Top
  >  In giro per l'Europa   >  Danimarca   >  Roskilde: alla scoperta del cuore vichingo della Danimarca
Tra storia vichinga e festival musicale: cosa vedere a Roskilde, la città danese che unisce tradizione e modernità tra cattedrali, navi antiche e panorami sul fiordo.

Nel silenzioso abbraccio dei paesaggi pastorali della Danimarca si trova Roskilde, una città immersa nel fascino discreto delle sue antiche radici. Situata appena a ovest di Copenaghen, Roskilde è una cittadina deliziosa, un tempo capitale vichinga della Danimarca e, francamente, fa ancora un certo effetto saperlo. 

Famosa soprattutto per tre cose: una cattedrale maestosa e Patrimonio dell’Umanità UNESCO, un museo dove sono state ricostruite cinque navi vichinghe recuperate al largo della città e un festival musicale che ogni anno trasforma questo tranquillo angolo di mondo in una sorta di Woodstock scandinava.

Roskilde è il tipo di cittadina dove si può camminare accanto a un brillante fiordo, perdersi tra tombe di re dimenticati e navi che hanno solcato mari incerti, e domandarsi, non senza un certo stupore, come una cittadina così tranquilla possa custodire mille anni di storie senza farsene minimamente vanto.

Cenni storici su Roskilde

Roskilde, pur nelle sue dimensioni raccolte, custodisce un passato imponente. Fu qui, tra le dolci colline, che i Vichinghi scelsero di fondare una delle prime città della Danimarca, e fu sempre qui che, sul finire del X secolo, Harald “Dente Blu” – il re che convertì i Danesi dal paganesimo al cristianesimo – fece erigere la prima chiesa della regione. Un semplice edificio in legno, ma carico di simboli: l’inizio di una nuova epoca.

Roskilde | © Serena Annese 
Street art a Roskilde | © Serena Annese 
Gråbrødre Kapel | © Serena Annese 

Intorno a questa chiesa primitiva, Roskilde cominciò a fiorire. La città divenne presto sede vescovile e cuore spirituale del regno. Fu qui che Estrid, una donna del luogo, volle ricostruire il luogo sacro in pietra nel 1026, dopo che suo marito venne ucciso tra le sue mura, durante una partita a scacchi finita in tragedia. Ancora oggi, le fondamenta di quella costruzione millenaria giacciono sotto il pavimento dell’attuale cattedrale.

Durante il Medioevo, Roskilde raggiunse l’apice della sua grandezza. Con i suoi 10.000 abitanti era tra le città più popolose e influenti del Nord Europa, tanto da essere designata capitale del regno di Danimarca. Ma nel XV secolo, quando re Erik di Pomerania spostò la sede reale a Copenaghen, Roskilde iniziò lentamente a spegnersi.

Un altro colpo le fu inflitto nel 1443, quando un incendio devastante, scoppiato a nord della cattedrale, ridusse in cenere gran parte del centro storico. L’area oggi occupata dal parco Byparken era una volta un elegante quartiere cittadino; dopo il fuoco, si scelse di non ricostruire nulla. Il verde, il silenzio e gli alberi presero il posto della pietra.

Eppure, passeggiando oggi per Roskilde, non si ha la sensazione di trovarsi in una città dimenticata. Piuttosto, si avverte ancora la storia, quella che sopravvive negli echi vichinghi del fiordo.

Cosa vedere a Roskilde

C’è una profonda quiete che attraversa Roskilde, un’eleganza nordica fatta di storie che raccontano di re e vichinghi, di mercati antichi e di onde che lambiscono le sponde del fiordo. Le arterie vitali del centro storico si chiamano Skomagergade e Algade, dove i negozi moderni sorgono accanto a locande storiche. Algade, il cui nome significa “via nobile”, è la spina dorsale della città. Antica, elegante, orgogliosa, conserva palazzi storici come il Prindsen, un hotel sorto come locanda di posta nel XVII secolo e poi rinato dopo un devastante incendio. Qui dormì anche Hans Christian Andersen

Lungo il cammino ci si imbatte in panchine insolite, come quella dedicata a Lise Nørgaard, giornalista e scrittrice originaria di Roskilde, e scorci di street art che colorano il paesaggio urbano.

