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  >  In giro per l'Europa   >  Danimarca   >  Visita a Helsingør e al castello di Kronborg: il luogo dov’è ambientata la storia di Amleto
Guida per visitare Helsingør e il castello di Kronborg, il luogo iconico che ha ispirato l'opera di Shakespeare e dove la storia di Amleto prende vita.

A poco meno di un’ora di treno da Copenaghen, HelsingørElsinore, per i lettori shakespeariani – accoglie i visitatori con il profilo austero delle torri rinascimentali della fortezza che si riflettono sulla superficie limpida dell’acqua.

Il nome danese di Helsingør, con la sua radice “hals” – “strettoia” – si riferisce alla posizione strategica della città, che sorge proprio nel punto in cui lo stretto di Øresund si restringe, creando un passaggio naturale tra il Mar Baltico e il Mare del Nord. Questa congiunzione marittima fa sì che Helsingør si trovi a soli quindici minuti di navigazione dalla Svezia, con la quale mantiene un vivace traffico commerciale. Il porto, sempre in movimento, è anche il punto di partenza ideale per chi desidera proseguire il proprio viaggio verso le terre del Nord, grazie ai frequenti traghetti.

Bastano poche pore per esplorare la cittadina di Helsingør, con la sua atmosfera intima e raccolta, e visitare il castello di Kronborg.

Cenni storici su Helsingør

Le origini di Helsingør risalgono al 70 d.C., ma fu nel XII secolo che la città iniziò a prosperare. In quel periodo, i primi coloni si stabilirono nel punto più stretto dell’Øresund, dando vita a una comunità che ben presto si trasformò in un vivace mercato. La sua prima chiesa, la St. Olai, fu eretta nel 1200, e ancora oggi è possibile ammirarla sulla strada omonima, a pochi passi dal cuore della città.

Il Castello di Kronborg – la cui costruzione risale alla metà del XV secolo – acquisì un’importanza storica e culturale tale da ispirare anche il grande William Shakespeare, che nel 1601 ambientò la sua celebre tragedia, Amleto, proprio tra queste mura. 

Oggi Helsingør conta circa 46.000 abitanti e nel 2024, la Commissione Europea le ha conferito il premio “Green Leaf, riconoscendone l’impegno nel trasformare le sfide ecologiche in opportunità: energia pulita, mobilità dolce e tutela della biodiversità.

Cosa vedere a Helsingør

Kronborg Slot: tra storia e leggenda

Sulla punta estrema dello stretto di Øresund, tra Danimarca e Svezia, si trova il Kronborg Slot, noto come il “Castello di Amleto”, che dal 2000 è tutelato come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e riconosciuto come uno dei più maestosi esempi di architettura rinascimentale dell’Europa settentrionale. 

Costruito per la prima volta nel 1420 su ordine del re Erik di Pomerania, Kronborg nacque per dominare il passaggio marittimo tra i due regni scandinavi. Ogni nave doveva fermarsi e pagare un dazio. Con quel denaro, i sovrani danesi non solo arricchirono la corte, ma trasformarono il castello in un simbolo di potere: torri ricoperte di rame, cortili di pietra scolpita, una sala da ballo che, nel suo tempo, era la più lunga del Nord Europa. Fu proprio grazie a quelle ricche entrate che, decenni dopo, Federico II poté dare un nuovo volto al castello, trasformandolo in una residenza sontuosa con il contributo dell’architetto Anthonis van Obbergen, nel 1585.

In seguito si susseguirono incendi, le guerre, le razzie. Nel 1629, le fiamme lasciarono in piedi soltanto la  piccola cappella. Fu allora che Cristiano IV lo volle ricostruire, mantenendo l’eleganza rinascimentale, ma impreziosendola con elementi barocchi. Dopo la Guerra di Scania, il castello passò temporaneamente sotto il controllo svedese e, nel 1660, al suo ritorno in mani danesi, Cristiano V ne rafforzò le difese, rendendolo una fortezza quasi inespugnabile.

Appena si varca l’ingresso – percorrendo il sentiero che costeggia il fossato e attraversando il ponte levatoio – ci si ritrova in un’altra epoca. Il cortile interno si apre tra le ali del castello, dove  un tempo si trovava una grande fontana, che fu saccheggiata dagli svedesi durante la loro occupazione.

