha ricoperto nei secoli.
Il legame della città con il Mare del Nord può essere approfondito visitando il Museo Marittimo, nello storico quartiere di Shiprow. In una struttura particolarmente eclettica – un insieme di edifici storici in granito grigio al cui centro si apre una moderna facciata in vetro – è custodita una collezione unica dedicata alla pesca, alla costruzione delle piattaforme petrolifere nel Mare del Nord e alla storia del porto cittadino.
Indirizzo: Shiprow, Aberdeen AB11 5BY, Regno Unito
Orari: aperto da lunedì a sabato dalle 10:00 alle 17:00, la domenica dalle 11:00 alle 16:00.
Biglietto: ingresso gratuito.
Poco più fuori dal centro di Aberdeen, si trova St. Machar’s Cathedral, dove secondo la leggenda si conserva il braccio sinistro dell’omonimo guerriero scozzese, sotterrato come monito per i dissidenti dell’epoca. Si tratta di un edificio realizzato nel XIII secolo come chiesa fortificata sul sito di un luogo di culto del VI secolo.
Indirizzo: The Chanonry, Aberdeen AB24 1RQ, Regno Unito
Orari: aperta tutti i giorni dalle 09:30 alle 16:30.
Per gli appassionati di whisky, Aberdeen è una meta irrinunciabile, con ben otto distillerie che offrono tour esclusivi per scoprire i segreti di uno dei prodotti più amati della Scozia.



Dopo aver esplorato la città ci fermiamo per il pranzo nella sede di Miller & Carter ad Aberdeen (26 Union St, Aberdeen). Si tratta di una magnifica steakhouse che si distingue per il suo livello eccellente, un paradiso per gli amanti della carne alla ricerca di sapori autentici e tagli pregiati. L’ambiente è curato, il servizio impeccabile: i camerieri, oltre a essere cordiali e preparati, consigliano con competenza il miglior abbinamento tra tagli e cotture. Qui il vero protagonista è senza dubbio il Black Angus scozzese, che sprigiona tutto il suo carattere fin dal primo morso. Anche il menu degli hamburger propone opzioni ricercate, come il manzo stagionato 30 giorni, avvolto in formaggio Monterey Jack fuso e arricchito da bacon all’acero, accompagnato da croccanti patatine dorate. Se c’è un piatto che racchiude l’anima di questo locale, è il filetto servito con una ricca salsa ai funghi e un contorno di patatine.
Prima di salutare Aberdeen voglio segnalarvi un luogo molto speciale per il dopo cena: Soul (333 Union St, Aberdeen), un locale realizzato all’interno di una chiesa gotica sconsacrata. Le sue vetrate colorate e l’atmosfera che avvolge il locale lo rendono uno dei bar più affascinanti dove assaporare cocktail raffinati, immersi in una sognante luce soffusa.
Nel suggestivo Cairngorms National Park
Dirigiamoci verso le Highlands, attraversando il Cairngorms National Park, il secondo parco naturale più grande della Scozia, dopo il Loch Lomond National Park.
Ci troviamo circondati da un paesaggio che sembra uscito da una fiaba, dove le cime delle montagne si stagliano maestose contro il cielo, custodendo al loro interno le cinque vette più alte del Regno Unito. Il parco, che prende il nome dalla maestosa catena montuosa dei Cairngorms, è un rifugio di natura incontaminata, dove le antiche foreste di alberi secolari e i boschi di betulle creano un’atmosfera incantata.
Passeggiando lungo i sentieri del parco, non è raro imbattersi in scoiattoli rossi che si muovono agili tra gli alberi, in falchi che sorvolano i cieli azzurri, o in renne e gatti selvatici che si aggirano tra la vegetazione. E poi ci sono le iconiche Highland Cows, i graziosi bovini dalle lunghe corna, che si muovono pacificamente nelle valli verdi, simbolo di questa terra selvaggia.
Tra i sentieri del Cairngorms National Park si trovano numerosi loch, laghi di una bellezza mozzafiato che sembrano riflettere l’anima stessa della Scozia. E non manca la presenza di castelli, tra cui il sontuoso Balmoral, residenza estiva della famiglia reale, e il castello di Braemar, un’imponente costruzione del XVII secolo.
SESTO GIORNO
Inverness: una sosta nella capitale delle Highlands
Dopo aver percorso le straordinarie distese del Cairngorms National Park, raggiungiamo per la notte Inverness, il cuore pulsante delle Highlands scozzesi. La mattina seguente le dedichiamo qualche ora. Inverness affacciata sulle rive del fiume Ness è un vivace crocevia di cultura e storia, incorniciata dalla maestosità del suo castello ottocentesco, che sorge imponente sopra le rovine di una precedente fortezza distrutta durante le Rivolte Giacobite del XVIII secolo.