Poco distante si apre Stændertorvet, la piazza principale e antico luogo di scambi e commerci. Un tempo, era talmente viva da far demolire la chiesa romanica di Sankt Laurence per fare spazio al mercato. È qui che si erge la statua di Roar, mitico fondatore della città secondo la leggenda, figlio del tuono e della fede antica nei vecchi dèi. Il Byens Hus, ex municipio in stile gotico con mattoncini rossi e torre del 1500, è oggi un centro per la comunità, che accoglie concerti e matrimoni.

Statua e panchina dedicata a Lise Nørgaard | © Serena Annese 
Stændertorvet | © Serena Annese 
Roskilde | © Serena Annese 

Tra pietre, fuoco e memorie: il museo storico di Roskilde

Il Museo di Roskilde si inserisce con eleganza nel tessuto urbano, eppure attira lo sguardo grazie a un particolare curioso: il piano terra è rivestito in modo da ricordare massicci blocchi di pietra scura, per evocare fondamenta antiche, solide, imperturbabili. 

Le sale espositive si articolano tra due edifici dal passato molto diverso. Uno era un vecchio zuccherificio, industrioso e rumoroso, poi trasformato in caserma dei pompieri nel 1908. I vigili del fuoco vi lavorarono fino al 1989, quando la struttura passò al museo. L’altro edificio è più intimo, quasi domestico: un tempo era la Liebe House, casa di mercanti, costruita al posto di una vecchia abitazione settecentesca con tetto in paglia. Il nome lo deve alla famiglia Liebe, che la abitò fino all’alba del Novecento, quando la proprietà passò nelle mani del comune. Nel 1929, la casa divenne un museo.

Al suo interno ha inizio un percorso storico che parte dalla pietra grezza dell’età antica, quando i primi abitanti plasmavano strumenti per sopravvivere. Si attraversano secoli di conquiste e trasformazioni, fino al momento in cui i binari del primo treno danese iniziarono a segnare il paesaggio.

Tra le voci più forti che emergono da queste mura, c’è quella di Harald Blåtand, il celebre Aroldo Dente Blu. Fu lui, re saggio e visionario, a dare impulso alla costruzione della prima chiesa cristiana in queste terre, germoglio di quella che sarebbe poi diventata la maestosa Cattedrale di Roskilde. Il museo gli dedica un tributo che non è solo storico, ma quasi spirituale.

Indirizzo: Sankt Ols Stræde 3, 4000 Roskilde, Danimarca
Orari: è aperta da martedì a domenica dalle 10:00 alle 16:00. Chiuso il lunedì.
Biglietto: 60 DKK (circa 8€) / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale.

La solenne Cattedrale di Roskilde: Patrimonio dell’Umanità UNESCO

Nel cuore della cittadina danese di Roskilde, si erge un maestoso edificio in mattoni rossi: la Cattedrale di Roskilde. Sorge dove, nel 980, si trovava la prima chiesa cristiana della Danimarca. Ma è solo tra il XII e il XIII secolo che, su impulso del vescovo Absalon, prese forma il progetto destinato a diventare il primo esempio di gotico in mattoni della Scandinavia.

Le sue forme sono la sintesi perfetta tra severità nordica e tensione ascensionale. Dai primi del Quattrocento, Roskilde divenne il sepolcro sacro della monarchia danese. Undici cappelle si diramano dal corpo centrale della chiesa, veri scrigni dell’eternità, ognuna con la propria anima. Qui riposano, tra marmi e simboli, sovrani e regine, in un silenzio che racconta potere e mito. La leggenda vuole che i resti di Harald I, detto Dente Blu, siano murati in una delle colonne accanto all’altare.

Cattedrale di Roskilde | © Serena Annese 
Cattedrale di Roskilde | © Serena Annese 
Cappella di Cristiano IV | © Serena Annese 

La tomba più celebre è quella della regina Margrete I, il cui sarcofago è un capolavoro scolpito con l’immagine dorata della sovrana. A lei, nel 1413, venne dedicata una cerimonia funebre che durò tre giorni, a suggello della sua grandezza.