Kronborg Slot | © Serena Annese 
Kronborg Slot | © Serena Annese 
Kronborg Slot | © Serena Annese 

La visita prosegue salendo una breve scalinata che introduce negli appartamenti reali, un viaggio negli ambienti privati della famiglia reale danese. Le stanze eleganti, disposte su due livelli, furono progettate per Federico II e poi adattate da Cristiano IV dopo l’incendio che devastò il castello. Gli interni raccolgono camini scolpiti, arredi antichi, grandi dipinti sui soffitti che impreziosiscono ogni sala. 

Le stanze, sobrie ma cariche di memoria, raccontano una regalità discreta, più nordica che mediterranea. Solo la sala da ballo – lunga ben 62 metri tanto da essere per secolila più vasta della Scandinavia – rompe la sobrietà con la sua ampiezza teatrale, un tempo decorata con arazzi preziosi e baldacchini di seta e metallo, dove il re sedeva tra musica e banchetti. Qui le grandi finestre si alternano a imponenti dipinti, inondando la sala di luce naturale.

Curiosità: durante i sontuosi banchetti che si svolgevano qui, il numero delle portate poteva superare le sessantacinque. Il lusso era tale che, per evitare malori, a ogni ospite veniva fornito un “secchiello personale” nel quale potersi liberare prima di continuare a mangiare. Un dettaglio grottesco, ma autentico, che testimonia quanto l’esagerazione potesse fare parte del cerimoniale di corte.

Dall’altro lato degli appartamenti, ci sono le sale degli arazzi reali. Lì, su pesanti muri in pietra e pavimenti di parquet posato in geometrie diverse, riposano preziose testimonianze tessili della grandezza danese. Sette degli arazzi originali – parte di una serie di quaranta – sono conservati qui: opere commissionate da Federico II nel 1580, in cui sono ritratti cento re di Danimarca. Un progetto ambizioso, di cui solo pochi frammenti sono sopravvissuti; altri sette arazzi si trovano oggi al Museo Nazionale Danese, il resto purtroppo è andato perduto. 

Proprio accanto si apre l’ingresso delle casematte, le viscere del castello. Qui, nel ventre umido e oscuro di Kronborg, si respira un’altra atmosfera. Appena entrati, tra cripte e corridoi umidi, ci si imbatte in Ogier il Danese – “Holger Danske. Immobile su un trono di pietra, avvolto nella sua lunga barba, il leggendario eroe dorme un sonno secolare. La leggenda vuole che, al primo segno di pericolo per la Danimarca, si sveglierà e brandirà la spada per difendere la patria. La sua statua, oggi in cemento per resistere all’umidità, è forse una delle immagini più potenti che un visitatore conserva nella memoria. 

Le casematte ospitavano un tempo fino a mille soldati in caso d’assedio, con scorte sufficienti per sopravvivere fino a sei settimane. Un labirinto funzionale, cupo ma affascinante, che racconta il lato militare del castello.

Kronborg Slot | © Serena Annese 
Kronborg Slot | © Serena Annese 
Sala da ballo del Kronborg Slot | © Serena Annese 

Accanto alla torre principale, quasi nascosta dietro un portone che rimane sempre chiuso per preservarne l’intimità, si trova la chiesetta del castello. Piccola nelle dimensioni ma potente nella suggestione, è l’unica parte di Kronborg sopravvissuta indenne all’incendio del 1629. Qui, tra i pavimenti a scacchi bianchi e neri e gli intarsi di legno riccamente scolpiti, sembra che il tempo si sia fermato. Consacrata nel 1582, la cappella è uno dei rari esempi ancora tangibili di come dovesse apparire il castello prima del grande incendio. Sebbene gli interni siano stati restaurati nel 1843, l’anima rinascimentale è rimasta intatta.

Pochi passi più in là, si apre la porta che conduce a una delle esperienze più spettacolari di tutto Kronborg: la salita alla Torre del Cannone. Sono 145 i gradini della scala a chiocciola che conducono verso il cielo, avvolti in un movimento ascensionale che toglie il fiato – in tutti i sensi. Ma la fatica è ripagata, e abbondantemente, una volta raggiunta la cima. Dall’alto della torre, lo sguardo abbraccia il Mar Baltico, si spinge fino alla costa svedese e sorvola la cittadina di Helsingør con i suoi tetti rossi e i vicoli stretti.