Il castello attuale, con le sue eleganti torri di arenaria, ospita la County Hall dell’Invernessshire, la Corte Suprema e gli uffici comunali. Da qui il panorama sulla città e sulle acque tranquille del fiume è assolutamente incantevole.



Non lontano, una tappa obbligatoria per chi visita la città è la cattedrale di St. Andrews, un magnifico esempio di architettura gotica che, pur essendo stata costruita nel XIX secolo, segna la rinascita religiosa della Gran Bretagna post-Riforma. La sua presenza maestosa, con le sue vetrate colorate e i suoi dettagli sontuosi, arricchisce il profilo della città.
Indirizzo: Ardross St, Inverness IV3 5NN, Regno Unito
Orari: aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00.
Biglietto: 2,52€
Un altro luogo che incarna lo spirito di Inverness è la Leakey’s Bookshop (Church St, Inverness), un vero e proprio paradiso per gli amanti dei libri. Questa libreria affascinante è un angolo di pace dove ci si può perdere tra scaffali carichi di volumi rari e stampe pregiate, circondati dal profumo inebriante della carta e dal calore di un camino che scoppietta nel cuore dell’edificio.
Non molto distante dalla libreria, si trova “The Mustard Seed” (16 Fraser St), dove ci fermiamo per il pranzo. Un ristorante elegante distribuito su due piani e arredato con cura. La proposta dei piatti è varia e di ottima qualità, come dimostra la degustazione di salmone scozzese preparato in diverse cotture, dove l’ingredienti viene sempre valorizzato come protagonista.
Urquhart Castle: il castello che sorveglia la dimora di Nessie
Dopo il delizioso pranzo da “The mustard seed”, ci rimettiamo in cammino. A soli 15 km da Inverness, si erge maestoso il castello di Urquhart, un luogo che incarna perfettamente l’incontro tra storia, arte e natura. Immerso nella quiete delle acque scure e misteriose del Loch Ness, questo castello vanta una storia affascinante e tumultuosa, segnata da battaglie e eventi epici. Sebbene non ci siano dati certi sulla sua data di costruzione, si ritiene che la fortezza fosse già presente nel V secolo. Le prime testimonianze documentate risalgono al XII e XIII secolo, quando il re Alessandro II affidò la gestione del castello al suo usciere, Thomas de Lundin.
Nel 1296 il castello fu assediato da Edoardo I d’Inghilterra, un evento che segnò l’inizio delle Guerre di Indipendenza scozzesi, che infuriarono fino al 1357. Nei secoli successivi, Urquhart continuò ad essere teatro di battaglie sanguinose, culminando con l’assedio giacobita del 1690. Quando i soldati furono costretti ad abbandonare la roccaforte, decisero di farla saltare in aria, impedendo che cadesse nuovamente nelle mani dei nemici.



Il castello si raggiunge attraversando un antico ponte che sovrasta un fossato, risalente probabilmente ai primissimi secoli del Medioevo. Le rovine della Gatehouse, un tempo fiera e imponente, sono tutto ciò che resta di quella che era l’entrata principale, con le sue due torri simmetriche e l’ingresso ad arco. La struttura meglio conservata è la Grant Tower, eretta nel 1509, che si innalza per 12 metri e si sviluppa su cinque piani. Salendo sulla torre, si è ricompensati da una delle viste più spettacolari del Loch Ness, con le sue acque enigmatiche che si estendono all’infinito. E chissà, mentre si ammira il panorama, potrebbe anche capitare di scorgere, tra le nebbie del lago, l’invisibile e leggendaria Nessie.
Indirizzo: Drumnadrochit, Inverness IV63 6XJ, Regno Unito
Orari: aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 16:30
Biglietto: 16€ / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale.
SETTIMO GIORNO
Eilean Donan Castle: nel castello del clan Macrae-Gilstrap
L’ultima tappa prima di proseguire verso l’isola di Skye è al maestoso Eilean Donan Castle, un castello che incarna perfettamente la bellezza e il fascino della Scozia. Il nome “Eilean Donan” sembra derivare da un santo irlandese del VI secolo, ma la sua storia è ancora avvolta nel mistero. Il castello si erge su un’isola circondata da acque cristalline, e l’unico modo per raggiungerlo è attraverso un pittoresco ponte di pietra che collega la terraferma, creando un’atmosfera quasi fiabesca.