La cattedrale non è un’opera finita, ma un corpo in continuo mutamento. Ogni secolo ha aggiunto qualcosa: cappelle rinascimentali, cripte barocche, guglie ottocentesche. L’ultima modifica risale al 1985, con la costruzione della cappella di Federico IX nel sagrato.

Negli interni spiccano il pulpito seicentesco in pietra e legno, la fonte battesimale con gli evangelisti a sostegno, e l’organo del 1425, ancora in funzione, testimone musicale di secoli di liturgia. Non meno affascinante è l’orologio del XV secolo che ogni ora rianima San Giovanni nel suo duello contro il drago.

Salendo verso il coro superiore, voluto da re Cristiano V, si accede alla zona più solenne: quella riservata alle sepolture reali moderne. Qui si trova anche il monumento al duca Cristoforo, fratello di Margrete I, con la sua statua armata, decorata da pietre di vetro.

Nel deambulatorio, nascosta in un angolo, si trova la colonna più curiosa della cattedrale: una composizione di mattoni elaborati, quasi un’opera d’arte autonoma. Sotto il pavimento riposano centinaia di anime, tra cui quella del canonico Hans Henriksen, che si portò nella tomba il segreto del tesoro della chiesa. Sulla sua lapide, un lucchetto sulla bocca ne racconta l’indomita lealtà.

E poi c’è la pietra nera, sotto la quale si dice giaccia il Cavallo di Hel, creatura mitologica a tre zampe, presagio di morte.

La Cappella dei Re Magi, voluta da Cristiano I nel XV secolo, accoglie tombe rinascimentali maestose, tra cui quelle di Cristiano III e Federico II, veri templi in miniatura. I suoi affreschi narrano la fede e la gloria, mentre una colonna segnata da tacche registra l’altezza dei sovrani che qui passarono.

Più avanti, la Cappella di Federico V si illumina di un bianco rarefatto e silenzioso. Dodici bare riposano sotto il medaglione imperiale del re, mentre la bara di Federico VII si distingue per una corona di foglie di quercia, dono delle donne danesi in segno di gratitudine.

La Cappella di Cristiano IV, invece, racconta la vita movimentata del re con affreschi vividi e scene tratte dalla sua epoca. Quando il suo sepolcro andò distrutto in un incendio nel 1647, le sue spoglie rimasero a lungo nella cripta, in attesa che la cappella fosse degnamente completata.

Seguono le più piccole ma suggestive cappelle di Sant’Andrea e Santa Brigitta. Nella prima, un altare di mosaico e affreschi cinquecenteschi narrano episodi della vita di San Giovanni Battista. La seconda, voluta dal vescovo Oluf Mortensen accoglierà, un giorno, i resti dell’attuale regina Margherita II e del principe consorte.

Attraverso la Scala della Regina si accede al Museo della Cattedrale, allestito nella Sala dei Cavalieri. Qui, al primo piano, si custodiscono i tesori più preziosi: tra tutti, una copia dell’abito dorato di Margrete I.

La Cattedrale di Roskilde – dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1995 – è oggi il simbolo immortale della città.

Indirizzo: Domkirkepladsen 3, 4000 Roskilde, Danimarca
Orari: è aperta dal 1 aprile al 30 settembre da lunedì a sabato dalle 10:00 alle 18:00, la domenica dalle 13:00 alle 16:00. Dal 1 ottobre al 31 marzo da lunedì a sabato dalle 10:00 alle 16.00, la domenica dalle 13:00 alle 16:00.
Biglietto: 70 DKK (circa 9,37€).

Nei pressi della Cattedrale si trova il Roskilde Palæ, un elegante palazzo giallo del XVIII secolo, un tempo dimora dei vescovi e alloggio per i monarchi in visita, collegato all’edificio sacro da un arco, a ricordare l’intreccio costante tra sacro e profano.

Tra le statue che arricchiscono i suoi giardini spiccano quelle di re Hroðgar e suo fratello Helge, personaggi leggendari della mitologia nordica e del poema epico Beowulf.

Cappella dei Re Magi | © Serena Annese 
Cattedrale di Roskilde | © Serena Annese 
Sarcofago di Margrete I | © Serena Annese 

Il Museo delle Navi Vichinghe di Roskilde

Lasciamo la cattedrale alle nostre spalle per scoprire un altro gioiello di Roskilde: il Museo delle Navi Vichinghe.