L’ultima tappa della visita sono le cucine del castello. Anch’esse sono raggiungibili dal cortile interno. In origine, le cucine erano ben quattro: una per il re, una per la regina, una per il personale militare e di servizio, e infine una cucina dedicata esclusivamente alle fritture. Quella visitabile oggi è la cucina reale del re, ricostruita con grande fedeltà. Spiedi giganteschi, forni, utensili e grandi camini raccontano le fatiche quotidiane di chi era incaricato di sfamare una corte intera, soprattutto durante i sontuosi banchetti nella sala da ballo. E proprio accanto a questo spazio di lavoro e maestria, sono state allestite aree picnic per i visitatori: panche e tavoli dove fermarsi a riposare, magari sgranocchiando qualcosa portato da casa.

Indirizzo: Kronborg, 3000 Helsingør, Danimarca
Orari:
aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00.
Biglietto: 145 DKK (circa 20€) / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale.

Breve storia dell’Amleto di Shakespeare e del suo legame con il castello di Kronborg

Nel silenzio antico delle segrete del castello di Kronborg prende vita una delle storie più celebri del teatro universale. È qui – nel cuore oscuro di quella che Shakespeare chiamava Elsinore – che Amleto incontra l’ombra del padre – un’apparizione spettrale che cambierà per sempre il corso del suo destino.

Il fantasma, emerso dal regno dei morti con un segreto che pesa come una condanna, svela al giovane principe la verità: è stato assassinato, vittima del tradimento del fratello Claudio, che ora siede sul trono di Danimarca e ha preso in sposa la regina Gertrude, madre di Amleto. Così, ha inizio una spirale di inganni e dubbi, dove la vendetta non è mai chiara, e la follia può essere tanto reale quanto simulata.

Per proteggere il suo disegno di vendetta, Amleto finge la follia. Ma in questo gioco d’ombre perde ciò che ha di più puro: l’amore. Ofelia, dolce figlia di Polonio, è travolta dalla sofferenza. Quando il padre viene ucciso da Amleto per errore, la ragazza si abbandona alla disperazione e scivola nel buio dell’acqua.

Laerte, fratello di Ofelia, torna per vendicarla e viene strumentalizzato dallo stesso re Claudio. Insieme, ordiscono un duello che porta con sé il sapore del tradimento: la spada di Laerte è intrisa nel veleno, come anche il calice preparato per Amleto. Ma il destino rimescola le carte. Gertrude, ignara, beve dal bicchiere avvelenato e trova la morte, mentre Laerte viene ferito dalla sua stessa arma. Amleto, con l’ultimo soffio di vita, trafigge Claudio, chiudendo il cerchio di sangue. 

In verità, nessuno sa con certezza se il drammaturgo inglese abbia mai varcato i cancelli della fortezza, ma ciò che è certo è che la corte danese dell’epoca – fastosa, controversa, turbolenta – aveva già attirato su di sé l’interesse dei teatri londinesi, tanto da far giungere l’eco della fama di Kronborg, con i suoi banchetti dorati e la sua posizione strategica sul Baltico, fino alla penna del drammaturgo, che lo scelse come palcoscenico della più celebre delle sue tragedie.

Holger Danske | © Serena Annese 
Kronborg Slot | © Serena Annese 
Spiaggia di Helsingør | © Serena Annese 

M/S Maritime Museum: il museo marittimo

Nei pressi del castello di Kronborg, una fenditura nel terreno – che una volta ospitava un bacino di carenaggio – è stata scavata per accogliere un edificio in acciaio e vetro: il Museo Marittimo Danese. 

All’interno, le pareti di vetro e le linee pulite creano uno spazio che ospita esposizioni ricche di suoni, immagini e movimento. Le installazioni multimediali portano il visitatore dentro secoli di avventure tra le onde: si può tracciare una rotta su una mappa digitale, assumere il comando di una compagnia commerciale, oppure “farsi tatuare” in un gioco pensato per coinvolgere anche i più piccoli.