Secondo la leggenda, il fondatore del castello sarebbe stato un discendente del clan Matheson, un uomo dotato di un potere straordinario: la capacità di comunicare con gli uccelli. Questo dono lo avrebbe reso una figura rispettata e temuta, tanto da guadagnarsi la stima di Alessandro II, re di Scozia nel XIII secolo, che gli commissionò la costruzione di questa imponente roccaforte.
Nel corso dei secoli, l’Eilean Donan Castle è stato teatro di battaglie epiche e scontri sanguinosi, ma la sua grandezza ha resistito al passare del tempo. Nel 1955 il castello è stato aperto al pubblico, diventando una delle attrazioni più visitate della Scozia. Oggi, sebbene parte della struttura sia accessibile, essendo una residenza privata del clan Macrae-Gilstrap, alcune stanze sono chiuse al pubblico.
Al suo interno, è affascinante esplorare la ricostruzione della cucina e della sala dei banchetti, arredate con mobili e decorazioni che rispecchiano l’eleganza dei secoli XVII e XVIII.
Curiosità: Eilean Donan Castle ha anche fatto da sfondo a numerosi film, tra cui il celebre “Highlander – L’ultimo immortale“, aggiungendo ulteriore fascino a un luogo già di per sé incantevole e ricco di storia.
Indirizzo: Dornie, Kyle of Lochalsh IV40 8DX, Regno Unito
Orari: per verificare gli orari stagionali, consultare il sito ufficiale.
Biglietto: 14,39€ / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale.
Alla scoperta dell’isola di Skye
Percorriamo le incantevoli single track road, attraversando lo Skye Bridge così da raggiungere l‘isola di Skye, nelle remote Ebridi scozzesi. L’isola regala paesaggi che sembrano usciti da un sogno: colline dolci che si alternano a scogliere vertiginose e angoli nascosti dove la natura regna incontaminata. Passeggiando tra questi sentieri, la sensazione di camminare su un terreno sacro e puro è tangibile, come se ogni passo si imprimesse su un suolo magico.
Portree, la cittadina più grande dell’isola, è un gioiello che si affaccia su un pittoresco porticciolo, celebre per le sue vivaci casette dai colori pastello, che adornano il molo e si riflettono nelle acque calme. Sebbene Portree non sia una cittadina particolarmente grande, è un centro ricco di storia e cultura, nonché il punto di partenza perfetto per esplorare le meraviglie che l’isola ha da offrire. Tra le sue attrazioni, l’Aros Centre racconta le radici gaeliche dell’isola, un museo che ci permette di esplorare la storia di questa terra affascinante.



Portree è anche il cuore pulsante di una particolare passione locale. La cittadina ospita infatti una squadra di Quidditch “babbano”, un curioso sport ispirato alla saga di Harry Potter, praticato con passione da molti. La cittadina scozzese è stata anche il set di alcune sequenze del film “Un amore di testimone” (2008), dimostrazione di quanto quest’isola sia in grado di affascinare.
Rimettiamoci su strada per raggiungere, a pochi chilometri da Portree, un luogo intriso di leggende: l’Old Man of Storr, una formazione rocciosa che si erge come un guardiano silenzioso sopra la vallata. Alta circa 55 metri, è il risultato di un’antica frana, ma la sua fama è legata alle storie che lo avvolgono. Secondo una leggenda, durante i primi anni del Cristianesimo, un prete dell’isola, che aveva il potere di trasformare il diavolo in un cavallo, salì proprio su queste rocce per sfuggire al demonio. In un altro racconto, si narra che l’Old Man of Storr sia il pollice di un gigante, sepolto secoli fa, lasciato emergere dalla terra come segno della sua grandezza. Tra le leggende più affascinanti c’è quella che vede come protagonisti i Brownie, piccoli folletti notturni che si dice aiutassero le famiglie in cambio di poche attenzioni. Una storia racconta di un minuscolo Brownie che, per ricambiare il salvataggio di un uomo, scolpì due pietre in memoria sua e della moglie scomparsa.