Cinque navi, silenziose e solenni, si stagliano nello spazio centrale del museo. Hanno più di mille anni e sono emerse, frammento dopo frammento, dal fondo melmoso del fiordo, dove erano state sepolte volontariamente dai stessi Vichinghi: un muro invisibile contro le invasioni fatto di legno.

Risalenti all’XI secolo, queste imbarcazioni furono trovate nel 1962 a Skuldelev, venti chilometri a nord di Roskilde. Gli archeologi scoprirono che si trattava di una barriera navale sommersa: le navi, già danneggiate, erano state squarciate, riempite di pietre e lasciate affondare per impedire ai nemici di risalire il fiordo. Un gesto tattico che ha finito per regalarci uno degli archivi più preziosi della cultura vichinga.

C’è una nave da guerra lunga 30 metri, agile e affusolata, nata per solcare l’oceano e colpire rapidamente. Una seconda da 17 metri, pensata per le acque interne e le manovre più serrate. Poi ci sono i mercantili: uno adatto alle rotte d’altura, l’altro per i commerci costieri. Infine, una piccola barca da pesca: modesta, ma essenziale. Un ventaglio completo di ciò che era la vita sul mare in epoca vichinga. 

La sala in cui riposano è un capolavoro di architettura: un’enorme vetrata che si apre sul fiordo. Il museo, con la sua struttura essenziale e moderna, fu inaugurato nel 1969, proprio per accogliere e proteggere questi straordinari reperti.

Nella sezione esterna, un cantiere navale vivo e pulsante rievoca l’arte antica della costruzione. Qui si lavora come mille anni fa: con asce, chiodi forgiati a mano e il ritmo lento e sapiente del legno che prende forma. D’estate, si possono osservare gli artigiani all’opera, salire su un’imbarcazione vichinga riprodotta fedelmente, o addirittura veleggiare sul fiordo. Per i più piccoli, e per chi ama mettere le mani in pasta, ci sono laboratori dove si coniano monete, si decorano scudi o si costruiscono modellini di barche. 

Indirizzo: Vindeboder 12, 4000 Roskilde, Danimarca
Orari: è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 16:00.
Biglietto: 160 DKK (circa 21,43€) nei mesi estivi e 125 DKK (circa 16,74€) nei mesi invernali / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale.

Il porto di Roskilde e il pittoresco villaggio di Sankt Jorgensbjerg

Dopo aver attraversato le sale silenziose del Museo delle Navi Vichinghe, lungo i moli si possono vedere le barche a vela allineate, alcune ancora pronte a fendere le onde, altre adagiate sulla terraferma come giganti in letargo.

Dietro le barche e le banchine, tra i canali che disegnano una piccola isola nel cuore dell’acqua, spuntano casette di legno, baracche color pastello, piccoli ristoranti e caffè incastonati tra tavole grezze e finestre ampie.

Poco più avanti basta una passeggiata di cinque minuti salendo su un terreno che si fa collinare, per ritrovarsi nel cuore di un luogo incantato: Sankt Jørgensbjerg.

Un tempo villaggio di pescatori raccolto attorno alla sua chiesa – una delle più antiche di tutta la Danimarca – oggi è il quartiere più affascinante della città, proprio perché sembra non farne parte. Le stradine salgono dolcemente, scompaiono tra le curve, costeggiate da casette a graticcio con tetti in paglia e giardini nascosti dietro cancelli di ferro battuto.

Museo delle Navi Vichinghe di Roskilde | © Serena Annese 
Museo delle Navi Vichinghe di Roskilde | © Serena Annese 
Museo delle Navi Vichinghe di Roskilde | © Serena Annese 

Cosa vedere e fare nei dintorni di Roskilde

Alle spalle della città, il Fiordo di Roskilde si allunga sinuoso per oltre 40 chilometri, punteggiato da isole e isolotti. Gli archeologi ci raccontano che qui, già 6.000 anni fa, pescatori e cacciatori costruivano rifugi e armi: resti di conchiglie, ossa e strumenti di pietra affiorano ancora oggi dal terreno.