Eppure, accanto a questa tecnologia immersiva, non mancano i segni tangibili del passato: antichi strumenti di navigazione, mappe logorate dal tempo, lettere dal fronte e cimeli navali raccontano la quotidianità e i drammi dei viaggi per mare.

Indirizzo: Ny Kronborgvej 1, 3000 Helsingør, Danimarca
Orari:
aperto da martedì a domenica dalle 11:00 alle 17:00. Chiuso il lunedì.
Biglietto: 145 DKK (circa 20€) / per verificare le condizioni di riduzione o gratuità, consultare il sito ufficiale

Culture Harbour Kronborg

Il Culture Harbour Kronborg è un progetto vivo, pensato non solo per celebrare la storia, ma per offrirle un futuro pulsante di arte e incontri. Si tratta di un teatro a cielo aperto, pronto ad accogliere concerti, spettacoli, performance e momenti di contemplazione. Ma è anche semplicemente un luogo per fermarsi. Per passeggiare in riva al mare, lasciarsi scaldare dal sole riflesso sull’acqua o osservare i bambini correre tra le installazioni.

Han: il Sirenetto di Helsingør

Camminando lentamente lungo la via che riporta verso il cuore antico di Helsingør, si può incontrare una scultura molto particolare: Han, il “sirenetto”, custode silenzioso del molo. La sua posa è familiare – riprende quella della celebre Sirenetta di Copenaghen – eppure ogni cosa in lui racconta un’altra storia. Il suo corpo, levigato e fluido, è scolpito in acciaio lucente, così riflettente da trasformarsi in uno specchio liquido. Durante il giorno, soprattutto quando il sole gioca alto nel cielo, diventa quasi invisibile e abbagliante al tempo stesso.

Han è stato presentato al pubblico nel 2012, con un gesto tanto simbolico quanto provocatorio. Lui non guarda chi passa, ma sembra essere sempre in ascolto – dei flutti, del vento, delle storie dimenticate dei marinai. Un’antitesi lucida alla malinconia della Sirenetta.

Culture Harbour Kronborg | © Serena Annese 
Han | © Serena Annese 
Smørrebrød | © Serena Annese 

Rådhus: il Municipio di Helsingør

La visita a Helsingør prosegue verso il Rådhus, il municipio della città, un imponente edificio che si fa notare tra le altre architetture della via principale. Sebbene non appartenga ai secoli più antichi della città, il suo fascino è indiscutibile. Costruito in mattoni rossi tra il 1853 e il 1855, il municipio attira lo sguardo con le sue finestre policrome, che sembrano accendersi in un gioco di colori quando il sole comincia a calare. I riflessi caldi del tramonto donano alla facciata una luce morbida, quasi fiabesca.

Nel 2015, il palazzo è stato sottoposto a un restauro che ha ridato vita alla sua bellezza originale. Le eleganti bifore e trifore, con i loro archetti delicati che poggiano su colonne sormontate da capitelli finemente scolpiti, sono perfette testimonianze del passato.

Sankt Mariæ Kirke e Karmeliterklostret: la chiesa dedicata a Santa Maria e il chiostro monastico dei Carmelitani

La chiesa di Santa Maria -“Sankt Mariæ Kirke” – cattura l’attenzione con il suo fascino austero, – in mattoni rossi a vista -accanto al Karmeliterklostret, uno dei pochi chiostri monastici sopravvissuti all’usura del tempo nel Nord Europa.

È un luogo che si rivela in silenzio, passo dopo passo, varcando il porticato che incornicia un giardino chiuso, dominato da un grande albero. Si entra nella chiesa da un’apertura laterale, discreta e poco appariscente, come si addice a un luogo che ha fatto dell’intimità la sua forza. 

Questa chiesa nacque tra il 1430 e il 1500, costruita dai monaci carmelitani a cui Erik di Pomerania donò il terreno. Ma il destino del luogo cambiò: nel 1536, con la Riforma, il monastero venne soppresso. Cinque anni più tardi, venne trasformato in ospedale, con il nome di Our Lady Hospital. Si pensò di demolire la chiesa, ma la comunità tedesca e olandese di Helsingør – le stesse radici dei monaci che la edificarono – si oppose, e la chiesa fu salvata.