Una delle attrazioni più famose dell’isola di Skye è Kilt Rock, una scogliera di basalto che si erge a picco sull’oceano, che deve il suo nome alla forma che ricorda il tradizionale kilt scozzese. Lì vicino, le cascate di Mealt si gettano con forza nell’Atlantico, creando una spettacolare manifestazione di freschezza e potenza naturale. Nelle giornate di sole, è possibile scorgere all’orizzonte l’isola di Lewis e il continente scozzese. Le cascate hanno origine nel Loch Mealt, un lago lungo circa 1 km. Non lontano da qui, le impronte dei dinosauri sono ancora visibili sulla sabbia, testimonianza della presenza e del passaggio delle creature preistoriche. Nei pressi della scogliere sono state ritrovate tracce lasciate dai dinosauri, in particolare l’orma di quello che è considerato il dinosauro più piccolo della storia, conservata presso l’Hunterian Museum di Glasgow. Una riproduzione di questa orma è esposta allo Staffin Dinosaur Museum (Elishader, Staffin).
Prima di proseguire nella nostra scoperta dell’isola, fermiamoci per il pranzo nella piccola località di Staffin da “Columba 1400” (Staffin, Isle of Skye), dove ci concediamo un rapido pasto con una ciotola di zuppa al pomodoro e un sandwich al formaggio.
Dopo aver ricaricato le energie, ci rimettiamo in marcia per vedere da vicino alcune tracce preistoriche. Siamo sulla spiaggia di An Corran, a meno di 1 km da Staffin. Un luogo dal paesaggio surreale con scogliere frastagliate e una spiaggia che sembra infinita, ricoperta da muschi e alghe.
Qui – molto prima che i grandi clan scozzesi governassero l’isola di Skye – vivevano i dinosauri alti fino a 10 metri. Gli scienziati hanno stabilito che si trattava di una famiglia di Ornitopodi, creature erbivore che camminavano su due zampe, che hanno lasciato le loro impronte qui sulle rocce.
Le prime impronte furono ritrovate nel 2002 da una donna del posto, dopo che la sabbia fu spazzata via da una tempesta. In seguito, nello stesso anno Cathie Booth recuperò un’altra impronta – lunga 24 cm – in un blocco di arenaria carboniosa. Questa traccia è stata probabilmente lasciata da un piccolo dinosauro ornitopode. Nel 2018 furono scoperte ulteriori tracce, questa volta appartenenti a dei teropodi, dinosauri carnivori, una sorta di antenati del feroce T-Rex. Alcune di queste impronte sono grandi quanto le ruote di un’auto.



Salutiamo le tracce di queste affascinanti creature preistoriche per raggiungere un angolo incantato dove la natura sembra animarsi di una luce magica, Fairy Glen. La piccola valle, con il suo verde brillante e le colline che si arrampicano verso il cielo, sembra il rifugio perfetto per fate ed esseri incantati. Sebbene non vi siano storie antiche su queste creature, il posto emana un’energia che non lascia dubbi: qui c’è qualcosa di speciale. Al centro della valle, cerchi concentrici di pietre evocano disposizioni rituali, aggiungendo un ulteriore tocco di mistero. In realtà, non si tratta di un “Ring of Brodgar” – il cerchio di pietre neolitiche presenti sulle Isole Orcadi – ma è solo l’iniziativa creativa di alcuni visitatori recenti.
Proseguiamo verso Coral Beach, nel nord dell’isola, una distesa di sabbia bianca e acqua cristallina, circondata da prati verdi brillanti. Per arrivarci, bisogna percorrere un sentiero che si snoda attraverso una vegetazione rigogliosa, tra orchidee e cardi, fino a raggiungere la riserva naturale che protegge questo angolo di paradiso. La sabbia, composta da alghe fossilizzate, dona alla spiaggia una luminosità unica, dando l’impressione di camminare su coralli sotto il sole. Questa spiaggia – non lontana dal castello di Dunvegan – si raggiunge percorrendo un sentiero di circa 2 km, dopo aver lasciato la macchina in un parcheggio gratuito. Lungo il sentiero s’incontra una straordinaria varietà di vegetazione – orchidee, eriche e cardi fiancheggiano il sentiero – parte di una riserva naturale protetta.
Se si ha ancora del tempo a disposizione, l’ultima tappa non può che essere al Neist Point Lighthouse, il famoso faro costruito nel 1909 in una posizione mozzafiato, a strapiombo sull’Atlantico.
Dopo questa giornata intensa e indimenticabile, ritorniamo verso Portree per la cena. Sea Breezes (Quay St, Portree) è un pittoresco ed elegante ristorante di pesce. Qui si possono gustare i frutti di mare tra i più buoni mangiati in Scozia e non solo. L’ideale è scaldarsi con una calda e fumante zuppa del giorno e proseguire con il “Seabreezes seafood platter”, la loro proposta con salmone, cozze e scampi. Un piatto indimenticabile!
