
Inaugurata il 15 settembre tra le piazze e i palazzi storici di Roma la mostra out door dedicata a Fernando Botero, lo straordinario pittore e scultore colombiano che celebra la sensualità del volume.
Nella calda luce estiva di Roma, tra i palazzi storici e le antiche piazze, prende vita un’esposizione straordinaria che celebra l’opera di uno dei più grandi artisti del Novecento: Fernando Botero. Le opere monumentali del geniale pittore e scultore colombiano si ergono imponenti in alcune delle piazze più iconiche della Capitale, dal Pincio a Piazza del Popolo, da San Lorenzo in Lucina a San Silvestro.
Indice
Botero: l’artista indagatore del volume
Botero, pittore e scultore di fama mondiale, ha tracciato una carriera che ha attraversato continenti e culture, plasmando il suo stile inconfondibile che esalta la monumentalità delle forme umane e animali. Le sue opere sono una sinfonia di volumi esagerati, una riflessione sulla sensualità della forma che egli ha condotto fino alla sua scomparsa, avvenuta il 15 settembre dello scorso anno.
Nato a Medellín nel 1932, Botero ha iniziato la sua straordinaria avventura artistica fin da giovanissimo. Già a 16 anni, le sue illustrazioni adornavano le pagine del principale giornale locale “El Colombiano” e ottenendo la sua prima mostra personale a Bogotà a soli 20 anni. Dopo un viaggio formativo in Europa, dove si immerse negli studi dei maestri classici come Giotto e Andrea del Castagno, Botero tornò in patria dove sposo – salvo poi divorziare – Gloria Zea, figura di spicco nella cultura colombiana.


Le opere di Botero, con i loro personaggi dalle forme rotondeggianti e generose, non sono semplici ritratti: sono un’esplorazione profonda del volume e della prospettiva. L’artista manipola lo spazio per enfatizzare la grandiosità delle sue figure, spesso collocandole in ambienti ridotti che a malapena riescono a contenerle. Questo approccio crea un contrasto drammatico che cattura l’attenzione e suscita un senso di meraviglia e contemplazione.
Ma l’arte di Botero non è solo estetica. Come egli stesso ha affermato: “l’arte è una tregua spirituale e immateriale dalle difficoltà della vita”. Le sue opere offrono un rifugio di gioia e bellezza, un’oasi in cui immergersi per trovare conforto. Eppure, nonostante questa dimensione di evasione, l’arte di Botero è anche profondamente politica. A partire dagli anni ’90, ha affrontato temi di violenza e ingiustizia sociale attraverso la sua arte, offrendo uno specchio critico alla realtà che lo circondava.
Il momento di rivelazione per Botero avvenne nel 1956, quando dipinse un mandolino con un foro di risonanza incredibilmente piccolo rispetto al corpo dello strumento. Questo esperimento con le proporzioni segnò l’inizio della sua esplorazione del volume, un tema che avrebbe dominato la sua arte per tutta la vita.


Negli anni ’80, Botero acquistò una casa a Pietrasanta, in provincia di Lucca. La scelta non fu casuale: desiderava stare vicino alle cave di marmo e alle fonderie per il bronzo, materiali essenziali per le sue sculture. Pietrasanta divenne così un luogo di produzione e ispirazione per l’artista, un rifugio dove poteva dedicarsi alla sua arte con dedizione e passione.
Alcune delle sue sculture più iconiche possono essere ammirate in vari angoli del mondo. A Barcellona, il “Grande Gatto“ in bronzo è una presenza imponente e giocosa, mentre a Pietrasanta – in Piazza Matteotti – si staglia il “Guerriero“, un’opera in bronzo del 1992 alta quasi 4 metri. Queste sculture, con le loro forme generose e voluminose, incarnano perfettamente la filosofia artistica di Botero.


Le sculture monumentali di Botero nelle iconiche piazze di Roma
La mostra “Botero a Roma” – organizzata dalla Fernando Botero Foundation in collaborazione con Il Cigno GG Edizioni, BAM Eventi d’arte e Il Cigno Arte – è curata con maestria da sua figlia Lina Botero e rappresenta non solo un tributo postumo all’artista, ma anche un’esplorazione della sua evoluzione artistica.
Il vernissage – tenutosi il 10 luglio alla Terrazza del Pincio – ha dato il via ad uno straordinario percorso espositivo che resterà visitabile fino al 1° ottobre 2024. Sono 8 le sculture monumentali in bronzo, realizzate dall’artista colombiano tra gli anni Novanta e i Duemila: alla Terrazza del Pincio le due sculture “Reclining Woman” e “Venus Dormida”, in Piazza del Popolo le due sculture “Standing Man (Adamo)” e “Standing Woman (Eva)”, a Largo San Carlo al Corso “Horse (with bridles)”, a Piazza di San Lorenzo in Lucina “Cat”, a Piazza di San Silvestro “Seated Women” e infine a Piazza Mignalli (Piazza di Spagna) la scultura “Seated Woman”.


Questo bellissimo percorso allestito nel cuore di Roma è un’anticipazione della mostra – a cura di Arthemisia – dedicata a Botero, che avrà inizio il prossimo 17 settembre e durerà fino al 19 gennaio 2015 a Palazzo Bonaparte di Roma.
Entrambe le esposizioni rappresentano l’occasione ideale per scoprire o riscoprire il grande artista colombiano. Come diceva lo stesso Botero: “l’arte è un processo senza fine, nel quale non si smette mai di imparare. Nell’arte, il segreto per crescere è confrontarsi.”
Avete già visto le sculture di Ferdinando Botero a Roma o lo farete presto? Fatemelo sapere qui nei commenti, oppure sulla mia pagina Instagram!