All’interno, la Santa Maria di Helsingør si apre in tre navate maestose, sorrette da pilastri nudi, ancora una volta in mattoni. E poi ci sono gli affreschi: volti bizzarri, creature fantastiche che escono dalle bocche – rane, arieti, volpi, tori – come se un sogno medievale si fosse posato sulle pareti, lasciando il segno. Dettagli grotteschi e misteriosi che parlano di un’epoca in cui la simbologia era tutto, e nulla era mai lasciato al caso.

Nonostante il passare dei secoli e le ristrutturazioni, molti tesori sono ancora custoditi all’interno: tra questi, l’organo monumentale del 1662.

Indirizzo: Sct Anna Gade 38, 3000 Helsingør, Danimarca
Orari:
aperta da martedì a domenica dalle 10:00 alle 15:00. Chiusa il lunedì.

Kronborg Slot | © Serena Annese 
Porto di Helsingør | © Serena Annese 
Porto di Helsingør | © Serena Annese 

La storica cattedrale di Sankt Olai

A pochi passi dalla quiete ombrosa del chiostro carmelitano, ci inoltriamo tra le viuzze acciottolate di Helsingør, arrivando così alla Cattedrale di Sankt Olai, imponente e austera.

Eretta là dove un tempo sorgeva una chiesa del XIII secolo, Sankt Olai si è evoluta come la città stessa: passo dopo passo, secolo dopo secolo. Le sue fondamenta risalgono al 1559, ma fu nel corso del Quattrocento e Cinquecento che l’edificio si ingrandì, in risposta alla crescente importanza commerciale di Helsingør, quando il suono dei mercanti si mescolava a quello delle campane.

Come molte architetture danesi, è vestita di mattoni rossi, che sotto il cielo plumbeo della Scandinavia assumono sfumature calde e vibranti. La sua torre, un tempo sormontata da una guglia svettante di 69 metri – più alta di quella attuale – fu per secoli il faro simbolico della città, finché il vento non decise di strapparla via nel 1736. Solo nel 1888, dopo decenni di attesa, una nuova cuspide venne issata al cielo, più modesta ma altrettanto fiera.

All’interno si celano tesori:una fonte battesimale del 1579, una pala d’altare maestosa alta dodici metri, e persino una palla di cannone, sospesa nel presbiterio settentrionale, che fu sparata da una nave inglese pochi giorni prima della Battaglia di Copenaghen, nel 1801. Da allora è rimasta incastrata, come un frammento di memoria.

Indirizzo: Sct Anna Gade 12, 3000 Helsingør, Danimarca
Orari:
aperta da martedì a sabato dalle 10:00 alle 14:00, la domenica dalle 9:30 alle 12:00. Chiusa il lunedì.

Kronborg Slot | © Serena Annese 
Kronborg Slot | © Serena Annese 
Kronborg Slot | © Serena Annese 

Come raggiungere Helsingør e il castello di Kronborg

Raggiungere Helsingør e il castello di Kronborg, a soli 45 chilometri da Copenaghen, è semplice e al tempo stesso poetico: il viaggio si snoda attraverso paesaggi che alternano boschi dalle sfumature fiabesche e scorci improvvisi sul mare.

Il mezzo più comodo è il treno, con partenze frequenti – circa ogni venti minuti – e in poco meno di un’ora si attraversano otto fermate. Nørreport Station, nel cuore di Copenaghen, è il punto di partenza ideale.

All’arrivo, dalla stazione di Helsingør alla fortezza sono circa dieci minuti a piedi, ma già al primo passo fuori dalla stazione la sagoma imponente di Kronborg appare all’orizzonte.

Quando andare a Helsingør

Per visitare Helsingør il periodo ideale è in estate, quando il castello ha orari di apertura prolungati. In alternativa, la primavera e l’autunno offrono un clima più mite e un minore  affollamento

Inoltre, ogni anno nei mesi estivi attori, provenienti da diversi paesi, recitano i versi immortali dell’Amleto nel corso del festival shakespeariano.

Conoscevate già Helsingør e il castello di Kronborg? Li avete già visitati o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!

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