Per rendere l’esperienza sull’isola ancora più magica, scegliamo di dormire in un piccolo Lodge su Skye, immerso nello straordinario paesaggio scozzese, cullati solo dai suoni della natura.



OTTAVO GIORNO
Una piacevole sosta nell’ex dimora del clan dei MacDonalds
L’ultima sosta prima di lasciare la magnifica isola di Skye è ad Armadale Castle. Dell’ex residenza signorile del clan dei MacDonalds non resta molto, ma le tracce del suo splendore sono avvolte da una rigogliosa vegetazione che la rende un piacevole luogo dove fermarsi.
La dimora fu realizzata alla fine del XVIII secolo, per poi essere arricchita da una finta fortezza realizzata su progetto di James Gillespie Graham nel XIX secolo.
Il castello fu abbandonato nel 1925, per essere recuperato dando una nuova vita ai giardini che circondano le rovine della fortezza – circa 20.000 acri – e creando un museo al suo interno, il Museum of the Isles.
Indirizzo: Armadale Sleat, Isle of Skye IV45 8RS, Regno Unito
Orari: è aperto da marzo a novembre tutti i giorni dalle 9:30 alle 17:00. Ultimo ingresso al parco alle 16:30.
Biglietto: 16,78€ / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale.
Da qui raggiungiamo il porticciolo di Armadale, saliamo su un traghetto diretto a Mallaig, dove proviamo finalmente la Irn Bru, la frizzante bibita nazionale dal colore aranciato e dal sapore dolcissimo, consumata in Scozia più della Coca-Cola.



Poche ma deliziose ore nella cittadina di Fort William
Arrivati sulla terra ferma, riprendiamo la strada per raggiungere Fort William, una piccola e graziosa cittadina sulla parte occidentale delle Highlands, bagnata dalle acque del Loch Linnhe e sovrastata dalla cima del Ben Nevis.
L’area di Fort William è famosa perché è da qui che passa il treno che conduce alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Si tratta del magnifico treno a vapore Jacobite che percorre le rotaie tra le montagne che incorniciano la cittadina scozzese. Il tragitto che percorre – parte vicino alla montagna più alta della Gran Bretagna, Ben Nevis, e arriva presso il lago d’acqua marina più profondo d’Europa, il Loch Nevis – è considerato uno dei viaggi in treno più belli al mondo.
Al di là del treno, Fort William è piccola ma perfetta come sosta di poche ore; il suo centro è pieno di negozietti, pub e ristoranti molto interessanti. Merita una sosta il piccolo West Highland Museum, che ospita reperti giacobiti e una preziosa collezione archeologica.
Decidiamo di fermarci a Fort William per la notte e di cenare da “Loch Iall Brewers Fayre” (An Aird, Fort William), in un ambiente rilassato e conviviale, con piatti che esaltano l’ottima qualità della carne bovina scozzese.
NONO E DECIMO GIORNO
Luss: un incantevole villaggio a pochi km da Glasgow
Siamo quasi al termine di questo viaggio sorprendente ed emozionante lungo le strade di Scozia e manca poco a raggiungere l’ultima tappa, Glasgow, la città più grande della nazione.
Prima di riconsegnare l’auto a noleggio, facciamo un’ultima piccola sosta a Luss, un grazioso villaggio che – adagiato sulle rive occidentali – riflette il suo profilo nelle acque di Loch Lomond, il lago più grande del Paese.



Il nome “Luss” deriverebbe per alcuni dal termine gaelico ‘Lus‘ – una pianta particolare – mentre per altri da un termine francese che significa ‘giglio‘. In ogni caso, sembrerebbe essere collegato ad una storia che vede come protagonista la baronessa MacAuslin, morta in Francia mentre il marito stava combattendo nell’assedio di Tournay. Il corpo della baronessa fu riportato a Luss coperto dal fleur-de luce – ‘giglio’.
Luss è un pittoresco villaggio composto da piccoli cottage in pietra con tetti in ardesia e piccole fioriere colorate, che regalano un perfetto paesaggio da cartolina. Non ci sono molti edifici; solo un piccolo porticciolo e una chiesa risalente al XIX secolo, circondata da tombe con lapidi in pietra molto più antiche, alcune delle quali risalgono perfino al VI e al VII secolo. Un luogo di pace e silenzio rilassante.
Nella città più grande della Scozia: arrivo a Glasgow
Dopo aver riconsegnato l’auto, ci godiamo gli ultimi 2 giorni alla scoperta di Glasgow, città scozzese in cui si mescolano elementi vittoriani e industriali.