Il tumulo funerario di Hvedshøj, uno dei più grandi dell’età del bronzo, conserva i resti di un potente signore vissuto attorno al 1400 a.C., sepolto con gli onori riservati agli spiriti forti e alle anime eterne.

Oggi il fiordo è uno scrigno di sentieri: 275 chilometri da percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo. Oppure lo si può solcare dolcemente in kayak o barca a vela, respirando l’aria salmastra e ascoltando il richiamo degli uccelli acquatici.

Lejre Museum: dove si ricrea la storia

A pochi chilometri da Roskilde, si trova Lejre, un esperimento storico a cielo aperto tra colline moreniche, resti di un’epoca glaciale remota. Su un territorio di 43 ettari, modellato da ghiacci ormai scomparsi, si incontrano ricostruzioni minuziose di insediamenti umani che vanno dalla preistoria al XIX secolo: un campo dell’Età della Pietra dove il fuoco è ancora sacro, tumuli funerari neolitici che dormono sotto l’erba alta, villaggi dell’Età del Ferro dai tetti di paglia, dove la vita quotidiana è ricreata con incredibile fedeltà. Più avanti, le tende vichinghe fremono al vento, e un mercato di altri tempi profuma di lana e spezie. Infine, appaiono cottage ottocenteschi.

Nato nel 1964, questo centro non si limita a ricostruire: indaga e sperimenta. È stato creato per comprendere la vita di un tempo attraverso l’archeologia sperimentale, con gesti antichi che tornano a essere quotidiani. Qui, gli artigiani lavorano con strumenti d’epoca e i contadini coltivano come mille anni fa.

Indirizzo: Orehøjvej 4B, 4320 Lejre, Danimarca
Orari: è aperto da martedì a domenica dalle 11:00 alle 16:00. Chiuso il lunedì.
Biglietto: 60 DKK (circa 8€) / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale.

Porto di Roskilde | © Serena Annese 
Wienerbrød | © Serena Annese 
Porto di Roskilde | © Serena Annese 

Come raggiungere Roskilde

A circa 30 chilometri a ovest di Copenaghen, Roskilde è raggiungibile in appena mezz’ora sia in treno che in auto. Dalla stazione centrale di Copenaghen i treni partono a cadenza regolare durante tutta la giornata. Il biglietto si aggira intorno a 90 corone danesi – poco più di 12€. 

Per verificare il mezzo più rapido e comodo, si può utilizzare il sito Rejseplanen, una vera bussola digitale per orientarsi tra treni, autobus e coincidenze in tutta la Danimarca. 

Quando andare a Roskilde

L’estate è il momento perfetto per lasciarsi avvolgere dal fascino di Roskilde. Anche la primavera, con i suoi colori morbidi e l’aria frizzante, regala alla città una dimensione più intima e rarefatta.

Ma per ammirare Roskilde nel suo momento più vibrante, c’è un particolare evento, che si rinnova ogni anno e durante il quale la città si trasforma. Le tranquille strade della città si animano di vibrazioni: a cavallo tra giugno e luglio, si tiene il Roskilde Festival.

Nato nel 1971 da un sogno collettivo, il festival è cresciuto fino a diventare uno dei più grandi e iconici eventi musicali d’Europa. Chiamarlo semplicemente “festival” è riduttivo: Roskilde è un rituale moderno, una celebrazione della creatività, dell’incontro e della libertà. Sotto i cieli nordici, si alternano sul palco leggende e nuove promesse, in un intreccio sonoro che spazia dal rock all’elettronica, dal jazz alla world music.

Da Bob Marley ai Metallica, da Radiohead a Björk, passando per U2, The Cure, Nirvana, David Bowie, Coldplay, Ray Charles, Red Hot Chili Peppers, Bruce Springsteen e molti altri: la storia della musica ha inciso più di un’impronta su questi palchi.

A rendere questa festa ancora più unica è lo spirito che la anima: il festival è organizzato da una fondazione no-profit, e ogni centesimo di guadagno viene devoluto a progetti umanitari, culturali e sociali, con particolare attenzione ai giovani e all’infanzia.

Conoscevate già Roskilde? L’avete già visitata o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!

post a comment