Glasgow sa far innamorare con il suo stile architettonico unico e ha saputo riscattarsi nel corso degli ultimi anni, passando dall’essere una città legata solo al commercio – e in alcuni punti degradata – a città magnifica e contemporanea, portando avanti una massiccia azione di riqualificazione urbanistica, grazie anche alla grande attenzione al design, all’architettura e allo sviluppo del polo universitario.
Si tratta di una città stimolante sotto diversi aspetti, ricca di musei, ristoranti, pub e locali che offrono una vasta proposta di concerti e musica dal vivo. Se ne contano più di cento ogni settimana, tanto da essere stata nominata dall’UNESCO ‘Città della Musica‘.
Inoltre, Glasgow ha anche riscoperto se stessa come un centro gastronomico, dove chef innovativi hanno reinterpretato i piatti tradizionali con creatività.
Il nostro soggiorno a Glasgow inizia da George Square, la piazza dedicata a re Giorgio III d’Inghilterra, realizzata a partire dal 1782. A pochi passi si trova la Gallery of Modern Art, un museo.
Indirizzo: 111 Queen St, Royal Exchange Square, Glasgow G1 3AH, Regno Unito
Orari: è aperta da lunedì a giovedì e il sabato dalle 10:00 alle 17:00, la domenica dalle 11:00 alle 17:00.
Biglietto: ingresso gratuito.
Proprio davanti alla galleria si può ammirare uno dei simboli più particolari della città, la statua equestre del duca di Wellington. In realtà la statua non ha nulla di bizzarro se non fosse per la presenza di un cono stradale che a partire da una notte del 1980 è comparso, come gesto goliardico, sulla testa del duca. Da quel momento, ogni volta che qualcuno ha tentato di rimuoverlo, ricompariva in altre strane posizioni, tanto che con il tempo il cono ha iniziato a far parte a tutti gli effetti dell’opera.
Da qui torniamo verso George Square, per poi raggiungere Cathedral Street, che ci conduce alla scoperta della splendida cattedrale di Glasgow, St. Mungo’s Cathedral. Si tratta di una magnifica cattedrale del XII secolo, un tripudio di guglie, archi gotici e vetrate di grande bellezza. L’interno è imponente e ospita un grande coro in pietra che simboleggia i 7 peccati capitali.



Il punto di maggior interesse è la sua cripta, dov’è custodita la tomba di Saint Kentigern, noto ai più come San Mungo, patrono e leggendario fondatore di Glasgow; il santo che convertì gran parte della Scozia al Cristianesimo nel VI secolo. Si narra che San Mungo compì quattro miracoli, ognuno dei quali è associato a simboli specifici: un uccello, un albero, una campana e un pesce con un anello. Questi simboli sono rappresentati in diversi angoli della città, perfino nella decorazioni di alcuni lampioni.
Curiosità: chi ha letto la saga letteraria di ‘Harry Potter‘, ricorderà che la scrittrice britannica J. K. Rowling ha reso omaggio a St. Mungo, chiamando l’ospedale dove venivano curate le ferite e le malattie magiche ‘Ospedale San Mungo‘.
Indirizzo: Castle St, Glasgow G4 0QZ, Regno Unito
Orari: è aperta da lunedì a sabato dalle 10:00 alle 16:00, la domenica dalle 13:00 alle 16:00.
Biglietto: ingresso gratuito.
Per concludere questo primo giorno a Glasgow, Crabshakk (1114 Argyle St, Finnieston) è il locale ideale. Aperto per la prima volta nel 2009, il ristorante propone il meglio del pesce scozzese in un ambiente elegante. Il menu cambia frequentemente, senza dimenticare mai i loro eccellenti frutti di mare.
L’ultimo giorno in Scozia lo dedichiamo a visitare la Kelvingrove Art Gallery and Museum di Glasgow, un museo dove la storia naturale si mescola all’arte scozzese e molto altro. Il museo è stato realizzato su progetto degli architetti Sir John William Simpson e E.J. Milner Alle, e inaugurato nel 1901 in occasione dell’Esposizione Internazionale che si svolse in quell’anno in città.
Al suo interno ci sono ben 22 sale e una collezione di oltre 8000 oggetti. Si può ammirare un’esposizione di storia naturale, ma anche di armi e armature medievali, capolavori della scuola italiana, olandese, scozzese e alcune opere impressioniste; oltre a ripercorrere e approfondire l’arte di Charles Rennie Mackintosh – architetto, designer e pittore scozzese ed esponente dell’Art Nouveau nel Regno Unito.



Uno dei dipinti più importanti, custodito all’interno di questo eclettico museo è “Il Cristo di San Juan de la Cruz” opera religiosa di Salvador Dalì del 1951. Nel quadro, dove sullo sfondo compare la spiaggia di Port Lligat (dove viveva il pittore), la prospettiva “surrealista” – la scena è dipinta osservata dall’alto – è resa ancora più suggestiva. Dalì in questo dipinto si rifà ad un sogno fatto nel 1950, ma soprattutto al disegno di un mistico spagnolo, Juan de la Cruz, vissuto nel XVI secolo che durante un’estasi realizzò la Crocifissione di Cristo utilizzando proprio questa particolare prospettiva.
Indirizzo: Argyle St, Glasgow G3 8AG, Regno Unito
Orari: è aperta da lunedì a giovedì e il sabato dalle 10:00 alle 17:00, la domenica dalle 11:00 alle 17:00.
Biglietto: ingresso gratuito.
Per pranzo raggiungiamo la sede a Glasgow di Miller & Carter (47 St Vincent St, Glasgow), realizzata in un edificio storico che un tempo ospitava una banca. Le specialità della casa sono le bistecche, offerte in una varietà di tagli e cotture, accompagnate da salse come la celebre beef brown sauce, che esaltano il sapore della carne. Per un’esperienza indimenticabile, non si può non provare il filetto, servito al sangue con patatine fritte croccanti e insalata iceberg arricchita da formaggio filante e bacon o con dell’ottimo camembert.
L’ultima tappa prima della partenza è Ashton Lane, una piccola e graziosa stradina acciottolata della città, non lontana dalla zona universitaria, ricca di pub e ristoranti. Ashton Lane è il simbolo per eccellenza della rinascita. Negli anni ’70 era un’area degradata, ma l’apertura di un ristorante – “The Chip” – fu a poco a poco seguita da molte altri locali, trasformando e rigenerando quest’area della città.
Stiamo per salutare Glasgow e con lei si conclude il nostro indimenticabile viaggio in Scozia, una terra che ci ha riempito il cuore, gli occhi e la pancia di gioia, bellezza e sapori inaspettati.
Cosa mangiare in Scozia
La Scozia vanta alcune delle migliori carni e frutti di mare al mondo, dal pregiato manzo Aberdeen Angus ai crostacei delle sue acque cristalline. Eppure, la sua cucina ha dovuto a lungo lottare contro una reputazione non sempre lusinghiera. Negli ultimi dieci anni, però, la gastronomia scozzese ha ottenuto il giusto riconoscimento: chef innovativi, ispirati dai sapori autentici della loro terra, hanno valorizzato ingredienti locali con creatività e raffinatezza, conquistando stelle Michelin e riconoscimenti internazionali.
Per secoli, la cucina scozzese è stata plasmata dal clima rigido, che imponeva scelte alimentari pragmatiche e ingredienti facili da reperire, come la farina d’avena e le patate. Il porridge, emblema della colazione scozzese, è ancora oggi molto apprezzato. Ma se c’è un piatto che incarna l’anima della Scozia, è l’haggis. Spesso frainteso e a volte temuto, il piatto nazionale è un tripudio di sapori intensi e speziati: interiora di pecora tritate, mescolate con cipolla e spezie. Tradizionalmente servito nello stomaco dell’animale, oggi l’haggis si reinventa con presentazioni più moderne, trovando spazio tanto nei chioschi di street food quanto nei ristoranti gourmet. Esiste perfino una deliziosa versione vegetariana, che conserva tutto il carattere dell’originale.
La Scozia è anche terra di zuppe sostanziose, nate per scaldare le fredde giornate invernali. Il celebre scotch broth è una confortevole zuppa a base di orzo perlato, carote, rape e carne di montone, un piatto ricco e appagante. E poi c’è la cock-a-leekie, una zuppa di pollo e porri che risale al XVI secolo, un tempo arricchita con prugne secche per creare un particolare contrasto di sapori.



Nelle gelide acque dell’Atlantico, nascono aragoste e scampi dalla carne dolce e succulenta, mentre le capesante – nelle varianti king e queenie – vengono pescate a mano e servite semplicemente scottate, per esaltarne la purezza del sapore. Il freschissimo eglefino è la scelta prediletta per il fish and chips, insieme al salmone scozzese, celebrità internazionale sulle tavole gourmet e fiore all’occhiello della gastronomia nazionale. Per chi desidera una vera esperienza gastronomica, senza spendere una fortuna, la cittadina portuale di Oban – autoproclamata “capitale scozzese dei frutti di mare” – è una tappa imperdibile.
Anche la carne scozzese è rinomata per la sua eccellenza. Il manzo Aberdeen Angus, dal sapore ricco e burroso, è un’istituzione. La produzione casearia scozzese ha visto un’evoluzione sorprendente: oggi si possono gustare formaggi d’eccellenza, dai decisi erborinati Lanark Blue e Strathdon, fino alle specialità più antiche come il Caboc delle Highlands, un formaggio ricco e burroso con radici nel XV secolo.
Per quanto riguarda i dolci, gli shortbread – friabili biscotti al burro – conquistano chiunque li assaggi. Naturalmente, una cena scozzese non può dirsi completa senza un buon bicchiere di whisky, il leggendario Uisge Beatha – ‘acqua di vita’. Distillato con maestria in centinaia di distillerie disseminate per il paese, ogni regione offre il proprio caratteristico profilo aromatico. Ma anche la birra merita attenzione: come per i birrifici artigianali di Black Isle Brewery, BrewDog e Orkney Brewery, che hanno conquistato il palato di molti.
Infine, nessuna esperienza scozzese è completa senza un sorso di Irn Bru, la frizzante bibita nazionale dal colore aranciato e dal sapore dolcissimo, amata dagli scozzesi più della Coca-Cola.
Quando andare in Scozia
Il clima scozzese è famoso per la sua impetuosità, ma dietro la sua reputazione di terra battuta dai venti si cela un’atmosfera sorprendentemente temperata e intrisa di influenze marittime. Nonostante la sua latitudine settentrionale – basti pensare che Aberdeen si trova alla stessa altezza di Juneau, in Alaska – la Scozia gode di un clima addolcito dalla Corrente del Golfo, che attraversa l’Atlantico portando con sé il tepore delle acque caraibiche.
Il carattere meteorologico della Scozia muta profondamente da regione a regione: a est il clima è più asciutto e pungente, mentre a ovest l’aria è impregnata di umidità. L’estate è imprevedibile: le giornate possono alternare dolci brezze e cieli luminosi a improvvisi scrosci di pioggia. La primavera e l’autunno sono forse le stagioni più indulgenti per visitare la Scozia, con temperature miti e paesaggi avvolti dalla luce dorata di maggio o dai toni infuocati delle brughiere autunnali. L’inverno, invece, può risultare complicato, soprattutto nelle Highlands più remote, dove la neve avvolge le strade e trasforma il paesaggio in una distesa impenetrabile.



Chi visita la Scozia deve quindi prestare attenzione a queste accortezze: abbigliamento termico in inverno, strati sovrapponibili nei mesi più miti per fronteggiare i repentini cambiamenti di temperatura e – in estate – un nemico minuscolo ma tenace, i Highland midges. Questi piccoli moscerini, invisibili e insidiosi, non pungono ma lasciano fastidiosi segni pruriginosi che possono tormentare per ore, se non per giorni.
Preparativi e informazioni pratiche per organizzare un on the road in Scozia
Viaggiare in auto è il modo più autentico per esplorare la Scozia, per lasciarsi incantare da un panorama inatteso. Alcuni itinerari iconici offrono esperienze indimenticabili: “North Coast 500” è un percorso spettacolare che attraversa le Highlands settentrionali e le loro coste frastagliate, mentre la “Ruta dei Castelli” è un viaggio tra manieri leggendari scozzesi.
Chi si avventura sulle strade di Scozia non deve farsi ingannare dalle distanze: questa terra è più vasta di quanto sembri, con una costa che si snoda per il doppio della lunghezza di quella di Francia o Spagna. Un tragitto che in volo richiederebbe pochi minuti può trasformarsi in un viaggio di ore.
Ogni curva in Scozia rivela paesaggi scolpiti dal vento, tra valli solitarie, laghi scintillanti e scogliere modellate dalle maree. Per affrontare questo viaggio è bene conoscere alcune regole essenziali. I viaggiatori europei possono mettersi al volante con una semplice patente valida, ma occorre ricordare che qui si guida sulla sinistra. I limiti di velocità in Scozia sono di 48 km/h nei centri abitati, 97 km/h sulle strade extraurbane e 113 km/h sulle autostrade. Inoltre, le strade scozzesi in alcune zone sono molto strette ma a doppio senso, quindi occorre utilizzare i cosiddetti “passing places“, dei punti in cui la strada si allarga dove l’auto che lo ha più vicino alla propria destra, può mettersi per far passare l’altro veicolo.
Avete già visitato la Scozia o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!

